Luoghi storici di Brescia

Luoghi storici di Brescia

Da Piazza della Loggia al Castello, passando per la Brixia romana, i luoghi storici di Brescia regalano alla città un fascino antico che si fonde con l’operosità della sua gente. Visitare Brescia e i suoi luoghi storici è un’esperienza a tutto tondo.

 

Luoghi storici di Brescia: Piazza della Loggia

Cuore nevralgico della città è Piazza della Loggia, di stampo rinascimentale. La Loggia oggi è il palazzo comunale, e l’edificio venne costruito con il contributo del Palladio e di Sansovino tra il 1492 e il 1574. A volere la piazza fu il podestà Marco Foscari, affinchè Brescia potesse riflettere il decoro e la magnificenza della vicina Serenissima. A fare da cornice alla piazza ci sono edifici in stile veneziano che donano un grande impatto visivo. Piazza della Loggia, seppure tra i luoghi storici di Brescia non sia il più antico, è un gioiello di rinascimento lombardo-veneto. Di fronte al palazzo comunale c’è la torre dell’Orologio, così chiamata per il suo storico orologio risalente al 1546. A scandire le ore del giorno, i cosiddetti “macc de le ure” in dialetto bresciano, due statue in bronzo che battono il martello sulla campana sopra l’orologio.

 

Luoghi storici di Brescia: Capitolium

In mezzo ai palazzi del centro storico, via Musei regala uno spettacolo di grande suggestione: i resti della Brixia romana con il Capitolium, eretto dall’imperatore Vespasiano tra il 73 e il 74 d.C. e dedicato alla triade capitolina, Giove, Minerve, Giunone. Il Foro, con il senato repubblicano, il tempio capitolino, la basilica e il teatro erano l’antico centro della vita  politica, religiosa  e commerciale  di Brescia. Con i suoi 139 metri di lunghezza e 40 di larghezza, oltre a essere uno dei luoghi storici di Brescia più suggestivi, il complesso del Capitolium, con i resti e le rovine dei vari edifici, rappresenta l’area archeologica di epoca romana più importante dell’Italia settentrionale.

Brescia

Luoghi storici di Brescia, Capitolium

 

Luoghi storici di Brescia: San Salvatore – Santa Giulia

Insieme al Capitolium, il complesso monumentale di San Salvatore – Santa Giulia è uno dei luoghi storici di Brescia riconosciuti come patrimonio mondiale Unesco. San Salvatore – Santa Giulia è stato inserito della lista dei Patrimoni nell’ambito del progetto “Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)”. Il complesso era un antico monastero benedettino di ordine femminile, edificato nel 753 dall’allora duca di Brescia Desiderio, che divenne re dei Longobardi. In breve tempo divenne uno dei più ricchi centri conventuali del nord Italia. Qui si rifugiò la figlia del re, l’Ermengarda di manzoniana memoria, dopo il ripudio da parte di Carlo Magno. Oggi il complesso è la sede del Museo della Città, dedicato alla storia e all’arte di Brescia. Al suo interno è conservata, in un ambiente di grande effetto la splendida Croce di Desiderio, che venne donata al monastero dal re. Una croce di rara bellezza, in legno rivestito di lamina dorata, con incastonate centoundici pietre preziose.

luoghi storici di Brescia, Croce di Desiderio - complesso S. Salvatore Santa Giulia

Luoghi storici di Brescia, complesso S. Salvatore – Santa Giulia. Croce di Desiderio

 

Luoghi storici di Brescia: Castello

A sovrastare la città di Brescia c’è il colle Cidneo, sulla cui sommità di erge il Castello, un altro dei bellissimi luoghi storici della città. Oggi il Castello, fortezza di epoca medievale, ospita il Museo delle Armi “luigi Marzoli” e il Museo del Risorgimento. Il primo è tra i più importanti d’Europa nel suo genere, con una collezione di circa 600 pezzi che vanno da armi e armature del 400 e 500 fino a armi da fuoco del 600 e 700, testimonianza della tradizione armiera locale. Il Museo del Risorgimento invece, è un tributo alle Dieci Giornate, che valsero a Brescia il titolo di Leonessa d’Italia. Salire in Castello a piedi è una passeggiata rigenerante, nel verde del parco cittadino, che permette di godere di una vista impagabile su tutta la città.

Brescia

Luoghi storici di Brescia, Castello

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Brescia: www.bresciatourism.it

La Principessa Sissi

18 marzo

 

 

Teatro alle Vigne

 

 

Un musical liberamente ispirato al film ‘La Principessa Sissi’ di Ernst Marischka, con adattamento e regia di Corrado Abbati, arriva a Lodi: l’amata fiaba della bella principessa farà ancora sognare, entusiasmare, divertire… La vicenda di Elisabetta, detta Sissi, che a soli sedici anni va in sposa all’Imperatore d’AustriaFrancesco Giuseppe, ha tutti i caratteri della favola a lieto fine, pur essendo un fatto storico documentato. Del resto, l’ambientazione, lo sfarzo, gli amori e gli intrighi della vicenda, diventano sede ideale per un moderno musical dove grandi quadri d’insieme, balli di corte e atmosfere da “capodanno a Vienna” si svolgono davanti a noi come una pellicola ricca di musica, di danza, di buonumore, che va ben oltre il sapore edulcorato della fiaba. Sissi è ancora oggi uno spettacolo in cui storia, mito e sentimento si fondono in un unico e grande affresco adatto a un pubblico di ogni età, perché tutti, ancora oggi, vogliamo sognare, divertirci e commuoverci.

 

 

Per informazioni: teatroallevigne.biglietteria@comune.lodi.it

Sguardi puri 2017

Dal 1° al 29 marzo

 

 

Cinema Teatro Politeama

 

Torna al cineteatro Politeama la rassegna cinematografica oraganizzata dal Settore Cultura del Comune di Pavia e curata dal critico cinematografico Roberto Figazzolo. Vari appuntamenti nel mese, per presentare una selezione dei migliori film in circolazione.

 

 

www.politeamapavia.it

Magnum Life

Dal 4 marzo all’11 giugno

 

 

Museo del Violino

 

 

La più famosa rivista americana Life e la celebre agenzia fotografica Magnum Photos: due straordinarie realtà che per la prima volta vengono accostate assieme in una mostra. L’obiettivo della mostra è il loro rapporto per analizzare come reportage fotografici, riferiti ad avvenimenti storici del ventesimo secolo, vennero pubblicati all’interno della rivista. Un viaggio all’interno di nove reportage pubblicati da Life, in cui storie che ebbero un grande impatto sull’opinione pubblica vengono raccontante con immagini che divennero icone del XX secolo.

 

 

www.magnumlifecremona.it

Guercino a Piacenza

Dal 4 marzo al 4 giugno 2017

 

 

Piacenza celebra il genio del Guercino che alla città ha lasciato i magnifici affreschi della Cattedrale. Per la prima volta si potrà salire fino alla cupola del Duomo per ammirarli da vicino e presso i Musei civici di Palazzo Farnese sarà allestita la mostra “Guercino tra sacro e profano” con 20 capolavori dell’artista. Il 22 e 23 marzo si svolgerà il convegno internazionale di studi sull’attività del Guercino.

 

 

www.guercinopiacenza.com

 

Depero il mago

Dal 18 marzo al 2  luglio

 

 

Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo

 

 

Una grande mostra dedicata a Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960) nella Villa di Mamiano di Traversetolo. Oltre cento opere tra dipinti, le celebri tarsie in panno, i collage, disegni, abiti, mobili, progetti pubblicitari, per celebrare il geniale artefice di un’estetica innovativa che mette in comunicazione le discipline dell’arte, dalla pittura alla scultura, dall’architettura al design, al teatro.

 

 

www.magnanirocca.it

Le 100 facce della musica italiana

Fino al 19 marzo

 

Palazzo del Governatore, Piazza Garibaldi

 

Dalla “A” di Alessandra Amoroso alla “Z” di Zucchero, la musica italiana si racconta a Parma in 100 ritratti d’autore firmati Giovanni Gastel, uno dei più celebri fotografi italiani al mondo. La mostra è un progetto ideato e realizzato dal team di Rolling Stone, punto di riferimento della pop culture contemporanea, con la produzione esecutiva di Ankamoki, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Parma.

 

parmale100facce.it

Vittorio Sgarbi – Caravaggio

3 marzo

 

 

Teatro Manzoni

 

 

Una conferenza spettacolo tenuta dal noto critico d’arte Vittorio Sgarbi. Un viaggio che esplora la vita, le passioni e la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Nel corso dello spettacolo ci saranno analisi figurative delle opere e letture del ruolo dell’artista.

 

 

www.teatromanzonimonza.org

18° Concours d’elegance – Trofeo Salvarola Terme

19 marzo 2017

 

 

Salvarola Terme

 

 

Nel centro storico cittadino la nuova edizione del mitico “Concorso d’eleganza”. Un evento che porta in strada prestigiose auto d’epoca, tra eleganza, design e ingegneria, un corteo emozionante che culmina con la premiazione in Piazza Roma. Per appassionati di motori ma non solo.

 

 

www.trofeosalvarolaterme.it

Children’s Tour

Dal 17 al 19 marzo

 

 

Quartiere Fieristico

 

 

Esposizione dedicata alle offerte turistiche per famiglie che viaggiano con bambini (hotel, campeggi e tour operator family friendly) e ai programmi per ragazzi che viaggiano da soli (campi sportivi, scuole di lingua, itinerari didattici e nuovi progetti turistico-educativi).

 

 

www.childrenstour.it

Tutti in torre! Racconti e suoni su e giù per la Ghirlandina

12 Marzo

 

 

Visita teatralizzata alla Ghirlandina dove il pubblico è accompagnato da una guida che spiega in forma di racconto eventi e aneddoti legati al famoso edificio. L’esperienza prevede la presenza di attori e intermezzi musicali e canori. Due gli appuntamenti della giornata, alle 14.30 e alle 16.30

 

www.visitmodena.it

BRESCIA PHOTO FESTIVAL 2017. People

Dal 7 al 12 marzo

Museo di Santa Giulia, MOCA e altre sedi

 

 

Il primo appuntamento di un nuovo e importante Festival di Fotografia, con la prima mondiale di Steve McCurry e il 70° di Magnum. Un format che prevede contenuti ed eventi tematici diversi per ogni anno e attività come mostre, dibattiti, workshop con fotografi di spicco.

Immagine di Steve McCurry: Leggere, Yemen

www.bresciamusei.com

 

 

Monumenti di Reggio Emilia

Monumenti di Reggio Emilia

Reggio Emilia è una città che sa valorizzarsi con monumenti che segnano il desiderio di stare al passo con la contemporaneità. È successo nelle epoche passate e succede anche oggi. Accanto ai monumenti storici, che hanno fatto bella Reggio Emilia nella storia, oggi si possono vedere opere importanti di artisti contemporanei che danno alla città un respiro internazionale.

 

Monumenti di Reggio Emilia: Stazione Mediopadana Alta Velocità

Tra i monumenti di Reggio Emilia il più moderno è la Stazione Mediopadana dell’Alta Velocità, che si pone come il tratto distintivo della Reggio Emilia contemporanea e proietta la città in una dimensione europea. La stazione, progettata da Santiago Calatrava e inaugurata nel 2013, si propone come hub di scambio per un bacino di quasi due milioni di potenziali utenti. Sorge a 4 chilometri a nord del centro storico di Reggio Emilia e la sua maestosa imponenza dal design futuristico, tutto onde, la rende un’attrazione importante per chiunque vi transiti. È interamente realizzata in acciaio dipinto di bianco e vetro, e in tutto è lunga 483 metri.

Reggio Emilia, Stazione Mediopadana

Monumenti di Reggio Emilia, Stazione Mediopadana

 

Monumenti di Reggio Emilia: i ponti di Calatrava

Insieme alla stazione Mediopadana, i Ponti strallati compongono il complesso di monumenti di Reggio Emilia denominato “Le vele di Calatrava”, che si estende su un’area di 2 km lungo il nuovo asse attrezzato viario che collega Reggio alla Bassa emiliana. I ponti in totale sono tre, tutti in acciaio dipinto di bianco, leggeri e sinuosi. Il ponte centrale, lungo 22 metri e alto 50, è ad arco. Mentre i due ponti laterali sono sostenuti da funi, nella tipica forma a vela che contraddistingue le opere dell’archistar spagnolo. Entrambi identici, sono lunghi 179 metri e alti 70. Questi ponti sono le nuove porte della città, al di fuori di quelle che sorgono nel centro storico. Spettacolare è osservare questi monumenti di Reggio Emilia mentre si è in movimento e di notte, grazie a un’illuminazione che li fa risplendere per chilometri e chilometri in mezzo alla Pianura Padana. Tra tutte le città europee Reggio Emilia è l’unica a ospitare tre ponti di Calatrava.

