Villa Reale di Monza: i segreti per una visita regale

La Villa Reale di Monza fa parte del vasto complesso della Reggia di Monza, che include anche i Giardini e il Parco. Residenza di re e di regine, la Villa è tornata al suo originario fulgore da due anni a questa parte, grazie ad un sapiente lavoro di restauro e recupero. Oggi si presenta ai suoi ospiti come un unico complesso monumentale, con diverse possibilità di visita.

 

 

Maria Teresa d’Austria (1717 – 1780) affidò a Giuseppe Piermarini nel 1777 il compito di costruire una residenza estiva per il proprio figlio, l’arciduca d’Austria Ferdinando. La residenza ha uno stile neoclassico, con un corpo centrale a due piani e due ali nobiliari ai lati nord e sud.  La visita alla Villa Reale di Monza inizierà ancor prima di raggiungere l’importante corte d’onore con fontana, dal roseto “Niso Fumagalli” che si trova immediatamente a sinistra del complesso. Qui si possono trovare tutte le “rose nuove” che dal 1965 ad oggi hanno vinto il concorso a loro dedicato, “Concorso Internazionale per le rose nuove”, che si tiene ogni anno in maggio. Questo giardino di rose si trova proprio di fronte al primo complesso visitabile della Villa Reale, il Serrone. Ai tempi dell’arciduca ospitava la serra degli agrumi e le piante esotiche da mostrare agli ospiti in visita; oggi è una sede espositiva per iniziative museali o mostre.

 

Villa Reale Di Monza Roseto

 

Dal Serrone si accede direttamente alla Rotonda del Piermarini, edificio a pianta circolare in un complesso rigidamente squadrato. Voluto come regalo per l’anniversario di nozze degli arciduchi, è decorato con affreschi che narrano le vicende di Amore e Psiche. Dotato di porte a specchi scorrevoli, era un “salotto delle meraviglie”, per la conversazione e il caffè. Qui gli ospiti venivano intrattenuti con musica e originali meccanismi.

 

Proseguendo la visita della Villa Reale di Monza, di fianco al Serrone si trova il Teatrino di corte, un teatro da 120 posti affrescato in stile neoclassico, con soggetti mitologici. Ospitava recite per intrattenere ospiti e residenti e dei suoi spettacoli si parla in un articolo di giornale del 1808.  Procedendo nella visita si incontra la Cappella Reale, chiesa dedicata alla Vergine Immacolata con pianta a croce greca; numerose statue e pale decorano la chiesa privata, dove i reali assistevano alla messa dalla tribuna, per non mescolarsi alla folla.

 

 

Nell’avancorte ci accoglie la fontana a conchiglia, restaurata anch’essa e abbellita da giochi d’acqua. In occasione di Expo, di cui Villa Reale di Monza è stata una delle sedi di rappresentanza, sono tornati in funzione. Ora c’è anche una cornice a disposizione dei visitatori, dove ci si potrà scattare un selfie, inquadrando lo scatto per condividerlo con gli amici e sui social media.

 

Villa Reale Di Monza Cancellata

 

In posizione simmetrica rispetto alla Cappella, sull’ala opposta si trova la Cavallerizza, ingresso per la visita agli appartamenti privati dei reali, restaurati a fine ottocento dall’architetto Majnoni d’Intignano. Nell’appartamento di Umberto 1° si vedranno varie stanze che permetterano di immergersi appieno nell’atmosfera del secolo scorso: armeria, guardaroba, sala da bagno con vasca di alabastro e camera da letto. Una vasta biblioteca, con armadi in noce e scrivanie,  conduce agli appartamenti della regina Margherita. Qui  si succedono sale destinate all’intrattenimento: la sala dei Quadri, del Biliardo, della Pendola e il salotto privato della regina o Sala Rossa. Infine si arriva alla camera e agli altri locali (bagno, guardaroba, spogliatoio).

 

 

Il corpo centrale della Villa Reale di Monza è costituito da piano terra, primo piano, secondo piano e Belvedere. Al piano terra si trovano la biglietteria e diversi servizi: un bar caffè, il bookshop, il guardaroba e lo spazio didattico per le scuole. Stucchi, lampadari, pavimenti intarsiati, fregi e decorazioni abbelliscono la vasta sala da ballo, sviluppata su due piani d’altezza. Si succedono poi altre sale dai nomi evocativi: degli Arazzi, del Trono, degli Specchi, delle Vivande. E ancora la vista procede con il salotto Giapponese e la sala da pranzo. Al secondo piano si sale con lo scalone d’onore, affiancato da due lampioni recanti i simboli dei Savoia, il nodo e il motto FERT. Il Belvedere offre, come si intuisce dal nome, una splendida vista sul Parco ma non solo: qui si possono visitare gli appartamenti della servitù e dal 2014 è sede della mostra “La Bellezza Quotidiana”, sezione di design della Triennale di Milano.

 

 

Per completare in bellezza la visita alla Villa Reale di Monza bisogna uscire e fare una passeggiata nel suo parco.  Si deve a Eugenio di Beuharnais l’avvio dei lavori nel 1806, con il conferimento dell’incarico all’allievo del Piermarini, Luigi Canonica. La madre di Eugenio, Giuseppina Bonaparte, avrebbe voluto un parco più grande di quello di Versailles e il figlio fu pronto ad accontentarla: il parco si estende infatti su quasi 700 ettari, contro i 250 della reggia francese. Ad oggi è il più vasto parco circondato da mura in Europa.

 

 

Il progetto doveva tenere in considerazione diverse esigenze: la vicinanza con la Villa e i Giardini Reali, il desiderio di avviare una tenuta agricola modello e quello di possedere una riserva di ccaccia. Furono tutte conciliate da Canonica che creò viale Mirabello, un asse che attraversa il parco in tutta la sua lunghezza da Sud a Nord.

 

 

Oltre alle ville ben 15 cascine punteggiano il Parco di Monza e l’originaria vocazione di tenuta agricola è confermata anche dalla presenza di tre mulini: Mulino S. Giorgio, Mulini Asciutti e Mulino del Cantone. Consigliamo una visita ai Mulini Asciutti, che conservano una ruota a pale funzionante, sale macina e chiuse. Il Lambro e i canali costruiti per sfruttarne le acque sono anch’essi i protagonisti del Parco di Monza: quattro ponti si succedono lungo l’asse Sud-Nord che stiamo idealmente seguendo. Il Ponte in Pietra, ai confini con il comune di Villasanta, è il più antico dei quattro.

 

 

Il Parco di Monza è poi noto in tutto il mondo anche perchè ospita al suo interno l’Autodromo Nazionale, sede del Gran Premio di Formula 1 e di diverse altre competizioni automobilistiche. Agli inizi di settembre, ogni anno, migliaia di turisti e appassionati, sia italiani che stranieri, invadono – pacificamente – il grande prato e gli spalti per assistere di sabato alle selezioni e di domenica alla gara. Costruito in soli 110 giorni nel 1922 dall’ACI di Milano, il circuito è famoso nel mondo per la Seconda di Lesmo o per la Parabolica, curve impegnative e affascinanti. Ma ci sono anche sport alla portata di tutti, da praticare in prima persona: oltre a un campo da golf e a un maneggio, si possono praticare tennis e nuoto in piscina, oltre alle alternative sempre valide della corsa e del nordic walking.

Parco Di Monza Autodromo Nazionale

 

www.reggiadimonza.it

Fotografia Europea a Reggio Emilia

Era il 2008 quando a Reggio Emilia cominciava la prima rassegna fotografica dal titolo Fotografia Europea. Da allora – e per i successivi 8 anni fino ad oggi – Reggio Emilia ha aperto ogni maggio i suoi chiostri, i suoi cortili, i suoi palazzi e le sue gallerie per ospitare mostre fotografiche tematiche dei più importanti fotografi e reporter del mondo. I tre giorni inaugurali, solitamente il primo weekend del mese, sono una vera festa per tutta la città ma le mostre rimangono aperte fino a luglio, per permettere quest’esperienza di respiro internazionale ad un più ampio numero di visitatori e appassionati.

Fotografia Europea è un evento cittadino ma non solo. Sono tante le sedi delle mostre in città: Chiostri di San Domenico, Chiostri di San Pietro, Galleria Parmeggiani, Palazzo Casotto, Palazzo Da Mosto, Palazzo dei Musei, Palazzo Magnani e Spazio Gerra ospitano le principali mostre in programma. Si aggiungono poi altri luoghi artistici quali la Collezione Maramotti, i teatri e gli atelier.

Fotografia Europea Reggio Emilia 2

 

Oltre alle mostre fotografiche Fotografia Europea offre anche un vasto programma di intrattenimento e di approfondimento: spettacoli teatrali, proiezioni, letture portfolio, iniziative per le scuole e visite guidate si succedono in tutte le sedi per i tre mesi della durata complessiva dell’evento.

La manifestazione è cresciuta negli anni, moltiplicandosi con più iniziative collaterali in tutta la città, anche al di fuori delle sedi ufficiali: esiste un Festival “Off”, ricchissimo di iniziative, che raccoglie le produzioni di singoli fotografi o di gruppi, di circoli e di associazioni, punteggiando la città di iniziative continue.

Fotografia Europea ha avuto come tema nel 2016 “La Via Emilia: strade, viaggi, confini.” La scelta è stata un simbolico omaggio al fotografo Luigi Ghirri (1943 – 1992) che nel 1986 curò la mostra fotografica “Esplorazioni sulla Via Emilia. Vedute nel paesaggio.”, fondamentale per riflettere sulla visione del paesaggio e il suo rapporto con la fotografia. A distanza di 30 anni, quel tema è stato recuperato e reinterpretato dai contemporanei. Naturale quindi il coinvolgimento del CSAC di Parma e della fondazione MAST di Bologna, città collocate lungo la via Emilia e che condividono con Reggio Emilia un comune paesaggio.

Dalla sua nascita ad oggi Fotografia Europea ha affrontato i seguenti temi:

2015: Effetto Terra

2014: Vedere

2013: Cambiare

2012: Vita Comune

2011: Verde, Bianco e Rosso

2010: Incanto

2009: Eternità

2008: Umano, troppo umano

Agli amici e alle amiche del Circuito appassionati di fotografia ricordiamo anche l’importante iniziativa che si tiene a Lodi in ottobre: il Festival della Fotografia Etica.

Per maggiori informazioni: www.fotografiaeuropea.it

Cantine aperte: Franciacorta

Cantine aperte: Franciacorta è maschile o femminile?

 

Il Franciacorta o la Franciacorta? Vanno bene entrambi ma se si parla di cantine aperte di Franciacorta si deve usare il maschile perché si intende il vino. La Franciacorta è infatti la zona collinare che si estende da Brescia verso il lago d’Iseo o Sebino, nella conca morenica lasciata dal ritirarsi del ghiacciaio. Il nome Franciacorta viene attribuito al passaggio di Carlo Magno e dei Francesi nella zona oppure alle esenzioni di cui godevano i monasteri votati alla produzione del vino, zone franche da dazi e tasse, come il paese Corte Franca sta a testimoniare.

