Luoghi storici di Lodi

Sebbene l’agricoltura sia l’anima di Lodi, la città possiede molti luoghi storici. Quella di Lodi, infatti, è una storia che comincia in epoca romana e continua ancora oggi. Nel 111 venne distrutta la Laus Pompeia, oggi Lodi Vecchio, e nel 1158 Federico Barbarossa, sulle rive dell’Adda, fondò la città.

 

Luoghi storici di Lodi: Pizza della Vittoria

Piazza della Vittoria è il cuore del centro storico di Lodi. Dal 2004 è una delle piazze più belle d’Italia. Su Piazza della Vittoria si affacciano i più importanti monumenti della città, tra cui il Duomo, e i suoi palazzi più eleganti. Tra questi, oltre al Palazzo Municipale, anche Palazzo Vistarini. Costruito nel Trecento dalle forme gotiche e con la facciata di mattoni e cotto, nel lato che incrocia corso Vittorio Emanuele diventa Palazzo Barni. Piazza Vittoria è molto suggestiva nella sua forma quadrangolare, ed è l’unico esempio al mondo di piazza interamente circondata da portici sui quattro lati. Ogni lato della piazza misura 74 metri e le colonne che reggono i portici sono 66. Fino al 1924 si chiamava Piazza Maggiore e nella prima metà dell’Ottocento ospitava una statua equestre di Napoleone Bonaparte, da lui voluta per celebrare la sua vittoria nella battaglia di Lodi.

Lodi Piazza Broletto

Luoghi storici di Lodi, Piazza Broletto

Luoghi storici di Lodi: Piazza Broletto

Piazza Broletto è una piccolissima piazza che sorge alle spalle del Broletto, a ridosso di Piazza della Vittoria. È racchiusa dai portici del Palazzo Municipale e il fianco sinistro del Duomo. Al centro della piazza, ricco di alberi, si trova una fonte battesimale che risale al ‘500, oggi adattata a fontana in marmo rosa di Carrara. Luogo storico piccolo e raccolto, Piazza Broletto a Lodi in epoca medievale era il fulcro della vita pubblica cittadina. Oggi romantica e raccolta nella sua pavimentazione di sassi levigati, è molto affascinante di sera.

 

Luoghi storici di Lodi: Castello Visconteo e Torrione

Sebbene non visitabile perché sede della questura, il Castello Visconteo con il suo Torrione è uno dei simboli di Lodi, e per questo uno dei suoi luoghi storici. Anticamente Lodi era circondata da mura. Il Castello Visconteo venne fatto erigere da Federico Barbarossa nei pressi di una delle porte di accesso alla città dalle mura, la porta Regale che era la più vulnerabile perché sulla strada per Milano. La funzione del Castello era quella di fortezza difensiva. Quello che vediamo noi oggi è il Castello dopo numerosi interventi e la struttura che è arrivata a noi risale al 1370, commissionata da Barnabò Visconti. Il Torrione è un’aggiunta successiva, voluta da Francesco Sforza. In origine era a base rotonda e alto tra i 16 e i 17 metri. Solo nel 1906 il comune di Lodi decise di alzarlo, fino a 33 metri, per contenere il serbatoio dell’acquedotto comunale.

Luoghi storici di Lodi, Torrione

Luoghi storici di Lodi: Palazzo Mozzanica

Costruito nel quindicesimo secolo su alcune fondamenta di strutture trecentesche, Palazzo Mozzanica, noto anche come Palazzo Varesi, è uno dei luoghi storici più importanti di Lodi. Si chiama così perché venne commissionato dal Conte Lorenzo Mozzanica. Sorge tra Via XX Settembre e Via Volturno. Il Palazzo, in stile rinascimentale, si sviluppa attorno a un cortile rettangolare che su due lati consecutivi è porticato con colonne dai capitelli ionici. La facciata è imponente, in cotto, di stile bramantesco, divisa in due orizzontalmente da una fascia marcapiano decorata con ghirlande e figure mitologiche, realizzate da Agostino del Fondulis, che dipinse anche parte del Tempio dell’Incoronata. Nella parte sinistra della facciata c’è il bel portale in pietra d’Angera, decorato con quattro medaglioni che raffigurano Gian Galeazzo Visconti, Isabella d’Aragona, Francesco e Bianca Maria Sforza.

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Lodi, www.turismolodi.it

Monumenti di Cremona

Cremona è una splendida città d’arte, dove si mangia bene, dalla sobria eleganza e dai tanti monumenti. Una città a misura d’uomo, molto godibile da girare a piedi o in bicicletta. I principali monumenti di Cremona sono tutti raggiungibili in poco tempo e senza bisogno di usare l’auto per gli spostamenti. Dalle chiese, ai palazzi, ai teatri i monumenti di Cremona permettono una gita alla scoperta della città che non può non lasciare affascinati.

 

Monumenti di Cremona: il Torrazzo

Il Torrazzo a Cremona non è solo un monumento, è il simbolo della città. È la torre campanaria merlata in muratura più alta d’Europa. Si trova in Piazza del Comune, in pieno centro storico, accanto al Duomo. Dalla sua sommità, dopo aver percorso 502 gradini, si può godere di un incantevole panorama che domina la città. Il Torrazzo è un’imponente torre costruita tra Duecento e Trecento, alta 112 metri, anche se la memoria popolare riferisce che in origine il Torrazzo venne costruito originariamente nel 754. All’altezza del quarto piano del Torrazzo è da notare il bellissimo orologio, che con la sue raffigurazioni del cielo e delle costellazioni dello Zodiaco attraversate dai movimenti del Sole e della Luna, è considerato uno degli esemplari di orologi astronomici più grandi a livello mondiale. Sette sono le campane del Torrazzo, come le note musicali, e a ciascuna è stato assegnato un santo.

 

Monumenti di Cremona, il Torrazzo

 

Monumenti di Cremona: Loggia dei Militi

La Loggia dei Militi è uno dei monumenti più antichi di Cremona. Venne edificata nel 1292, e fu la sede delle riunioni di quei cittadini abbienti che nel Medioevo avevano funzioni militari e sociali. Di qui il nome di Società dei Militi. La sua struttura, che internamente è formata da due vani sovrapposti di forma rettangolare, è un interessante esempio di architettura comunale, avviata a trasformarsi in signorile. All’esterno la parte bassa della facciata reca un porticato ad arcate a sesto acuto, mentre quella superiore è decorata da belle trifore circondate sempre da archi a sesto acuto. Sotto il portico si conserva l’insieme scultoreo delle due statue con la figura di Ercole. È considerato l’emblema di Cremona, risalente all’epoca napoleonica, proveniente da una delle antiche porte medievali distrutte in epoca successiva, Porta Margherita.

 

 

Monumenti di Cremona: Museo del Violino

La liuteria, l’antica arte di costruzione del violino, ha come capitale Cremona. Il Museo del Violino è stato inaugurato nel 2013, e qui è possibile conoscere tutto ciò che ruota intorno al magico mondo del violino e di ascoltarne e goderne il suo timbro unico, in locali dall’acustica perfetta. Il Museo del Violino è da considerarsi uno dei monumenti importanti per la città di Cremona. Qui è possibile fare un viaggio attraverso cinque secoli di liuteria cremonese mediante un incontro diretto con i grandi Maestri, come Amati, Stradivari, Guarneri, e i loro capolavori. A Cremona, però, è bellissimo passeggiare anche tra le botteghe dei liutai che arricchiscono il centro storico, anch’esse veri e propri monumenti della città.

 

Monumenti di Cremona, il Teatro Ponchielli

 

Monumenti di Cremona: Teatro Ponchielli

Il Teatro Ponchielli è uno dei teatri più belli d’Italia. Quello che vediamo noi oggi è il risultato di una serie di interventi di costruzione, ricostruzione, modifiche, manutenzioni e restauri che dura da duecentocinquant’anni. Intitolato al compositore cremonese Amilcare Ponchielli, questo monumento di Cremona venne costruito dal 1806, su disegno del dall’architetto Luigi Canonica, sulle rovine del precedente Teatro della Società, che andò distrutto da un incendio. Inizialmente si chiamava Teatro della Concordia. La sua struttura, ripristinata dopo un altro incendio del 1824, vede una sala a ferro di cavallo, quattro ordini di palchi e galleria. Al Teatro Ponchielli di Cremona è possibile assistere a un cartellone di pregevoli opere teatrali, concerti e manifestazioni canore.

 

 

Per maggiori informazioni sui monumenti di Cremona: www.turismocremona.it

Chiese di Parma

Parma, città del buon cibo, è anche terra di chiese bellissime. Nella capitale dei Farnese è possibile passeggiare a piedi o in bicicletta e scoprire tesori di grande fascino. I due principali gioielli tra le chiese di Parma sono il Duomo e il Battistero, di epoca medievale. Nel centro storico sorge anche Santa Maria della Steccata.

 

Chiese di Parma: Duomo

Il Duomo di Parma è considerato una delle maggiori espressioni dell’architettura romanica in Italia. È dedicato all’Assunta, e la sua costruzione iniziò nel 1059. Il Duomo di Parma venne consacrato nel 1106. La facciata è racchiusa da due torri, di cui solo una realizzata tra il 1284 e il 1294, pensata in origine sullo stesso modello della facciata del duomo della vicina Fidenza. Oggi la facciata ha il tetto a capanna, tre ordini di logge e tre portali. Sulla cuspide della prima torre in origine c’era anche l’angelo in rame dorato, che oggi si trova nel museo diocesano, considerato uno dei simboli della città: l’Arcangelo Raffaele. L’interno del Duomo di Parma è a tre navate, con decorazioni di grande pregio sotto l’aspetto scultoreo. Nel transetto si può ammirare la Deposizione di Benedetto Antelami, considerata un capolavoro dell’arte italiana con influssi gotico provenzali. Molto bella anche la cupola, dipinta dal Correggio tra il 1525 e il 1530 che raffigura l’Assunzione della Vergine circondata da Apostoli, efebi e angeli recanti strumenti musicali e nei pennacchi i santi patroni della città. Il campanile, a differenza del resto della chiesa, è in stile gotico.

 

Citta Di Parma

Chiese di Parma, Battistero

 

Chiese di Parma: Battistero

Imponente ed elegante, il Battistero di Parma è il capolavoro dell’Antelami, che diresse l’opera e realizzò quasi per intero la mirabile decorazione plastica dell’edificio. Sorge accanto al Duomo e segna il punto di congiunzione tra romanico e gotico. La costruzione del Battistero di Parma cominciò nel 1196. A causa di una serie di liti politiche tra committenti e la città di Verona, da cui arrivava il marmo, i lavori procedettero a rilento e l’edificio venne consacrato solo nel 1270. Il battistero ha forma ottagonale, per suggerire la simbologia dell’unione tra terra e cielo, ed è tutto realizzato in marmo rosa di Verona. Bellissimo l’interno, decorato con altorilievi che rappresentano il ciclo dei mesi e delle stagioni, e suddiviso in 16 arcate che compongono delle nicchie contenenti affreschi e dipinti risalenti al tredicesimo e quattordicesimo. Imponente la cupola, decorata con figure di santi. Al centro del Battistero la vasca battesimale, anch’essa risalente al tredicesimo secolo.

 

chiese di Parma, Santa Maria della Steccata

 

Chiese di Parma: Santa Maria della Steccata

Insieme a Duomo e Battistero, Santa Maria della Steccata è una delle più belle chiese di Parma. Sorge anch’essa nel centro storico della città, su un terreno già venerato fin dall’antichità. Il motivo per cui venne eretta fu proprio per dare un luogo di culto a quanti andavano a pregare nel luogo in cui c’era un’immagine della Vergine che allattava, dipinta sulle pareti di un oratorio, e che era ritenuta miracolosa. Il nome della chiesa deriva dallo steccato posto davanti all’immagine della Madonna per regolare il flusso dei pellegrini. La Basilica di Santa Maria della Steccata è un bellissimo esempio di architettura del Rinascimento parmense. Venne costruita tra il 1521 e il 1539 e la sua pianta è a croce greca, che ricorda la struttura bramantesca di San Pietro a Roma. Al centro la cupola rotonda, affrescata da Bernardino Gatti. Gli interni della chiesa di Santa Maria della Steccata sono arricchiti da bellissimi affreschi, opera di molti maestri del rinascimento parmense. Su tutti spiccano le decorazioni del Parmigianino, soprattutto nel sottarco che sovrasta l’altare maggiore, dove sono dipinte Le tre Vergini sagge e le tre Vergini stolte.

 

Per maggiori informazioni sulle chiese di Parma: http://turismo.comune.parma.it

Fotografia Europea 2017

5 e 7 maggio

 

 

Più sedi in città

 

 

Si inaugurano in maggio le mostre fotografiche che rimarranno aperte fino a luglio. Fotografia Europea 2017 è dedicata al tema “Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro”, esplorato con il linguaggio visivo e le sue diverse interpretazioni. Installazioni, conferenze, incontri, workshops, proiezioni e spettacoli, con oltre 30 mostre e oltre 200 appuntamenti del circuito Off.

 

 

www.fotografiaeuropea.it.

Mosè Bianchi. Ritorno a Monza

Dal 6 maggio  al 3 settembre

 

 

Musei Civici di Monza Casa degli Umiliati

 

 

Una mostra omaggio a quella che è stata considerata la figura di maggior rilievo nell’ambito dei pittori monzesi dell’800. Un percorso che rinnova il legame identitario della città con il suo celebre pittore proponendo un corpus di opere le cui vicissitudini realizzative o espositive sono fortemente intrecciate con la storia cittadina.