Monumenti di Reggio Emilia, i ponti di Calatrava

Monumenti di Reggio Emilia, i ponti di Calatrava

 

Monumenti di Reggio Emilia: Evoluzione dell’ingegno di Franco Reggiani

Tra i monumenti di Reggio Emilia che sorgono vicino alle Vele di Calatrava, merita una menzione la scultura di Franco Reggiani realizzata per celebrare il cinquantenario della Scuderia Ferrari. Reggiani, che è uno degli scultori più geniali del Novecento italiano, ideò il monumento nel 1979, e lo realizzò unendo le parti fondamentali di sette differenti autovetture della Scuderia Ferrari: si va dal musetto dell’Alfa P12, prima auto della Scuderia, fino al cofano e all’alettone della T5 di Villeneuve. Oggi il monumento, essendo posso all’interno della rotonda che accoglie quanti escono dall’autostrada, è un bel biglietto da visita per quanti arrivano a Reggio Emilia in auto.

 

Monumenti di Reggio Emilia: La scultura di Mario Gerra

Extra cognitionem nulla salus, cioè senza conoscenza non c’è salvezza. È questa l’incisione riportata sulla scultura di Mario Gerra, uno dei monumenti di arte contemporanea di Reggio Emilia che sorgono in città. Un’opera d’arte astratta, alta 10 metri e di 90 quintali di peso. La scultura dal 2008 è posizionata nella nuova rotatoria di piazza Duca d’Aosta, ed è composta da otto forme geometriche saldate fra loro e verniciate di arancione, bianco e nero. Il suo significato è duplice: vuol essere un’evocazione della civiltà industriale e allo stesso tempo è la testimonianza della nuova vocazione contemporanea dei monumenti di Reggio Emilia.

 

Monumenti di Reggio Emilia: Invito a…

Tra gli altri monumenti di Reggio Emilia degni di nota ci sono le installazioni denominate Invito a… che sorgono in vari punti della città. Un progetto, curato dall’artista Claudio Parmiggiani, nato per riflettere sulle trasformazioni che sta vivendo Reggio Emilia. Per questo motivo alcuni dei protagonisti dell’arte contemporanea sono stati invitati a progettare un’opera permanente in un luogo da loro scelto, che a quel luogo sia dedicata. Sono nati così i monumenti installazione di Luciano Fabro, Sol LeWitt, Eliseo Mattiacci, Robert Morris, che hanno creato opere in costante dialogo con il pubblico e il luogo in cui sono inserite.

 

 

Per maggiori informazioni sui monumenti di Reggio Emilia:turismo.comune.re.it

Città d’arte da vedere, da toccare, da sentire.

Percorsi didattici multimediali e tour interattivi per scoprire le città d’arte della Pianura Padana. Quando conoscere diventa un’esperienza.

 

Antiche collezioni d’arte che diventano contenuti multimediali, spazi espositivi che si trasformano in sorprendenti luoghi del passato, circuiti automobilistici dove sentire la cultura della velocità. Conoscere le Città d’arte della Pianura Padana oggi è un viaggio nel tempo e nella storia, ma è soprattutto un viaggio tra le emozioni. Non solo tour didattici e visite guidate, non solo esposizioni e opere da ammirare. Quello che attende visitatori di tutte le età sono occasioni per vivere il patrimonio locale attraverso tecnologie all’avanguardia, format interattivi che reinventano il concetto di museo, laboratori per creare e sperimentare, momenti per imparare e divertirsi, facendoci sentire parte di un’esperienza. Siete pronti a partire?

 

Una proposta di “turismo esperienziale” la offre Brescia, che invita a vivere arte e cultura in forma interattiva tra gli spazi dei Musei Civici. Il progetto “Musei per tutti” propone a studenti, insegnanti e famiglie programmi attraverso percorsi tematici, workshop, corsi e approfondimenti. Tra i più interessanti ci sono: Colpi Di Scena (visite teatralizzate con performance dal vivo), i Weekendinarte (appuntamenti per conoscere i linguaggi espressivi di artisti contemporanei attraverso pratiche sperimentali), il Compleanno Al Museo (festa con attività di laboratorio per bambini), Un Compleanno a Regola d’arte (riservato agli adulti, con visite-esplorazione con caccia al tesoro e workshop di sperimentazione artistica), e Art Building (team-building con percorsi personalizzabili dedicati alle imprese, dove l’attività artistica diventa facilitatore e mediatore per una crescita personale e di gruppo). www.bresciamusei.com

 

Sempre a Brescia la cultura del cibo viene valorizzata e proposta con un gusto più interattivo. East Lombardy è un progetto interazionale che offre esperienze e attività laboratoriali legate alla cucina e all’alimentazione, oggi e nel mondo antico. Gli appuntamenti puntano sulle tipicità enogastronomiche locali e sulla cooperazione internazionale lungo percorsi in città e nel territorio. Si va dalle visite in cantine con degustazione in Franciacorta alle guide sui trattori tra i vigneti, dalle attività per scoprire il frantoio di olive sulle soleggiate rive del Lago di Garda ai laboratori per imparare la cucina tipica bresciana fino ai tour and taste, percorsi su due ruote in bici tra i vigneti. www.eastlombardy.it

 

 

Lodi offre esperienze interattive dedicate agli strumenti che hanno fatto la storia e la cultura. Tra i “Laboratori del Museo della stampa” è possibile toccare con mano il valore delle opere dell’ingegno, del lavoro e dell’innovazione. Studenti e docenti sono coinvolti in percorsi che illustrano gli sviluppi dell’arte tipografica nel corso della storia, entrando in spazi che riproducono fedelmente una tipografia del XX secolo. La visita prevede la possibilità di abbinare attività pratiche, mostrando dal vivo simulazioni, curiosità ed esperimenti.

Sempre nuovi e stimolanti i contenuti delle proposte, studiate per legare il passato e il presente e per accendere l’interesse delle nuove generazioni; si va dai laboratori per imparare le tecniche degli antichi mastri cartai quelli dedicati alla tipografia, dai laboratori di legatoria alle attività di composizione e stampa. E’ una collaborazione continuativa quella tra il museo e le scuole dove “fare e imparare” sono una risorsa unica e preziosa. (www.museostampa.org).

 

 

Dai templi del sapere a quelli della velocità. Monza regala esperienze adrenaliniche sul leggendario tracciato dell’Autodromo Nazionale. In uno scenario che è un’icona del mondo delle quattro ruote, nel verde del Parco di Monza, è possibile vivere in prima persona l’ebrezza delle corse e sentire il vero spirito dei campioni automobilistici. Si può scegliere di seguire corsi di guida sportiva, pilotare prestigiose vetture GT o migliorare le proprie prestazioni al volante in condizioni critiche con i corsi di guida sicura. Un circuito di emozioni, che prevede attività ludiche e momenti di training insieme a istruttori qualificati (www.monzanet.it)

 

 

La storia e l’arte romana a Reggio Emilia diventano un’esperienza futuristica e assolutamente inedita. Attraverso il progetto internazionale Regium@Lepidi concepito dalla Duke University-Dig@Lab è possibile rivivere la cultura, le architetture e le atmosfere più antiche della città attraverso percorsi interattivi che prevedono un significativo supporto high-tech. Schermi 3D, ricostruzioni scenografiche in scala, rendering e installazioni digitali offrono al visitatore la possibilità di vivere in prima persona esperienze di grande impatto visivo. Si va dalla ricostruzione virtuale della città in epoca romana (tra piani urbanistici e planimetrie) alla panoramica sul territorio e sul paesaggio, con un excursus temporale che dal passato ci porta ai giorni nostri. E poi ancora report sui principali edifici e sorprendenti simulazioni virtuali che ci fanno passeggiare tra i luoghi pubblici dell’antico centro storico romano. E’ un progetto che mira a studiare, interpretare e ricostruire virtualmente la città romana di Reggio, creando un nuovo format museale nel contesto del museo archeologico. Un’esposizione che diventa una narrazione digitale, multi-canale e multi-sensoriale. www.musei.re.it

Chiese di Lodi

Chiese di Lodi

Le Chiese di Lodi sono tutte raggiungibili a piedi o in bicicletta vista la struttura raccolta della città. Dalla Cattedrale, al tempio Civico della Beata Incoronata, passando per San Filippo Neri e Santa Maria Maddalena visitare le chiese di Lodi è un tuffo nell’arte e nei secoli.

 

Chiese di Lodi: Cattedrale

La basilica cattedrale della Vergine Assunta, è una delle chiese romaniche più grandi della Lombardia, oltre che la più antica di Lodi. La sua edificazione si fa risalire simbolicamente al giorno in cui è stata fondata la città, il 3 agosto 1158, e terminò definitivamente un secolo dopo, anche se la consacrazione della chiesa avvenne nel 1163 alla presenza di Federico Barbarossa. La Cattedrale sorge nella centralissima e signorile piazza della Vittoria. La facciata è asimmetrica e riporta un grande rosone marmoreo. Venne iniziata nel XII secolo e ospita i segni delle varie epoche in cui è stata ultimata: dal romanico, al gotico, fino al 1500. Tutto l’esterno è in mattoni rossi. Il massiccio campanile venne costruito tra il 1539 e il 1555. L’interno è a tre navate e ricorda la basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Tra le chiese di Lodi, la cattedrale merita una visita anche per la sua cripta, che è la parte più antica di tutto l’edificio. Vi sono conservate le reliquie di san Bassiano, patrono di Lodi, e si può ammirare un’Ultima Cena a bassorilievo del XII secolo.

 

Chiese di Lodi: Tempio Civico della Beata Incoronata

Tra le chiese di Lodi, il Tempio Civico della Beata Incoronata è il gioiello del Rinascimento lombardo e il monumento più prestigioso della città. Il nome Tempio Civico deriva dal fatto che la proprietà dell’edificio è del comune. Nel quindicesimo secolo, dove oggi sorge il tempio c’era una casa di tolleranza. Sul muro esterno c’era un affresco della Madonna Incoronata, che un giorno pare lacrimò e invitò i presenti a edificare un luogo di culto mariano. Il tempio venne progettato nel 1488 da Giovanni Battagio, allievo del Bramante, e venne affrescato dai maggiori artisti che hanno operato a Lodi tra il ‘400 e l’inizio dell’ ‘800. Tra loro anche il Bergognone, di cui oggi si possono ammirare quattro tavole sistemate nella cappella di S. Paolo, e numerose opere della dinastia dei Piazza. La sontuosità delle decorazioni lo rendono una vera e propria galleria d’arte che incanta il chiunque entri nel Tempio. La pianta ottagonale è sormontata da una cupola ad otto spicchi, con affreschi che rappresentano il trionfo dei santi lodigiani. Insieme alla visita del Tempio non si può non visitare il Museo del Tesoro dell’Incoronata, realizzato nel 1988 sotto la monumentale sacrestia, dove sono custoditi importanti oggetti sacri e liturgici legati alla storia del Tempio.

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Chiese di Lodi, Tempio Civico della Beata Incoronata

 

Chiese di Lodi: San Filippo Neri

La chiesa di San Filippo Neri a Lodi è un bell’esempio di rococò europeo. La facciata è slanciata e piuttosto essenziale, ma la vera sorpresa si ha entrando in chiesa: tra altari marmorei, inserti in ferro battuto e cicli pittorici si ammira un vero e proprio gioiello del Settecento lombardo. Gli affreschi, dipinti per lo più da Carlo Innocenzo Carloni, ricordano la ricercatezza del Tiepolo. Molto belli sono l’Assunzione della Vergine con alla base alcune scene di Apostoli, la Gloria di San Filippo Neri e la Crocefissione.

 

Chiese di Lodi: Santa Maria Maddalena

Se le altre chiese di Lodi sono l’espressione piena di romanico o gotico, a Santa Maria Maddalena si può ammirare un barocco di rara bellezza. Sorge un po’ fuori dal cuore del centro storico medievale della città, nei pressi del fiume Adda. Venne costruita tra il 1719 e il 1743, incorporando i resti romanici della preesistente chiesa del 1162. L’interno è a un’unica navata a pianta ellittica con nicchie laterali che fungono da cappelle. La cupola centrale e le volte a vela ricevono luce dalle grandi finestre poste sopra il cornicione. La facciata, curvilinea, venne realizzata nell’Ottocento in stile neobarocchetto. Degno di nota, più per l’aspetto devozionale che artistico, il Santissimo Crocifisso del XIV – XV secolo, che si ritiene essere miracoloso.