Cantine Aperte Franciacorta Bicchiere

 

Cantine aperte: Franciacorta in dettaglio

 

Il Franciacorta è un vino che, come lo Champagne, ha il diritto di chiamarsi esattamente come la zona di produzione. La storia del Franciacorta comincia nel 1967, quando gli viene assegnato il marchio DOC. Da allora produzione e notorietà sono sempre cresciuti, fino ad arrivare all’attribuzione del titolo Official Sparkling Wine di Expo 2015. Un itinerario tra le cantine di produzione, aperte al pubblico per visite, acquisti e degustazioni ci permetterà di conoscerlo meglio. Nelle aziende agricole, nelle enoteche e nelle cantine per prima cosa ci verrà spiegato che oltre al classico spumante bianco, dal profumo delicato che ricorda la crosta del pane, esistono le versioni rosé, rosato e con sentori di frutta di bosco e infine satèn, dal gusto fresco e morbido che ricorda la seta, appunto. Dopo l’ingresso in una delle numerose cantine aperte, circa un centinaio, verremo introdotti ai rituali della seconda fermentazione in bottiglia e infine della sboccatura, dopo la quale nelle cantine del Franciacorta segue un periodo di affinamento che varia dai 18 ai 60 mesi: ci vogliono minimo 5 anni per ottenere un Franciacorta riserva, Franciacorta Rosé riserva, Franciacorta Satèn riserva.

Cantine Aperte Franciacorta Affinamento

 

 

Cantine aperte: Franciacorta e turismo

 

Il percorso da Brescia a Pisogne permette di attraversare la Franciacorta spostandosi tra le numerose cantine che offrono diversi tipi di servizi. Nei 40 chilometri circa di percorso si possono trovare aziende agricole che offrono i servizi di cantine aperte, cantina con ristorante, cantina con ristorante e possibilità di pernottamento. Altre attrazioni punteggiano l’itinerario: i monasteri, le ville signorili, le abbazie, i parchi e le torbiere. Con una piccola deviazione si può raggiungere anche il Golf Club Franciacorta, a Corte Franca. I tre percorsi a disposizione si chiamano Brut, Satèn e Rosé e anche chi non gioca si godrà un meraviglioso paesaggio, immerso nel verde. Per i patiti dei motori ecco l’Autodromo Daniel Bonara, con il suo ricco calendario di eventi. Numerose iniziative celebrano la gloria di questo spumante: il “Festival del Franciacorta” di settembre vede il coinvolgimento delle cantine che allestiscono concerti e mostre nei propri spazi, aprono affascinanti musei agricoli, organizzano aperitivi sull’erba e tornei di scacchi. Per i più sportivi giri in bicicletta tra le vigne e passeggiate.

 

 

www.franciacorta.net

Festival del Diritto

23, 24 e 25 settembre

 

 

Appuntamento con il Festival del Diritto a Piacenza, se si vuole conoscere la legge in tutte le sue forme e trasformazioni. Tre giorni fitti di incontri e lezioni, per capire come il diritto permei le nostre vite e come stia cambiando, per adeguarsi ai tempi.

 

La formula del festival prevede una parola chiave, scelta di anno in anno: su questa parola, che diventa il tema del festival si sviluppano i diversi momenti chiave. Eccone alcuni: i dialoghi, scambi di opinioni con gli esperti su temi quotidiani; le visoni, in cui si getta uno sguardo sul futuro; i focus, ovvero gli approfondimenti con personalità nazionali e internazionali; i testimoni del tempo, i resoconti di personaggi pubblici sul tema del diritto e  il diritto in azione, dibattiti a cura del Consiglio Nazionale Forense e dell’Associazione Nazionale Magistrati.

 

Spettacoli e occasioni per le scuole completano l’offerta della città per possibili aspiranti giuristi: ai giovanissimi il tema viene presentato ricorrendo ai linguaggi a loro più congeniali, dal video al rap, dai social media alla fotografia. Il programma del festival viene anche sviluppato con un sistema partecipativo, coinvolgendo diverse entità del territorio nella stesura del calendario di eventi.

 

La nona edizione del festival ha come parola chiave la dignità, sempre più attuale in tempi di accese discussioni sui temi etici: unioni civili, matrimonio omosessuale, adozioni, gestazione per altri, solo per citare gli argomenti del momento più scottanti. Stefano Rodotà, coordinatore scientifico del Festival afferma nella sua presentazione del tema che “il Festival del diritto 2016, attraverso la bussola della “dignità”, punterà a offrire  un quadro critico delle grandi sfide che attendono il diritto nel tempo presente”, una premessa importante per un lavoro decisamente impegnativo.

Nella giornata di apertura, venerdì 23, sarà ospite tra gli altri il presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky. Seguirà sabato 24 alle 20.30, a Palazzo Gotico, l’intervento di Zygmunt Bauman sulla “Dignità dell’accoglienza”. Saranno ancora moltissimi gli ospiti del Festival, impossibile citarli tutti: magistrati, giudici, docenti, giornalisti, psicologi, formatori e tante altre categorie, tutte accumunate dalla voglia di approfondire e divulgare.

 

www.festivaldeldiritto.it

 

 

Le cantine di Lambrusco di Reggio Emilia

Spumeggiante, rosso, vivace: il Lambrusco è un vino che mette allegria ed evoca tavolate e amici. Prodotto nelle provincie di Modena, Parma e Reggio Emilia, è presente sui mercati come vino secco o amabile, nelle versioni rosso, rosato e anche come spumante bianco.  Esistono più varietà ottenute dalla sapiente combinazione di diversi uvaggi: il Lambrusco di Sorbara, il Lambrusco Salamino di Santa Croce, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro sono stati protetti fin dal 1970 con il marchio DOC, ora noto come DOP; dal 2009 si è aggiunto anche il Lambrusco di Modena. Per conoscere meglio questo vino frizzante e fresco, che può avere note di violetta o di frutta matura, vi proponiamo di visitare le cantine aperte di Lambrusco di Reggio Emilia, che sul territorio proseguono una tradizione millenaria; si potrà cominciare con una passeggiata nei vigneti per poi spostarsi nei locali della vinificazione e concludere la visita con una ricca degustazione.

Lambrusco Reggio Emilia Tavola

Numerose cantine di produzione di Lambrusco di Reggio Emilia possono essere visitate unendo i piaceri della buona tavola a quelli di una gita fuori porta.. La provincia reggiana è naturalmente divisa in due diversi panorami, la “bassa” – da Reggio Emilia verso il Po – e la zona collinare – verso l’Appennino, divisione che si replica anche nelle diverse proposte per visitare le cantine di produzione.

 

 

Alcune si raggiungono percorrendo la “Strada dei Vini e dei Sapori delle Corti Reggiane”. Si tratta di un itinerario che si snoda per 300 chilometri nelle terre della pianura, ricche di palazzi, castelli, piazze porticate e dipinti, testimonianze di un illustre passato. Qui si incontreranno cantine, acetaie, salumifici e caseifici intervallati alle classiche “corti” di campagna, dove regnavano incontrastate le “rezdore”, le padrone di casa.

 

 

In alternativa c’è la “Strada dei Vini e dei Sapori Colline di Scandiano e Canossa”, 200 chilometri di itinerario tra le colline  e gli altipiani delle valli dell’Enza e del Secchia, a sud della Via Emilia. In un paesaggio ricco di storia – sono le terre della grancontessa Matilde e della famosa “Umiliazione” – vengono prodotti ottimi vini, oltre al Lambrusco:  Sauvignon, Malvasia, Chardonnay, Marzemino, Cabernet Sauvignon.

 

 

Per un approccio più festoso ancora alla scoperta del Lambrusco di Reggio Emilia si potrà optare per una delle molte sagre: ad Albinea, in giugno, c’è la Sagra del Lambrusco e degli Spiriti Divini; una Festa del Lambrusco di Sorbara arriva a settembre, insieme alla Festa del Lambrusco di Torrile (PR).

Lambrusco Reggio Emilia Sagre

 

 

“Libiamo ne’ lieti calici”, allora, in una delle cantine di Reggio Emilia, con un vino ricco di sapore e di storia.

Giornate Europee del Patrimonio nelle Città d’Arte della Pianura Padana

Le Città d’Arte celebrano le Giornate Europee del Patrimonio con aperture straordinarie, eventi e visite guidate. Ecco gli appuntamenti del 24 e 25 settembre 2016

 

Che cos’è il “patrimonio” di un paese? Sono i suoi luoghi della cultura, i siti storici, i musei, le gallerie d’arte, le biblioteche e gli archivi. Per le Giornate Europee del Patrimonio tutti questi tesori saranno aperti al pubblico, per un intero fine settimana di cultura e conoscenza.

 

Le Giornate Europee del Patrimonio nascono per volontà del Consiglio d’Europa e della Commissione Europea con l’obiettivo di promuovere lo scambio culturale tra le nazioni europee. Da allora sono più di 50 le nazioni europee che aderiscono all’iniziativa, per un totale di 20 milioni di cittadini europei coinvolti.

 

Sabato 24 e domenica 25 settembre sono le date del 2016, giorni in cui anche luoghi di cultura normalmente chiusi al pubblico saranno visitabili. Le città del Circuito Città d’Arte della Pianura Padana, forti delle loro ricchezze, aderiscono all’iniziativa con le previste aperture straordinarie e con eventi e appuntamenti da segnare in agenda.

 

A Lodi si potrà visitare gratuitamente la Collezione Anatomica Paolo Gorini – che espone reperti anatomici mummificati –  domenica 25 settembre, dalle 14.30 alle 16.30. A disposizione dei visitatori sempre gratuitamente le audio guide. Va ricordato che la collezione è vietata ai minori di 12 anni.  www.museilodi.it

giornate-europee-patrimonio-lodi

Gioca d’anticipo Pavia, che inizia le celebrazioni il 23 settembre, con due visite guidate all’ex monastero di Santa Chiara, meglio noto ai pavesi come Caserma Calchi. Sabato sono previste due visite guidate al Castello, alle 11 e alle 15; per domenica, ai Musei Civici alle 16, prosegue l’iniziativa “Uno a Uno”, incontri ravvicinati – e spiegati da un esperto – con i capolavori delle collezioni. www.museicivici.pavia.it

 

Ancora in Lombardia, i Musei Civici di Monza aprono sabato 24 al prezzo speciale di € 1,00 dalle 20 alle 23; domenica 25 è in programma un’iniziativa speciale che mette il patrimonio artistico e culturale a disposizione dei non udenti con una visita guidata particolare, “Ascoltare con gli occhi” alle ore 15,30. www.museicivicimonza.it

 

Anche Brescia si impegna sul fronte dell’accessibilità con una visita “tattile”: tutti gli interessati ad una visita plurisensoriale, non solo ipovedenti o non vedenti, potranno conoscere le opere d’arte tramite calchi e riproduzioni in rilievo domenica, alle ore 15.30 al Museo di Santa Giulia; segue, alle 17.00, una visita guidata alla sezione Pinacoteca Tosio. www.bresciamusei.com

 

Modena non dimentica la propria vocazione enogastronomica: per le Giornate organizza al Museo Mineralogico e Geologico Estense il workshop “Mani in Pasta”, un’occasione per legare cucina e scienza studiando i lieviti e le farine: appuntamento il 24 settembre dalle 16 alle 18. Domenica invece, ecco la “Passeggiata profumata” all’Orto Botanico: visite guidate e preparazione di olii profumati, per i più piccoli. Gemma 1786 e www.ortobot.unimo.it.