 

 

www.museicivicimonza.it

Generare Futuro 2017. L’armonia del contrasto

Dal 5 al 7 maggio

 

 

Più sedi in città

 

 

Un convegno che si interroga sul futuro e che fa parlare chi prova a cambiarlo. Economisti, sociologi, imprenditori, scrittori e musicisti incontrano il pubblico per condividere idee e progetti.

Ci faremo guidare, in questo viaggio tra contrasti e armonie da testimoni della nostra epoca come Oliviero Toscani, Giulio Tremonti, Beppe Severgnini. Ma anche da imprenditori e startupper con l’innovazione nel sangue, economisti un po’ matti, scrittori eremiti e panificatori intolleranti al glutine. E poi, per concludere un grande concerto per festeggiare i cento anni di un’istituzione lodigiana come l’Accademia musicale ‘Franchino Gaffurio’. Perché il contrasto è bello, vitale, creativo. Ma l’armonia, che ne è il prodotto, lo è ancora di più.

 

 

 

Lo sguardo sul mondo: vedute, capricci, paesaggi’

Fino al 25 giugno

 

 

Museo Civico Ala Ponzone

 

 

Un percorso espositivo che raccoglie una scelta di opere provenienti dalle Collezioni della Fondazione Cariplo e dallo stesso museo cremonese. Un percorso omaggio al paesaggio in tre secoli di pittura (dal Seicento all’Ottocento), dove ogni sosta è la rivelazione di un mondo.

 

 

www.comune.cremona.it/node/469974

Andar per castelli nelle Città d’Arte della Pianura Padana

Atmosfere medievali e incanti rinascimentali tra fortezze militari e residenze castellate.

 

 

Nel cuore delle nostre città, ma anche tra i paesaggi del territorio, ci attendono castelli medievali dal fascino fiabesco, maestose fortezze rinascimentali, baluardi militari e cittadelle fortificate, testimonianze di un passato glorioso e appassionato. Tra le cinta murarie sono custoditi tesori d’arte di inestimabile valore, collezione di dipinti, armi e suppellettili originali, importanti spazi museali.

Partenda da Brescia, l’orgoglio e la forza di questa città si mostrano dall’alto della sua terra, con il poderoso complesso di edifici sul colle Cidneo. Il suo castello ne è il principale protagonista. Le origini si perdono nella notte dei tempi, addirittura nell’età del bronzo, ma è dall’epoca romana e medievale poi che questo sontuoso edificio assume carattere e personalità. Chiamato “Falcone d’Italia”, il castello domina la città mostrando il suo profilo militare sia dentro che fuori le cinta murarie. Come antica fortezza veneziana-viscontea conserva ancora intatto il suo fascino e accoglie i visitatori che percorrono un vero viaggio a ritroso nel tempo.

L’esperienza non regala solo una magnifica vista sulle fortificazioni della Rocca ma anche un percorso tra le diverse aree ricreative che sorgono dentro le mura o lungo le stradine ombreggiate fino alla sommità del colle. Si possono scoprire gli antichi Magazzini dell’Olio, la Torre dei Francesi e il magnifico Ponte levatoio con un impianto di epoca medievale. Qui hanno sede importanti spazi museali come il trecentesco edificio “Mastio visconteo” che ospita il civico Museo delle Armi “Luigi Marzoli”, uno dei più rinomati d’Europa per la ricchezza delle sue collezioni d’armi e armature quattro-cinquecentesche e armi da fuoco sei-settecentesche.

(www.turismobrescia.it)

Tra le terre di Cremona alcuni itinerari tematici ci portano alla scoperta di antiche città murate, residenze castellate ed edifici agricoli fortificati. Il percorso inizia da Pandino, località che ospita un magnifico castello, residenza ducale viscontea. L’architettura a pianta quadrangolare con torri leggermente sporgenti, l’ampio cortile e i loggiati impreziositi da decorazioni policrome restituiscono ancora il fascino originale. Lasciate le atmosfere trecentesche si arriva a Soncino (www.soncino.org), dove ci attende la rocca sforzesca, una delle architetture militari più rappresentative della regione. Una pausa che ci porta nel cuore tumultuoso sec. XV, un’epoca bellicosa che ha imposto architetture più massicce, cinte murarie più robuste e torrioni più bassi. Adesso uno sguardo alla torre “del Capitano”, che troneggia sul centro abitato, racchiuso dalla medievale cinta urbica e dal fossato. Cambiamo scenario e spostiamoci a circa 25 km da Cremona, dove è situato il comune di Torre de’ Picenardi, un piccolo centro ricco di storia e di antichi insediamenti nobiliari. Fra le varie vestigia da non perdere la piazza principale, caratterizzata dalla mole della splendida Villa Sommi Picenardi, antica residenza della nobile e antica famiglia cremonese. Un luogo magico che regala un incantevole giardino in stile inglese, visitato e celebrato nella storia da reali, poeti e letterati di ogni epoca. (www.prolocotorredepicenardi.it/)

 

Un perfetto charme medievale lo sfoggia la città di Pavia, con un edificio emblematico della sua storia, il Castello Visconteo, che regala un’esperienza emozionante e culturalmente ricca. Costruita in pochissimi anni a partire dal 1360 per volontà di Galeazzo II Visconti questa dimora stupisce per il rigore e la pulizia architettonica, la ricchezza di dettagli e il valore delle opere al suo interno. Un luogo che, senza annullare connotati militari, offre ancora tutti gli aspetti funzionali e decorativi di un palazzo residenziale, come le grandi bifore esterne, il loggiato del cortile o gli affreschi delle sale interne. Di particolare valore estetico il decoro con imprese viscontee sul cielo stellato della “Sala Azzurra” e le figure del Cristo morto e dei Santi nell’originaria cappella. Le numerose sale sono oggi diventate gli spazi espositivi dei Musei Civici della città, un polo museale importante che offre ambienti ed esperienze diverse: dal museo archeologico alla Sala Longobarda, dalla sezione romanica a quella rinascimentale, dalle Pinacoteche al Museo del Risorgimento.

 

Di grande interesse è la ricostruzione dell’area sepolcrale di Casteggio: due tombe a cremazione in mattoni e un cippo sepolcrale, che testimoniano l’appartenenza di Clastidium al territorio di Piacenza. Magnifica per ricchezza e valore anche la collezione egizia con circa 150 oggetti tra papiri, vasi canopi, amuleti e bronzetti.  E poi la “Sala Longobarda” al Museo Archeologico che espone argenti paleocristiani, oreficerie tardoromane e i reperti longobardi, che raccontano lo splendore raggiunto da Pavia capitale di Regno.  (www.museicivici.pavia.it)

 

Parma punteggia il suo tessuto storico e culturale con 13 importanti castelli, 13 magnifici edifici dal fascino fiabesco e militare che da secoli “fanno la guardia” al territorio. Tra i boschi e i vigneti dall’Appennino al Grande Fiume Po, tutte queste fortezze sono visitabili e in alcuni casi è possibile sceglierle per un soggiorno, dove dormire e svegliarsi in un’epoca storica diversa, tra raccolte atmosfere del Medioevo o nel fascino della Belle Epoque. Ecco quindi la maestosa “Fortezza di Bardi”, imponente esempio di architettura militare, arroccata da più di mille anni su un ripido sperone, oggi custode del Museo della Civiltà Valligiana e del nuovo Museo della Fauna e del Bracconaggio. E poi il solido “Castello di Compiano” dell’anno mille, roccaforte dei Landi e poi dei Farnese, che si fa ammirare in tutta la sua robusta compattezza e stupisce per i preziosi oggetti d’arte e dipinti del ‘600 e del ‘700 al suo interno. I suoi spazi sono la location ideale per ricevimenti e cene di gala. Atmosfere più eleganti circondano invece il Castello di Tabiano, immerso nel verde e nelle leggende, che ci racconta importanti eventi, guerre tra Guelfi e Ghibellini, dissidi tra impero e papato, assedi, distruzioni e tradimenti. Il castello spicca sul Borgo in posizione dominante sulle prime colline che sovrastano la Pianura Padana, con un panorama che spazia dall’appennino fino alla catena alpina. E lo stupore si coglie anche al suo interno; tra le tante sale, riccamente arredate e impreziosite da affreschi, i giardini, uno scalone d’onore e la cappella privata. Un luogo che sa celebrare momenti importanti anche oggi, dai meeting di lavoro alle cerimonie di nozze.

Piacenza porta in luce il valore del suo antico Ducato, dove tanti castelli, di diversa fattura, ne testimoniano il valore storico e artistico. Una sosta d’obbligo è alla Rocca e al castello di Agazzano, un importante complesso composto da due strutture e un ampio parco-giardino a terrazza che si affaccia sulla val Luretta. E’ una felice sintesi tra l’architettura difensiva medioevale e l’eleganza della dimora signorile rinascimentale, arredato con mobili d’epoca regala splendidi affreschi e preziose suppellettili. Un fascino più discreto e un’indole agreste sono i tratti salienti del Castello di Paderna, un fortilizio con ampia corte agricola che conserva la chiesa di Santa Maria, con pianta a croce greca. Oggi, residenza padronale, è azienda agricola biologica, orto-giardino con antiche varietà di prodotti, fattoria didattica e sede di importanti manifestazioni legate alla coltivazione della terra. Un’esperienza che coniuga arte, storia, momenti di riflessione e di apprendimento. Le visite guidano i visitatori in un percorso tra sapori e valori locali, attraverso l’Azienda agricola biologica, la Torre d’ingresso, il Piccolo museo contadino, la Torre nell’acqua, la Chiesa di S. Maria e il Parco. Un’immersione nella più autentica atmosfera medievale la regala invece la Rocca Viscontea di Castell’Arquato, un gioiello di architettura del XIV secolo, che ancora affascina dominando, con le sue torri, il borgo e la Val d’Arda. L’edificio, tutto in laterizio, ha un colore e un’immagine che non si dimenticano, soprattutto al calare del sole, quando le mura e le torri diventano figure maestose e si trasformano in inquadrature cinematografiche. (www.castellidelducato.it)

Monumenti di Piacenza

La Primogenita d’Italia possiede un notevole patrimonio artistico che si esprime nei suoi monumenti, simbolo della storia millenaria che caratterizza la città. Il periodo di maggiore splendore per Piacenza fu il Cinquecento, quando la città era la sede del Ducato di Parma e Piacenza sotto la famiglia dei duchi Farnese. I monumenti di Piacenza, insieme alla sua ottima cucina, sono uno dei tanti motivi per organizzare una visita alla città.

 

Monumenti di Piacenza: Statue equestri di piazza Cavalli

Forse uno dei più rappresentativi di simboli della città, le Statue equestri di piazza Cavalli sono indiscusse opere d’arte barocca. I due monumenti rappresentano Ranuccio e Alessandro Farnese, il primo a destra guardando Palazzo Gotico, e l’altro a sinistra. Vennero realizzate nell’arco di sedici anni, dal 1612 al 1628, dallo scultore toscano Francesco Mochi da Montevarchi su commissione della comunità che voleva celebrare la famiglia Farnese. La prima statua che venne terminata e poi messa sul lato ovest di piazza Cavalli fu quella di Ranuccio, di gusto più manierista, e in seguito quella di Alessandro che grazie alla dinamicità del cavallo, al mantello e alla criniera del cavallo, oltre alla torsione del suo condottiero, è uno dei maggiori capolavori del barocco. Le basi in marmo bianco di Carrara sono abbellite da bassorilievi bronzei che raffigurano le Allegorie della pace e del Buon Governo e due scene della Battaglia delle Fiandre dove trovò la morte Alessandro Farnese.

 

Piacenza Piazza Cavalli

Monumenti di Piacenza, Statue equestri di Piazza Cavalli

 

Monumenti di Piacenza: Teatro Municipale

Punto di riferimento per l’arte piacentina, il Teatro Municipale è uno dei monumenti più belli della città, e si trova in piazza Sant’Antonio. Di gusto neoclassico, il Teatro Municipale venne inaugurato nel 1804. Il suo progetto si deve all’architetto piacentino Lotario Tomba, colui che realizzò anche il Palazzo del Governatore in piazza Cavalli. A forma di tre quarti di ellisse, in modo da ottenere migliori prestazioni visive e di acustica, il teatro conta un migliaio di posti a sedere. Bellissimi i bassorilievi raffiguranti le Allegorie dei generi teatrali di Alessandro Pettinati, che si trovano sopra le porte della balconata in pietra del primo piano. Bellissimo e ricco di sfarzo è il foyer. La facciata venne rielaborata quasi 30 anni dopo e ricorda quella del Teatro alla Scala di Milano, realizzata dal Piermarini. È dotata di un antiportico che in origine fungeva da fermata per le carrozze.

 

Piacenza Teatro Municipale

Monumenti di Piacenza, Teatro Municipale

 

Monumenti di Piacenza: Palazzo Landi

Oggi sede del Tribunale, della Corte d’Assise e della Prefettura, Palazzo Landi è uno dei monumenti più interessanti della città di Piacenza. Rappresenta il più affascinante esempio di residenza signorile del Rinascimento presente a Piacenza. Venne costruito nel quindicesimo secolo da Manfredo Landi, consigliere dei Duchi di Milano, che affidò la facciata a Giovanni Battagio da Lodi, lo stesso che realizzò il Tempio dell’Incoronata a Lodi. Palazzo Landi sorge sulle fondamenta di un più antico palazzo medievale che apparteneva alla potente e ricca famiglia dei Landi. Lo ricorda una lapide posta sull’angolo a sinistra. Pregevole il portale, che richiama un arco di trionfo romano. È molto ricco e realizzato in marmo da Giovan Pietro da Rho, che impreziosì gli stipiti con figure allegoriche. Le colonne ai due lati del portale recano una il simbolo della concordia, raffigurata da tre uomini con le mani intrecciate, e l’altra i simboli delle arti, raffigurate da tre donne che impersonificano la musica, la pittura e la poesia. Ottavio Farnese requisì Palazzo Landi nel 1578, per vendicare la congiura contro il padre Pier Luigi, cui aveva partecipato anche Agostino Landi, e divenne sede del Supremo Consiglio di Giustizia e poi del Tribunale delle Finanze.