Luoghi storici di Monza

Luoghi storici di Monza

Da sempre indipendente dalla vicina Milano, Monza è una città che fin dall’epoca longobarda ebbe un notevole prestigio, soprattutto per la sua posizione geografica. Nel V secolo il re Teodorico, successivamente alla conquista di Milano, vi fece costruire un suo palazzo. Nel VI secolo la regina Teodolinda, moglie dei due re Longobardi Autari e Agilulfo, non solo la elesse a sua residenza estiva, ma vi fece anche costruire una cappella palatina dedicata a S. Giovanni Battista. Qui, nel 603 viene battezzato l’erede al trono Adaloaldo. Una gita alla scoperta dei luoghi storici di Monza, quindi, permette di scoprire tesori di incantevole bellezza che vanno dall’età tardoantica al pieno novecento.

 

Luoghi storici di Monza: Villa Reale

Uno dei luoghi storici più famosi di Monza è la Villa Reale. Sontuosa e monumentale, rappresenta una punta d’orgoglio per la città, essendo uno dei monumenti più belli del Neoclassicismo italiano. Progettata dall’architetto Giuseppe Piermarini, venne costruita tra il 1777 e il 1780. La sua edificazione era fortemente voluta dall’arciduca Ferdinando d’Asburgo, Governatore Generale della Lombardia austriaca e venne finanziata dalla madre, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria. La pianta è a “U”, tipica delle ville lombarde settecentesche. Il corpo principale aveva funzione abitativa e gli altri due bracci laterali destinati ai servizi. Una visita alla Villa Reale non si può dire completa se non si visitano anche il meraviglioso roseto, nato a metà del 1900 per volontà dell’industriale Niso Fumagalli, presidente dell’Associazione Italiana della Rosa, che voleva diffondere l’amore per questo fiore, i Giardini Reali che si estendono su una superficie di 40 ettari e sono il primo esempio di giardino all’inglese in Italia, e il grande Parco di Monza.

 

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luoghi storici di Monza: il Roseto della Villa Reale

 

Luoghi storici di Monza: Casa degli Umiliati

La Casa degli umiliati è la sede di Musei Civici monzesi (www.museicivicimonza.it). Il nome deriva da un ordine medievale, gli Umiliati appunto, che in breve tempo grazie alla sua operosità divenne ricco e potente, rendendosi protagonista della vita economica e sociale del tempo. L’ordine resistette fino al 1571, quando San Carlo Borromeo emise il provvedimento di scioglimento per le diffidenze della Chiesa nei confronti del successo dell’ordine. Quelle che vennero chiamate Case degli Umiliati, sparse in molte città lombarde, erano luoghi di riunione per gli affiliati laici. L’edificio, risalente al Quattrocento, è a due piani e si sviluppa attorno a un chiostro centrale a pianta rettangolare. Negli anni, per poter ospitare le collezioni museali, ha subito importanti riqualificazioni, e oggi il museo è uno dei luoghi storici di Monza che permettono di avere lo spunto per continuare la visita della città anche fuori dagli spazi museali.

 

Luoghi storici di Monza: Arengario

L’antico palazzo comunale, in pieno centro città, si trova non a caso in posizione contigua al Duomo. Anche a Monza, infatti, nel periodo comunale, si voleva sottolineare anche visivamente la contrapposizione del potere religioso e di quello civile. In origine l’Arengario faceva parte di un insieme complesso, che le vicende edilizie ed i restauri hanno ridotto al solo palazzo comunale: accanto, infatti, sorgeva anche il palazzo pretorio che venne poi distrutto. Tra i luoghi storici di Monza, l’Arengario è il simbolo della città. Esempio ben riuscito di broletto lombardo, con piano terra composto da un ampio porticato ad arcate, sorretto da massicci pilastri in pietra, che aveva la funzione di luogo degli incontri e degli scambi. Al primo piano, invece, si svolgevano le assemblee, in un’unica grande sala coperta a capriate. I decreti emanati dal Comune venivano letti alla popolazione dalla “parlera”, un balconcino a loggetta che si apre dalla sala delle adunanze, oggi adibita a sala espositiva. 

 

Arengario

luoghi storici di Monza: Arengario

 

Luoghi storici di Monza: Torre Medievale di via Lambro

Detta anche Torre di Teodolinda, o Port scur in dialetto monzese, a scapito del nome non venne costruita dalla regina longobarda, ma solo nel XIII secolo. Originariamente faceva parte della struttura difensiva della città murata, e poi venne utilizzata come porta per transito delle merci dal fiume Lambro alle piazze centrali. Non a caso via Lambro è ritenuta la strada più antica di Monza, situata nel nucleo primitivo della città medioevale. Oggi la torre è un’abitazione privata e non è quindi possibile visitarla al suo interno, ma già dall’esterno si nota come abbia mantenuto la struttura originaria, che dalla pianta centrale quadrata sviluppa su tre piani scanditi da caratteristiche finestre, che al primo piano sono bifore, al secondo monofore e all’ultimo trifore con colonnine. Sulla facciata si può ben notare l’antico stemma di Monza. La sommità è a merlatura guelfa.

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Monza: www.turismo.monza.it

Matrimonio nelle Dimore Storiche

Matrimoni da favola da celebrare nelle storiche dimore delle città d’arte della Pianura Padana.

 

 

Le storie d’amore nelle città d’arte della Pianura Padana durano secoli. Il legame con le tradizioni si tramanda da sempre con impegno e passione sa rinnovarsi. Perché allora non celebrare qui i sentimenti più importanti e il giorno più bello della nostra vita? Per chi vuole organizzare un matrimonio indimenticabile, queste città aprono il loro cuore, artistico e culturale, diventando una location di valore. Tra palazzi civili e antiche dimore, un tempo luoghi privati di nobiltà o prestigiose sedi di vita pubblica, si possono rivivere tutte le atmosfere del passato. Suggestivi ambienti decorati e perfettamente conservati, sale affrescate, gallerie e collezioni d’arte, giardini interni e parchi secolari, attendono gli sposi e i loro invitati. Qui, le cerimonie di nozze e i banchetti diventano davvero un evento che resta nella storia.

 

 Matrimonio nelle dimore storiche di Cremona

 

Cremona apre agli sposi e ai loro invitati le porte di tre gioielli architettonici: Palazzo Cattaneo, Palazzo Trecchi e Palazzo Comunale. Magnifico esempio di interno neoclassico, Palazzo Cattaneo regala ambienti raffinati, solenni gallerie affrescate, sale di gusto tardo ottocentesco impreziosite da ricchi lampadari, un bel porticato e un delizioso giardino interno. E’ stato il Marchese Cattaneo, figura di aristocratico eclettico e illuminato, amante della musica e delle arti, che ha dato all’originario edificio lustro e prestigio, annoverando tra le sue sale alcune collezioni di pittura e strumenti musicali. Qui, tra ampi saloni o angoli più raccolti, sontuosi arredi e opere d’arte danno valore aggiunto alla celebrazione del matrimonio e ai banchetti. (www.palazzocattaneo.it)

Facciamo ora il nostro ingresso nei suggestivi spazi di Palazzo Trecchi. Ci aspetta uno storico edificio costruito nel 1496 come dimora dei Marchesi Trecchi, un gioiello di stile architettonico che ha attraversato metà del nostro millennio, un simbolo del prestigio e del potere vocato all’ospitalità.

Fra queste mura, lontano dai disordini della grande città, hanno trovato ristoro grandi personaggi come Carlo V, Federico Gonzaga e il Cardinale Medici. Oggi, dopo il rinnovo avvenuto per volere dei marchesi Trecchi dalla metà dell’800, regala decorazioni neogotiche, eleganti colonne e magnifici soffitti. Ambienti che sono la location ideale per celebrare un matrimonio nel cuore artistico della città e della sua storia. Gli invitati e i novelli sposi possono qui condividere piacevoli momenti tra le tante sale storiche, di epoche e stili diversi. Tra tutte sono degne di nota la Sala del Teatro, di natura ottocentesca, con una zona palco a soffitto ribassato e una zona spettatori e la Galleria delle armi, uno spazio innalzato sopra il portico nell’Ottocento, un corridoio che aveva una volta la funzione di un grande foyer. (www.palazzotrecchi.it).

cremona 2016

I matrimoni civili più sontuosi si celebrano invece nelle Sale del Palazzo Comunale, magnifico edificio di origine medievale, rinnovato e decorato nel XIX secolo. Tra gli ambienti più importanti ci sono la Sala Rossa (Sala della Giunta), arricchita da un camino in marmo rosso di Verona scolpito da Gaspare Pedone nel 1500, la Sala dei Quadri (Sala del Consiglio), dove spicca  il calco in gesso della Porta Stanga il cui originale, confiscato da Napoleone, è esposto al Louvre, e poi la Sala Azzurra e la Sala Rosa. Tra tante preziose occasioni c’è solo l’imbarazzo della scelta. E il cuore batte già fin dall’ingresso, dove un monumentale scalone ci porta subito tra le più belle atmosfere della storia.

 

Matrimonio nelle dimore storiche di Monza

 

Monza offre ai novelli sposi il suo edificio più famoso, la splendida Villa Reale con il suo parco secolare. Gli interni neoclassici, firmati dal Piermarini, hanno accolto nel passato residenti illustri, dagli Asburgo ai Savoia e, oggi come ieri, la Reggia mantiene intatto il suo fascino e il suo carattere. Per le nozze, gli spazi messi a disposizione sono le sale di rappresentanza del 1° piano nobile, con vista sui giardini reali e la corte, appartenute a Umberto e Margherita di Savoia. Le eleganti sale, un tempo riservate ai banchetti di Stato e a fastosi ricevimenti, offrono charme e valore anche a un matrimonio. Il banchetto può continuare all’esterno, alle spalle della Villa, dove gli incantevoli giardini all’inglese attendono gli sposi e gli invitati per un album fotografico tra alberi secolari, essenze di fiori e piante preziose. www.reggiadimonza.it

 

Matrimonio nelle dimore storiche di Reggio Emilia

 

La storia d’Italia incontra le storie d’amore di oggi a Reggio Emilia. La città offre infatti a chi si vuole sposare la Sala del Tricolore, all’interno del Palazzo del Comune, sede storica dal 1434. Ad accogliere gli sposi e gli invitati la magnifica facciata, arricchita da un portico a tre arcate a pilastri binati, ricostruita nel 1774 su disegno di Ludovico Bolognini e poi le sale interne, arricchite da affreschi settecenteschi e da dipinti ottocenteschi. La celebrazione e “il fatidico sì” avvengono esattamente nella Sala del Tricolore, uno spazio progettato e realizzato dall’ingegnere bolognese Ludovico Bolognini nel 1774, concepito all’inizio come archivio del Comune. Una sala importante perché racconta eventi che hanno lasciato il segno nella storia italiana, come il 7 gennaio 1797, quando si riunirono qui i rappresentanti delle città libere di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara per proclamare la Repubblica cispadana. Da sempre La Sala del Tricolore rappresenta il simbolo dell’impegno civile della città e anche un orgoglio per chi l’ha scelta per il giorno più importante della propria vita.

Le chiese di Pavia

Città di cultura e terra di santi, Pavia si colloca a giusto titolo tra le destinazioni turistiche di grande interesse in quanto si trova ad essere crocevia dei cammini di fede che rivestono una grande importanza per l’Europa e tra i quali citiamo: la Via Francigena, il Cammino di San Martino di Tours, quello di Sant’Agostino, la rete dei siti di Cluny e la rete delle località casadeiane (dal francese Chaise Dieu, casa di Dio) . Questa sua particolarità ha consentito alla città di essere riconosciuta nel 2012 dalla Commissione europea, come “Crossroads of Europe”. L’eredità della sua storia  e il ricco patrimonio storico architettonico  fanno della città un museo a cielo aperto e una tappa irrinunciabile per chi decide di fare una gita alla scoperta di antiche chiese.

 

 

 

Chiese di Pavia: il Duomo

La più imponente chiesa di Pavia è il Duomo, dedicato a Santo Stefano e Santa Maria Assunta. La sua edificazione risale al 1488, quando i pavesi chiesero al cardinale Ascanio Sforza, fratello di Ludovico il Moro, la riedificazione di un Duomo in forme rinascimentali per sostituire le antiche cattedrali romaniche. Il progetto venne inizialmente affidato al Bramante con la consulenza di Leonardo da Vinci. La costruzione proseguì lungo i secoli, per essere ultimata nel 1885 con la cupola, a pianta ottagonale e alta 92 metri dal pavimento interno, che è la terza in Italia per dimensioni. Oggi il Duomo di Pavia è tra le chiese più imponenti del Nord Italia, con i suoi 3mila metri quadri di superficie interna.