Non possono mancare iniziative che promuovono il patrimonio UNESCO modenese: sabato e domenica ci saranno delle visite guidate gratuite alla Torre Ghirlandina, alle ore 18. Le visite si prenotano alla Torre il giorno stesso della visita. Sabato 24 la visita guidata sarà gratuita previo pagamento del biglietto di ingresso mentre Domenica 25 saranno gratuiti sia la visita guidata sia l’ingresso alla Torre negli orari di apertura.

 

Nel 2016 a Parma ricorre il bicentenario dell’ingresso in città di Maria Luigia e la città la ricorda con iniziative speciali, anche in questi giorni dedicati alla trasmissione del sapere, dell’arte e della cultura. L’ingresso ai musei civici è gratuito, così come lo sono visite guidate e laboratori per famiglie e turisti. Ampio spazio sarà dedicato alla storia locale e ai suoi grandi personaggi. www.turismo.comune.parma.it

Giornate Europee Patrimonio Parma

Ricco il calendario di iniziative di Piacenza: i musei della città (Palazzo Farnese, Museo Civico di Storia Naturale, Galleria Ricci Oddi e Galleria Alberoni) sono aperti sabato e domenica dalle 21 alle 24 al prezzo speciale di 1€, con l’aggiunta di diversi eventi gratuiti. Kronos – Museo della Cattedrale alle 16 e alle 17 di sabato e domenica offre visite guidate alla cattedrale e al museo. La Galleria Alberoni ricorda Giulio Alberoni con una originale biciclettata nel suo quartiere di nascita; il Piccolo Museo della Poesia è aperto nel weekend dalle 11 alle 19 mentre Palazzo Rota Pisaroni e l’Antiquarium lo sono dalle 21 alle 23. www.palazzofarnese.piacenza.it e www.collegioalberoni.it

 

Reggio Emilia programma per sabato 25, dalle 10 alle 12 presso il Palazzo dei Musei di via Spallanzani, 1 la “Festa del passaporto della cultura”, con un’iniziativa per le famiglie, “Un museo per le famiglie. Giochi e attività per i più piccoli”.  Alle 11 è prevista anche la visita guidata alla Reggio antica, riprodotta in 3D. Alla Galleria Parmeggiani di Corso Cairoli 2 concerto alle ore 17 dal titolo “M’ama o non m’ama? Contrasti amorosi nel Seicento Italiano”. www.musei.re.it

Giornate Europee Patrimonio Reggio Emilia

 

Gli hashtag ufficiali della manifestazione sono: #GEP2016 e #Culturaèpartecipazione. Noi del Circuito vi invitiamo ad aggiungere #cittadarte, se vi trovate in una delle nostre 10 meraviglie in questo weekend di arte, cultura e scambio.

Torrone di Cremona, la dolce storia

Albume d’uovo montato a neve, miele, zucchero, vaniglia, mandorle e voilà, la magia è fatta. Morbido o duro, bianco o ricoperto di cioccolato, il torrone di Cremona è un dolce che ognuno di noi ha assaggiato almeno una volta nelle vita e che ricorda con affetto. Il torrone può essere gustato da solo o usato in pasticceria, finemente sminuzzato, come ingrediente per praline, gelati e semifreddi. Un tempo relegato alle sole festività natalizie, oggi più spesso presente nelle occasioni festose, il torrone di Cremona ha una dolce storia da raccontarci.

 

 

L’etimologia della parola “torrone” è incerta: potrebbe derivare da termini latini che indicano l’azione del tostare, del girare e del tritare. Tutti pertinenti e corretti ma noi preferiamo raccontarvi un’altra storia, magari più fantasiosa ma di certo più romantica.

 

 

Nell’ottobre del 1441 Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza si unirono in matrimonio a Cremona, nella chiesa di San Sigismondo, a quel tempo ben più modesta di quella attuale. La cerimonia attirò un grande pubblico in città e i festeggiamenti durarono più giorni per concludersi con un dolce particolare, una riproduzione del Torrazzo cremonese fatta con una dolce mistura che prenderà – proprio per questo –  il nome di torrone.

 

 

Nell’Ottocento iniziano a lavorare come artigiani due personaggi che faranno grande la storia del torrone di Cremona, Enea Sperlari e Secondo Vergani. Il giovane Enea aprì il suo negozio di torroni e mostarde in via Solferino nel 1836, mentre Secondo acquistò nel 1881 la bottega dove aveva iniziato a lavorare come garzone. I loro negozi sono “Negozi Storici di Lombardia” e si possono visitare in corso Matteotti 112 e in via Solferino 25: una visita vi permetterà di ammirare arredi e confezioni storiche, oltre che di fare acquisti e regali. Queste attività sono l’esempio della tipica tradizione artigianale italiana che diviene industria con il passare del tempo.

 

Torrone di Cremona Negozio Sperlari

Cremona celebra inoltre la sua gloria con una festa speciale, la Festa del Torrone. Ogni anno a Novembre la città viene invasa da bancarelle, eventi, concerti, spettacoli e premiazioni: una kermesse imperdibile, non solo per i golosi. Due, in particolare, gli appuntamenti di maggiore richiamo: l’assegnazione del Torrone d’Oro e la Rievocazione rinascimentale.

 

 

Il Torrone d’Oro viene assegnato a personalità cremonesi che hanno rappresentato la città e le sue tradizioni: nelle passate edizioni sono stati premiati Roberta Lanfranchi, GianMarco Tognazzi, Carla Fracci, Gianluca Vialli, Beppe Severgnini, Antonio Rossi, Frankie hi-nrg mc e Enzo Iacchetti.

 

 

La rievocazione ricorda il corteo storico che accompagnò gli sposi Bianca e Francesco il giorno delle nozze: figuranti in abiti d’epoca da dame e cavalieri sfileranno per il centro città, accompagnati da tamburini, arcieri e giullari. Gli sbandieratori concluderanno lo spettacolo, seguiti a tarda sera da giochi di fuoco.

 

 

Cremona è poi celebre nel mondo come città natale di Antonio Stradivari, il liutaio che ha donato al mondo una nuova qualità di violini. Stradivari ha anche lasciato un’eredità alla sua città, la liuteria, riconosciuta come patrimonio immateriale dell’Umanità da UNESCO. Non ci si stupirà quindi trovando nelle pasticcerie della città fantasiose riproduzioni di violini fatte proprio di torrone: un regalo da fare o da farsi per ricordare il torrone di Cremona e le sue tradizioni.

Torrone Di Cremona Violini

Immagine di apertura di Alberto Piso.

Festival Aperto2016 – Pianeta Pensante

Settembre e ottobre

 

 

Un festival dedicato alle arti: musica, danza, teatro musicale, videoarte e installazioni, con il contributo di artisti da tutto il mondo di altissimo livello, e un filo tematico che si avvolge intorno al nostro pianeta. I teratri coinvolti sono il Teatro Municipale, il Teatro Ariosto, il Teatro Cavallerizza e il Palazzo dei Musei.

 

turismo.comune.re.it

 

www.iteatri.re.it

Un ballo in maschera – Progetto Opera Laboratorio 2016

7 e 9 ottobre

 

 

“Opera Laboratorio” è un progetto culturale finalizzato alla selezione e alla formazione di giovani talenti della lirica. E’ loro la messa in scena di “Un ballo in Maschera”, melodramma in tre atti, libretto di Antonio Somma e musiche di Giuseppe Verdi.

 

www.teatripiacenza.it

Il Novecento nelle collezioni dei Musei Civici

Fino al 27 novembre

Il Novecento nelle collezioni dei Musei Civici intende valorizzare le ricche collezioni dei Musei di Pavia attraverso una settantina di opere normalmente non incluse nel comune percorso espositivo ma conservate nei depositi, in quella che si dice anche “reserve” di un museo, da cui attingere per occasioni speciali.
Si tratta di opere – soprattutto dipinti, ma anche incisioni – comprese tra i primi decenni del Novecento e i giorni nostri, frutto di donazioni, legati testamentari e recenti acquisizioni, che in attesa di trovare una collocazione definitiva nello sviluppo dell’esposizione delle collezioni dei Musei, vengono così valorizzate nel percorso della mostra.

www.museicivici.pavia.it

Concorso Pianistico Internazionale “Rina Sala Gallo”

Dal 25 settembre al 1° ottobre

 

 

 

Si svolge al Teatro Manzoni la XXIV edizione della prestigiosa kermesse, punto di riferimento assoluto nell’ambito delle competizioni musicali internazionali. Pianisti provenienti da tutto il mondo si ritroveranno per esibirsi lungo un’intera settimana davanti a una giuria di grande rilievo.

 

www.concorsosalagallo.it

Librixia – Fiera del libro

Dal 1° al 9 ottobre

 

 

In piazza Vittoria torna Librixia, con un programma ricco di eventi e di qualità, che comprende dibattiti, confronti, occasioni di riflessione e il tradizionale mercato del libro promosso dalle principali librerie e case editrici della città e della provincia.

 

www.comune.brescia.it

Romolo Romani (1884 – 1916)

Dal 30 settembre 2016 al 26 febbraio 2017

 

 

Ricorre nel 2016 il centenario della morte di Romolo Romani: al Museo di Santa Giulia saranno esposte 62 opere di proprietà dei Civici Musei di Brescia, che illustrano la sua ricerca finalizzata al sondaggio del subcosciente, la visione critica dell’uomo espressa nei suoi disegni e la spiccata propensione a colpire il grottesco del mondo borghese.

 

www.bresciamusei.com

Stagione Danza 2016 – 2017

6, 15 e 16 ottobre

 

 

Tre appuntamenti con i protagonisti della danza internazionale: il 6 ottobre Words and Space (Parole e Spazio) balletto su musiche del repertorio barocco con Bliss, con musica di Keith Jarrett; il 15 e il 16 Peeping Tom – Moeder (madre), alla sua prima italiana.

www.iteatri.re.it

 

Guttuso. La Forza delle cose

Dal 16 settembre al 18 dicembre

 

 

Esposizione di oltre 50 opere di Renato Guttuso, provenienti da prestigiose sedi espositive tra le quali il MART Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, la Fondazione Magnani Rocca, i Civici Musei di Udine, il Museo Guttuso, la Fondazione Pellin e alcune importanti collezioni private.