 

Per maggior informazioni sui monumenti di Piacenza: www.comune.piacenza.it

 

Monumenti di Brescia

Brescia è una città ricca di monumenti. Passeggiando per le vie del centro basta girare l’angolo e ci si ritrova di fronte a monumenti che raccontano un pezzo della storia di questa straordinaria città. Accanto ai grandi monumenti del passato, come l’area romana divenuta patrimonio Unesco, e a quelli che hanno fatto la storia della spiritualità bresciana, come la tante chiese sparse in città, sono molte le bellezze da godere durante una gita alla scoperta della Leonessa d’Italia

 

Monumenti di Brescia: Torre della Pallata

La Torre della Pallata, o più semplicemente Pallata, è uno dei simboli di Brescia, oltre che uno dei monumenti più rappresentativi del medioevo bresciano. È l’unica delle quattro torri dell’epoca giunte fino a noi. Si trova nel centro storico di Brescia, all’angolo tra via Pace e Corso Mameli, e la sua costruzione risale al 1248. È alta 31 metri e la sua pianta è quadrata, interamente in pietra di Botticino. È stata costruita per difendere la porta di S. Giovanni. La pallata, infatti, indicava una palizzata eretta come difesa. Solo nel Quattrocento venne aggiunta la torre campanaria, così come l’orologio, e nel Cinquecento la bella fontana che ancora oggi zampilla ai suoi piedi. Questa fontana, che dà su via Pace, fu progettata da Antonio Carra, che vi scolpì due figure sdraiata che secondo alcuni interpreti rappresentano i fiumi Garza e Mella, per altri i laghi di Garda e d’Iseo.

 

Monumenti di Brescia: i Portici e la Torre dell’Orologio

Da Piazza della Loggia, nel suo versante orientale, si sviluppano i Portici, luogo deputato allo shopping cittadino e salotto di Brescia. L’edificio che li contiene è stato realizzato in gusto veneziano, da Pier Maria Bagnadore nel 1595. Nella parte superiore dell’edificio dei portici è incorporata la Torre dell’Orologio. L’orologio è composto due diversi quadranti, uno che dà su piazza della Loggia e uno che affaccia su via Beccaria. I due quadranti segnano le ore, le fasi lunari e i segni zodiacali. Sulla sommità si trovano una campana in bronzo e due statue in rame, noti a tutti i bresciani come “i macc de le ure”, o col nomignolo di “Tone e Batista”. Si tratta di due automi la cui funzione era quella di scandire le ore sulla campana. I Portici e la Torre dell’Orologio sono una tappa obbligata per quanti intendano visitare Brescia e i suoi monumenti.

 

Monumenti di Brescia, Teatro Grande

 

Monumenti di Brescia: Teatro Grande

Il Teatro Grande non è solo uno dei tanti monumenti di Brescia. È un gioiello. Costruito nel 1739 dall’architetto Carlo Manfredi, è stato edificato nello stesso luogo dove cent’anni prima nacque il primo teatro pubblico a Brescia, voluto dall’Accademia degli Erranti. Elegante e raffinato, il Grande è un ottimo esempio di architettura di teatro all’italiana. Sorge a metà di corso Zanardelli, in pieno centro città, e venne costruito e rimodernato più volte, dalla prima metà del diciottesimo secolo, fino a metà del diciannovesimo. La sala teatrale, in stile neoclassico venne progettata dall’architetto Luigi Canonica nel 1806, ed è a forma di ferro di cavallo. È perfetta per l’opera lirica grazie alla sua acustica secca che privilegia la voce, anche se il suo cartellone è sempre ricco di opere di vario genere. Accanto a essa c’è il Ridotto, un piccolo capolavoro del rococò bresciano, che ha un pregevole soffitto decorato con figure di divinità olimpiche. Interessanti da notare anche i tre busti posti all’entrata dalla scalinata. Uno rappresenta Arturo Benedetto Michelangeli, il più famoso pianista del mondo, un altro Giuseppe Verdi, e il terzo Gerolamo Rovetta, finanziatore del teatro. Al Teatro Grande nel 1904, Puccini presentò l’opera Butterflay acclamata calorosamente dai bresciani.

 

Per maggior informazioni sui monumenti di Brescia: www.bresciatourism.it

 

Chiese di Modena

Anche se è conosciuta più per i motori, la buona tavola e il bel canto, Modena può vantare chiese bellissime. Il Duomo, insieme alla torre Ghirlandina e piazza Grande, sono stati infatti dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’Umanità perché sono la più bella rappresentazione mondiale del romanico. Accanto a questi edifici di straordinaria bellezza, però, a Modena ci sono molte altre chiese, che meritano senza dubbio una visita. In tutto si conta che il centro storico abbia 15 chiese.

 

Chiese di Modena: Duomo

Il 9 giugno 1099 venne posata la prima pietra del Duomo di Modena, per volere delle varie classi sociali cittadine per custodire i resti di San Geminiano, vescovo ed evangelizzatore delle terre modenesi, morto nel 397 e divenuto patrono della città. La consacrazione del Duomo di Modena, intitolato a Santa Maria Assunta, avvenne nel 1184 alla presenza di Papa Lucio III. Il progetto venne affidato all’architetto Lanfranco e allo scultore Wiligelmo, che diedero vita a una sintesi fra la cultura antica e la nuova arte lombarda, creando un modello fondamentale per la civiltà romanica. Bellissime le sculture con le storie della Genesi che decorano la facciata. Dalla fine del XII secolo vi lavorarono i Maestri Campionesi. Il risultato è un’opera di abbacinante bellezza, sia all’interno che all’esterno.

Chiese di Modena, Duomo

Chiese di Modena: Santa Maria della Pomposa

Santa Maria della Pomposa è una delle chiese più antiche di Modena. Si trova nell’omonima piazzetta e fa parte del complesso denominato Aedes Muratoriana. È dedicata a San Sebastiano, ma il suo nome deriva dall’abbazia di Santa Maria Pomposa nel delta del Po, dalla quale dipese dalle origini duecentesche fino al 1492. Si pensa che le prime notizie risalgono al 1153. Nella facciata si notano ancora le tracce della porta medievale arcuata. L’edificio venne ricostruito nel diciottesimo secolo e venne affidato allo storico giurista ed erudito Ludovico Antonio Muratori, considerato una delle menti più geniali del ‘700. Muratori divenne prevosto della chiesa, e che qui è sepolto. Sconsacrata nel 1774, la chiesa venne riconsacrata nel 1814 grazie alla Confraternita di San Sebastiano. Romanica all’esterno, neoclassica con sfumature gotiche all’interno, la Chiesa di Santa Maria delle Pomposa custodisce opere importanti, tra le quali la Vergine in Trono circondata dai santi di Giovanni Boulanger.

 

Chiese di Modena: San Bartolomeo

La chiesa di San Bartolomeo, in pieno centro città, è una delle chiese più imponenti di Modena e dell’intera provincia. È la chiesa dei gesuiti. Venne costruita tra il 1607 e il 1629 dai seguaci della Compagnia di Gesù. Merita una visita soprattutto al suo interno, per via dei fastosi affreschi che la decorano. Molto particolari sono i giochi di prospettiva, che disegnano una cupola in realtà inesistente. Il punto privilegiato per ammirare la chiesa di San Bartolomeo si trova sul pavimento della chiesa stessa, sul quale c’è un disco dove posizionarsi per godere appieno delle bellezze dell’edificio.

 

Chiesa di Santa Maria degli Angeli del Paradiso

La chiesa è detta anche del Paradisino perché il luogo dove venne costruita la chiesa nel 1596 era una fonte chiamata Paradiso che si diceva avesse l’acqua più buona di tutta Modena. Le linee sono semplice e l’architettura è essenziale, ma quello che stupisce e abbaglia è il soffitto realizzato da Camillo Gavasseti. Bellissimo, ligneo e a cassettoni, è splendidamente decorato e dipinto con raffigurazioni finissime. Degno di nota anche l’altare in legno intagliato e dorato della quarta cappella di destra, che ospita una tela attribuita alla scuola di Jean Boulanger. Oggi la chiesa è in uso alla comunità ortodossa ucraina, e per questo motivo la parte del presbiterio ospita una grande iconostasi tipica della tradizione orientale.

 

Per maggiori informazioni sulle chiese di Modena: www.visitmodena.it

 

 

Luoghi storici di Reggio Emilia

Reggio Emilia, conosciuta per la sua arte culinaria e gastronomica, è una città i cui luoghi storici hanno segnato la storia dell’Italia unita. Fu proprio a Reggio che venne scelto il Tricolore come bandiera nazionale. Una città dall’anima ribelle, che ha combattuto contro antiche servitù. I luoghi storici di Reggio Emilia si sviluppano attorno alla Via Emilia, decimano massimo dell’antica città romana, che ancora oggi divide a metà il centro storico.

 

Luoghi storici di Reggio Emilia: Sala del Tricolore

Di stile neoclassico, la Sala del Tricolore trova spazio all’interno del Palazzo Comunale. Si chiama così perché in questa sala nel gennaio del 1797 si svolse la seduta durante la quale 110 deputati in Congresso a Reggio adottarono il Tricolore come bandiera d’Italia. A fianco della Sala del Tricolore, dove oggi si svolgono le sessioni del consiglio comunale e le più importanti manifestazioni istituzionali cittadine, c’è il Museo del Tricolore, dove si può ammirare e comprendere l’evoluzione della bandiera italiana. La Sala e il Museo sono due luoghi storici di Reggio Emilia che fanno capire le lotte della città per conquistare il proprio futuro di libertà e uguaglianza.

Luoghi storici di Reggio Emilia, Sala del Tricolore

 

Luoghi storici di Reggio Emilia: le Piazze

Dalla Sala del Tricolore si può intraprendere il cosiddetto percorso delle piazze, veri e propri luoghi storici di una città. Piazza Prampolini, un tempo Piazza Grande, è il cuore di Reggio Emilia. Qui si affacciano il Duomo col Battistero romanico, e il Palazzo Comunale. A pochi passi da Piazza Prampolini, attraversando i portici del Broletto, c’è Piazza San Prospero, detta anche Piazza Piccola, o Piasa Céca in dialetto reggiano tradizionale sede del mercato e luogo dove sorge la basilica dedicata al patrono della città. Qui, nei caffè che affacciano sulla piazza, un tempo si ritrovavano i patrioti. A Reggio Emilia ci sono altre due storiche piazze: Piazza Cesare Battisti, su cui si affacciano il Monte di Pietà e il Palazzo del Capitano del Popolo, e Piazza Fontanesi, ricca di alberi e botteghe di antiquariato.

 

Luoghi storici di Reggio Emilia, Piazza Prampolini

 

Luoghi storici di Reggio Emilia: i tre teatri

Cavallerizza, Municipale e Ariosto. Sono questi i luoghi storici della cultura di Reggio Emilia. Tre teatri dove batte il cuore di Reggio, ciascuno con una propria identità. Il cuore della vita culturale della città è il Teatro Municipale intitolato a Romolo Valli, dove oggi vanno in scena opere, concerti, danza, musical e operette. Interamente in stile neoclassico, è considerato uno dei teatri più belli d’Italia. Imponente nella sua maestosità, l’intero complesso del Teatro, circondato dai giardini pubblici, copre un’area di 3.890 mq. Venne progettato dall’architetto Cesare Costa e costruito tra il 1852 e il 1857. Costò tantissimo: oltre 1 milione e 600 mila lire di allora, che equivalgono a otto milioni di euro di oggi. In origine poteva contenere 1600 spettatori, oggi 1150. Fu in questo teatro che Luciano Pavarotti debuttò nel 1961 con la Bohème.

Il Teatro Romolo Valli sorge in Piazza Martiri del VII Luglio, vicinissimo a P.za della Vittoria su cui si affaccia il Teatro Ludovico Ariosto, che invece mette in scene opere di prosa e danza. La prima costruzione fu tra il 1740 e il 1741 su disegno di Antonio Cugini. Andò distrutto nel 1851 da un incendio e venne ricostruito nel 1878, seguendo la logica del politeama. Il teatro della Cavallerizza, il più moderno dei tre, risalente agli anni ’90 e intitolato a Cesare Zavattini, ospita spettacoli sperimentali, per lo più eventi musicali e di danza contemporanea.

Reggio Emila Teatro Valli Interno

Luoghi storici di Reggio Emilia, teatro Valli

 

Per maggio informazioni sui luoghi storici di Reggio Emilia: www.comune.re.it/turismo

Kristof Kintera – Postnaturalia

Dal 19 marzo al 30 luglio

 

 

Collezione Maramotti

 

 

Il nuovo progetto dello scultore ceco Kristof Kintera. Una complessa installazione che si innesta in diversi spazi della Collezione Maramotti, come in un organismo vivente.