 

Chiese di Pavia: San Michele

La basilica di San Michele è uno degli esempi più belli di romanico lombardo, oltre a essere uno degli edifici meglio conservati del romanico europeo. Sul luogo dove tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo venne edificata la Basilica di San Michele, già in epoca longobarda esisteva un luogo di culto, che andò distrutto nel 1004 da un incendio. San Michele, che ha un impianto a croce latina, a tre navate, venne costruita dopo il 1117, anno di un grande terremoto, in pietra arenaria proveniente dalle cave dell’Oltrepo. Nella Basilica di San Michele nel 1155 fu incoronato Federico Barbarossa. In quello stesso anno la Basilica venne consacrata.

Pavia basilica San Michele

San Michele

 

Chiese di Pavia: Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro

La basilica romanica di San Pietro in Ciel d’Oro venne costruita, sul tracciato di una chiesa più antica, nel dodicesimo secolo. Si chiama così perché i suoi soffitti in origine erano preziosamente decorati in foglia d’oro, ma quello che rende la basilica una delle più note chiese di Pavia è la presenza della tomba di Sant’Agostino. Le spoglie del santo, che oggi si trovano sull’altare maggiore racchiuse in uno scrigno d’argento, vennero qui trasportate per volere di Liutprando, re dei Longobardi, nel VII secolo. Nella basilica si trovano anche le spoglie del filosofo Severino Boezio, la cui sepoltura è ricordata da una lapide posta sulla facciata di mattoni rossi.

 

Chiese di Pavia: la Certosa

Quando si pensa a Pavia e alle sue chiese, impossibile non pensare alla famosissima Certosa. Un complesso monumentale, oggi gestito dai monaci cistercensi, che rappresenta un capolavoro del Rinascimento e uno dei monumenti più prestigiosi dell’arte italiana. La Certosa di Pavia sorge a sette chilometri a nord della città, sulla strada che porta a Milano. La prima pietra delle sua edificazione, voluta da Gian Galeazzo Visconti e dalla sua seconda moglie per grazia ricevuta dalla Vergine Maria, risale al 1396. Il monastero venne concepito come una struttura completamente autosufficiente. Nella Certosa di Pavia si trovano i monumenti funerari di Ludovico il Moro e Beatrice d’Este, oltre che di Gian Galeazzo Visconti. Splendida la facciata, ricca di sculture in marmi bianchi e policromi, e meraviglioso l’interno, ricco di pitture e decorazioni realizzate dai più importanti artisti dell’epoca, tra cui il Perugino, il Guercino e il Bergognone, che dipinsero affreschi e pale d’altare. All’esterno della basilica, i due chiostri, che regalano pace interiore e gioia per gli occhi con i loro ricchi ornamenti in cotto.

Certosa di Pavia

Certosa di Pavia

 

 

Chiese di Pavia: San Teodoro

San Teodoro è uno dei protettori di Pavia, e la chiesa a lui dedicata è a pochi passi dal fiume Ticino, nel quartiere medievale dei pescatori. È molto interessante osservare la facciata, sulla quale si possono notare degli inserti in ceramica creati con piatti di origine mediorientale, testimonianza dei pellegrini che facevano ritorno della Terra Santa. L’interno è maestoso, e come le altre chiese del periodo medievale a tre navate, e uno dei suoi affreschi più belli è “La Veduta di Pavia”, del pittore Bernardino Lanzani, che si ritiene dipinse anche le Storie di Sant’Agnese e San Teodoro posti nella parete settentrionale del transetto sinistro.

 

Per maggiori informazioni sulle chiese di Pavia

http://www.vivipavia.it/site/home.html

http://www.lombardiabeniculturali.it

I luoghi storici a Cremona

Visitare il centro storico di Cremona significa fare un tuffo nel Medioevo, grazie alla magica atmosfera che si respira nelle sue piazze e nelle sue strade. Il cuore pulsante della storia cremonese e della sua vita civile e religiosa è Piazza del Comune, sulla quale si affacciano la Cattedrale, il Torrazzo, il Battistero, la Loggia dei Militi e il Palazzo Comunale, la cui struttura riprende le forme del broletto lombardo.

 

Luoghi storici a Cremona: Piazza del Comune

 

Piazza del Comune, da un punto di vista artistico, è la piazza più bella di Cremona, e quella che più di ogni altra fa capire il ruolo che la città svolse nel Medioevo a livello politico ed economico. Di tutti gli edifici che si affacciano sulla piazza e la cingono sui tre lati, spicca il simbolo della città, il Torrazzo, che con i suoi 112 metri di altezza è la torre merlata in muratura più alta d’Europa, edificata in due tempi tra il 1267 e il 1305. Per raggiungere la cima si devono salire 502 gradini, ma il panorama mozzafiato che si può gustare una volta arrivati, ripaga di tutta la fatica fatta. Perché stando in cima al Torrazzo si può ammirare tutta Cremona e comprendere la sua struttura urbanistica che si sviluppa a raggiera. Sulla facciata della torre campeggia un grande orologio astronomico, edificato alla fine del 1500, che rappresenta la volta celeste con le costellazioni zodiacali.

Luoghi Storici Cremona Palazzo Comunale

Luoghi storici a Cremona: il Duomo

 

Il Duomo di Cremona, cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta è a fianco del Torrazzo e rappresenta un bellissimo esempio di architettura romanico-lombarda. La sua costruzione iniziò nel 1107, dieci anni dopo venne danneggiato da un terremoto, nel 1129 venne riedificato in forme romanico-gotiche, e la sua consacrazione avvenne nel 1190. Spettacolare la facciata, rielaborata nel corso dei secoli, sulla quale spiccano il rosone e un doppio ordine di logge. Se esternamente è d’impatto, il Duomo regala una grande emozione al suo interno, a pianta a croce latina e con tre navate anche nel transetto, grazie al suo aspetto monumentale e le sue decorazioni. Di grande pregio gli affreschi cinquecenteschi della navata centrale, raffiguranti le Storie di Maria e Gesù, testimonianza della vivacità artistiche che attraversò Cremona tra il ‘500 e il ‘600, e il coro ligneo intagliato di fine ‘400.

 

Luoghi storici a Cremona: il Battistero e la Loggia dei Militi

 

Gli altri due monumenti degni di nota sulla piazza sono il Battistero e la Loggia dei Militi. Il primo, di pianta ottagonale per ricordare simbolicamente il battesimo, venne iniziato nel 1167 e terminato nel quindicesimo secolo. Nel Battistero oggi ha sede il Museo delle Pietre Romaniche, La Loggia dei Militi, invece, a fianco del Palazzo del Comune, venne edificata nel 1292. Merita una visita non solo perché è uno degli edifici più antichi della città, ma perché sotto il portico viene conservato l’emblema di Cremona, una composizione scultorea costituita da due Ercoli che reggono in mezzo tra loro lo stemma cittadino. Ed Ercole, narra la leggenda, fu il fondatore di Cremona.

 

Accanto al cuore della vita civile e religiosa della città, ci sono altri luoghi a Cremona che hanno fatto la storia. E sono quelli legati alla tradizione liutaria, che l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità. È bello perdersi nei vicoli alla scoperta di queste botteghe, 150 in tutto il centro storico, che regalano un fascino senza tempo. E per chi volesse approfondire 5 secoli di tradizione liutaria, è d’obbligo una tappa al Museo del Violino, ospitato nel Palazzo dell’Arte, dove trova dimora anche il celebre violino di Antonio Stradivari.

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Cremona potete visitare:

www.circuitocittadarte.it/le-destinazioni/cremona/

www.turismocremona.it

“…e vissero per sempre felici e contenti.”

Matrimoni da favola da celebrare nelle storiche dimore delle città d’arte della Pianura Padana.

 

 

Le storie d’amore nelle città d’arte della Pianura Padana durano secoli. Il legame con le tradizioni si tramanda da sempre con impegno e passione sa rinnovarsi. Perché allora non celebrare qui i sentimenti più importanti e il giorno più bello della nostra vita? Per chi vuole organizzare un matrimonio indimenticabile, queste città aprono il loro cuore, artistico e culturale, diventando una location di valore. Tra palazzi civili e antiche dimore, un tempo luoghi privati di nobiltà o prestigiose sedi di vita pubblica, si possono rivivere tutte le atmosfere del passato. Suggestivi ambienti decorati e perfettamente conservati, sale affrescate, gallerie e collezioni d’arte, giardini interni e parchi secolari, attendono gli sposi e i loro invitati. Qui, le cerimonie di nozze e i banchetti diventano davvero un evento che resta nella storia.

 

 

 

Cremona apre agli sposi e ai loro invitati le porte di tre gioielli architettonici: Palazzo Cattaneo, Palazzo Trecchi e Palazzo Comunale. Magnifico esempio di interno neoclassico, Palazzo Cattaneo regala ambienti raffinati, solenni gallerie affrescate, sale di gusto tardo ottocentesco impreziosite da ricchi lampadari, un bel porticato e un delizioso giardino interno. E’ stato il Marchese Cattaneo, figura di aristocratico eclettico e illuminato, amante della musica e delle arti, che ha dato all’originario edificio lustro e prestigio, annoverando tra le sue sale alcune collezioni di pittura e strumenti musicali. Qui, tra ampi saloni o angoli più raccolti, sontuosi arredi e opere d’arte danno valore aggiunto alla celebrazione del matrimonio e ai banchetti. (www.palazzocattaneo.it)

Facciamo ora il nostro ingresso nei suggestivi spazi di Palazzo Trecchi. Ci aspetta uno storico edificio costruito nel 1496 come dimora dei Marchesi Trecchi, un gioiello di stile architettonico che ha attraversato metà del nostro millennio, un simbolo del prestigio e del potere vocato all’ospitalità.
Fra queste mura, lontano dai disordini della grande città, hanno trovato ristoro grandi personaggi come Carlo V, Federico Gonzaga e il Cardinale Medici. Oggi, dopo il rinnovo avvenuto per volere dei marchesi Trecchi dalla metà dell’800, regala decorazioni neogotiche, eleganti colonne e magnifici soffitti. Ambienti che sono la location ideale per celebrare un matrimonio nel cuore artistico della città e della sua storia. Gli invitati e i novelli sposi possono qui condividere piacevoli momenti tra le tante sale storiche, di epoche e stili diversi. Tra tutte sono degne di nota la Sala del Teatro, di natura ottocentesca, con una zona palco a soffitto ribassato e una zona spettatori e la Galleria delle armi, uno spazio innalzato sopra il portico nell’Ottocento, un corridoio che aveva una volta la funzione di un grande foyer. (www.palazzotrecchi.it).

 

I matrimoni civili più sontuosi si celebrano invece nelle Sale del Palazzo Comunale, magnifico edificio di origine medievale, rinnovato e decorato nel XIX secolo. Tra gli ambienti più importanti ci sono la Sala Rossa (Sala della Giunta), arricchita da un camino in marmo rosso di Verona scolpito da Gaspare Pedone nel 1500, la Sala dei Quadri (Sala del Consiglio), dove spicca  il calco in gesso della Porta Stanga il cui originale, confiscato da Napoleone, è esposto al Louvre, e poi la Sala Azzurra e la Sala Rosa. Tra tante preziose occasioni c’è solo l’imbarazzo della scelta. E il cuore batte già fin dall’ingresso, dove un monumentale scalone ci porta subito tra le più belle atmosfere della storia.

 

 

Monza offre ai novelli sposi il suo edificio più famoso, la splendida Villa Reale con il suo parco secolare. Gli interni neoclassici, firmati dal Piermarini, hanno accolto nel passato residenti illustri, dagli Asburgo ai Savoia e, oggi come ieri, la Reggia mantiene intatto il suo fascino e il suo carattere.