 

www.scuderiepavia.com

La Bonissima 2016

Dal 14 al 16 ottobre

 

 

Torna nel centro storico di Modena, in piazza Grande, “La Bonissima”, il Festival del gusto e dei prodotti tipici modenesi. Nel mercato delle eccellenze gastronomiche anche alcune rarità meno note: Parmigiano Reggiano stagionato 56 mesi, tartufi modenesi, marroni, salami e borlenghi. Sabato un corteo storico con quasi 100 figuranti sfilerà per le vie del centro e si concluderà con l’incoronazione della Madrina, rievocazione della leggenda de La Bonissima, la nobildonna che, alla fine di un periodo di carestia, festeggiò sfamando tutta la popolazione.

 

www.labonissima.it

 

 

Festival della Fotografia Etica

Dall’8 al 30 ottobre

 

L’8 ottobre 2016 riapre a Lodi il Festival della Fotografia Etica. La manifestazione, giunta alla sua VII edizione, nasce nel 2010 da un’idea del Gruppo Fotografico Progetto Immagine e intende approfondire contenuti di grande rilevanza etica attraverso un ricco programma di mostre di fotoreporter di livello internazionale e l’organizzazione di dibattiti, incontri, workshop, letture portfolio, videoproiezioni e numerosi altri eventi tesi a indagare la relazione che intercorre tra etica, comunicazione e fotografia.

Una manifestazione che si propone di promuovere la fotografia a strumento di conoscenza e approfondimento con modalità e declinazioni differenti e che, edizione dopo edizione, ha registrato un gradimento crescente e un flusso di visitatori in costante ascesa.

 

www.festivaldellafotografiaetica.it

Dada Sud

Dal 30 settembre 2016 al 26 febbraio 2017

 

 

Al Museo di santa Giulia, una mostra che celebra il centenario della nascita di Dada, il movimento artistico più anarchico e innovativo dell’arte del Novecento. Oltre duecento opere che portano in primo piano la produzione degli artisti italiani che parteciparono a Dada, la presenza dei dadaisti in Canton Ticino e la fisionomia complessiva del movimento attraverso le opere di protagonisti indiscussi a partire dai fondatori Hugo Ball, Tristan Tzara e Hans Arp.

www.bresciamusei.com

Festival Organistico Internazionale “Città di Bergamo”

Dal 30 settembre al 28 ottobre

 

 

Festival dedicato alla musica classica per organo con i migliori interpreti contemporanei. Il ricco il calendario di concerti è anche l’occasione per scoprire veri gioielli della tradizione organaria bergamasca custoditi nelle chiese cittadine. Gli antichi organi tornano a suonare grazie a musicisti provenienti da tutta Europa.

www.organfestival.bg.it

Città d’arte, degne di nota.

Palcoscenici d’eccezione e opere che fanno sentire la cultura, nelle città d’arte della Pianura Padana.

 

 

La musica e i luoghi delle città d’arte che la celebrano rappresentano per alcune città un tratto distintivo, un affresco della loro storia che ne rivela anche un ritratto più contemporaneo. Le città d’arte della Pianura Padana abbracciano un variegato scenario che unisce l’arte e l’architettura con le diverse interpretazioni del suono, del canto, del ballo, della lirica. Studio e passione per la musica vivono da sempre qui, nel rispetto per le tradizioni e la voglia di rinnovare modi e mezzi di ascolto. Raffinati teatri classici, case museo dedicate a illustri maestri, auditorium di innovativa fattura tecnica, palcoscenici e palchi che danno spazio a giovani talenti. Dai preziosi teatri salotto – nei secoli luoghi di incontro di classi privilegiate –  ai progetti che miscelano e promuovono linguaggi diversi (scenografia, letteratura, poesia, danza) agli spazi dove si fa sperimentazione, ai workshop, ai concerti sotto le stelle, alle biblioteche che custodiscono reperti di inestimabile valore. Denominatore comune è il sentimento di forte partecipazione, anche emotiva, di grande e orgoglioso rispetto per le estetiche del passato e di forte slancio per le nuove rivisitazioni. Tante le occasioni per vivere oggi un’esperienza che va oltre la musica e la storia, dai ricchi calendari delle stagioni operistiche alle visite guidate ai teatri e ai luoghi natali dei compositori. Iniziamo questo viaggio in pochi ma significativi step.

 

 

Bergamo è una città vocata all’opera lirica. Un anno qualifica questa sua natura, il 1797, quando è diventata la culla di una celebre stella della musica. Parliamo ovviamente di Gaetano Donizetti, il compositore di opere famose come Lucia di Lammermoor, L’elisir d’Amore e Don Pasquale, rappresentate nei più grandi teatri di tutto il mondo. Oggi si possono ripercorrere le sue tracce a partire da Città Alta: dalla Casa Natale al Museo Donizettiano, da casa Rota-Basoni-Scotti dove il compositore morì, alla tomba nella Basilica di Santa Maria Maggiore. In Città Bassa, invece, si affacciano sul Sentierone il Teatro Donizetti, gioiello architettonico di garbata e ricercata eleganza, e il monumento a lui dedicato, opera di Francesco Jerace. La musica e lo spirito del grande compositore vivono ancora negli spettacoli teatrali e nei concerti che animano la città. In particolare nei giorni intorno al Dies Natalis, il 29 novembre, viene organizzato il Festival Internazionale Donizetti Opera (23 novembre – 4 dicembre), che per il 2016 propone due rarità donizettiane: Olivo e Pasquale e Rosmonda d’Inghilterra. In questa occasione il programma si arricchisce di numerose altre iniziative, come il concerto di uno dei più importanti baritoni di oggi Leo Nucci, capace di creare un connubio virtuoso tra Donizetti e Verdi e la rappresentazione de La traviata, a conclusione del festival. (www.donizetti.org/fd2016/).

 

 

Opera e balletto sono i protagonisti della stagione teatrale firmata dalla città di Brescia, che non manca di riproporre capolavori senza tempo negli spazi del Teatro Grande. Il calendario offre al pubblico una programmazione di pregio con l’obiettivo di dare valore alla tradizione – con una selezione dal grande repertorio operistico – e di avvicinarsi all’opera contemporanea, anche attraverso l’attenzione ad una particolare ricorrenza, l’anniversario shakespeariano. Ampi e diversi gli scenari semantici e storici, si va da Mozart a Britten, lungo un percorso che punta al recupero e al rinnovo del teatro di regia.

I titoli della Stagione 2016 sono Turandot di Giacomo Puccini, Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart, A Midsummer night’s dream di Benjamin Britten e La Traviata di Giuseppe Verdi. La Stagione si completa con il titolo di balletto classico Don Chisciotte e con le diverse iniziative di promozione tra le quali la Festa dell’Opera, uno degli eventi più innovativi e coinvolgenti proposto dalla Fondazione Teatro Grande. Un evento che abbraccia territori limitrofi all’opera lirica e teatrale e vuole mettere in sinergia più linguaggi e forme artistiche coinvolgendo un pubblico più trasversale, dagli appassionati ai veri intenditori, dai grandi ai bambini. Un’esperienza ludica e di valore che vive in luoghi meno classici e in suggestivi percorsi nel mondo dell’Opera, portando il melodramma nelle piazza e nelle strade dal mattino alla mezzanotte, in un modo più nuovo e più interattivo tra le persone, tra forme tradizionali e sperimentazioni. (www.teatrogrande.it)

 

 

Modena apre le porte alla musica lirica e omaggia i suoi più illustri rappresentanti. Tra tutti la figura del Maestro Pavarotti, che nacque in questa città nel 1935 e che lo ha visto crescere e diventare una delle voci più apprezzate in tutto il mondo. Modena gli fa ancora onore regalando la splendida casa museo (www.casamuseolucianopavarotti.it), la residenza storica trasformata in un cimelio di ricordi, opere e oggetti personali. La villa e i suoi spazi raccontano gran parte della vita privata del grande tenore italiano, le sue passioni, i ricordi, episodi di convivialità con amici, colleghi e familiari. Un’occasione preziosa per scoprire il valore, non solo artistico, di un uomo che ha dato molto non solo alla musica. Sempre al Maestro Pavarotti è dedicato un luogo iconico della città, il Teatro Comunale (www.teatrocomunalemodena.it) dove un concerto celebrativo ne ricorda la sua scomparsa il 6 settembre. Gioiello architettonico del 1800, il teatro conserva tutta la ricchezza e lo charme originali grazie a un accurato restauro storico-conservativo e si qualifica a livello internazionale per l’eccellenza acustica, l’eleganza e il pregio dei materiali strutturali e decorativi. Qui accanto alle opere della tradizione classica, dal balletto all’opera, dai concerti ai musical, trovano spazio nuovi linguaggi e forme espressive più contemporanee. Il salotto della città si rinnova così portando in primo piano anche nuovi registi, giovani cantanti, coreografi emergenti, dimostrando un eclettismo artistico non comune, che premia l’innovazione nei talenti senza dimenticare il suo patrimonio storico. Degna di nota anche la prestigiosa scuola per cantanti CUBEC, Accademia del Belcanto di Modena, un prestigioso centro di formazione per giovani cantanti lirici e pianisti collaboratori del teatro d’opera. Un vero scrigno di opportunità che si rinnovano anche con la stagione 2016/2017 che offre uno dei cartelloni più ricchi della regione con le stagioni di lirica, di balletto e di concerti, dall’autunno alla primavera inoltrata.

 

 

Disegnata dalla musica, che è parte del suo DNA artistico e culturale, Parma regala occasioni imperdibili e spazi che sono vere eccellenze architettoniche. Di valore inestimabile il salotto della città, il Teatro Regio (www.teatroregioparma.it) splendido emblema dello stile neoclassico che stupisce e seduce i suoi ospiti fin dal suo ingresso con un mirabile colonnato di ordine ionico e un’ampia finestra termale che si apre nella parte alta. Uno spazio che tramanda la storia e il costume della città e custodisce angoli di eleganza ricercata e opere pittoriche di rara intensità. Come la volta dipinta dalla quale scendono due lampadari a goccia in vetro soffiato, il raffinato foyer e la sala, con la platea, il soffitto dipinto da Giovan Battista Borghesi, il grande lampadario in bronzo dorato forgiato dalle officine Lacarrière di Parigi, il sipario dipinto, uno dei pochi esempi giunti fino a noi che regala una popolata allegoria della Sapienza. In questo teatro delle meraviglie si rinnova ogni anno la prestigiosa kermesse dedicata al Maestro Giuseppe Verdi. Il Festival Verdi offre un interessante calendario di opere, concerti, giornate di studi, incontri ed eventi e vede la nuova edizione, che parte il I ottobre con un nuovo allestimento di Don Carlo. Ma la musica a Parma non vive solo in luoghi storici. Spazi architettonici più contemporanei ridisegnano un nuovo modo di ascoltare, come l’Auditorium Paganini, progettato dall’archistar Renzo Piano e inaugurato nel 2001, nel parco urbano che ha ospitato lo storico stabilimento dello zuccherificio Eridania dal 1899 al 1968, un luogo che riqualifica e dà valore a una delle principali aree industriali cittadine dei primi decenni del ‘900. Di sapore più didattico è la Casa della Musica (www.lacasadellamusica.it), uno spazio-progetto che si propone come centro di produzione dal punto di vista formativo, realizzando attività di divulgazione e corsi di perfezionamento musicale, oltre a numerose rassegne concertistiche. Tante le iniziative e i servizi offerti e le Istituzioni coinvolte, dall’Archivio Storico del Teatro Regio al Laboratorio di divulgazione musicale, dai corsi di perfezionamento al Museo dell’Opera, dai workshop alle mostre, ai convegni fino ai concerti sotto le stelle.