 

www.collezionemaramotti.org

Monumenti di Monza

Monza, la città preferita da re e regine, soprattutto quelli Longobardi, è una città ricca di monumenti. Dall’Arengario alla Villa Reale, passando per il Duomo, le architetture civili e religiose sono inserite in una cornice magica che rimanda indietro nel tempo. Monza, piccolo gioiello e cuore della Brianza, sa regalare fascino ed eleganza, con i suoi molti monumenti. Poco distante dal centro storico, poi, sorge il monumento per eccellenza simbolo della città: l’Autodromo.

 

Monumenti di Monza: Ponte dei Leoni

Quattro leoni in marmo sono posti all’ingresso e all’uscita del Ponte, per decorarne i quattro angoli. Il Ponte dei Leoni mostra a chi lo attraversa uno scorcio della città incantevole. Da qui si può vedere un insolito panorama, con il fiume Lambro che passa in mezzo alle case. Il Ponte dei Leoni è parte integrante della città. Venne costruito nel 1842 vicino ai resti di un antico ponte romano che era sostenuto da 7 arcate. Alcune di esse sono ancora oggi visibili nel letto del fiume, e una invece è nascosta nella cantina di un edificio posto alla destra del fiume per chi sale verso l’Arengario.

 

Monumenti di Monza: Fontana delle rane

In mezzo a Piazza Roma, cuore pulsante di Monza, si trova questa insolita fontana, detta anche la Sirenetta dei monzesi. Sorge proprio vicino all’imponente Arengario. Si tratta di una scultura in bronzo opera del friulano Aurelio Mistuzzi, risalente al 1932. È raffigurata una giovane donna al bagno, dai tratti dolci e sinuosi. Nella mano destra, con un gesto lieve che dà il senso del movimento, tiene una rana, dalla cui bocca esce uno zampillo di acqua. Alla base della fontana ci sono altre rane, sempre in bronzo. Sul fondo della vasca, in marmo, una serie di mosaici rappresentano rane e pesci colorati.

Monumenti di Monza: Museo del Design

Anche se in sé il Triennale Design Museum non è un vero e proprio monumento, i pezzi qui conservati sono degni di nota perché rappresentano essi stessi dei monumenti. Pezzi storici, che testimoniano le innovazioni, le sperimentazioni e l’eterogeneità della storia del design italiano. È allestito nel Belvedere della Villa Reale, all’ultimo piano della Reggia, da cui si piò godere di un panorama incantato sul Parco di Monza.  Visitare questo museo di Monza significa capire, attraverso i suoi pezzi iconici e monumentali, cosa sia davvero il design in Italia.

 

Monumenti di Monza: Mulino Colombo

Situato in pieno centro a Monza, il Mulino Colombo è uno dei monumenti più importanti di archeologia industriale della città, donato a Monza dai proprietari nel 1987. Ancora oggi conserva la sua struttura originaria, con due edifici paralleli, ed è l’unico mulino sul fiume Lambro ancora integro. In origine, si ritiene che già nel XVIII secolo fosse attivo, serviva per macinare il grano. In seguito venne impiegato per la follatura della lana e infine come frantoio. Oggi il Mulino Colomboospita il  Museo Etnologico di Monza e Brianza e vi vengono organizzate importanti mostre.

 

Monumenti di Monza: Autodromo

Quello di Monza è uno dei più antichi circuiti automobilistici fissi al mondo, dopo Brooklands e Indianapolis. Le sue 12 curve e i suoi 5793 metri di lunghezza lo fanno universalmente riconoscere come il tempio della velocità. Venne inaugurato nel 1922 per volere dell’Automobile Club d’Italia per celebrare i 25 anni dell’associazione. Per costruirlo e terminarlo vennero impiegati solo centodieci giorni di lavoro: dal 15 maggio al 15 agosto. L’Autodromo Nazionale Monza è di diritto un monumento, poiché è diventato il simbolo della città. Qui si disputa il Gran Premio d’Italia di Formula 1. Sarebbe un vero peccato visitare Monza senza fare una tappa all’Autodromo. Sorge all’interno del Parco di Monza, in uno scenario unico al mondo.

 

Per maggiori informazioni sui monumenti di Monza: www.turismo.monza.it

Luoghi storici di Modena

Bella e a misura d’uomo. Modena è una città da vivere e da visitare, per le sue bellezze e per la sua storia. Tutto gravita attorno ai luoghi storici più belli della città. La via Emilia, la grande arteria romana che attraversa la città, fa da punto di riferimento per poter raggiungere a piedi o in bicicletta i luoghi che hanno fatto la storia di Modena, tra cui Piazza Grande, il Palazzo Comunale, il Palazzo Ducale.

 

Luoghi storici di Modena: Piazza Grande

Piazza Grande è talmente bella che l’Unesco 20 anni fa l’ha inserita tra i patrimoni dell’Umanità insieme al Duomo e alla torre civica della Ghirlandina. Nelle motivazioni che hanno portato a inserire il complesso tra i patrimoni Unesco si legge che Piazza Grande, con Duomo e Ghirlandina, offre un “esempio di sviluppo urbano strettamente collegato ai valori della vita civica, specialmente nelle relazioni che esso rivela tra l’economia, la religione e la vita politica e sociale della città”. Inoltre è una delle “testimonianze più eccezionali della società urbana nell’Italia settentrionale tra i secoli XII e XIII” e gli edifici della piazza ne riflettono i valori. Tutta la vita di Modena è sempre passata da Piazza Grande. Questo luogo storico di Modena quando nacque, nel XII secolo, si chiamava Piazza Duomo, e sono nella seconda metà del diciassettesimo ha preso il nome di Piazza Grande. Da sempre qui si sono incontrati il potere temporale e quello religioso, e lo testimonia la pietra Ringadora, uno dei simboli più curiosi della piazza. Non c’è cittadino o turista che passando in piazza non si fermi davanti a questo lastrone di calcare ammonitico rosato lungo tre metri che si trova davanti al Palazzo Comunale. La grossa pietra serviva da tribuna e da pulpito agli oratori modenesi che parlavano ai cittadini durante le adunanze popolari.

 

luoghi storici di Modena, piazza Grande

 

Luoghi storici di Modena: Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale di Modena è una somma di luoghi storici, che nel Medioevo avevano varie funzioni e che nei secoli sono stati accorpati tra loro. Il sapiente lavoro di ristrutturazione ha saputo dare un’armonia degli spazi. Per iniziare una visita di Modena, è bene cominciare da qui, essendo a piano terra situata la sede dell’ufficio informazioni turistiche della città. L’insieme dei tanti edifici è tenuto unito da un elegante porticato, completato nel 1825, che chiude Piazza Grande sui lati est e nord. Su uno spigolo del Palazzo Comunale si trova la statua della Bonissima, realizzata nel dodicesimo secolo in marmo e calcare, che raffigura una donna vestita con un costume medievale e una lunga treccia di capelli fluenti sulla spalla. Non si sa chi sia davvero la donna, le leggende soo di pareri discordanti. C’è chi dice sia la Contessa Matilde di Canossa, chi dice sia una nobildonna, di nome Bona, che sfamò la cittadinanza in un’epoca di carestia. E infine c’è chi dice che la statua rappresenti l’onestà del commercio, essendo Piazza Grande da sempre sede di mercato.

 

Come Arrivare a Modena Piazza Roma

luoghi storici di Modena, Palazzo Ducale

 

Luoghi storici di Modena: Palazzo Ducale

Già sede della Corte Estense tra Seicento e Ottocento, oggi Palazzo Ducale è la sede della più prestigiosa Accademia Militare italiana. Maestoso e monumentale con la sua elegante facciata a tre piani piena di finestre affiancate, balaustre e statue, da molti è ritenuto essere il primo palazzo barocco d’Europa. Di sicuro è uno degli edifici barocchi più significativi d’Italia. Palazzo Ducale venne costruito a partire dal 1634 laddove sorgeva l’antico castello estense. Al primo piano di c’è il Museo Storico dell’Accademia Militare. Visitarlo non significa solo vedere la ricca esposizione di armi, armature, memorie, cimeli e militaria. Il Museo, infatti, è l’unico modo per poter visitare le meravigliose sale storiche di Palazzo Ducale.

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Modena: www.visitmodena.it

C.A.M.E.R.

1- 2 aprile

 

 

Centro Esposizioni

 

 

CAMER ovvero Club Auto Moto d’Epoca Reggiano: ecco la mostra scambio di auto, moto, cicli, ricambi e accessori d’epoca. In un’area di 45.000 metri quadrati con oltre 1.600 espositori si realizza un evento dedicato per appassionati e professionisti del mondo dei motori.

 

 

www.camerclub.it

Piacenza Jazz Festival

Fino all’8 aprile

 

 

A conclusione del Piacenza Jazz Festival, il calendario della manifestazione propone due eventi musicali da non perdere.

 

Il 6 aprile la musica jazz entra per la prima volta nella Cattedrale di Piacenza, Le note del contrabbasso o il violoncello di Danielsson e del pianoforte di Privat si uniscono ai dipinti della cupola, in una miscela di sonorità nordiche, classiche e pop.

 

 

Il giorno 8 con la chiusura del festival si terranno il Galà finale e la premiazione del concorso “Bettinardi 2017” presso lo spazio Le Rotative. I festeggiamenti saranno dedicati ai giovani talenti del Jazz italiano nelle sezioni Solisti, Gruppi e Cantanti. Un momento che premia l’ambizione, la passione e il rigore delle figure più promettenti della musica.

 

 

www.piacenzajazzclub.it

Guercino tra sacro e profano

Fino al 4 giugno

 

 

Duomo

 

 

Omaggio del Guercino negli straordinari spazi della cupola del Duomo. Un percorso, tra sacro e profano, che unisce due luoghi simbolo della città dove i visitatori avranno la possibilità di ascendere all’interno della cupola del Duomo per ammirarne gli straordinari affreschi e di contemplare una selezione di 20 capolavori in mostra a Palazzo Farnese.

 

 

guercinopiacenza.com

Patti Smith – Higher Learning

Dall’8 aprile al 16 luglio

 

 

Palazzo del Governatore

 

 

Parma ospiterà la mostra fotografica dell’icona del rock Patti Smith, con circa 120 opere scattate in bianco e nero durante i viaggi dell’artista per il mondo. In contemporanea sarà possibile vistare anche un’altra mostra di opere fotografiche dal titolo, The NY Scene – arte, cultura e nuove avanguardie anni ’70-’80, prodotta da Photology.

 

 

Le mostre “Higher Learning” e “The NY Scene – arte, cultura e nuove avanguardie anni ’70-’80” saranno aperte dall’8 aprile al 16 luglio 2017.

 

 

I biglietti saranno in vendita on line tramite il circuito Midaticket dal sito www.unipr.it/pattismith a partire da metà marzo, e direttamente al Palazzo del Governatore nei giorni e negli orari di apertura delle mostre.

 

 

www.midaticket.itwww.unipr.it/pattismith

Parma 360 Festival della creatività contemporanea

Dal 1 aprile al 14 maggio 2017

 

 

Torna a Parma il festival per menti curiose con mostre, eventi, laboratori e dialoghi d’arte. Piazze, palazzi antichi, gallerie, negozi storici, luoghi affascinanti e sconosciuti  saranno il palcoscenico di Parma 360, Festival della creatività contemporanea:  per 45 giorni in città si alterneranno mostre, eventi e installazioni di fotografia, architettura e design, videoarte, realtà aumentata, food design.

 

 

www.parma360festival.it

Antonio Ligabue – La Mostra

Fino al 18 giugno

 

 

Scuderie del Castello Visconteo

 

 

Una mostra dedicata al pittore Antonio Ligabue, nato in Svizzera nel 1899 e morto a Gualtieri (Reggio Emilia) nel 1965. La mostra si sviluppa attorno a due temi principali della sua prosuzione artistica: gli animali e gli autoritratti. L’artista, conosciuto come Il Matto o Il Tedesco oggi è definito “espressionista tragico”: questa di Pavia è una delle rassegne a lui dedicate in tutta Italian negli ultimi anni, dopo Gualtieri, Roma e Palermo.

La mostra è “family friendly”: sono previsti incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti. In più sono stati predisposti un angolo per l’allattamento, una sala didattica con accesso libero per le famiglie, un percorso creato ad hoc per i bambini; un omaggio per i più piccoli si potrà ritirare in biglietteria. All’interno delle Scuderie un allestimento con un’opera ad “altezza bambino”aspetta bambini e ragazzi, per coinvolgerli in un’esperienza immersiva tutta per loro.

 

 

www.vivipavia.it

Primavera in Piazza

8  e 9 aprile 2017

 

 

Piazza Trento e Trieste

 

 

La primavera arriva nel cuore della città. Colori e profumi invaderanno il centro di Monza grazie alla mostra mercato di piante e fiori, Primavera in piazza, con allestimenti paesaggistici, aree tematiche dedicate al verde e all’ambiente e divertenti laboratori tematici dedicati ai bambini e ai loro genitori!

 

 

www.turismo.monza.it

Chiese di Piacenza

C’è stato un tempo in cui le chiese di Piacenza erano tante, molte di più di quelle che si possono contare ai giorni nostri. Ancora oggi, però, a Piacenza si possono ammirare chiese che sono dei veri e propri gioielli d’arte.