Per le nozze, gli spazi messi a disposizione sono le sale di rappresentanza del 1° piano nobile, con vista sui giardini reali e la corte, appartenute a Umberto e Margherita di Savoia. Le eleganti sale, un tempo riservate ai banchetti di Stato e a fastosi ricevimenti, offrono charme e valore anche a un matrimonio. Il banchetto può continuare all’esterno, alle spalle della Villa, dove gli incantevoli giardini all’inglese attendono gli sposi e gli invitati per un album fotografico tra alberi secolari, essenze di fiori e piante preziose. www.reggiadimonza.it

 

 

La storia d’Italia incontra le storie d’amore di oggi a Reggio Emilia. La città offre infatti a chi si vuole sposare la Sala del Tricolore, all’interno del Palazzo del Comune, sede storica dal 1434. Ad accogliere gli sposi e gli invitati la magnifica facciata, arricchita da un portico a tre arcate a pilastri binati, ricostruita nel 1774 su disegno di Ludovico Bolognini e poi le sale interne, arricchite da affreschi settecenteschi e da dipinti ottocenteschi. La celebrazione e “il fatidico sì” avvengono esattamente nella Sala del Tricolore, uno spazio progettato e realizzato dall’ingegnere bolognese Ludovico Bolognini nel 1774, concepito all’inizio come archivio del Comune. Una sala importante perché racconta eventi che hanno lasciato il segno nella storia italiana, come il 7 gennaio 1797, quando si riunirono qui i rappresentanti delle città libere di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara per proclamare la Repubblica cispadana. Da sempre La Sala del Tricolore rappresenta il simbolo dell’impegno civile della città e anche un orgoglio per chi l’ha scelta per il giorno più importante della propria vita.

Cidneon– Festival Internazionale delle Luci

Dall’11 al 15 febbraio 2017

 

 

Il Festival propone un itinerario tra installazioni luminose, proiezioni e performance live che condurrà il pubblico attraverso la storia del Castello e della città in un percorso animato, dalle origini celtiche a oggi. Sarà il primo festival delle luci in Europa realizzato interamente in un castello e un’iniziativa unica nel suo genere in Italia. Il percorso prevede un totale di quindici installazioni, curate da artisti internazionali.
www.cidneon.com

Da Hayez a Boldini – Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento

21 gennaio – 11 giugno 2017

 

 

Sono protagonisti i maggiori esponenti del neoclassicismo, del romanticismo, della scapigliatura e del divisionismo, da Canova a Hayez, da Fattori a Segantini, da Inganni a De Nittis, da Appiani fino a Boldini. L’esposizione, con 100 capolavori per celebrare un secolo di arte italiana, racconta la straordinaria stagione che l’Italia visse nel corso del XIX secolo, illustrando le correnti e i movimenti pittorici che vi fiorirono, rendendo il panorama creativo nazionale uno dei più dinamici a livello europeo.

 

www.mostra800.it

Tutto quadra – Pittura dal 900 a oggi nelle collezioni dei Musei

Fino al 31 agosto

 

 

Un percorso espositivo di 500 opere e di 146 artisti, dalla pittura del 900 all’arte contemporanea. E’ la prima tappa del progetto di rinnovo Prove generali di Museo, che accompagnerà la definizione di nuovi contenuti, riallestimenti e restauro del Palazzo dei Musei, fino al 2018.

www.musei.re.it

Stagione concertistica del teatro Regio

Dal 5 febbraio al 12 maggio

 

 

Primo appuntamento al teatro Regio per domenica 5 febbraio, con l’Orchestra filarmonica di San Pietroburgo diretta dal maestro Yuri Temirkanov. Il nuovo e ricco cartellone della Stagione Concertistica propone musiche di grandi autori con interpreti d’eccezione da tutto il mondo.

www.teatroregioparma.org

Filumena Marturano

Dal 9 al 12 febbraio

La commedia di Eduardo De Filippo più rappresentata nel mondo, e consacrata sul grande schermo dall’indimenticabile Matrimonio all’italiana con Sofia Loren e Marcello Mastroianni. La storia di Filumena Marturano e Domenico Soriano, e del loro grande amore, con protagonisti due grandi attori della scena italiana. Lo spettacolo vede il debutto a teatro di Liliana Cavani, figura di spicco del nostro cinema. Al Teatro Manzoni di Monza.

Le Immagini della fantasia

Dal 12 febbraio al 19 marzo

 

Nuovo appuntamento, all’Arengario, con la popolare mostra internazionale dedicata all’illustrazione per l’Infanzia, giunta alla 34esima edizione. Ancora in primo piano le espressioni artistiche più creative e quotate, tra estetiche e linguaggi innovativi e schemi narrativi sempre più coinvolgenti.

 

www.turismo.monza.it

Naturarte – Percorsi artistici nel territorio lodigiano

Fino al 12 febbraio.

 

 

Presso lo Spazio Arte del centro direzionale BPL ecco la ventesima edizione dello storico appuntamento dedicato all’arte locale. Una mostra-percorso che vede intrecciarsi i sentieri dell’arte contemporanea e le espressioni della natura e del territorio. Un’occasione che valorizza il talento ma anche le ispirazioni che arrivano da una terra di stimoli e risorse.

 

www.fondazionebancapopolaredilodi.it

Pianura Padana: cartina e mappa

Pianura Padana: dove si trova

La Pianura Padana è la più estesa pianura italiana, dall’ampiezza stimata di 46.000 chilometri quadrati. È compresa tra l’arco delle Alpi, il mar Adriatico e l’Appennino settentrionale. La sua natura è “alluvionale”: come tutte le pianure non presenta altezze superiori ai 300 metri sul livello del mare e si è formata per l’accumulo dei detriti trasportati dai numerosi fiumi che la percorrono, primo tra tutti il Po, anticamente chiamato “Padus”, cui deve il suo nome. Il fiume ha un delta esteso che regala alla Pianura un’area naturalistica di rilevanza nazionale.

È proprio nelle pianure attorno ai grandi fiumi che si sono sviluppate le più celebri civiltà antiche: la Mesopotamia (ovvero “terra in mezzo ai fiumi”) compresa tra Tigri e Eufrate e la civiltà egizia che dalle piene del Nilo traeva la sua ricchezza.

Ancora ai giorni nostri troviamo gli insediamenti più numerosi lungo le rive del Gange (India), del Volga (Russia) e del fiume Giallo (Cina).

 

Pianura Padana: cartina fisica

Pianura Padana Cartina Fisica

Pianura Padana: cartina politica

Pianura Padana Cartina Politica

Pianura Padana: il Po e i suoi affluenti

Il fiume Po attraversa tutta la Pianura Padana, dalla sorgente presso Pian del Re al Monviso fino al delta, compreso tra Veneto e Emilia Romagna. Lo sviluppo è ripido: dai 2.020 metri sul livello del mare della sorgente, il fiume in soli 22 chilometri arriva a 1.400 metri s.l.m. per digradare poi verso il mare con minore ripidità.

Lungo i suoi 652 chilometri di lunghezza, il fiume è raggiunto dai suoi numerosi affluenti. La sponda alla destra orografica (la sponda che si individua idelamente alla propria destra, lasciandosi la sorgente alle spalle e guardando alla foce) è alimentata da:

  • Tanaro
  • Scrivia
  • Staffora
  • Tidone
  • Trebbia
  • Nure
  • Taro
  • Parma
  • Enza
  • Secchia
  • Panaro

Sono corsi d’acqua che nascono dai vicini Appennini e hanno uno sviluppo più breve e un carattere torrentizio.

La sponda alla sinistra orografica viene raggiunta da:

  • Dora Riparia
  • Stura di Lanzo
  • Dora Baltea
  • Sesia
  • Ticino
  • Olona
  • Lambro
  • Adda
  • Oglio
  • Mincio

Questi corsi d’acqua invece sono veri e propri fiumi e alcuni in parte sono navigabili.

Pianura Padana: vie di comunicazione

In un ambiente pianeggiante così vasto è stato favorito lo sviluppo di ferrovie, autostrade, aeroporti. In automobile la Pianura Padana si percorre lungo la A4 che parte da Torino e attraversa Milano, Bergamo, Brescia, Verona, Vicenza, Padova, Venezia e si conclude a Trieste. Oppure con la A1, da Milano a Bologna, passando per Lodi, Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena. Si intersecano a questi percorsi le altre autostrade comprese all’interno della Pianura Padana: la A21, Torino-Brescia; la A26, la A7, la A22 e la A13 per alcuni tratti.

Sulla fitta rete ferroviaria viaggiano da ormai qualche anno i treni ad Alta Velocità, in grado di collegare Torino e Venezia in meno di quattro ore o Milano e Bologna in un’ora. Ricordiamo in proposito la stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia, progettata dall’architetto Santiago Calatrava: è un’opera monumentale che si completa osservando anche I Ponti, le tre strutture disposte lungo l’autostrada A1.

Pianura Padana Ponti

 

Gli principali aeroporti si trovano a

  • Bergamo, Orio al Serio
  • Bologna
  • Brescia
  • Milano, Malpensa e Linate
  • Parma
  • Reggio Emilia
  • Torino
  • Venezia
  • Verona
  • Vicenza

 

 

Pianura Padana: cosa fare e cosa vedere

In un’area così vasta non mancano certo attrazioni e punti di interesse per i turisti, qualsiasi siano i loro gusti.

Oltre alle 10 città d’arte del Circuito, innumerevoli sono le occasioni per programmare una visita o pianificare una vacanza un po’ fuori dai soliti percorsi.

Pianura Padana Cartina Mappa

 

L’ambiente privo o quasi di dislivelli ha favorito lo sviluppo del cicloturismo: su numerosi percorsi ciclabili, protetti dal traffico e immersi nel verde, si incontrano ciclo-viaggiatori italiani e stranieri. La Ciclovia del Po, per esempio, copre 22 chilometri di percorso tra Piacenza, Cremona, Mantova e Ferrara. Grande impulso al cicloturismo verrà a breve dal completamento della “Ven-To”, la ciclabile da Venezia a Torino e della Ciclovia del Sole, che unirà le città di Verona e Firenze con un tracciato allungabile anche alle numerose città d’arte della Pianura Padana.

Altre idee di viaggio vengono dalla storia antica: sono i sentieri dei pellegrini che attraversavano la pianura e poi gli Appennini diretti a Roma. Nella pianura Padana si incrociano la Via Francigena, il Cammino di Sant’Agostino, la Via degli Abati: tutte idee di percorsi a piedi, per un turismo rispettoso dell’ambiente e curioso di antiche tradizioni.

Altri suggerimenti possono essere il relax alle terme, alcuni borghi tipici, diversi set cinematografici da visitare oppure negozi che hanno fatto grande il “Made In Italy”. In Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto il turismo termale conta innumerevoli strutture e località di richiamo: Salsomaggiore, in provincia di Parma è solo un esempio, tra le tante ben note cittadine. Marchi internazionali hanno trovato nella Pianura Padana la loro casa: Borsalino di Alessandria, Ferrero ad Alba, Sperlari a Cremona, Barilla a Parma e Ferrari a Modena, solo per citarne alcune.

Città di Reggio Emilia: come arrivare

La città di Reggio Emilia annuncia il proprio carattere di città d’arte al turista e al viaggiatore fin dal suo approssimarsi. Che si arrivi in automobile o in treno opere monumentali annunciano la città del Tricolore, della danza, dell’arte e delle eccellenze agroalimentari.

 

 

Come arrivare a Reggio Emilia: in automobile

Reggio Emilia si trova sulla A1, Milano – Bologna, a 140 chilometri da Milano e a 65 chilometri da Bologna. L’uscita è unica, Reggio Emilia, per entrambe le direzioni. Qui si potranno già ammirare i Ponti di Santiago Calatrava, tre strutture in acciaio che fanno parte, insieme al casello autostradale e alla Stazione AV Mediopadana, dell’opera complessiva “Le Vele”. Percorrendo la A22, Modena – Brennero si raggiunge Reggio Emilia uscendo a Reggiolo e proseguendo sulla SP 5; la distanza è di circa 30 chilometri. In città sono attive la Zona a Traffico Limitato e l’Area Pedonale. Nelle immediate vicinanze del centro città si trovano numerosi posteggi dove lasciare la propria auto. I Minibus cittadini permetteranno di proseguire verso il centro.

Città Di Reggio Emilia Come Arrivare Auto

 

Come arrivare a Reggio Emilia: in treno

Arrivare a Reggio Emilia con un treno ad alta velocità permette di visitare e utilizzare la Stazione Mediopadana AV. La struttura in acciaio bianco e vetro si trova lungo il tragitto autostradale e dista solo 4 chilometri dal centro cittadino. I treni AV di Trenitalia e di Italotreno collegano Reggio a Milano in 45 minuti e a Bologna in 20. Più linee di trasporto pubblico locale permettono poi di arrivare a Reggio città. È comunque in servizio anche la Stazione Ferroviaria cittadina, in piazzale Marconi. Questa è servita dalle Ferrovie dello Stato e Ferrovie Emilia Romagna.