 

 

Piacenza porta in primo piano ogni anno un variegato calendario di appuntamenti per la stagione teatrale. Qui le occasioni spaziano dalle opere liriche alla danza, dalla prosa ai concerti che trovano valore aggiunto nei prestigiosi teatri cittadini. Così la musica invita a scoprire importanti modelli di architettura come il Teatro Municipale, splendido esempio di stile e struttura del tardo Settecento dalla caratteristica forma della sala a “tre quarti d’ellisse” inventata da Lotario Tomba dopo accurati studi. Oppure la Sala dei Teatini, suggestivo spazio affrescato che nasce dal restauro di un antico luogo di culto, la chiesa di San Vincenzo. Di forte coinvolgimento sono poi le atmosfere dei palazzi storici riportati all’originale splendore, come i richiami cistercensi delle basiliche e dei conventi che hanno dato luce al Teatro dei Filodrammatici, oggi impreziosito da una facciata liberty. Da non dimenticare infine il piccolo e suggestivo Teatro di San Matteo, prezioso esempio di “chiesa minore” posta in una zona che in passato era uno degli accessi principali alla città (www.teatripiacenza.it).

Palio del Raviolo

8 e 9 ottobre

 

 

Piazza Cavalli ospita un grande evento della durata di due giorni, per valorizzare una specialità tipica di Piacenza e delle province limitrofe. Sarà il pubblico a decidere a chi assegnare il Palio del Raviolo, dopo aver assaggiato presso gli stand allestiti tutte le varianti di questo piatto tipico.Eventi, animazioni e percorsi culturali per grandi e bambini, tra stand gastronomici e degustazioni di prodotti tipici.

 

www.paliodelraviolo.it

Piste ciclabili del Po

Cosa potete trovare, pedalando sulle numerose piste ciclabili che si trovano lungo il Po? Campagne rigogliose, borghi illuminati fino a sera, un clima mite e i piaceri della cucina tradizionale, da gustare all’aperto. Una gita in bicicletta lungo le piste ciclabili del Po è il mezzo ideale per conoscere le città d’arte del Circuito, grazie a esperienze con la natura e con la storia.

 

Per questo turismo “en plein air”, ogni stagione regala uno spettacolo sorprendente. Il fattore meteorologico è una variabile importante: il clima tipicamente padano contribuisce in alcune circostanze al fascino di questi luoghi. È possibile infatti trascorrere momenti suggestivi dopo una giornata in bicicletta: un tramonto tra le campagne della Bassa, in riva a un argine o sull’aia di un cascinale oppure una sera di nebbia in un centro storico o in un autentico borgo medievale.

 

In Lombardia esiste la “Ciclovia del Po”, una rete di percorsi che rientrano nel più vasto insieme di  EuroVelo 8, il tracciato europeo che unisce la Spagna alla Grecia. Nel tratto che ci interessa le piste ciclabili lungo il Po attraversano Pavia, Piacenza e Cremona. Altri suggerimenti sono i percorsi della Lomellina e la Via Francigena, nel tratto da Mortara a Orio Litta.

Piste ciclabili del Po - Ciclovia del Po

 

L’Emilia valorizza gli affluenti del Po e i suoi parchi con le “Ciclovie dei Parchi”, percorsi dedicati a chi ama la natura, immersi nel verde e, generalmente, con un corso d’acqua da seguire. I punti di partenza sono facilmente raggiungibili in treno e quel po’ di dislivello che è normale aspettarsi in una zona collinare sarà un’ottima scusa per recuperare energie con salumi, vini e gnocco fritto. Anche in Emilia si può percorre un tratto della via Francigena, da Fiorenzuola d’Arda fino a Berceto.

 

Da sempre nelle città d’arte della Pianura Padana la bicicletta è il più comune mezzo di trasporto urbano. Usata per andare a fare la spesa, a scuola o al lavoro la bicicletta diventa anche il mezzo ideale per scoprire opere d’arte a cielo aperto o la natura dei paesaggi appena fuori porta. Molte città del Circuito offrono un sistema di bike sharing che può essere utilizzato per muoversi in libertà nei centri storici e apprezzare al meglio piazze, vie antiche e angoli nascosti.

Piste ciclabili del Po - angoli nascosti

 

In collaborazione con FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e gli operatori turistici locali, il Circuito Città d’Arte della pianura padana promuove da anni alcune visite guidate nelle proprie città, itinerari che uniscono il piacere dei viaggi su due ruote con il gusto della scoperta, dall’arte alla gastronomia, dalla natura ai luoghi di fede. Oltre alla visita dei centri storici, lungo le piste ciclabili del Po vi attendono fuori porta paesaggi dai tratti bucolici, panorami mozzafiato su fiumi e laghi, castelli, spazi per il relax e luoghi di culto per trovare momenti di raccoglimento.

 

I percorsi sono stati scelti per cicloturisti “non agonisti”, con strade facili e sicure e, dove disponibili, delle vere e proprie piste ciclabili: sono quindi occasioni che possono soddisfare persone di ogni età, da vivere durante una giornata o un weekend di due giorni.

FIAB e il Circuito hanno realizzato una mappatura di percorsi ciclabili che partono da tutte le città d’arte e le collegano tra loro in un ideale Gran tour, valorizzando il patrimonio artistico, enogastronomico, culturale, naturale e incrementando la “mobilità dolce”. Ecco un rapido schema riassuntivo sulle piste ciclabili del Po, per maggiori dettagli potrete informarvi qui.

 

Da Pavia a Lodi 40 km, pianeggiante, 3,5 ore di percorrenza

 

Da Monza a Pavia 55 km, pianeggiante, 4,5 ore di percorrenza

 

Da Lodi a Bergamo 64 km, lievi saliscendi, 5 ore di percorrenza

 

Da Bergamo a Brescia 75 km, alcune salite, 7 ore di percorrenza

 

Da Brescia a Cremona 67 km, pianeggiante, 5 ore di percorrenza

 

Da Cremona a Piacenza 45 km, pianeggiante, 4 ore di percorrenza

 

Da Piacenza a Parma 105 km, pianeggiante, 8 ore di percorrenza

 

Da Parma a Reggio Emilia 41 km, pianeggiante, 3,4 ore di percorrenza

 

Da Reggio Emilia a Modena 30 km, pianeggiante, 2,5 ore di percorrenza

Palazzo Farnese di Piacenza, la visita perfetta

A Piacenza tutta la storia locale si condensa a Palazzo Farnese, posto all’ingresso della città, appena varcato il Po. La sosta al palazzo è la perfetta occasione per visitare gli appartamenti del duce e della duchessa e vedere le collezioni dei musei civici che qui hanno sede.

 

 

Palazzo Farnese di Piacenza, voluto da Margherita d’Austria, moglie di Ottavio Farnese, e progettato dal Vignola, non fu mai completato. Un’idea di come avrebbe dovuto essere secondo il progetto originale si può avere grazie ad un modello ligneo esposto in una sala del museo. Passato attraverso le spoliazioni del periodo napoleonico, fu sede di caserma durante l’occupazione austriaca e dopo un periodo di decadenza durato fino al secondo dopoguerra, il palazzo è tornato al suo originario splendore e dagli ultimi decenni del Novecento ospita i Musei Civici.

 

 

Arrivati in piazza della Cittadella, il turista potrà scegliere quali collezioni vedere: noi suggeriamo il biglietto intero (6 €) che permette di accedere a tutte le sezioni, per una visita completa: affreschi, archeologia, armi, carrozze, fasti farnesiani, fegato etrusco, pinacoteca, risorgimento, sculture, vetri e ceramiche. E’ un viaggio nel tempo, dalla preistoria a Garibaldi, che si percorre con piacere attraverso le sale dell’appartamento stuccato e sino ai sotterranei.

 

 

Il reperto più importante dei musei è il cosiddetto Fegato etrusco, un manufatto in bronzo, modellato a forma di fegato di pecora, usato probabilmente per interpretare il volere divino, ritrovato alla fine dell’Ottocento in un campo alle porte della città. Sul Fegato, oggetto sorprendente e pieno di fascino, sono riportati i nomi delle divinità in lingua etrusca e le costellazioni.

 

 

In Pinacoteca si trova il Tondo di Botticelli, dipinto che rappresenta la Madonna in adorazione del Bambino insieme a San Giovannino. Realizzato tra il 1475 e il 1480, il Tondo cattura subito il visitatore con il manto azzurro che avvolge la Madonna, il roseto fiorito sullo sfondo e la straordinaria cornice dorata e intagliata: uno dei capolavori custoditi nelle città d’arte

Palazzo Farnese Piacenza - Tondo di Botticelli

I Fasti Farnesiani sono dipinti celebrativi che esaltano la fama della casata dei Farnese. Si dividono in due cicli: il primo racconta le storie di papa Paolo III e di Alessandro Farnese, il secondo rappresenta il matrimonio di Elisabetta Farnese con Filippo V di Spagna. Ritraggono i momenti più importanti della vita dei Farnese: matrimoni, incoronazioni, battaglie e incontri. Dal dicembre del 2014 godono di un nuovo allestimento, con un’illuminazione che li esalta.

 

 

Da non perdere, per un tuffo nel passato, il Museo delle carrozze, posto nei sotterranei del Palazzo Farnese di Piacenza, un tempo adibiti a cucine e lavanderie. La collezione, iniziata con una donazione di 30 pezzi si è ampliata nel tempo con esemplari, restaurati alla perfezione, che ci parlano del trasporto dal 1700 fino all’introduzione dei motori. Troviamo carrozze di gala, sportive, un carro scala dei pompieri, un carro funebre, carrozzine per neonati e anche una slitta. Quattro sale dedicate al Risorgimento ci portano invece ai tempi di Maria Luigia e di Garibaldi, delle insurrezioni e degli appelli

Palazzo Farnese Piacenza - carrozza

Ma la nota più simpatica, quella che vi farà ricordare Piacenza e Palazzo Farnese con un sorriso, è nella sala delle epigrafi. Qui si trova la lastra detta “del Benvegnù”, un rilievo con una scena che raffigura due castellani, marito e moglie, che accolgono cinque personaggi e con la scritta: “Signori, voi siete tutti qui benvenuti e coloro che verranno saranno benvenuti e ben ricevuti” Già nella prima metà del XIV secolo l’ospitalità piacentina era un vanto locale, tanto da venire scolpito nella pietra. E se anche voi volete goderne, la visita al Palazzo Farnese sarà l’inizio di una calda e avvolgente gita piacentina.