 

Chiese di Piacenza: Duomo

Il Duomo di Piacenza, dedicato a Santa Giustina, è una delle chiese romaniche più importanti della Pianura Padana. Venne fondata nel 1122 sui resti della preesistente cattedrale di Santa Giustina, e la sua edificazione terminò nel 1233. Ancora oggi nella cripta sono conservate le spoglie di Santa Giustina. Molto bella la facciata, a capanna, costituita da due contrafforti di marmo rosa di Verona e pietra arenaria. Il Duomo di Piacenza al suo interno è maestoso, a croce latina, ed è abbellito da importanti affreschi del Carracci e del Procaccini, realizzati tra i secoli quattordicesimo e sedicesimo, che testimoniano una bellezza artistica di stampo barocco. Sul lato sinistro della facciata del Duomo di Piacenza si erge la torre campanaria in laterizio, alta 72,5 metri. Su un lato del campanile è presente una gabbia in ferro, voluta da Ludovico il Moro come monito ai malfattori. E quasi a protezione della città, sulla cuspide del campanile, c’è la statua nota ai piacentini con il nome di “Angil dal Dom”. Alto 2,75 metri e pesante 14,500 chili, realizzato con 34 lamine di rame dorato fissate da chiodi, l’Angil dal Dom è il più antico strumento meteorologico di Piacenza, essendo montato su un perno che gli permette di girarsi in base alla direzione del vento.

 

chiese di Piacenza, Duomo

 

Chiese di Piacenza: Basilica di Sant’Antonino

Sant’Antonino è il patrono di Piacenza e nella basilica a lui dedicata vi si conservano le spoglie del santo. Fondata nel quarto secolo per volere di San Vittore, primo vescovo di Piacenza, negli anni ha subito molti rifacimenti per via dei danni della calata dei barbari. Oggi la basilica si presenta a noi con una pianta a croce latina rovesciata, dove all’incrocio delle navate si erge un’alta torre a base ottagonale. Proprio per la sua pianta, tra le chiese di Piacenza, la Basilica di Sant’Antonino è una della più interessanti sotto il profilo atorico e architettonico oltre che delle sua pitture. All’interno, infatti, ancora oggi si possono ammirare molte opere d’arte. Tra i dipinti maggiormente degni di nota ci sono gli affreschi di Camillo Gavasetti e le 5 tele 5 tele con “Scene della vita di Sant’Antonino” di Roberto De Longe. Nella Basilica di Sant’Antonino nel 1183 i delegati della Lega Lombarda e l’imperatore Federico Barbarossa firmarono i preliminari della pace di Costanza.

 

basilica sant'antonino

chiese di Piacenza, Basilica di Sant’Antonino

 

Chiese di Piacenza: San Savino

Dopo San Vittore, san Savino è stato il secondo vescovo di Piacenza. La chiesa a lui dedicata è una delle più antiche della città, edificata dove si riteneva ci fosse l’originaria basilica voluta da San Savino nel IV secolo dopo Cristo. La chiesa attuale venne consacrata nel 1107. La bellezza di questa chiesa di Piacenza risiede soprattutto nella splendida cripta, che custodisce un vero tesoro nascosto. Il pavimento a mosaico raffigura i segni zodiacali e i mesi dell’anno, su un fondale disegnato con onde marine di colore bianco e nero. Un altro meraviglioso mosaico si trova nel presbiterio, e rappresenta scene di combattimento, una partita a scacchi e una raffigurazione di Cristo. Degno di nota anche il crocifisso in legno posto sopra l’altare maggiore, di autore ignoto.

 

Chiese di Piacenza, San Savino

 

Chiese di Piacenza: Santa Maria di Campagna

Un gioiello del Rinascimento. Così può essere definita la Chiesa di Santa Maria in Campagna di Piacenza, che sorge in un luogo che nell’antichità costituiva un passaggio obbligato per i pellegrini che si recavano in Terra Santa e sul quale era stato edificato un santuario mariano. Per questo motivo, la tradizione vuole nel 1095 papa urbano II nel visitare il santuario annunciò l’intenzione di bandire la prima Crociata per la liberazione di Gerusalemme. La chiesa di Santa Maria in Campagna, così come si presenta a noi oggi, ha una facciata pulita, una pianta centrale e una armoniosa distribuzione degli spazi. Bellissimo è l’interno, ricchissimo di dipinti assai preziosi. In particolare incantano le pitture della cripta, affrescata dal Pordenone e dal Sojaro.

 

chiese di Piacenza, Santa Maria in Campagna

 

Per maggiori informazioni sulle chiese di Piacenza www.piacerepiacenza.it

 

Woodstreets – Fuori Salone a Monza

Dal 4 al 17 aprile

 

 

Arengario di Monza e Serrone della Villa Reale

 

Il raggio del Fuorisalone di Milano è sempre più ampio e raggiunge anche il cuore della città di Monza. Il progetto WOODSTREETS punta a valorizzare la capacità brianzola di inventare nuove tendenze e rivisitare in chiave contemporanea antiche tradizioni. Fra le vie della città, all’interno di numerosi showroom, fino allo spazio espositivo dell’Arengario si snoderà un percorso di incontro con la qualità e la genialità del prodotto Made in Brianza. Nelle diverse location, i visitatori avranno la possibilità di ammirare le eccellenze dell’arredo e del design del nostro territorio.

 

 

www.turismo.monza.it

OMM – Orchestra Multietnica Mediterranea

21 aprile

 

 

Teatro alle Vigne

 

 

 

Per la stagione di Prosa 2016/2017, in collaborazione con “Tutto il Mondo Onlus”, un concerto che fa parte del progetto Lodi Ruota della Cultura. Un appuntamento che mette in accordo culture musicali diverse e lontane.

 

 

www.comune.lodi.it

 

 

 

Monteverdi e Caravaggio – sonar stromenti e figurar la musica

Dall’8 aprile al 23 luglio

 

 

Museo del Violino

 

 

Ispirata al mito di Orfeo, che scende negli Inferi per riportare in vita la sua sposa Euridice,  l’opera di Monteverdi è il tema di questa mostra ospitata al Museo del Violino, dall’8 aprile fino al 23 Luglio. Saranno esposti strumenti antichi, provenienti dal collezioni nazionali e internazioni, che vogliono ricostruire l’orchestra dell’Orfeo all’epoca di Monteverdi. L’opera fu eseguita per la prima volta esattamente 410 anni fa, nel 1607, alla corte di Mantova.

Il mito di Orfeo ha ispirato numerosi artisti tra cui Caravaggio: il suo Suonatore di Liuto è esposto in questa stessa mostra, ad introdurre il tema degli strumenti “figurati”.

 

 

www.museodelviolino.org

Io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te

Caro lettore, questo mese il Circuito Città d’Arte propone un’idea di weekend fuoriporta davvero piacevole e facile da organizzare. Grazie alle brevi distanze tra le nostre diverse città e ai collegamenti via treno, è possibile visitare in pochi giorni due o più gioielli urbani dell’arte e della cultura italiana.

In meno di un’ora si va da centro città a centro città, si arriva in stazione e, a piedi o in bicicletta, siamo già nel vivo della storia. Si va da una piazza medievale alle vie dello shopping, da un museo a una trattoria tipica, da un mercatino artigianale a un evento. I centri storici offrono davvero tante occasioni per muoversi in libertà e angoli che ci invitano a fermarci. Qui tutto è a portata di mano: buona cucina, musica, arte sacra, teatro, magnifici scorci sul paesaggio che fa da cornice.

Un esempio di viaggio è quello della tratta della Via Emilia che tocca Lodi, Piacenza, Parma e Reggio Emilia. I treni sono frequenti, gli alloggi offrono diverse soluzioni e in un long weekend si possono visitare due o più di queste magnifiche mete. Preparate il trolley o lo zaino e partiamo!

 

Lodi ci accoglie raccolta tra paesaggi che conservano antiche tradizioni rurali, scorci medievali e spazi di moderna vivacità. La bella Piazza della Vittoria ci attende con i suoi portici e gli storici caffè e la sua Cattedrale in mattoni rossi dal maestoso campanile, splendido esempio di architettura romanica. Pochi passi ci portano a Piazza Broletto con lo storico negozio di fiori e l’antico Palazzo del Comune affacciato su una piazzetta con una deliziosa fontana. Nei pressi si trova anche la Chiesa dell’Incoronata, gioiello del Rinascimento lombardo, a pianta ottagonale. Tutto a Lodi è vicino e raccolto. Nel centro da non perdere la Chiesa di San Filippo, adiacente alla nuova Biblioteca Civica, e la Collezione Anatomica dello scienziato risorgimentale Paolo Gorini. Il modo più piacevole per scoprire la città è però in bicicletta, lungo i circa 39 km di piste ciclabili che dal centro storico si snodano verso la campagna, punteggiata da cascine senza tempo.

Seconda tappa, Piacenza. Ecco un passato di oltre duemila anni e un presente ricco di nuovi appuntamenti con l’arte e la cultura. Una città che è un invito all’eleganza e al buon gusto. La “Primogenita d’Italia” ha un fascino discreto, si svela con ritrosia, chiede che si passeggi tra le sue vie, che ne narrano la storia antichissima, per scoprirne l’anima. Prima fondazione romana nella pianura padana come baluardo sul Po, conserva intatto l’originario impianto a scacchiera dove non ci si può smarrire. Mentre passeggiamo fanno bella mostra di sé alcuni palazzo medievali di grande impatto: il Palazzo Comunale, detto Gotico, e la Piazza Grande, ora dei Cavalli per i monumenti equestri capolavori della scultura barocca. Il passato ducale ci attende invece nell’imponente Palazzo Farnese, oggi sede dei Musei Civici e cuore pulsante della cultura cittadina. La musica risuona nel prestigioso Teatro Municipale e nella Sala dei Teatini.

Parma ci invita a scoprire la buona cucina, l’arte sacra e il teatro. Trascorrere solo poche ore in questa città vuol dire scoprire i piaceri genuini e i valori della sua terra. Una tradizione che si rinnova ogni giorno e regala emozioni forti come la sua storia. Con le isole pedonali, le biciclette, le vetrine eleganti e le tante trattorie, Parma è facile da scoprire. A iniziare da Piazza del Duomo su cui si affaccia il Battistero ottagonale di marmo rosa, progettato dall’Antelami, autore anche della facciata in arenaria del Duomo. Dall’arte ai piaceri della quotidianità il passo è breve: possiamo fare un buon aperitivo in piazza Garibaldi oppure se ci piace la natura, fare una passeggiata al parco Ducale.

Ed eccoci infine arrivati a Reggio Emilia, città conosciuta per la sua proverbiale accoglienza e la saporita cucina casalinga, la voglia di stare in compagnia e di godere della qualità della vita. Reggio Emilia è detta Città del Tricolore, poiché qui fu adottato, il 7 gennaio del 1797, il vessillo tricolore che diventò poi bandiera nazionale. Ancora oggi, la settecentesca Sala del Tricolore è luogo simbolico per Reggio Emilia e per l’Italia. Il cuore della città, formato da tre piazze vicine una all’altra, è una bella idea di itinerario urbano. Al centro Piazza Prampolini o Piazza Grande con il Duomo, il Battistero, il Municipio, collegata attraverso il portico del Broletto a Piazza San Prospero, dominata dalla Basilica barocca dedicata al Patrono della città. Pochi passi ed è tutto un altro spettacolo; dall’altro lato della Via Emilia, troviamo i teatri maggiori in città, tutti affacciati sulla Piazza dei Teatri: il più monumentale è il Municipale Romolo Valli, uno dei più belli d’Italia, risalente al 1857 e poi il Teatro Ariosto, intitolato all’autore dell’Orlando Furioso.

Chiese di Brescia

Brescia, terra che ha dato i natali a Papa Paolo VI, fin dai tempi più antichi ha visto sul suo territorio l’edificazione di numerose chiese. Quella religiosa è una ricchezza importante per la città, e Brescia è una delle città italiane con il più alto numero di chiese sul suo territorio. Di seguito ne elenchiamo alcune, per suggerire un percorso di tipo artistico e non solo spirituale, alla scoperta della città.

 

Chiese di Brescia: Duomo

Il Duomo di Brescia, o cattedrale estiva di Santa Maria Assunta, tra le chiese di Brescia è la principale, e risale all’epoca tardo-rinascimentale. La sua edificazione, sull’area della chiesa paleocristiana di San Pietro de Dom, cominciò nel 1604 e venne ultimata nel 1825. Se la facciata è scintillante, barocca, tutta in marmo bianco di Botticino con il frontone che reca lo stemma della città, gli interni non sono da meno. Pianta a croce greca e tre navate, è abbellita da importanti dipinti, tra cui le tele del Moretto, del Romanino, di Palma il Giovane, Pietro Rosa e Jacopo Zoboli. Lungo la navata sinistra è visibile il monumento dedicato a Giovanbattista Montini, papa Paolo VI, realizzata nel 1984 dallo scultore Raffaele Scorzelli. Di grande impatto la cupola affrescata dal Cagnola nel 1825 è la terza in Italia per altezza, dopo quella di San Pietro a Roma e quella del Brunelleschi a Firenze.