Città di Reggio Emilia Come Arrivare Treno

 

Come arrivare a Reggio Emilia: in aereo

Oltre agli aeroporti di Milano, Linate e Malpensa, si può utilizzare il Verdi di Parma. Da Milano ci si dovrà portare alla Stazione Centrale per proseguire poi in treno per Reggio Emilia. Dal Verdi la linea 6 effettua partenze ogni ora in direzione della stazione ferroviaria di Parma, dalla quale si raggiungerà poi Reggio Emilia.

 

 

Come arrivare a Reggio Emilia: in autobus

Gli autobus delle linee extraurbane si fermano presso piazzale Europa dove si trova il CIM, Centro Interscambio Mobilità. La stazione, dotata di servizi igienici, biglietterie e pensiline, è collegata alla stazione ferroviaria tramite sottopassi pedonali e ciclabili. Presenti anche ascensori, per persone con mobilità ridotta.

 

 

Come arrivare a Reggio Emilia: in barca

Grazie al vicino porto turistico di Boretto, a soli 30 chilometri di distanza dalla città, a Reggio si può arrivare anche con le traversate organizzate da Infrastrutture Fluviali. Le due imbarcazioni attive sono la Motonave Padus e la Motonave Stradivari. Essendo la programmazione fortemente legata alle condizioni meteorologiche vi consigliamo di consultare i siti www.motonavestradivari.it e www.infrastrutturefluviali.it  per informazioni sempre aggiornate.

 

 

Come arrivare a Reggio Emilia: in bicicletta

In città si può usufruire del servizio di bike sharing. Esistono 15 postazioni e la disponibilità di biciclette si può conoscere consultando il sito: www.mimuovoinbici.it. Reggio Emilia ha un anello ciclabile che passa per viale Isonzo, viale Timavo e via dei Mille da percorrere per avere una vista d’insieme del centro storico. Da Piazza Prampolini parte un percorso ciclopedonale che porta alla Reggia di Rivalta, un’antica residenza ducale di prossima ristrutturazione. Altri collegamenti con sedi protette si trovano lungo la via Emilia, permettendo di collegare Reggio rispettivamente a Parma e a Modena.

 

 

Accessibilità ridotta

Non disponendo di una guida turistica specifica per persone con disabilità, rimandiamo al sito dedicato del Comune di Reggio Emilia: www.cittasenzabarriere.re.it. Qui sarà possibile trovare informazioni utili sugli ultimi provvedimenti amministrativi in ordine alla rimozione delle barriere architettoniche. Altre informazioni sono disponibili presso turismo.comune.re.it/it e le strutture qui menzionate.

 

 

Di passaggio in città

Reggio Emilia offre un servizio di deposito bagagli presso la stazione ferroviaria, dove si potranno anche noleggiare delle biciclette per una veloce visita alla città. Il servizio di deposito bagagli è svolto dalla stessa ditta che noleggia le bici accanto la Stazione FFSS, in via Turri4/a. Tel. 3476624894. I nostri consigli per una visita in giornata li trovate nell’articolo Città di Reggio Emilia: cosa vedere in una giornata

 

 

 

 

Città di Pavia: come arrivare

Posta tra il Ticino e il Po, la città di Pavia è stata nel corso dei secoli l’antica Ticinum, la capitale del regno Longobardo, la sede di una delle più antiche università. Oggi è una città vivace, con un ricco patrimonio artistico e culturale: una meta ideale per una gita.

 

Come Arrivare A Pavia San Teodoro

Come arrivare a Pavia: in automobile

Si arriva a Pavia percorrendo l’autostrada A7 (Milano – Genova) e uscendo a Bereguardo – Pavia Nord. Anche l’autostrada A21 Torino – Piacenza permette di raggiungere Pavia: le uscite sono Casteggio – Casatisma per chi proviene da Torino e Stradella – Broni, arrivando da Piacenza. Arrivando in automobile a Pavia è bene ricordare che in città è attiva una ZTL (Zona a Traffico Limitato) e diverse ZSR (Zone a Sosta Regolamentata): vi invitiamo a visitare la pagina del Comune di Pavia contenente indicazioni e maggiori dettagli: www.comune.pv.it.

 

 

Come arrivare a Pavia: in treno

Pavia è servita da Trenitalia, con la linea Milano – Genova, e da Trenord, con la linea S13. Si impiegano meno di 30 minuti, partendo da Milano e 70-80 minuti partendo da Piacenza. La stazione Ferroviaria si trova in piazzale della Stazione, a ovest del centro storico. Alla parte opposta della città, lungo la via Spallanzani si trova la stazione Porta Garibaldi, fermata della linea Cremona-Pavia. Anche la compagnia francese Thello effettua fermate a Pavia, collegandola alla Francia e altre città italiane.

 

 

Come arrivare a Pavia: in aereo

Gli aeroporti più vicini per raggiungere Pavia sono quelli di Milano: Linate, distante 58 chilometri e Malpensa, 85 chilometri. Da entrambi si dovrà raggiungere la stazione Centrale di Milano e da lì spostarsi in treno per raggiungere Pavia.

 

 

Come arrivare a Pavia: in autobus

Gli autobus che effettuano servizio turistico per la città di Pavia hanno un posteggio dedicato in via Stafforini. Percorrendo corso Garibaldi si arriva in piazza del Broletto in circa mezz’ora a piedi. Anche per Pavia si possono consultare i siti di ricerca autobus quali www.ibus.it oppure www.busradar.it.

 

 

Come arrivare a Pavia: in bicicletta

È possibile arrivare a Pavia da Milano in bicicletta, lungo il naviglio Pavese: sono poco più di 30 chilometri, con un percorso facile. Si attraversa il Parco Agricolo Sud di Milano e ci si porta in prossimità della Certosa, che merita una deviazione. Arrivando da sud, il percorso Bereguardo-Pavia costeggia il Ticino: si parte dal ponte di barche di Bereguardo e si arriva al Ponte Coperto di Pavia, due tappe estremamente suggestive per gli amanti del fiume e della bici. Pavia è ben attrezzata per accogliere i cicloturisti: presso la stazione è attivo Bicinum, un deposito per cicli e motocicli con diversi servizi ed è attivo il bike sharing www.pavialcentro.it .

Come Arrivare A Pavia Ponte Coperto

 

Come arrivare a Pavia: in camper

La Certosa di Pavia, meta di molti turisti italiani e stranieri ha una sua sosta per camper in Viale della certosa, lungo la SP27. La città di Pavia offre altri luoghi di sosta lungo il Ticino e diversi presidi ecologici.

 

 

Accessibilità ridotta

In collaborazione con l’Università di Pavia, dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, è stata stilata una mappa, “Accessibile Pavia”, che contiene indicazioni per una visita alla città da parte di persone con ridotta mobilità. Di ogni attrazione vengono segnalati accessi, percorribilità, condizioni della pavimentazione, eventuale presenza di rampe. La mappa è scaricabile dal sito: www.uicipavia.it

 

 

Di passaggio in città

Pavia è una città a misura d’uomo, dalle dimensioni contenute che permettono un’agevole visita in giornata, come vi spieghiamo nel nostro articolo: Pavia: cosa vedere in una giornata. Presso l’Infopoint è inoltre disponibile un servizio di deposito bagagli, che vi permetterà di godere al meglio della vostra sosta in città: una visita al Castello Visconteo, a San Michele e a San Teodoro, unite ad una fetta di torta Paradiso completeranno la vostra esperienza pavese.

Città di Piacenza: come arrivare

Appena al di là del Po, ad appena 45 chilometri da Lodi e da Cremona, Piacenza è la prima delle città emiliane disposte lungo la Via Emilia. Fondata nel 218 a. C., la città di Piacenza è sempre stata un importante crocevia storico e culturale. Da qui passavano i pellegrini diretti a Roma, lungo la via Francigena; qui governarono Federico Barbarossa, i Farnese e i Borbone. Fu poi la volta di Maria Luigia d’Austria, fino all’annessione di Piacenza al Piemonte: la città si vanta del titolo di “Primogenita d’Italia” proprio in ricordo di questo evento del 1848.

 

 

Come arrivare a Piacenza: in automobile

L’autostrada A1, Milano – Bologna ha due uscite per Piacenza: Piacenza nord per chi proviene dalla direttrice Milano, subito dopo l’area di sosta Somaglia e Piacenza Sud, arrivando da Bologna. Sulla A21 Torino –Brescia, l’uscita per la città è Piacenza Ovest venendo da Torino e Piacenza Sud venendo da Brescia. Esistono diversi posteggi di interscambio auto-autobus: qui si potrà lasciare l’auto privata al costo di 1 euro per tutto il giorno e muoversi poi in autobus. Anche a Piacenza è in vigore la ZTL per il centro storico: sono riservate ai soli pedoni via XX Settembre, via Calzolai, corso Vittorio Emanuele II, piazza Duomo, piazza Cavalli. Via Felice Frasi, via Sopramuro, via Chiapponi hanno una ZTL oraria, dalle 8 alle 19, Il transito veicolare è libero dalle 19 alle 8 del giorno successivo.

 

 

Come arrivare a Piacenza: in treno

Piacenza è servita da Trenitalia, da Trenord e da Italotreno, con servizio navetta da Reggio Emilia. I collegamenti di Trenord avvengono lungo tre direttrici: 21 (Piacenza- Lodi – Milano), 23 (Stradella – Pavia – Milano) e 29 (Voghera – Piacenza). Il percorso è di circa un’ora da Milano. Da Bologna si impiegano meno di due ore. I servizi di Italotreno prevedono tre collegamenti giornalieri dalla stazione di Reggio Emilia AV. Si impiega un’ora e 15 minuti oppure un’ora e 40 minuti se la navetta ferma a Parma. Dalla stazione ferroviaria fino a piazza Cavalli si impiegheranno poi 10 minuti a piedi.

 

 

Come arrivare a Piacenza: in aereo

Gli aeroporti più vicini a Piacenza sono quelli di Milano: Linate e Malpensa. Da qui si dovranno utilizzare i servizi di collegamento con la stazione ferroviaria di Milano Centrale per proseguire poi via treno verso Piacenza. Altri aeroporti utilizzabili sono il Giuseppe Verdi di Parma e il Guglielmo Marconi di Bologna.

 

 

Come arrivare a Piacenza: in autobus

Diverse autolinee permettono di arrivare a Piacenza in autobus. La rete Seta S. p. A. collega le diverse valli della provincia con la città: Val d’Ongina, Val d‘Arda, Val Nure, Val Trebbia e Val Tidone hanno più fermate di linea ciascuna. In città è poi attiva la rete dei trasporti urbani e il bike sharing.

 

 

Come arrivare a Piacenza: in bicicletta

È possibile percorrere un tratto della via Francigena in bicicletta e utilizzare questo itinerario per arrivare a Piacenza. Da Orio Litta si attraversa il Po al Guado di Sigerico, l’antico Transitum Padi, e si procede fino a Ponte Trebbia, per prendere la via Emilia Pavese e arrivare in città. Da Piacenza si prosegue poi in direzione Fiorenzuola, passando per Pontenure e Chero. I percorsi possono essere a vario titolo impegnativi: traffico, passaggi, rifornimenti d’acqua potrebbero essere non sempre agevoli. Vi invitiamo a preparare l’itinerario consultando il sito www.viefrancigene.org .

Come Arrivare A Piacenza

 

Come arrivare a Piacenza: in camper

A Piacenza un’area di sosta per i camper si trova in via Sant’Ambrogio, a nord della città. Da qui si raggiunge comodamente Palazzo Farnese, sede dei musei civici di Piacenza. Per spostamenti ancora più agevoli si potrà usufruire del servizio di bike sharing. L’area dispone di servizi per lo scarico delle acque, rifornimento di energia elettrica e servizi igienici anche per disabili.

 

 

Accessibilità ridotta

Il Comune di Piacenza ha redatto una guida per i turisti con mobilità ridotta che può essere scaricata all’indirizzo: www.comune.piacenza.it. La guida comprende tutte le informazioni necessarie a un viaggiatore con disabilità per arrivare a Piacenza in auto, treno e aereo. Oltre alle informazioni generali, quali bancomat accessibili, trasporti pubblici e numeri utili, la guida illustra un percorso di circa tre ore per visitare il centro storico di Piacenza. I tempi non comprendono le visite a musei e gallerie che andranno conteggiati in aggiunta. Nell’elenco delle strutture ricettive sono segnalate quelle che prevedono menù speciali per allergie e intolleranze.