 

 

Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale dei Musei Civici deò Palazzo Farnese di Piacenzawww.palazzofarnese.piacenza.it

Sagre enogastronomiche delle città d’arte della pianura padana

Si parla tanto di prodotti tipici, di eccellenze locali, di genuinità e le città d’arte della pianura padana offrono anche su questo tema, così importante per l’economia e il turismo, un prezioso contributo: le sagre enogastronomiche. Le 10 città del Circuito, durante tutto l’anno, si animano di fiere, festival, stand, bancarelle e mercati dove si assaggia e si compra, dove si scopre e si ricorda.

In autunno, da ottobre a dicembre, la Rassegna del Lodigiano coinvolge tutto il territorio. Le migliori produzioni locali vengono offerte con menù dedicati, in osterie, ristoranti e trattorie. Si trovano risotti alla zucca, preparazioni con castagne e funghi, i famosi formaggi lodigiani (raspadura e mascarpone, solo per citare i più famosi) da accompagnare con i vini dei Colli di San Colombano. In contemporanea si tiene il festival Le Forme del Gusto, dedicato alle eccellenze agroalimentari.

 

 

Anche Autunno Pavese si propone di raccogliere e presentare il meglio della produzione enogastronomica della provincia di Pavia. Al Castello Visconteo vengono allestiti stand dove si preparano risotti con la pregiata varietà Carnaroli, si impara a conoscere i vini dell’Oltrepò e si ripercorre la storia dei locali salumi d’oca, con un assaggio in mano.

 

 

Nella stagione in cui, anticamente, si “faceva il maiale” non poteva mancare il Festival del Prosciutto. Il Prosciutto Crudo di Parma è una specialità unica al mondo, che nasce in una zona dove vento di mare, collina, clima e una cura secolare contribuiscono al suo successo. A Langhirano i turisti “foodie” potranno trovare degustazioni, cooking show e laboratori per imparare gli abbinamenti migliori in cucina.

 

 

Anche per la Festa del Torrone si può parlare di una tradizione secolare: la ricetta del torrone sembra provenire dalle nozze tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, nel 1441. Il dolce a base di mandorle, miele e albumi d’uovo, arricchito con infinite varianti, è il protagonista di 10 giorni di festeggiamenti, premiazioni, rievocazioni storiche, dimostrazioni e – ovviamente – degustazioni.

 

 

La vicina Piacenza vanta ben tre salumi riconosciuti dal marchio DOP: coppa, pancetta e salame. Alla coppa e al Gutturnio che la accompagna è dedicata la manifestazione Coppa d’Oro – Gut Fest, di ottobre. Chef stellati, personaggi dello spettacoli, attori e produttori si incontrano e discutono delle specialità locali mentre i turisti possono visitare le enoteche, fare acquisiti, partecipare a una visita guidata o imparare una nuova ricetta durante una lezione.

 

 

Le città d’arte dell’Emilia Romagna splendono per tesori come il Parmigiano Reggiano o l’Aceto Balsamico Tradizionale: Parma, Reggio Emilia e Modena aprono prosciuttifici, caseifici e acetaie al pubblico durante tutto l’anno. Anche se non si tratta di una sagra, una visita a questi luoghi di produzione è comunque una festa: si impara la storia delle nostre eccellenze enogastronomiche e si possono fare acquisti, come regali o per sé.

 

 

Bergamo vanta ben 9 formaggi DOP ovvero a denominazione di origine protetta. Formai de Mut, Taleggio, Bitto, Grana Padano, Gorgonzola, Quartirolo Lombardo, Provolone Valpadana, Salva Cremasco e Strachitunt possono essere prodotti solo ed esclusivamente in un’area geografica precisa e con un procedimento fissato e inderogabile. Facile quindi trovarli nelle sagre cittadine, magari accostati ad un bicchiere di Valcalepio.

 

 

Concludiamo in modo “frizzante” il tour delle sagre enogastronomiche delle città d’arte della Pianura Padana con un brindisi: un calice di Franciacorta bresciano. A settembre l’iniziativa “Festival in Cantina” permette ai turisti di conoscere il territorio e la sua produzione percorrendo la Strada del Franciacorta, ricca di castelli, monasteri e cantine; originali iniziative quali aperitivi sull’erba, mostre d’arte allestite nelle cantine, laboratori di cosmesi naturale a base d’uva accompagnano il tour.

 

 

Le città d’arte della pianura padana vi aspettano, per una sagra paesana o per un tour raffinato ma sempre con le loro specialità enogastronomiche in primo piano.

Le piste ciclabili in Lombardia

La Lombardia è terra di ciclisti o, almeno, è terra di piste ciclabili. Sui siti specializzati in ciclismo e cicloturismo la regione è  sempre presente con un alto numero dei percorsi, suddivisi per i diversi gradi di difficoltà. Terra di laghi e di fiumi, la Lombardia può contare su ampi spazi pianeggianti e su un’urbanizzazione recentemente più attenta al paesaggio, che ha permesso lo sviluppo di una nuova mobilità sostenibile, anche grazie alle ciclovie.

 

 

Lungo le rive del Po o lungo quelle dei suoi numerosi affluenti si possono trovare percorsi riservati alle biciclette, che permettono di conquistare una meta turistica a impatto zero sull’ambiente, anzi facendo un po’ di sport. Da soli, in coppia o in compagnia, cercando di migliorare i propri tempi o concedendosi lunghe pause, il cicloturismo è una nuova modalità di viaggio che piace sempre di più e attira, giustamente, attenzione.

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Monza GP – Gran Premio di Formula 1

Dal 1° al 4 settembre

 

 

In occasione del Gran Premio di Formula 1, presso l’Autodromo Nazionale, Monza organizza una grande kermesse in città, il Monza GP -Monza Great Place, che accompagnerà le giornate degli appassionati di automobilismo e dei turisti. Ci saranno, nelle piazze e nelle vie della città, eventi sportivi, culturali e di intrattenimento.

 

Si comincia da Piazza Trento e Trieste, dove verrà allestito un maxischermo che permetterà di seguire prima le prove e poi la gara mentre in piazza Roma verrà esibita una Ferrari Formula 1, in un allestimento speciale. In piazza Carrobiolo spazio al gusto, con bancarelle di prodotti a km zero e specialità locali. Infine piazza Cambiaghi, che ospiterà un palco per concerti, dj set e spettacoli.

 

Si parlerà di automobilismo a tutto tondo, con dibattiti che toccheranno gli argomenti più attuali, quali carburanti ecologici e macchine elettriche.  Ci sarà spazio anche per l’arte, con mostre dedicate e aperture straordinarie. Oltre al Duomo, la Villa Reale e i Musei Civici-Casa degli Umiliati, vanno ricordate due mostre a tema: la mostra “Ayrton Senna. L’ultima notte” che prosegue fino al 25 settembre all’Arengario di Monza e la raccolta di fotografie di Erminio Ferranti, alla Galleria Civica, che permette di rivivere mezzo secolo di storia dell’Autodromo di Monza.

 

www.monzagp.org

Festival Filosofia

16, 17 e 18 settembre

 

 

Un evento culturale che segna l’agenda italiana e non solo: questo è il Festival della Filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo. Lezioni magistrali, conferenze, mostre, spettacoli teatrali e di strada per dimostrare che il pensiero e la riflessione filosofica sono vivi e vivificanti.

Fare filosofia – dal greco “amore per il sapere” – significa riflettere sul mondo e sulle sue dinamiche. Le migliori menti del panorama nazionale e internazionali si riuniscono ogni anno per affrontare i più diversi temi, in modi sempre nuovi. Il Festival è articolato in più sezioni: ci sono le lezioni magistrali dei pensatori italiani e stranieri e le “letture dei classici”, momenti di approfondimento culturale a partire da un testo cardine del pensiero filosofico.

 

Oltre al programma filosofico, c’è anche un programma più “creativo”, che include film, libri, concerti, laboratori con la partecipazione di attori, comici e musicisti. La riflessione sul sapere arriva anche ai più giovani, con un calendario dedicato alle scuole che prevede laboratori, giochi e narrazioni.

 

La città si attrezza per ospitare l’evento coinvolgendo tutti: oltre a mostre dedicate presso i musei cittadini e le gallerie d’arte, ecco i  pacchetti speciali per chi soggiorna in città e menù dedicati al tema affrontato, diverso ogni anno. Cibo per la mente e cibo per il corpo si incontrano nella “cucina filosofica” e poi si può proseguire con il programma “tiratardi”, coinvolgenti iniziative che si protraggono fino a tarda notte, con la partecipazione del pubblico e degli ospiti del festival. Gli appuntamenti sono gratuiti.

 

Giunto alla sua sedicesima edizione il Festival affronta nel 2016 il tema dell’agonismo, che nell’anno delle Olimpiadi non poteva essere più indicato. Si vedrà come la competizione sia parte essenziale della nostra vita nelle sue diverse forme: la lotta per la sopravvivenza, la concorrenza commerciale, le rivalità artistiche sono solo alcuni degli esempi possibili.

www.festivalfilosofia.it

 

 

 

Bergamoscienza

Dal 1° al 16  Ottobre

 

 

Bergamoscienza è un festival dedicato alla divulgazione scientifica che si tiene a Bergamo, ogni anno, nelle prime due settimane di ottobre.  Nato nel 2003, il festival ha riscosso negli anni una crescente popolarità, arrivando a raggiungere, nell’ultima edizione, 145.413 presenze di pubblico.

La chiave del successo dell’iniziativa sta nella semplicità della proposta: si parla di tutti i campi del sapere scientifico con linguaggi comprensibili e in modo originale. E soprattutto con il coinvolgimento di tutta la città.

La struttura di Bergamoscienza prevede una nutrita serie di conferenze dal titolo “Parliamo di Scienza” al Teatro Sociale, una sezione “Sperimentiamo la Scienza”, laboratori e mostre con il coinvolgimento diretto del pubblico come protagonista di esperimenti e “Che spettacolo la scienza”, eventi, concerti e performance teatrali a tema scientifico. Ogni anno viene affrontato un tema diverso e una frase di un celebre scienziato viene scelta come riferimento per quella edizione.

All’evento partecipano ogni anno premi Nobel, esperti, docenti universitari e personaggi dello spettacolo creando un calendario che arriva a sfiorare i 200 appuntamenti. Si comincia con un importante evento inaugurale, ogni anno diverso, e si prosegue per 14 giorni ininterrottamente. Importante anche il richiamo a temi d’attualità: nel 2015 si è parlato dell’ILVA di Taranto e del riscaldamento globale, affrontati dal punto di vista scientifico. Le scuole cittadine, della provincia e della Regione partecipano ormai da anni a questo atteso evento, che rende più divertente l’approccio a materie spesso ritenute difficili. Quale migliore occasione per rivedere questi pregiudizi che un bel laboratorio o uno spettacolo a teatro?