 

Chiese di Brescia: Duomo Vecchio

Come la cattedrale di Santa Maria Assunta, anche il Duomo Vecchio si trova in Piazza Paolo VI, nel cuore della città. Tra le chiese di Brescia è un vero gioiello. È detto anche la Rotonda, per via della sua forma circolare, composta da due corpi cilindrici sovrapposti. Il Duomo Vecchio di Brescia è il maggior tempio romanico circolare ancora oggi esistente. La parte superiore, la zona presbiteriale, è la Rotonda risalente alla fine del quindicesimo secolo, mentre la cripta sotterranea è la vecchia chiesa di San Filastrio, di epoca romanica, costruita alla fine dell’XI secolo sui resti della basilica invernale di S. Maria Maggiore. La cripta del Duomo Vecchio è il luogo più antico a noi giunto riguardante la cristianità bresciana. Molto interessante e suggestivo è il monumento sepolcrale dedicato al vescovo Berardo Maggi, degli inizi del ‘300, scultura romanica interamente realizzata in marmo rosso. Anche all’interno del Duomo Vecchio sono presenti opere del Moretto, del Romanino e di Palma il Giovane.

chiese di Brescia, Duomo Vecchio e Duomo Nuovo

 

Chiese di Brescia: Santa Maria della Carità

Detta anche chiesa del Buon Pastore, Santa Maria della Carità è un bellissimo esempio di barocco bresciano. Da poco è terminato il restauro, che ha riportato la chiesa al suo splendore. Si trova in via Musei, poco lontano dal Tempio Capitolino. La pianta ottagonale esalta ancora di più la ricchezza di decorazioni, ori e stucchi, che non risultano mai pesanti. La chiesa di Santa Maria della Carità è stata costruita nel sedicesimo secolo e poi ricostruita nel 1640. Venne ultimata nel 1825, con l’innalzamento della grande croce sulla cupola. all’interno della chiesa, dietro l’altare maggiore, c’è una cappella che riproduce la Santa Casa di Loreto.

 

Chiese di Brescia: San Francesco d’Assisi

Costruita tra il 1254 e il 1265 su un terreno donato dal comune ai frati francescani, la chiesa di San Francesco d’Assisi è stata rimaneggiata nei secoli successivi, in stile Romanico-Gotico. È una delle chiese storiche di Brescia, semplice e accogliente. La facciata è a capanna, interamente in medolo, la pietra locale. Al centro ha un maestoso rosone in pietra bianca e vetro, posto sopra il portale marmoreo. L’interno è a tre navate, con ricche decorazioni pittoriche. Molto interessanti sono gli affreschi di carattere votivo, risalenti ai secoli XIV e XV, che in origine probabilmente coprivano l’intera superficie della parete di destra. Tra questi affreschi spicca una Deposizione di ambito giottesco e l’affascinante scena con Frati e secolari. All’esterno della chiesa di San Francesco sono molto belli i chiostri, quello della Madonnina e il chiostro Grande, che permettono di respirare un’atmosfera di pace e tranquillità nel bel mezzo della frenesia del centro cittadino.

 

Chiese di Brescia: San Salvatore

La chiesa di San Salvatore, oggi Patrimonio Unesco insieme al vicino Capitolium, è stata costruita nell’ottavo secolo per volere del re longobardo Desiderio, ed è uno dei rari esempi di architettura longobarda arrivati fino a noi. Sorge all’interno del complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia, tappa obbligata per chiunque visiti Brescia. Di rara bellezza il Coro delle Monache, al livello superiore della chiesa, dove le suore di clausura stavano in preghiera separatamente dall’assemblea. Il coro è un unico ambiente, meravigliosamente affrescato e coperto da volte a botte, ed è collegato con la chiesa di San Salvatore mediante tre piccole finestre dotate di grata.

 

 

Per maggiori informazioni sulle Chiese di Brescia: www.turismobrescia.it

Monumenti di Lodi

Una bomboniera nel cuore della Pianura Padana. Così si presenta Lodi, piccola e raccolta. Il cuore pulsante della città è rappresentato da Piazza della Vittoria, splendida nella sua forma quadrangolare. Sono tuttavia molti i monumenti di Lodi che si sviluppano anche al di fuori del perimetro della piazza. Il modo migliore per poter scoprire tutti i monumenti di Lodi è inforcare una bicicletta e percorrere i 39 chilometri di piste ciclabili che dal centro vanno verso la periferia e la campagna circostante.

 

Monumenti di Lodi: Tempio civico dell’Incoronata

Tra questi uno dei monumenti più importanti di Lodi, che è anche un luogo di culto, è il Tempio Civico dell’Incoronata, capolavoro del Rinascimento lombardo. Venne costruito dove c’era un postribolo ed è una piccola, ma bellissima, costruzione a pianta ottagonale, coperta da una cupola a otto spicchi sormontata da una lanterna. Vi si possono ammirare opere d’arte meravigliose. In particolare, è possibile rimanere affascinati dalla bellissima Presentazione al Tempio del Bergognone, dal Banchetto di Erode e dalla Nascita del Battista di Callisto Piazza, nella cappella di San Paolo.

 

monumenti di Lodi, Tempio Civico dell’Incoronata

 

Monumenti di Lodi: Banca Popolare di Lodi

Il centro direzionale della Banca Popolare di Lodi è da considerarsi a pieno titolo uno dei monumenti della città, oltre che esempio compiuto di riqualificazione urbana. Progettato da Renzo Piano e realizzato tra il 1991 e il 2001, è formato da volumi cilindrici che ci ispirano ai silos dei granai, uno dei simboli della terra lodigiana e della sua economia. Sorge a pochi passi dalla stazione ferroviaria e dal centro storico di Lodi, su un’ex area dismessa. La grande piazza interna è interamente coperta da una tensostruttura in vetro e cavi d’acciaio. Vi si affaccia il grande Auditorium, un struttura circolare di 4.480 metri quadrati che dispone di 800 posti.

 

monumenti di Lodi, Banca Popolare di Lodi

 

Monumenti di Lodi: Teatro alle Vigne

Il Teatro alle Vigne sorge nell’ex chiesa canonica di San Giovanni alle Vigne, che fino al 1571 apparteneva all’ordine degli Umiliati e poi passò sotto i padri Barnabiti, che ne fecero un Istituto Superiore di Teologia Morale e Filosofia. Nel corso degli anni cambiò molte destinazioni d’uso, fungendo anche da palestra. Venne definitivamente convertito in teatro nel 1985 e da allora è il principale teatro di Lodi, dove si alternano spettacoli di prosa, cabaret e operetta. Dietro ai sipari, però, è ancora possibile vedere l’attrezzatura adibita alla celebrazione delle funzioni religiose.

 

Monumenti di Lodi: Ponte sull’Adda

Il Ponte sull’Adda è chiamato anche Ponte Napoleone Bonaparte, poiché il 10 maggio 1796 vi si combatté la Battaglia del ponte di Lodi, tra Napoleone e gli austriaci. All’epoca la struttura del ponte, lungo 200 metri e largo 8, era in legno, con 57 campate, 31 delle quali poggiavano nel corso principale del fiume e altre 5 in un ramo secondario, le rimanenti poggiavano su terra. Il ponte sull’Adda è celebrato anche in una poesia di Ada Negri, poetessa lodigiana. Nella sua struttura attuale è un ponte ad archi ribassati, otto in tutto, che collega il quartiere Borgo Adda con Revellino-Campo di Marte. Fu costruito nel 1864 per rimpiazzare l’originario ponte di legno distrutto nel 1859 dalle truppe austriache durante la seconda guerra di Indipendenza.

 

Monumenti di Lodi: Museo della Stampa

Il Museo della Stampa di Lodi permette al visitatore di ripercorrere la storia della stampa dai caratteri in piombo fino al digitale. Anche i bambini al Museo della Stampa possono imparare giocando e sporcandosi le dita con l’inchiostro. Un viaggio nel tempo indimenticabile, soprattutto per i più piccoli, che possono rivivere l’esperienza di stampare con i caratteri mobili, come nei tempi passati.

 

 

Per maggiori informazioni sui monumenti di Lodi: www.turismolodi.it

 

Luoghi storici di Pavia

Pavia è una città ricca di storia e di luoghi di grande fascino. L’impianto urbanistico di origine romana si è mantenuto anche nelle epoche successive, prima all’epoca dei Goti e poi dei Longobardi, che le elessero capitale del regno. In epoca romanica, tra l’XI e il XIII secolo, ci fu una vera fioritura che ha fatto arrivare fino a noi edifici bellissimi, di grande pregio artistico.

 

Luoghi storici di Pavia: Castello Visconteo

Il Castello Visconteo era la residenza di corte voluta da Galeazzo II Visconti ed è uno dei più insigni capolavori dell’architettura tardogotica lombarda. Venne edificato tra il 1360 e il 1365, e i suoi spazi, interni ed esterni, vennero impreziositi con grandi affreschi raffiguranti scene di caccia e di vita cortese. Di queste a noi è arrivata un’opera di particolare bellezza: la Sala Azzurra, decorata con ori e lapislazzuli. Si pensa che fosse la sede della rinomata biblioteca viscontea, ricca di mille codici e ordinata da Francesco Petrarca. La pianta del Castello è quadrata, e dei quattro torrioni angolari oggi ce ne sono solo due. All’interno un elegante cortile, con un portico sostenuto da colonne in pietra. Per molto tempo il Castello Visconteo venne adibito a caserma militare, mentre oggi è la sede dei Musei Civici. Il Castello Visconteo è uno dei luoghi storici di Pavia che permette, tra i suoi giardini e i porticati, di fare un tuffo nella storia, partendo dall’archeologia locale fino al Risorgimento, passando per il periodo longobardo, il Rinascimento e l’Ottocento.

 

luoghi storici di Pavia, Castello Visconteo

luoghi storici di Pavia, Castello Visconteo

 

Luoghi storici di Pavia: Università

L’università di Pavia, fondata nel 1361, non è solo uno dei luoghi storici della città. È anche uno degli atenei più antichi e prestigiosi d’Europa, che eccelle soprattutto in campo scientifico. La sede storica è un ampio complesso che ha sede in una zona a nord del centro città. Nel corso dei secoli l’Università subì molte trasformazioni. Con l’assedio spagnolo l’attività accademica ristagnò e fu solo grazie al governo austriaco che rifiorì, assumendo l’impianto e le forme architettoniche attuali, di stampo neoclassico. Passeggiare per i chiostri dell’ateneo, confondendosi con gli studenti, permette di respirare un’atmosfera di altri tempi. Probabilmente la stessa di quando Alessandro Volta presentò la pila a Napoleone.

 

 

Luoghi storici di Pavia: Ponte Coperto

Il Ponte Coperto sul Ticino è uno dei luoghi storici di Pavia diventati il simbolo della città. Costituito da cinque arcate con al centro una cappellina dedicata a san Giovanni Nepomuceno, collega il centro storico con Borgo Ticino, il pittoresco borgo medievale località di lavandaie, cavatori di ghiaia e pescatori. La struttura che si vede oggi, con la copertura a tetto voluta de Galeazzo II Visconti dopo aver conquistato la città, non è quella originaria ma risale al quattordicesimo secolo. Un primo ponte venne costruito dai romani, i cui resti sono visibili quando il Ticino non è in piena, affacciandosi dalla ringhiera vicino alla cappellina. Insieme a questi resti, si vedono anche quelli del ponte trecentesco, dato che quello che si percorre oggi è il ponte ricostruito degli anni ’50, dopo i bombardamenti della seconda Guerra Mondiale.

 

luoghi storici di Pavia, ponte coperto

luoghi storici di Pavia, Ponte Coperto

 

Luoghi storici di Pavia: Piazza della Vittoria

Cuore pulsante e luogo storico della vita pavese è Piazza della Vittoria, che anticamente si chiamava Piazza Grande. Il nome venne cambiato nel primo dopoguerra. A volere l’apertura della piazza furono i Visconti, che avevano l’obiettivo di ampliare il foro romano. La struttura è rettangolare e tutto attorno alla piazza ci sono edifici con eleganti porticati. Fin dai tempi più remoti, essendo il punto in cui si univano cardo e decumano, qui si svolgevano le trattative commerciali e il mercato. Ancora oggi, nei sotterranei della piazza c’è un grande mercato coperto. Sulla piazza si affacciano il Broletto e il gentilizio palazzetto gotico “dei Diversi”, che nel ‘300 era il più elegante edificio privato pavese.

 

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Pavia: www.vivipavia.it

Chiese di Monza

Chiese di Monza

Un viaggio alla scoperta delle chiese di Monza permette al visitatore di conoscere le testimonianze di secoli di storia e dei relativi culti. Dallo splendido Duomo alla chiesa di Santa Maria al Carrobiolo, passando per Santa Maria in Strada, San Maurizio, e molte altre, le chiese di Monza regalano emozioni e bellezza che rinfrancano lo spirito.

 

Chiese di Monza: Duomo

Il Duomo, intitolato a San Giovanni Battista, è un vero e proprio tesoro. Tra le chiese di Monza è sicuramente quella più preziosa. Qui, nella Cappella di Teodolinda, è conservato uno dei più importanti tesori di oreficeria antica: la Corona Ferrea, che incoronò Napoleone e Carlo Magno. La Corona Ferrea rappresenta anche uno dei simboli, tra fede e mito, più importanti dell’Occidente cristiano. Il Duomo così come lo si può ammirare oggi sorge sui resti di una antica chiesa del VI secolo, fatta edificare dalla Regina Teodolinda accanto alla sua residenza estiva. Nel 1300 venne ampliato e assunse la forma che ha oggi, di ispirazione gotica. Nel corso dei secoli sono molti gli artisti famosi, tra cui l’Arcimboldi, che hanno impreziosito la cattedrale. Il ciclo pittorico nella Cappella di Teodolinda, a sinistra dell’altare maggiore, è un capolavoro del Gotico internazionale realizzato dalla famiglia Zavatti nel Quattrocento.

chiese di Monza, Duomo, corona ferrea

Chiese di Monza, Duomo, Corona Ferrea

 

Chiese di Monza: San Maurizio

La Chiesa di San Maurizio, in origine dedicata a Santa Margherita, è strettamente legata alle vicende della Monaca di Monza di manzoniana memoria. Fu proprio nell’antico convento benedettino di Santa Margherita, fondato dagli Umiliati nel tredicesimo secolo, che Marianna de Leyva a 16 anni prese i voti diventando suor Virginia. Sempre in questa chiesa di Monza suor Virginia conobbe Gian Paolo Osio e tra i due sbocciò l’amore, che costò la reclusione alla monaca e la vita all’uomo. La chiesa così come oggi è arrivata a noi è del 1736, con una facciata in stile barocco, con mattoni in cotto e un portale in marmo bianco. All’interno regalano pregio all’unica navata gli affreschi di Carlo Innocenzo Carloni.