 

 

Di passaggio in città

Se Piacenza non rappresenta la meta finale del vostro viaggio ma è solo una sosta intermedia, vi consigliamo di leggere il nostro articolo Città di Piacenza: cosa vedere in una giornata per godere in poche ore del meglio della città e proseguire verso la vostra destinazione. Sarà un arricchimento per lo spirito e anche per il corpo, se vi concederete un pranzo a base di salumi tipici DOP.

Città di Parma: come arrivare

Centrale rispetto alla Pianura Padana, vicinissima all’alta costa tirrenica la città di Parma gode, fin dalla sua fondazione come colonia romana nel 183 a.C., di una posizione strategica che le ha permesso di svilupparsi e fiorire come centro agricolo, commerciale e artistico.

 

 

Come arrivare a Parma: in automobile

Raggiungere la città di Parma in automobile è moto facile: ben due autostrade, la A1 e la A15 la raggiungono. Provenendo da Milano si supererà lo svincolo per la A15 e si prenderà l’uscita Parma; identica è l’uscita anche arrivando da sud, da Bologna. Da La Spezia l’autostrada A15 termina a Parma Ovest e si congiunge poi alla Milano-Bologna, con un breve raccordo.

Arrivando a Parma in automobile è bene sapere che il centro storico a traffico limitato, l’accesso è consentito solo in alcuni orari o con appositi permessi. La zona  ZTL è controllata da varchi elettronici che non consentono l’ingresso. Per una visita in tutta tranquillità suggeriamo di utilizzare uno dei parcheggi adiacenti al centro storico oppure i numerosi parcheggi scambiatori, distribuiti nella periferia della città. Sono luoghi dove lasciare la propria auto, pagando 2 euro per tutta la giornata e proseguire verso il centro città con i mezzi pubblici. Sono: il Sud-Est, in via Traversetolo; il Sud, in via Langhirano; il Nord, nei pressi del casello dell’Autostrada A1; l’Ovest, nei pressi della zona Crocetta e infine il parcheggio Est, nei pressi del quartiere Ex-Salamini. A questi si aggiungono i posteggi di viale Villetta, Cavagnari di via La Spezia e quello del Palasport in via Pellico.

 

 

Come arrivare a Parma: in treno

Parma è servita dalla linea ferroviaria Milano-Bologna, con collegamenti assai frequenti. Oltre ai servizi di Trenitalia, anche Italotreno raggiunge la città combinando treno e bus: arrivati alla stazione di Reggio Emilia AV si prenderanno le navette di Italobus. Per Parma transitano anche i treni di TPER, la linea ferroviaria regionale che collega la città a Ferrara. La stazione ferroviaria si trova in piazzale Carlo Alberto Dalla Chiesa ed è stata recentemente oggetto di un’opera di ammodernamento realizzata dall’architetto e urbanista Oriol Bohigas. Oggi è completamente priva di barriere architettoniche e dotata di un posteggio per biciclette/velo-stazione chiamato Cicletteria.

 

 

Come arrivare a Parma: in aereo

L’aeroporto di Parma è intitolato a Giuseppe Verdi e si trova in via Dell’aeroporto 44/A. Dista pochi chilometri dall’uscita dell’autostrada A1 per Parma ed è collegato alla stazione ferroviaria con la linea 6 del servizio di trasporti cittadino.

 

 

Come arrivare a Parma: in autobus

Numerosi i servizi di autolinee sono disponibili per Parma: il nostro suggerimento è di utilizzare i motori di ricerca dedicati quali www.ibus.it oppure www.busradar.it per trovare la propria combinazione ottimale.

 

 

Come arrivare a Parma: in bicicletta

Parma promuove il cicloturismo: oltre alla citata Cicletteria dove si possono noleggiare biciclette, cargo bike e tandem esistono percorsi ciclabili che permettono di visitare la città di Parma e i suoi dintorni su due ruote. Da ponte Bottego, nei pressi della stazione, parte la circonvallazione interna che ruota attorno al centro storico. Anche la tangenziale Sud Ovest si può percorrere in bicicletta, prestando però attenzione agli attraversamenti.  Un percorso che parte dal centro città permette di attraversare Paradigna e ammirare la sua Certosa, raggiungere Colorno, dove visitare la Reggia e proseguire poi per Coenzo, tappa di partenza per una gita sull’argine del Po.

Città Di Parma Come Arrivare Bici

 

Come arrivare a Parma: in camper

Parma dispone di una propria area comunale per la sosta dei camper. Si trova lungo la Via Emilia, all’interno del Parcheggio scambiatore ovest. La zona è servita da numerosi autobus per i collegamenti con il centro città. Sono disponibili anche altre aree sosta, nella provincia di Parma: si trovano a Bardi, Berceto, Collecchio, Fontanellato, Neviano degli Arduini, Sala Baganza, Soragna, Terenzo, Torrile, Traversetolo. Ricordiamo che Parma ospita ogni anno, in settembre, il celebre “Salone del Camper”, una  manifestazione che accoglie migliaia di camperisti da tutto il mondo, offrendo idee per mete, aggiornamenti e accessori.

 

 

Accessibilità ridotta

Dal sito www.parmaccessibile.org si può scaricare una guida aggiornata al 2015 delle principali attrazioni di Parma e provincia, classificate secondo accessibilità. I turisti con mobilità ridotta troveranno nella guida le definizioni “totalmente accessibile” e “parzialmente accessibile”, corredate dall’indicazione di alberghi e strutture ricettive delle vicinanze.

 

 

Di passaggio in città

Se la città di Parma è solo una tappa del vostro percorso suggeriamo la lettura del nostro articolo su Città di Parma: cosa vedere in una giornata . Imperdibile la Galleria Nazionale, che custodisce tesori quali la Scapigliata di Leonardo da Vinci e le opere del Parmigianino: tra queste la Schiava Turca, diventata immagine simbolo dello IAT della città.

Città Di Parma Come Arrivare Schiava

Città di Monza: come arrivare

Monza è la città di re e di regine: da Teodolinda a Maria Teresa d’Austria in poi i regnanti hanno scelto questa città come residenza estiva, luogo di riposo e di svago dalle fatiche del governo. L’hanno abbellita e impreziosita con monumenti, decorazioni e affreschi che oggi aspettano solo visitatori attenti e curiosi per raccontare le loro storie.

 

 

Come arrivare a Monza: in automobile

Vicinissima a Milano, tanto da poter essere in futuro collegata alla città tramite metropolitana, la città di Monza gode di una fitta rete viaria che permette a turisti in arrivo in automobile di accedere comodamente fino alle porte della città. Turisti in arrivo da Milano percorreranno viale Fulvio Testi seguendo le indicazioni per Monza. In corrispondenza dello svincolo con la SS36 (nelle vicinanze del centro commerciale Vulcano) si proseguirà per Lecco prendendo infine l’uscita Monza Villa Reale. Chi proviene da Torino o da Venezia, ovvero si trovi sull’autostrada A4 uscirà al casello Cinisello-Sesto San Giovanni e allo svincolo con la SS36 seguirà le indicazioni sopra descritte. Arrivando da Sud, dall’autostrada A1 Firenze-Bologna, ci si porterà sulla tangenziale est; si proseguirà sulla tangenziale nord seguendo le indicazioni per Como e infine si imboccherà l’uscita Monza Centro.

 

 

Come arrivare a Monza: in treno

Monza è servita da Trenord, con le linee Milano-Bergamo, Milano-Como/Chiasso e Milano-Lecco. La stazione Ferroviaria si trova a poca distanza dal centro città: usciti dalla stazione di piazza Castello si attraverserà in giardino antistante e ci si porterà su corso Milano. Giunti alla Fontana, si percorre via Italia fino al Palazzo dell’Arengario, il centro città.

Come Arrivare A Monza Stazione

 

Come arrivare a Monza: in aereo

Linate e Malpensa sono i due aeroporti più comodi per arrivare a Monza. Linate dista soli 20 chilometri da Monza: la navetta per Milano Stazione Centrale permette di raggiungere poi in treno Monza; l’autobus di line n. 73 conduce alla metropolitana e con questa si può raggiunge anche la stazione di Trenord, Cadorna; infine è stato istituito un collegamento diretto Monza-Linate via autobus. Il servizio è attivo nelle prime ore del mattino e in quelle del tardo pomeriggio-sera. Malpensa si trova a 50 chilometri di distanza: qui è in funzione il servizio Malpensa Shuttle.

 

 

Come arrivare a Monza: in bicicletta

Monza e la Brianza sono una meta ideale per i ciclisti: facile quindi raggiungere la città in bicicletta. Da Milano una ciclabile attraversa il Parco Nord di Bruzzano, passa per Cinisello Balsamo e si immette in viale Cesare Battisti per arrivare direttamente a Villa Reale. Un altro itinerario, la Milano-Giussano, presenta una sede protetta per arrivare a Monza. Infine citiamo la pista ciclabile del Canale Villoresi, che attraversa il centro di Monza e dalla quale si raggiunge facilmente il parco. La pista del Villoresi è lunga 86 km e connette il fiume Ticino con il fiume Adda. Maggiori informazioni sul sito del Comune di Monza: www.turismo.monza.it. Anche in città si possono noleggiare le biciclette del bike sharing: www.comune.monza.it

 

 

Come arrivare a Monza: in camper

Con il suo irresistibile Gran Premio di Formula 1, è naturale che Monza richiami a sé un gran numero di camperisti. All’interno del Parco di Monza si trova Monza Camping, con servizi dedicati ai camper. In viale Brianza suggeriamo anche il posteggio Porta Monza, a pagamento. Inoltre c’è un’area attrezzata a Biassono, nelle immediate vicinanze della città, in via della Sciavatera angolo via Parco.

 

 

Accessibilità ridotta

Il Comune di Monza ha avviato un censimento dei luoghi accessibili che si può consultare visitando il sito MonzaAccessibile. Numerosi scivoli sono stati poi realizzati in città, per ridurre il maggior numero di barriere architettoniche.

 

 

Di passaggio in città

Se per voi Monza rappresenta una città di passaggio e non la destinazione del vostro viaggio vi consigliamo la lettura del nostro articolo su “Città di Monza: cosa vedere in una giornata” dove troverete indicazioni per avere un’idea delle bellezze della città davvero “Reale”.

Città di Modena: come arrivare

Modena, immersa nella pianura padana, è compresa tra il Secchia e il Panaro; gli Appennini sono a poca distanza, raggiungibili in bicicletta o con un breve viaggio in automobile, per una scampagnata. Modena e il suo territorio sono un mix ideale di arte, storia, natura cui si aggiungono buona cucina e solide tradizioni automobilistiche.

 

 

Come arrivare a Modena: in automobile

L’autostrada A1, nel tratto Milano-Bologna, incrocia l’autostrada A22, Modena-Brennero. Chi proviene da Nord utilizzerà l’uscita Modena Nord per poi imboccare la via Emilia Ovest e percorrerla fino in prossimità del centro. Chi arriva da Bologna uscirà a Modena Sud. Da qui, in direzione centro città, si dovrà rimanere sulla SP 623, quindi sulla Strada del Diamante e infine in Via Divisione Acqui. In città è attiva una zona a traffico limitato delimitata da Viale Berengario, via Vittorio Veneto, via Martiri della Libertà, viale delle Rimembranze e corso Cavour. Per maggiori informazioni su orari, varchi e permessi vi invitiamo a consultare il sito comunale dedicato: www.comune.modena.it/citypass

 

 

Come arrivare a Modena: in treno

Modena è servita dalla linea ferroviaria Milano-Bologna. Alla stazione di Piazza Dante Alighieri arrivano i treni di Trenitalia. Anche Italotreno serve Modena dalla Stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia. Grazie al collegamento delle navette Italobus si potrà raggiungere la direttrice della linea ad Alta Velocità, per i più celeri collegamenti a Milano, Roma, Venezia e altre città ancora.

 

 

Come arrivare a Modena: in aereo

L’aeroporto più vicino per raggiungere Modena è quello di Bologna, il Guglielmo Marconi. Dista circa 40 minuti di percorso in automobile e un’ora e poco più in autobus. Più distanti sono gli aeroporti di Milano, Orio al Serio, Verona e Venezia. Per raggiungere la città da questi ultimi sono disponibili dei servizi navetta con autista, su prenotazione.

 

 

Come arrivare a Modena: in autobus

Operatori privati come Flixbus collegano Modena alle altre principali città italiane ed europee. Oltre ai servizi navetta già citati per gli aeroporti e la Stazione AV Mediopadana, nella provincia di Modena opera il servizio di autolinee gestito da Seta, i cui biglietti possono essere acquistati in diverse rivendite in città.