La tecnologia viene in aiuto alla scienza: un sito internet, www.bergamoscienza.it,  un’app utilizzata da più di 6.600 persone, 15.000 collegamenti agli streaming delle conferenze.

L’appuntamento con il futuro e la scienza, le sue scoperte, invenzioni e emozioni è a Bergamo, questo ottobre!

 

 

Eleva Advanced Music Meeting 4.0

10, 14 e 17 settembre

 

 

Torna il città la quarta edizione del festival Eleva, un festival di musica elettronica, performance, installazioni visive e workshop. Si riconferma la struttura ormai sperimentata: in diverse sedi – Chiostri di San Pietro, Ex mangimificio Caffarri, Centro Loris Malaguzzi e Circolo Arci Tunnel-  per 3 diverse date nell’arco di una settimana, la città diventerà un luogo di sperimentazione musicale e visiva.

 

www.elevafestival.com

Dinamico Festival

Dall’8 all’11 settembre

 

 

Un festival dedicato al circo contemporaneo, alla musica e al teatro, al Parco del Popolo/Giardini pubblici in piazza della Vittoria. Dinamico Festival è ormai un atteso appuntamento reggiano: è dal 2010 che infatti si ritrovano in città gli equilibristi, gli acrobati, gli attori e gli artisti di strada provenienti da tutta Europa. Completano il programma artistico i laboratori, le installazioni, le animazioni e una conferenza sul tema della festa.

 

www.dinamicofestival.it

Autunno Pavese

Dal 23 al 26 settembre

 

 

Autunnopavese è la grande vetrina agroalimentare della provincia pavese, che vi aspetta presso il Castello Visconteo di Pavia. I migliori prodotti dell’enogastronomia oltre a musica, arte e cultura animeranno un lungo fine settimana: gli 80 stand espositivi saranno solo una parte della grande festa che vedrà anche l’allestimento di mostre dedicate, la praparazione in diretta di risotti, aree dedicate ai vini e ai salumi e tante altre sorprese.

 

www.autunnopavesedoc.it

 

Salone del Camper

Dal 10 al 18 settembre

 

 

Torna a Parma l’appuntamento dedicato al camper style. È la più importante manifestazione europea del caravanning e del turismo en plein air alla quale partecipano la maggioranza dei produttori europei di veicoli ricreazionali con i più importanti marchi della componentistica e dell’accessoristica; c’è una sezione dedicata al turismo che consente di fruire di spunti e suggestioni innovative unita ad una nutrita presenza di prodotti editoriali in grado di indirizzare, consigliare, guidare esperti e nuovi estimatori di questo life-style. Il tutto presso il Quartiere fieristico di Parma: Viale delle Esposizioni 393A – 43126 Parma

 

www.salonedelcamper.it

Navigare l’Adda

Tutte le domeniche e i festivi

 

 

Una proposta per conoscere Lodi e il lodigiano da un punto di vista diverso, dall’Adda. La proposta di navigareinlombardia è di un’ora di navigazione in direzione Casellario e ritorno, con partenza dal Lungo Adda Bonaparte, località Isolabella. Il tour è adatto a tutti: grandi e bambini, coppie, famiglie e gruppi di amici.

 

info@navigareinlombardia.it

L’Accademia Carrara

Una visita all’Accademia Carrara di Bergamo è come un viaggio nel tempo: un viaggio lungo cinque secoli, dal Quattrocento all’Ottocento, per scoprire le meraviglie della pittura e della scultura.

 

La Carrara – come oggi confidenzialmente è chiamata – nasce per volere di Giacomo Carrara (1714 – 1796), ricco signore che desiderava una sede adeguata per la sua collezione di dipinti. A quel tempo era anche un’accademia, una scuola di pittura per i talenti da sviluppare con la giusta formazione.

 

Nel corso degli anni all’iniziale collezione di Carrara si aggiunsero numerosi altri lasciti e donazioni: Guglielmo Lochis e Giovanni Morelli nell’Ottocento e  – ai giorni nostri – Federico Zeri, il celebre critico e storico d’arte. Oggi l’Accademia Carrara è un museo costituito solo di donazioni private.

 

Completamente rinnovata negli allestimenti e nell’esposizione, la collezione è stata riaperta al pubblico nell’aprile 2015, dopo sette anni di lavori di restauro. C’è stata una grande festa in città con uno spettacolo notturno animato da giocolieri, acrobati, musiche e giochi di luce. Per gli appassionati d’arte la riapertura è stata fondamentale: sono tornati al loro splendore i capolavori di Donatello, Botticelli, Raffaello, Mantegna, Bellini, Lotto, Tiepolo, Tiziano, Moroni, Hayez e tanti altri ancora, noti e meno noti.

 

Per rendere l’esperienza di visita ancora più piacevole, i dipinti sono stati idealmente raccolti in “percorsi” che aiutano nella scoperta di legami e somiglianze: oltre ai Capolavori, si potranno studiare le rappresentazioni di Donne, Moda e Amori attraverso i secoli, oppure dedicarsi all’approfondimento di Santi e Volti. Monotematici invece i percorsi dedicati ai due grandi, Moroni e Lotto.

 

Ma l’Accademia Carrara vive anche nel presente e nell’attualità: sono tante le iniziative che animano gli spazi della pinacoteca, dai concerti ai laboratori, dalle rappresentazioni teatrali ai seminari, che si aggiungono alle visite guidate organizzate dal museo stesso.

Una visita all’Accademia Carrara è davvero un momento di cultura, scoperta e passione.

Fiume Po: i segreti che non trovi su Wikipedia

Il fiume Po è ben noto a tutti: è il fiume più lungo d’Italia, attraversa quattro regioni e ha tantissimi affluenti. Quello che si conosce meno del fiume cha dà il nome alla Pianura Padana sono i suoi mille segreti, le origini mitologiche, i suoi percorsi nascosti e anche le sue leggende!

Cominciando dal suo nome, nelle Storie Naturali Plinio il Vecchio suppone che Po derivi dal celtico “pades”, termine con cui si indicava la resina prodotta dagli alberi disposti lungo il fiume. Altra origine del nome del fiume – sempre secondo Plinio – potrebbe essere la parola “bodincus” che presso i Liguri significava “senza fondo”, in altre parole senza alveo.

La natura per così dire “straripante” del nostro fiume è testimoniata anche da alcuni termini sopravvissuti ai giorni nostri. San Martino Siccomario deve il suo nome, presumibilmente, al latino “siccum mar”, mare secco. Le piene del fiume, quando non esistevano argini o altri contenimenti, dovevano produrre dei veri e propri mari. Il Po con i suoi principali affluenti – Ticino, Adda, Mincio, Oglio – formavano paludi che avevano l’aspetto di mari.

Per quanto riguarda invece la nascita del fiume Po, Erodoto nella Teogonia, parla del mito di Eridano, figlio di Fetonte (il Sole). Narra il mito che il giovane Eridano un giorno volesse guidare il carro del padre attraverso il cielo. Maldestro, provocò dei disastri avvicinandosi e allontanandosi troppo dalla Terra. Zeus lo folgorò per farlo smettere e Eridano cadde in un fiume che da lui prese il nome. Le sue sorelle corsero a piangerlo sulle rive di quel fiume, il nostro attuale Po, trasformandosi loro in pioppi e le loro lacrime in ambra.

Ma il fiume Po nasconde altri segreti, oltra a quelli mitologici. Ci sono parole che nascono con il grande fiume per poi entrare nel linguaggio quotidiano, più o meno forbito. Il “bugno” per esempio è un piccolo laghetto di forma circolare che si forma durante le esondazioni del fiume e poi rimane, separato dallo scorrere delle acque. Così è anche la “morta” o “mortizza”, un braccio del Po non più alimentato ma stagnante e per questo ottimo osservatorio per naturalisti. “Garzaia” è un altro termine strettamente legato al Po: indica un’area di nidificazione, per lo più degli aironi, in cui gli animali trovano anche nutrimento, presso le non distanti risaie. Infine due parole sulla “chiavica” che nasce come struttura in muratura, dotata di porte e paratie. Costruita ai lati del fiume serviva in origine per regolare il flusso delle acque dentro e fuori dai canali esterni.

Il grande fiume Po, le città che sulle sue sponde hanno prosperato, la flora e la fauna tipica sono un tesoro tutto da scoprire e la pianura padana, sua culla naturale, ne è lo scrigno.

Mutina Boica

Dall’8 all’11 settembre

 

 

Nella cornice del Parco Ferrari ritorna la rievocazione storica di Modena antica. Si potranno visitare gli accampamenti dei soldati, assistere a battaglie e giochi equestri – grazie a numerosi figuranti e stuntman – e partecipare a visite guidate, per conoscere al meglio la vita ai tempi dei Romani. Questa VIII edizione è incentrata sul personaggio storico di Spartaco, il gladiatore ribelle che capeggiò la rivolta degli schiavi.

 

www.visitmodena.it

Stradivarifestival

Dal 24 settembre al 9 ottobre

 

 

Con lo Stradivarifestival Cremona incanta i suoi ospiti, grazie a concerti e appuntamenti in memoria di Antonio Stradivari, il celeberrimo liutaio cremonese. E’ fitto il calendario degli eventi in programma: concerti di musica classica, contemporanea e adattamenti per bambini. Si spazia del repertorio classico alla sperimentazione jazz, con violini e violoncelli, solisti e ensemble. Le sedi sono il Museo del Violino, con il suo auditorium, e il teatro Ponchielli; i biglietti possono essere acquistati online dal sito dell’evento.

 

www.stradivarifestival.it

Festa dell’Opera

Sabato 17 settembre

 

 

La Festa dell’Opera accompagna grandi e piccini, melomani e non, in suggestivi percorsi nel mondo dell’Opera: l’intera città risuonerà sulle note delle più celebri melodie della tradizione operistica italiana. L’obiettivo è quello di portare l’Opera nelle strade, rendendola disponibile per tutti.

La Festa dell’Opera di Brescia è un ormai un evento imperdibile, confortato da un grande successo di pubblico e di notorietà. Dall’alba a mezzanotte tutta la città risuona delle più celebri romanze e arie, in un susseguirsi di concerti, performance teatrali, eventi di strada e anche sorprendenti flash mob.

Centinaia gli artisti coinvolti – tra cantanti, musicisti e attori – che si distribuiranno in più di 50 sedi cittadine per intrattenere migliaia di spettatori: oltre ai teatri e alle piazze infatti il melodramma sarà il protagonista di rappresentazioni in luoghi ben più insoliti, per l’opera. Ristoranti, fabbriche e mercati: sarà la musica questa volta ad andare dal suo pubblico, per una giornata intera.