 

Chiese di Monza: Santa Maria in Strada

La chiesa di Santa Maria in Strada a Monza venne costruita a metà del 1300 dai frati francescani della Penitenza. Venne poi completata con il campanile e la facciata alla fine del 1300, quando i francescani monzesi si unirono agli Agostiniani di Milano. I successivi rifacimenti e trasformazioni non hanno alterato la bellezza di questa chiesa di Monza, che la rendono una delle chiese capolavoro del gotico lombardo. Il suo nome deriva dal fatto che la chiesa sorgeva sulla strada, oggi via Italia, che collegava Monza con Milano. La facciata della chiesa, a Capanna, è decorata in forme geometriche e rivestita di mattoni. La sua parte centrale è dominata da un grande rosone. Due affreschi, parti di una scena di Annunciazione ospitata in origine ai lati del portale, risalenti alla metà del quattordicesimo secolo, sono custoditi nel Museo e Tesoro del Duomo.

 

 

chiese di Monza, San Maurizio

Chiese di Monza, San Maurizio

 

Chiese di Monza: Santa Maria al Carrobiolo

Il Carrobiolo anticamente indicava la piazzetta dove sostavano i carri per gli approvvigionamenti militari in prossimità delle porte cittadine. La chiesa di Santa Maria al Carrobiolo di Monza venne costruita, probabilmente, su un’area cimiteriale e venne completata nel 1260. Della costruzione originaria oggi rimangono i muri perimetrali e il campanile. Inizialmente era sede dell’ordine degli Umiliati, ai quali nel 1571 successero i barnabiti. Sulla facciata è degno di nota il bellissimo portale che rappresenta San Paolo, realizzato nel 1731 dal Buzzi. All’interno sono molto belli gli affreschi della navata centrale. Oggi il complesso della chiesa di Santa Maria al Carrobiolo presenta un chiostro, la preziosa biblioteca dal ricco patrimonio librario e il Teatro Villoresi, uno dei principali di Monza.

 

Chiesa di San Pietro Martire

A metà dell’elegante via Carlo Alberto si affaccia la Chiesa di San Pietro Martire, gioiello dell’edilizia religiosa monzese. Eretta nella prima metà del Trecento dai Domenicani, nelle forme del gotico lombardo, il complesso era sede dell’Inquisizione. L’interno, a tre navate, conserva frammenti di affreschi del XIV secolo, di scuola giottesca. Il complesso vanta anche un chiostro quattrocentesco, a doppio loggiato, perfettamente conservato.

 

 

 

Per ulteriori informazioni sulla chiese di Monza: www.turismo.monza.it

 

Monumenti di Modena

 

Modena è terra di motori, patria delle Ferrari e delle Maserati. I monumenti moderni di Modena riflettono l’eccellenza del settore automobilistico, che è uno dei punti di forza della città. Il museo Enzo Ferrari ne è l’esempio più bello, con la sua struttura gialla a forma di cofano d’auto. I monumenti di Modena, però, hanno anche un gusto antico e di rara bellezza, come la torre Ghirlandina, nel cuore del centro storico della città.

 

Monumenti di Modena: Ghirlandina

Insieme al Duomo e a Piazza Grande, la torre Ghirlandina è riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. L’inserimento dei tre monumenti di Modena nelle liste Unesco è stato reso possibile perché rappresentano “un capolavoro del genio creativo dell’uomo”, espressione dell’attività dell’architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo, padri del Romanico Padano. La Ghirlandina, tra i monumenti, è il vero simbolo di Modena. Anche se in origine la sua funzione era quella di torre campanaria, la Ghirlandina a Modena ha sempre scandito i ritmi della vita della città, intrecciando le funzioni religiose con quelle civili. Il nome deriva secondo alcuni dalle ghirlande che la caratterizzano, ossia le due balaustre della parte ottagonale, secondo altri dalla Giralda di Siviglia, la torre con cui un certo numero di ebrei spagnoli stabilitisi in città nel XVI secolo avrebbe ravvisato una certa somiglianza. Alta 89,32 metri, la Ghirlandina domina sulla città, con il suo mix di stili architettonici perfettamente dosati tra loro e arricchiti da sculture e bassorilievi. Suggestiva di notte, quando il bianco della pietra contrasta col buio della notte.

monumenti di Modena, Ghirlandina

monumenti di Modena, Ghirlandina

Monumenti di Modena: Museo Enzo Ferrari

Il nuovissimo museo è una straordinaria opera contemporanea. La sua architettura è il più bell’esempio che Modena può dare ai visitatori della vocazione motoristica del territorio. Del museo fanno parte la casa in cui Enzo Ferrari nacque nel 1898 e il padiglione a forma di grande cofano sul modello di quelli della auto sportive degli anni ’50. La struttura è tutta in alluminio giallo, e rappresenta una prestigiosa opera di architettura contemporanea. L’interno è completamente bianco, privo di colonne, e sulle pareti vengono trasmesse in continuazione le immagini della lunga e magica vita di Enzo Ferrari. Dal museo Enzo Ferrari è possibile, tramite una navetta, raggiungere il Museo Ferrari di Maranello, che rende la visita alla tradizione motoristica di Modena davvero completa.

Città Di Modena Museo Enzo Ferrari

monumenti di Modena, museo Enzo Ferrari

 

Monumenti di Modena: Cimitero di San Cataldo

San Cataldo, oltre a essere il cimitero della città di Modena, è uno degli esempi più belli di cimitero monumentale. È un vero e proprio museo all’aria aperta. Si articola in due parti, una più antica e una più moderna. La prima è stata realizzata tra il 1858 e il 1876 da Cesare Costa, e racchiude importanti opere artistiche. Di fronte all’ingresso principale c’è il monumento ai caduti della Seconda Guerra Mondiale, e al centro del sacrario è posta una scultura di Arnaldo Pomodoro. In questa zona del cimitero è sepolto anche Enzo Ferrari. La parte più recente, chiamata Aldo Rossi dal nome dell’architetto che l’ha progettata negli anni ’70, è un capolavoro di architettura contemporanea, ancora non del tutto completata. Linee essenziali e pulite, che disegnano ombre nette. Su tutto spicca un grande cubo rosso, vuoto all’interno e con piccole finestre di un metro per un metro, che ha la funzione di ossario. Il progetto di Aldo Rossi, quando venne realizzato il concorso per l’ampliamento del cimitero, risultò essere quello che più di ogni altro affrontava in maniera più evidente la relazione tra città dei vivi e città dei morti. Tra le due aree del cimitero, quella più antica e quella più recente, sorge il cimitero israelitico, che testimonia la presenza a Modena di una grande comunità ebraica.

 

Monumenti di Modena: Teatro comunale Luciano Pavarotti

Modena oltre a essere terra di motori, è anche una delle capitali mondiali dell’opera lirica, che ha dato i natali, tra gli altri a Luciano Pavarotti. Proprio al grande tenore è stato dedicato il teatro comunale. Il monumento venne costruito nel 1838 dall’architetto ducale Francesco Vandelli, che già aveva progettato il Foro Boario e la chiesa di S. Giovanni del Cantone. L’edificazione venne ultimata quasi 4 anni dopo e da allora l’aspetto del teatro è rimasto più o meno invariato. Esternamente la facciata è neoclassica, mentre all’interno la pianta è a ferro di cavallo con un prezioso soffitto decorato.

monumenti di Modena, teatro comunale Luciano Pavarotti

monumenti di Modena, teatro comunale Luciano Pavarotti

 

Per maggiori informazioni sui monumenti di Modena: www.visitmodena.it

 

 

Luoghi storici di Piacenza

Luoghi storici di Piacenza

Piacenza ha una innata eleganza che si esprime nei suoi luoghi storici, ricchi di fascino e raffinatezza. La storia millenaria di Piacenza è ben visibile passeggiando in città, le cui vie del centro sono disposte a scacchiera. Fulcro storico e cuore pulsante della vita piacentina è Piazza Cavalli, su cui si affacciano due dei principali palazzi della città: il Gotico e il Palazzo del Governatore. Detta anche Primogenita d’Italia per essere stata la prima città a votare con plebiscito l’annessione al Regno di Sardegna, Piacenza si è affermata più volte nella storia. Dapprima perché in epoca romana fu la prima colonia dell’impero in Italia settentrionale, e poi nel Medioevo perché terra di banchieri. Tra architettura religiosa e civile, Piacenza è una città d’arte con un significativo patrimonio artistico, e i suoi luoghi storici ne sono la più compiuta dimostrazione.

luoghi storici di Piacenza, piazza Cavalli

luoghi storici di Piacenza, piazza Cavalli

 

Luoghi storici di Piacenza: Palazzo Gotico

Palazzo Gotico di Piacenza, chiamato dai piacentini semplicemente il Gotico, è uno dei principali luoghi storici della città. Fin dalla sua edificazione, nel 1281, è il simbolo del potere laico cittadino. Oggi è sede del Palazzo Comunale. Imponente e misterioso, con la parte bassa della facciata in marmo rosa di Verona e quella superiore in cotto rosso, sorge nella centralissima piazza Cavalli, dove ci sono le statue equestri di Alessandro e Ranuccio Farnese. La sua struttura è quella tipica dei palazzi comunali dell’Italia settentrionale e si pensa che la facciata visibile dovesse essere soltanto un lato dell’intera costruzione. A piano terra il porticato ospitava le adunanze popolari, e al primo piano un unico salone che oggi ospita numerose manifestazioni. Nei secoli il salone venne adibito a teatro, a magazzino, a luogo per festeggiamenti. Di grande suggestione l’illuminazione serale, che si può ammirare da uno dei tanti bar della piazza all’ora dell’aperitivo.

luoghi storici di Piacenza, palazzo Gotico

luoghi storici di Piacenza, palazzo Gotico

 

Luoghi storici di Piacenza: Palazzo del Governatore

Di fronte al Gotico si trova il Palazzo del Governatore, di stile neoclassico, realizzato alla fine del diciottesimo secolo dall’architetto Lotario Tomba. Di fattura molto elegante, il palazzo fu la sede degli uffici e l’abitazione dei governatori che si succedettero fino all’annessione del ducato di Piacenza e Parma al Regno di Sardegna. La struttura del palazzo è quella tipica cinquecentesca a tre torri, due laterali e una più imponente centrale, tutte della stessa altezza. In mezzo, statue che raffigurano divinità pagane. È interessante notare, sulla facciata, il calendario perpetuo con la meridiana, opera del fisico piacentino Gian Francesco Barattieri del 1793. Oggi Palazzo del Governatore, uno dei luoghi storici di Piacenza, è la sede della Camera di Commercio.

Fegato Etrusco Palazzo Farnese

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Luoghi storici di Piacenza: Palazzo Farnese

Palazzo Farnese sorge appena fuori il centro storico, nella zona nord di Piacenza. Venne costruito a metà del 1500 per volere della duchessa Margherita d’Austria, moglie di Ottavio Farnese. Il loro desiderio era quello di dare alla città un simbolo del loro potere appena riconquistato. Proprio per questo il progetto venne affidato all’architetto Jacopo Barozzi, detto il Vignola, che già si distinse per aver costruito altri luoghi storici, tra cui il Palazzo Farnese di Caprarola e quello di Roma. Imponente, massiccio ed elegante, il palazzo piacentino non ha una vera e propria facciata ma è un unico blocco con molteplici finestre, che lasciano immaginare l’ampiezza degli spazi interni. Palazzo Farnese oggi è sede dei Musei Civici e dell’Archivio di Stato. Qui è conservato uno dei più antichi reperti storici in bronzo: il fegato etrusco, conosciuto come Fegato di Piacenza. Si tratta di un modello datato fine II secolo a.C, che riproduce un fegato di pecora con iscrizioni etrusche, testimonianza di pratiche religiose dell’epoca.

Palazzo Farnese Piacenza

luoghi storici di Piacenza, palazzo Farnese

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Piacenza: www.piacerepiacenza.it

 

Chiese di Cremona

Chiese di Cremona

 

Un tour delle chiese di Cremona permette al turista e al visitatore di immergersi non solo in una dimensione spirituale, ma di compiere anche un viaggio nell’arte attraverso secoli di storia. Sicuramente un motivo di interesse sia per i credenti sia per chi invece apprezza e ricerca l’aspetto artistico e architettonico.

 

 

Chiese di Cremona: Duomo

 

Costruito nel 1107 e riedificato nel 1129 a causa di un terremoto che lo devastò, il Duomo, tra le chiese di Cremona, è la più importante. La cattedrale, dalle forme romanico-gotiche, è dedicata a Santa Maria Assunta e venne consacrata nel 1190. La chiesa che oggi ammiriamo è il risultato dei diversi interventi che dal duecento si susseguono fino al 1500. Complessivamente la struttura si erge maestosa e imponente sulla piazza del Comune. La facciata bellissima, rivestita di marmo bianco di Carrara, ha al centro un grande rosone, due ordini di loggette, un protiro sormontato da una loggia. La pianta basilicale, a croce latina, ha tre navate absidate. Le decorazioni pittoriche della navata centrale, che raccontano gli episodi principali della vita della Vergine e di Cristo, vennero realizzate nella prima metà del ‘500 da importanti pittori dell’epoca: Boccaccino, Bembo, Melone, Romanino, Pordenone e Gatti. E’ considerata la cappella Sistina del nord Italia.
La Bertazzola, aereo portico quattrocentesco, unisce la chiesa al Torrazzo, la torre campanaria più alta d’Europa, simbolo di Cremona. Ad essi si affianca il Battistero romanico.

chiese di Cremona, Duomo

chiese di Cremona, Duomo

 

Chiese di Cremona: San Lorenzo

Tra le chiese di Cremona, San Lorenzo, insieme a Sant’Agata e San Michele, è la più antica della città. La chiesta di San Lorenzo è un bellissimo esempio di architettura paleocristiana. La sua costruzione risale al sesto secolo, venne costruita vicino a un cimitero pagano appena fuori il perimetro delle mura del Castrum Romano. Visitare la chiesa di San Lorenzo significa anche visitare il Museo Archeologico, che qui ha sede.