Tutti gli eventi sono gratuiti; maggiori informazioni sull’evento sono disponibili presso il Teatro Grande.

 

 

I Maestri del Paesaggio

Dal 7 al 25 settembre 2016

 

 

Bergamo si trasforma per la sesta edizione de I Maestri del Paesaggio in un palcoscenico di natura e bellezza: diciannove giorni di fermento culturale open air vi aspettano in città.
Un calendario pensato per favorire scoperte, incontri e riflessioni a tu per tu con le più famose archistar del paesaggio, ospiti all’International Meeting of the Landscape and Garden. Numerosi anche i seminari e i convegni previsti quest’anno, tutti in linea con il focus Wild Landscape. Non solo: gli eventi coinvolgeranno la città e tutti i visitatori con i due allestimenti di Piazza Vecchia e Piazza Mascheroni in uno spettacolo di luci, mostre, tour a tema e visite guidate.

 

www.imaestridelpaesaggio.it

 

Stradivari e Cremona: un legame indissolubile

La storia musicale di Cremona inizia nel pieno del Rinascimento italiano. Tutti i grandi nomi che solitamente si associano alla città – Monteverdi, Amati, Stradivari e Ponchielli, solo per citarne alcuni – trovano qui, oltre che la loro casa, anche un ambiente fertile di idee.

E infatti anche l’ UNESCO riconosce che Cremona custodisce un “patrimonio immateriale dell’umanità”, ed è il suo saper fare liutario. Sono infatti l’arte e l’abilità artigianale che la città di Stradivari tramanda fino ai giorni nostri, grazie alla sue botteghe liutaie e al suo Museo del Violino, quello che l’organizzazione internazionale ha riconosciuto come testimonianza storica degna di tutela.

È una storia che comincia nel 1500 circa, con la nascita di Andrea Amati. Per quasi tutto il secolo Amati sarà un costruttore di strumenti ad arco. La sua fama crebbe a tal punto fuori dall’Italia che una ricca commissione gli venne affidata per l’orchestra della corte francese, nel 1565.

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Dei suoi tre figli Nicola, il più giovane, divenne il maestro di Antonio Stradivari. Nato a Cremona tra il 1643 e il 1644, il liutaio divenuto celebre in tutto il mondo ebbe due mogli e ben 11 figli. La sua casa nuziale, quella che condivise con la prima moglie Francesca Ferraboschi, nonché la sua prima bottega  si trovano in corso Garibaldi 75. Il liutaio è qui ricordato con una targa e e dal suo balcone si tengono concerti, nella bella stagione . Più tardi, nel 1680, Stradivari acquistò una casa, con annesso laboratorio, in piazza San Domenico – ora piazza Roma – dove lavorò fino al 1737, data della sua morte.

Il primo violino di Stradivari, datato 1665, riporta la scritta “alumnus N. Amati”, dicitura che scomparirà due anni dopo, quando al giovane Antonio sarà riconosciuto il titolo di maestro.  Nei suoi 75 anni di attività, il liutaio cremonese produsse più di 1.100 violini e 80 violoncelli ma il numero delle creazioni tutt’ora in circolazione o esposte nei musei ammonta a 670 circa, tra violini, viole, violoncelli e anche arpe e chitarre. Si calcola anche che, data la pressante richiesta, i tempi medi di produzione della bottega cremonese fossero di 23 giorni.

Dotato di eccelse capacità manuali e di una profonda sensibilità, Stradivari è  riuscito a realizzare gli strumenti che lo hanno reso famoso per l’eccezionale resa acustica,  grazie alla scelta dei legni migliori, che sottoponeva ad un preciso trattamento, all’utilizzo di modelli, di determinati spessori per la tavola armonica e per il fondo e di una meravigliosa vernice.

Il Museo del Violino raccoglie ed espone i capolavori della liuteria classica cremonese e contemporanea in un allestimento prestigioso  e altamente fruibile da parte del pubblico sia specializzato che generico.

Settimanalmente gli strumenti della collezione vengono suonati in concerti aperti al pubblico nell’auditorium del museo.

Cremona ricorda il suo celebre figlio in più occasioni: oltre ai già citati “Concerti dal balcone” che allietano la città nella bella stagione, la città allestisce uno Stradivari Festival, appuntamento atteso tra settembre e ottobre, e ospita solisti e formazioni di strumenti ad arco, spaziando dalla musica classica al jazz contemporaneo. Il Concorso Triennale Internazionale degli Strumenti ad Arco “Antonio Stradivari”, non a torto considerato l’Olimpiade della Liuteria,  promosso dalla Fondazione Museo del Violino, rappresenta un’occasione di confronto privilegiata per costruttori e musicisti di tutto il mondo.

Infine,  il 18 dicembre, attraverso lo STRADIVARI memorial day, Cremona ed il Museo del Violino rendono omaggio, attraverso momenti musicali e di approfondimento, ad Antonio Stradivari in occasione dell’anniversario della morte, una delle poche date certe nella sua biografia.

L’eredità di Luciano Pavarotti a Modena

Modena è la città natale di uno dei più famosi tenori del mondo, Luciano Pavarotti.  Con la sua città e la sua terra Pavarotti – anche quando divenne una celebrità internazionale – mantenne sempre un forte legame, le cui tracce sono tuttora visibili e visitabili. Nato a Modena il 12 Ottobre 1935, qui il tenore ha vissuto le tappe fondamentali del suo percorso umano e professionale. La città è densa di ricordi che parlano di lui: una visita potrà cominciare dalla casa in cui ha vissuto i suoi ultimi anni, recentemente divenuta un museo, www.casamuseolucianopavarotti.it. Tanti sono i cimeli da ammirare, compresi abiti di scena, foto e video. Da vedere anche l’ippodromo, fatto costruire dal Maestro, appassionato di cavalli e gare.

Proprio per completare l’ospitalità del suo circolo ippico, nel 1991, Pavarotti collaborò all’apertura di Europa 92,  il ristorante di Montale che parla della sua genuina passione per la buona cucina e per i sapori di una tradizione culinaria, quella di Modena, unica al mondo.

In città, a breve distanza da Piazza Grande, si potranno inoltre vedere il liceo C. Sigonio, dove il giovane Luciano frequentò l’istituto magistrale e gli ampi spazi del Parco Novi Sad dove per anni l’evento da lui creato, il “Pavarotti & friends“, ha visto folle di appassionati accorrere per ascoltarlo cantare assieme ai più grandi nomi del mondo musicale contemporaneo.

Infine, a conclusione di questo percorso ci si recherà prima presso il Duomo di Modena, dove si svolse la cerimonia funebre e quindi al cimitero di Montale, a pochi chilometri dalla città, dove ci si potrà concedre un minuto di raccoglimento in omaggio al grande tenore.

Duomo di Modena

Ad un mese dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2007, Modena lo ha ricordato intitolandogli il Teatro Comunale , splendido edificio ottocentesco. Nel solco tracciato da Pavarotti , è sorto il CUBEC, la Scuola per la formazione dei giovani cantanti lirici e dei pianisti collaboratori per il teatro d’opera. La scuola è visitabile, durante l’anno scolastico, su appuntamento.

 

Ricordiamo da ultimo due appuntamenti: ogni 6 settembre Modena ricorda il suo celebre figlio con un’iniziativa speciale, un concerto-evento che si tiene nel centro storico e per tutto l’anno è disponibile il tour guidato “Discover Ferrari and Pavarotti Land”.

I siti UNESCO del Circuito Città d’Arte della Pianura Padana

Le città d’arte del Circuito sono ricche di musei, attrazioni, cimeli storici ma sono anche la meta ideale per ammirare alcuni dei patrimoni dell’umanità riconosciuti da UNESCO. Che siano luoghi fisici o eredità immateriali, i siti UNESCO delle città d’arte accontentano tutti i tipi di turisti, anche quelli gourmet!

L’attributo di “patrimonio dell’Umanità” viene riconosciuto da UNESCO secondo rigidi criteri. Si definisce patrimonio culturale “un monumento, un gruppo di edifici o un sito di valore storico, estetico, archeologico, scientifico, etnologico o antropologico”. Oltre all’identificazione, gli altri obiettivi che Unesco si propone sono la protezione, la tutela e la trasmissione alle generazioni future.

Considerando il Circuito delle città d’arte della pianura padana, per anzianità si comincia il tour da Modena, insignita del prestigioso titolo nel 1997. Il riconoscimento comprende il complesso formato da Duomo, Torre Civica e Piazza Grande. Il Duomo è un capolavoro del Romanico, inserito nel percorso Transromanica, un itinerario che attraversa tutta l’Europa. Fondato nel 1099 e dedicato a Santa Maria Assunta, custodisce le reliquie di San Geminiano, qui trasferite da altra chiesa.  La Torre Civica, detta Ghirlandina, è alta 88 metri. Lanfranco e Wiligelmo, già all’opera per la costruzione del Duomo, si occuparono dei sei ordini inferiori mentre la seconda parte della torre, quella che arriva alla cuspide, fu opera successiva, dei maestri Campionesi. In piazza Grande, in una nicchia del Palazzo Comunale si trova la statuetta de La Bonissima, figura femminile considerata un simbolo dell’onestà nel commercio oppure della generosità in tempo di carestie, a seconda delle leggende.

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Brescia segue nel 2011 con il titolo “I Longobardi in Italia. Luoghi di Potere”. La definizione raccoglie diversi siti italiani: per Brescia sono stati presi in considerazione l’area monumentale e il complesso monastico San Salvatore – Santa Giulia. Qui si potranno ammirare alcuni capolavori dell’architettura religiosa e gioielli dal valore inestimabile, quali la Croce di Desiderio, ricca di pietre preziose, cammei e vetri colorati, conservata presso la Chiesa di Santa Maria in Solario.

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Per UNESCO il patrimonio immateriale è definito come l’insieme de “le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale (articolo 2)”. Cremona ha ottenuto questo riconoscimento per la sua tradizione liutaria nel 2012. E’ un percorso che comincia nel 2007, con il coinvolgimento di tutta la città  –  istituzioni, botteghe, scuole –  e arriva nel 2011 alla presentazione della candidatura. Tre famiglie si sono succedute nella storia di Cremona ovunque se ne ricorda il prezioso lavoro: gli Amati, i Guarneri e infine Antonio Stradivari e i suoi figli hanno fondato e tramandato un sapere unico al mondo.

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Anche Parma ha ottenuto di recente un riconoscimento UNESCO, legato alla sua storica vocazione alimentare e culinaria: è infatti “Città creativa della gastronomia”, titolo attualmente posseduto solo da 116 città in tutto il pianeta. Conoscenze provenienti da territorio, istituzioni, imprese private, scuole e tanti altri attori, si uniscono per promuovere le proprie buone pratiche. Si cerca di fondere cultura e creatività per ottenere uno sviluppo sostenibile, rispettoso di tradizioni antiche ma aperto anche a più recenti innovazioni.

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