 

 

Chiese di Cremona: San Michele

La chiesa di San Michele, santo guerriero, si pensa abbia origine longobarda. Ad aver voluto la sua edificazione, infatti, pare sia stata la Regina Teodolinda che, dopo la morte del marito Agilulfo, cominciò a costruire molte chiese di Cremona. I capitelli delle colonne longobarde, quando la chiesa venne restaurata alla fine del dodicesimo secolo, furono riutilizzati all’interno della cripta della chiesa. Ancora oggi l’interno della chiesa conserva l’impianto romanico. Altari, dipinti e decorazioni di epoche successive non alterano la solennità e l’austerità tipiche del periodo romanico. Tra i dipinti della chiesa di San Michele meritano una visita più approfondita quelli di Giulio e Bernardino Campi. Il primo dipinse nel 1571 la Crocifissione che oggi è nel terzo altare di destra, mentre Bernardino dipinse nel 1568 la Natività che oggi nel secondo altare destro.

 

 

Chiese di Cremona: Sant’Agata

Sant’Agata originariamente risale al 1077, e tra le chiese di Cremona è l’unica costruita in maniera simile al Pantheon di Roma. Oggi di quella chiesa non rimane nulla se non la torre campanaria, di forma quadrata, che è la più antica di Cremona. Al visitatore la chiesa di Sant’Agata si presenta nella sua eleganza neoclassica. La chiesa originaria venne riedificata in stile romanico nel dodicesimo secolo, e poi successivamente in nel 1496. La facciata odierna, che presenta un pronao e colonne di marmo bianco, risale al 1835. Al suo interno, tra le opere di maggiore pregio che si possono ammirare c’è la Tavola di Sant’Agata, opera lignea dipinta su entrambi i lati, capolavoro di un anonimo maestro della pittura lombarda duecentesca. Il recente restauro ha riportato alla luce la bellezza della Tavola, che da un lato reca le raffigurazioni delle storie di sant’Agata divise in quattro registri sovrapposti e dall’altro la Madonna col Bambino sovrastata dalla Pentecoste.

 

 

Chiese di Cremona: Sant’Abbondio

La chiesa del X sec.,più volte rimaneggiata, offre al visitatore la sorpresa di imbattersi nel barocco Santuario Laureano, costruito nel ‘600 ad imitazione della santa casa di Loreto. Interamente decorata e affrescata, con pregevoli tele dei Campi, un altare policromo dello Zaist, ha attiguo un bellissimo chiostro bramantesco con decorazioni in cotto.

 

 

Chiese di Cremona: San Sigismondo

Iniziata nel 1463 per volontà di Bianca Maria Visconti, rappresenta una importantissima testimonianza del rinascimento cremonese. L’interno è completamente affrescato in maniera armoniosa e unitaria dai Campi, da Boccaccino e Gatti, presenta sulle lesene un’estrosa decorazione con putti, strumenti musicali e ghirlande. Pregevolissimo organo e coro ligneo intarsiato.

 

 

Chiese di Cremona: San Lorenzo

Tra le chiese di Cremona, San Lorenzo, insieme a Sant’Agata e San Michele, è la più antica della città. La chiesta di San Lorenzo è un bellissimo esempio di architettura paleocristiana. La sua costruzione risale al sesto secolo, venne costruita su un cimitero paleocristiano e a una necropoli romana appena fuori il perimetro delle mura del Castrum

 

Per maggiori informazioni sulle chiese di Cremona: www.turismocremona.it

Luoghi storici di Brescia

Luoghi storici di Brescia

Da Piazza della Loggia al Castello, passando per la Brixia romana, i luoghi storici di Brescia regalano alla città un fascino antico che si fonde con l’operosità della sua gente. Visitare Brescia e i suoi luoghi storici è un’esperienza a tutto tondo.

 

Luoghi storici di Brescia: Piazza della Loggia

Cuore nevralgico della città è Piazza della Loggia, di stampo rinascimentale. La Loggia oggi è il palazzo comunale, e l’edificio venne costruito con il contributo del Palladio e di Sansovino tra il 1492 e il 1574. A volere la piazza fu il podestà Marco Foscari, affinchè Brescia potesse riflettere il decoro e la magnificenza della vicina Serenissima. A fare da cornice alla piazza ci sono edifici in stile veneziano che donano un grande impatto visivo. Piazza della Loggia, seppure tra i luoghi storici di Brescia non sia il più antico, è un gioiello di rinascimento lombardo-veneto. Di fronte al palazzo comunale c’è la torre dell’Orologio, così chiamata per il suo storico orologio risalente al 1546. A scandire le ore del giorno, i cosiddetti “macc de le ure” in dialetto bresciano, due statue in bronzo che battono il martello sulla campana sopra l’orologio.

 

Luoghi storici di Brescia: Capitolium

In mezzo ai palazzi del centro storico, via Musei regala uno spettacolo di grande suggestione: i resti della Brixia romana con il Capitolium, eretto dall’imperatore Vespasiano tra il 73 e il 74 d.C. e dedicato alla triade capitolina, Giove, Minerve, Giunone. Il Foro, con il senato repubblicano, il tempio capitolino, la basilica e il teatro erano l’antico centro della vita  politica, religiosa  e commerciale  di Brescia. Con i suoi 139 metri di lunghezza e 40 di larghezza, oltre a essere uno dei luoghi storici di Brescia più suggestivi, il complesso del Capitolium, con i resti e le rovine dei vari edifici, rappresenta l’area archeologica di epoca romana più importante dell’Italia settentrionale.

Brescia

Luoghi storici di Brescia, Capitolium

 

Luoghi storici di Brescia: San Salvatore – Santa Giulia

Insieme al Capitolium, il complesso monumentale di San Salvatore – Santa Giulia è uno dei luoghi storici di Brescia riconosciuti come patrimonio mondiale Unesco. San Salvatore – Santa Giulia è stato inserito della lista dei Patrimoni nell’ambito del progetto “Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)”. Il complesso era un antico monastero benedettino di ordine femminile, edificato nel 753 dall’allora duca di Brescia Desiderio, che divenne re dei Longobardi. In breve tempo divenne uno dei più ricchi centri conventuali del nord Italia. Qui si rifugiò la figlia del re, l’Ermengarda di manzoniana memoria, dopo il ripudio da parte di Carlo Magno. Oggi il complesso è la sede del Museo della Città, dedicato alla storia e all’arte di Brescia. Al suo interno è conservata, in un ambiente di grande effetto la splendida Croce di Desiderio, che venne donata al monastero dal re. Una croce di rara bellezza, in legno rivestito di lamina dorata, con incastonate centoundici pietre preziose.

luoghi storici di Brescia, Croce di Desiderio - complesso S. Salvatore Santa Giulia

Luoghi storici di Brescia, complesso S. Salvatore – Santa Giulia. Croce di Desiderio

 

Luoghi storici di Brescia: Castello

A sovrastare la città di Brescia c’è il colle Cidneo, sulla cui sommità di erge il Castello, un altro dei bellissimi luoghi storici della città. Oggi il Castello, fortezza di epoca medievale, ospita il Museo delle Armi “luigi Marzoli” e il Museo del Risorgimento. Il primo è tra i più importanti d’Europa nel suo genere, con una collezione di circa 600 pezzi che vanno da armi e armature del 400 e 500 fino a armi da fuoco del 600 e 700, testimonianza della tradizione armiera locale. Il Museo del Risorgimento invece, è un tributo alle Dieci Giornate, che valsero a Brescia il titolo di Leonessa d’Italia. Salire in Castello a piedi è una passeggiata rigenerante, nel verde del parco cittadino, che permette di godere di una vista impagabile su tutta la città.

Brescia

Luoghi storici di Brescia, Castello

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Brescia: www.bresciatourism.it

La Principessa Sissi

18 marzo

 

 

Teatro alle Vigne

 

 

Un musical liberamente ispirato al film ‘La Principessa Sissi’ di Ernst Marischka, con adattamento e regia di Corrado Abbati, arriva a Lodi: l’amata fiaba della bella principessa farà ancora sognare, entusiasmare, divertire… La vicenda di Elisabetta, detta Sissi, che a soli sedici anni va in sposa all’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, ha tutti i caratteri della favola a lieto fine, pur essendo un fatto storico documentato. Del resto, l’ambientazione, lo sfarzo, gli amori e gli intrighi della vicenda, diventano sede ideale per un moderno musical dove grandi quadri d’insieme, balli di corte e atmosfere da “capodanno a Vienna” si svolgono davanti a noi come una pellicola ricca di musica, di danza, di buonumore, che va ben oltre il sapore edulcorato della fiaba. Sissi è ancora oggi uno spettacolo in cui storia, mito e sentimento si fondono in un unico e grande affresco adatto a un pubblico di ogni età, perché tutti, ancora oggi, vogliamo sognare, divertirci e commuoverci.

 

 

Per informazioni: teatroallevigne.biglietteria@comune.lodi.it

Sguardi puri 2017

Dal 1° al 29 marzo

 

 

Cinema Teatro Politeama

 

Torna al cineteatro Politeama la rassegna cinematografica oraganizzata dal Settore Cultura del Comune di Pavia e curata dal critico cinematografico Roberto Figazzolo. Vari appuntamenti nel mese, per presentare una selezione dei migliori film in circolazione.

 

 

www.politeamapavia.it

Magnum Life

Dal 4 marzo all’11 giugno

 

 

Museo del Violino

 

 

La più famosa rivista americana Life e la celebre agenzia fotografica Magnum Photos: due straordinarie realtà che per la prima volta vengono accostate assieme in una mostra. L’obiettivo della mostra è il loro rapporto per analizzare come reportage fotografici, riferiti ad avvenimenti storici del ventesimo secolo, vennero pubblicati all’interno della rivista. Un viaggio all’interno di nove reportage pubblicati da Life, in cui storie che ebbero un grande impatto sull’opinione pubblica vengono raccontante con immagini che divennero icone del XX secolo.

 

 

www.magnumlifecremona.it

Guercino a Piacenza

Dal 4 marzo al 4 giugno 2017

 

 

Piacenza celebra il genio del Guercino che alla città ha lasciato i magnifici affreschi della Cattedrale. Per la prima volta si potrà salire fino alla cupola del Duomo per ammirarli da vicino e presso i Musei civici di Palazzo Farnese sarà allestita la mostra “Guercino tra sacro e profano” con 20 capolavori dell’artista. Il 22 e 23 marzo si svolgerà il convegno internazionale di studi sull’attività del Guercino.

 

 

www.guercinopiacenza.com

 

Depero il mago

Dal 18 marzo al 2  luglio

 

 

Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo

 

 

Una grande mostra dedicata a Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960) nella Villa di Mamiano di Traversetolo. Sono più di cento le opere – tra dipinti, tarsie in panno, collage, disegni, abiti, mobili, progetti pubblicitari – che saranno suddivise in cinque ideali capitoli della vita dell’artista: Irredentismo e futurismo, Teatro magico,  La Casa del mago,  New York e Rovereto.

 

 

Poco più che ventenne, l’artista aderisce al Futurismo: a Roma, nel 1916, tiene la sua prima personale e dal quel momento in poi inizia la sua sperimentazione che spazia ben oltre la pittura. Fortunato Depero crea stoffe, giocattoli e mobili per la sua Casa d’Arte di Rovereto, una casa museo da lui stesso fondata nel 1957.

 

 

La mostra ricorda anche i periodi trascorsi a New York che l’artista visitò tra il 1928 e il 1930 e poi dal 1947 al 1948, in compagnia della moglie, Rosetta Amadori. Di Depero si ricorda anche l’attività pubblicitaria, come creatore di campagne per varie aziende tra cui la Campari.

 

 

Nata dalla collaborazione tra il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e la Fondazione Magnani Rocca la mostra vuole ricordare l’artista padre di una nuova concezione dell’arte, che mescola e unisce tutte le sue forme: pittura, scultura, architettura, design, teatro.

 

 

Gli appassionati di arte troveranno nella Villa numerosi altri spunti: la collezione permanente di Luigi Magnani include opere di Gentile da Fabriano, Filippo Lippi, Carpaccio, Dürer, Tiziano, Rubens, Van Dyck, Goya. Dei tempi più recenti si annoverano opere di Monet, Renoir, Cézanne, De Chirico, De Pisis, Morandi, Burri. Un parco di dodici ettari circonda la villa alternando ampie zone di bosco naturale con prati, vegetazione spontanea e una zona di “giardino all’italiana” dalle caratteristiche siepi di bosso.

 

 

Disponibili, su richiesta, viste guidate con personale specializzato: le guide potrano accompagnarvi alla mostra “Depero il Mago” oppure alla Villa con le sue collezioni, al Parco o a una qualsiasi combinazione a vostra scelta.

 

 

 

 

 

www.magnanirocca.it