 

 

Come arrivare a Modena: in bicicletta

Gli sportivi potranno utilizzare le numerose piste ciclabili per raggiungere Modena su due ruote: la città gode infatti un una fitta rete di piste protette, tutte in piano, che collegano il centro città con le bellezze naturali dei dintorni o con le cittadine più vicine. Dalla Riserva del Fiume Secchia, in località Laghetti di Curiel parte una pista ciclabile che arriva in viale Emilia Ovest; da Sassuolo si arriva in città fino a viale Corassore e infine dal Palazzo Ducale di Modena si può arrivare a Ferrara con poco più di 80 chilometri di percorso lungo gli argini.  In città è attivo un servizio di Bike sharing, www.mimuovoinbici.it: al costo di 5€ sarà possibile acquistare un abbonamento giornaliero, per muoversi in libertà. Di prossima realizzazione anche la Ciclovia del Sole, la rete di piste ciclabili che permettera di collegare Verona a Firenze, passando proprio per Modena.

Come Arrivare a Modena Parco Amendola

 

Come arrivare a Modena: in camper

Esiste un’area attrezzata, il Camper Club Mutina in località Vaciglio, all’indirizzo Strada Collegarola 76/A. Nei pressi del casello Modena Sud è disponibile anche un’area presso il ristorante “Taverna Napoleone”, in via San Lorenzo 44. Segnaliamo anche la presenza di più presidi ecologici.

 

 

Accessibilità ridotta

Un’utile guida per un turismo accessibile si trova sul sito del turismo del comune di Modena:  www.visitmodena.it. La guida permette di orientarsi tra le attrazioni, le strutture ricettive e i trasporti. La guida propone un percorso ad anello che, partendo dal Palazzo Ducale di piazza Roma, attraversa piazza Grande, si spinge fino al Palazzo dei Musei e poi torna al punto di partenza. La guida fornisce anche indicazioni accurate sui servi disponibili, pavimentazioni, ascensori e posteggi.

Come Arrivare a Modena Piazza Roma

 

Di passaggio in città

Modena offre ancora un servizio di deposito bagagli, all’esterno della Stazione Ferroviaria: si tratta dell’Ostello San Filippo Neri, in via Sant’Orsola 52. Per una modica cifra potrete visitare la città senza trascinare valigie e bagagli. Se vi accingete ad una visita in giornata vi consigliamo la lettura del nostro articolo su “Città di Modena : cosa vedere in una giornata” dove troverete indicazioni per avere un’idea delle bellezze dell’antica Mutina.

Città di Lodi: come arrivare

Come arrivare a Lodi

Lodi è compresa tra i due bacini del Lambro e dell’Adda, cui si aggiunge il canale Muzza. La vicinanza ai fiumi in passato fu causa dello spostamento degli abitanti da Lodi Vecchio a Laus Nova, la Lodi attuale, come vi raccontiamo nell’articolo su Lodi Vecchio. La sua posizione geografica e il secolare lavoro di controllo delle acque circostanti ne hanno permesso lo sviluppo come centro agricolo di primaria importanza , come testimoniano anche le numerose abbazie dei dintorni.

 

 

Come arrivare a Lodi: in automobile

La città di Lodi si raggiunge percorrendo la A1, Milano -Bologna, e uscendo allo svincolo di Lodi. Da qui si imboccherà la SP 235 che arrivati in città prende il nome di via Pavia e quindi di via XX Settembre.

Altro importante asse viario è la SS9 altrimenti nota come Via Emilia: costruita dai Romani per collegare Piacenza a Rimini e in epoche successive estesa fino a Milano, questa strada attraversa la gran parte della pianura padana. Per arrivare a Lodi seguendo questa strada da Milano si supererà il Parco Tecnologico Padano; si prosegue fino alla rotonda in cui si innesta Viale Europa. Da questa si raggiunge piazza Zaninelli, al limitare del centro storico. Provenendo da sud, invece, si rimane sulla statale che prende il nome di viale Piacenza prima e di corso Mazzini subito dopo. Anche quest’ultimo conduce a piazza Zaninelli. In città è attiva una zona a traffico limitato per i cui dettagli vi rimandiamo alla pagina dedicata: http://www.comune.lodi.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6950

 

 

Come arrivare a Lodi: in treno

Lodi è servita da Trenitalia e da Trenord. La stazione è passante, sulla tratta Milano-Bologna. I tempi di percorrenza sono: meno di 30 minuti da Milano e circa 2 ore da Bologna. Usciti dalla stazione si percorrerà a piedi la via Dante Alighieri; superato l’Acquedotto si procederà lungo corso Vittorio Emanuele e poi corso Umberto per arrivare in piazza della Vittoria. Le maggiori attrazioni turistiche si raggiungono a piedi da qui.

 

 

Come arrivare a Lodi: in aereo

Gli aeroporti più vicini per raggiungere Lodi sono i due di Milano, Linate e Malpensa e quello di Bergamo, Orio al Serio. Da ognuno sono attivi i collegamenti via bus o treno alla città di Lodi.

 

 

Come arrivare a Lodi: in bicicletta

Lodi è una meta ideale per il cicloturismo e per combinare anche la bicicletta con altri eventuali mezzi di trasporto. Di fronte alla stazione ferroviaria esiste una postazione di bike sharing “We love bike” che permette la riconsegna anche in altri punti della provincia lodigiana: Casalpusterlengo, Codogno, Maleo, Orio Litta, Ospedaletto, Santo Stefano Lodigiano, Senna Lodigiana e Somaglia. Ideale, per chi voglia allargare la visita oltre i confini urbani.

Come Arrivare A Lodi Bici

 

Come arrivare a Lodi: in camper

Per i camper a Lodi sono disponibili due aree di sosta: in via Massena e in via Milano. L’area di via Via Generale Andrea Massena è comunale. Si raggiunge percorrendo la tangenziale di Lodi e imboccando l’uscita Ospedale. I servizi sono a pagamento, da effettuare tramite gettone: serbatoi dell’acqua potabile, colonnine per la rete elettrica, fosse per scarico e pulizia dei serbatoi dei wc, illuminazione.

 

 

Come arrivare a Lodi: in barca

Sull’Adda, durante il periodo estivo sono disponibili mini crociere, con partenza dall’attracco in località Isolabella. Il servizio è organizzato dal Consorzio Navigare l’Adda. Data la stagionalità del servizio si rimanda il sito dell’operatore per maggiori dettagli: http://www.navigareladda.it/

 

 

Accessibilità ridotta

La Provincia di Lodi ha realizzato nel 2014 una cospicua guida per il turismo accessibile che comprende Lodi e le maggiori attrazioni turistiche del Lodigiano, oltre a ristoranti e trattorie, strutture ricettive e mezzi di trasporto. Per ogni opportunità di visita sono indicati in dettaglio: le distanze e i tipi di terreni delle percorrenze, eventuali gradini, presenza di servizi igienici per disabili, presenza di luci e eventuali altri sussidi aggiuntivi. La guida si può scaricare dalla pagina del sito del Turismo della provincia di Lodi: http://turismolodi.it/it/pagina-download/turismo-accessibile.html

 

 

Di passaggio in città

Se per voi Lodi rappresenta una città di passaggio e non la destinazione del vostro viaggio vi consigliamo la lettura del nostro articolo su “Città di Lodi: cosa vedere in una giornata” dove troverete indicazioni per avere un ricordo della città dell’Incoronata, della Collezione Gorini e del Museo della Stampa.

Città di Cremona: come arrivare

Come arrivare a Cremona

Cremona, città della musica e città della liuteria, è una meta turistica adatta a tutti: alle famiglie in cerca di intrattenimento e spazi verdi; alle coppie, per i suoi angoli romantici e scorci tipici; alle comitive, per la buona cucina e le occasioni di gita. Immersa nel verde della Pianura Padana, Cremona è anche una meta facile da raggiungere.

 

 

Come arrivare a Cremona: in automobile

Cremona si trova sul percorso della A21, l’autostrada che unisce Brescia e Torino. Chi proviene da Torino o da Trieste, lungo la A4, utilizzerà lo svincolo di Brescia; chi proviene da Milano o da Bologna, percorrendo la A1, troverà a Piacenza lo svincolo con indicazioni per Cremona. La città è raggiungibile anche con la SS 415 conosciuta come Paullese. La strada statale si imbocca dalla tangenziale est di Milano, passa per Crema e Castelleone e arriva a Cremona dalla direttrice nord-ovest. In città è attiva una zona a traffico limitato: per ulteriori informazioni su orari e costi vi invitiamo a consultare la pagina www.comune.cremona.it

 

 

Come arrivare a Cremona: in treno

Cremona è raggiunta dal servizio di Trenitalia e di Trenord, che opera sulle linee Milano-Mantova e Milano-Treviglio-Cremona. La stazione si trova a pochi minuti di passeggiata dal centro città, in piazzale della Stazione, nei pressi di via Dante. Qui un’istallazione musicale accoglie il turista della città di Stradivari: un enorme strumento ad arco, che risuona quando qualcuno si avvicina. Percorrendo via Palestro, corso Campi via Verdi e svoltando in via dei Gonfalonieri si arriverà alla piazza del Comune.

 

 

Come arrivare a Cremona: in aereo

La città non dispone di un proprio aeroporto: i più vicini sono quelli di Bergamo Orio al Serio, Verona (V. Catullo), Milano Linate e Milano Malpensa. Da ognuno degli aeroporti citati sono disponibili collegamenti in treno e in autobus. Esiste un aeroclub in località Migliaro ma è dedicato solo ad attività private.

 

 

Come arrivare a Cremona: in bicicletta

Arrivare a Cremona in bicicletta è facile: esistono più percorsi ciclabili che provenendo dalla periferia si spingono fino al centro città. Citiamo alcune delle piste, su percorsi adatti alle biciclette, a titolo di esempio: Via Castelverde, la ciclabile Canale Vacchelli in direzione Casalbuttano, via Persico, via Postumia-via San Felice, via San Rocco, la ciclabile Argine Maestro, viale Po con passaggio sul ponte in direzione Castelvetro, via Riglio e via Milano. In città è attivo anche un servizio di bike sharing, “Scegli InBici”, con otto punti di prelievo biciclette: le bici possono essere noleggiate per 4 o per 8 ore, dietro presentazione di un documento di identità e di una carta di credito a titolo di garanzia. Maggiori informazioni bicincitta.tobike.it

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Come arrivare a Cremona: in camper

In città è disponibile l’area attrezzata “Foro Boario” che si trova in Via Mantova, a 500 metri dal centro: qui troverete camper service e rifornimento acqua. In provincia altre aree sono a Bagnolo Cremasco (Luna Parking, in via Leonardo da Vinci tel. 333 9861190), a Isola Dovarese, in Via Fornace e a Pizzighettone, vicino al cimitero in Via de Gasperi. In occasione della Festa del Torrone, evento che attira in città numerosi turisti, sono organizzate particolari convenzioni per chi arriva in città con camper e roulotte.

 

 

Come arrivare a Cremona: in barca

In largo Marinai d’Italia, 1 si trova il porto turistico di Cremona dal quale partono diverse crociere sul fiume Po. Ogni anno la crociera musicale in onore di Claudio Monteverdi (Cremona, 1597 – Venezia, 1643) tocca le tre città del compositore: Cremona, Mantova e Venezia. Inoltre, nella bella stagione (indicativamente da maggio a ottobre), dal pontile partono delle imbarcazioni sulle quali portare le prorie biciclette, per pedalare durante le soste sulle ciclabili del Po. A bordo è presente una guida naturalistica, per quanti vogliano apprendere qualche informazione in più sull’ambiente e presso gli attracchi c’è la possibilità di noleggiare in loco biciclette.

 

 

Accessibilità ridotta

Persone con ridotta mobilità o genitori con passeggini possono visitare il Duomo di Cremona, grazie ad una rampa laterale. Il Torrazzo invece non è raggiungibile se non a piedi mentre per il Battistero bisogna superare alcuni gradini. Il Museo Civico Ala Ponzone è completamente accessibile e dotato anche di cuffie audio, così come il Museo del Violino, in piazza Marconi 5.

 

 

Di passaggio in città

Se per voi Cremona rappresenta una città di passaggio e non la destinazione del vostro viaggio vi consigliamo la lettura del nostro articolo su “Città di Cremona: cosa vedere in una giornata” dove troverete indicazioni per avere un’idea delle bellezze della città della liuteria e di Stradivari.

Sagre enogastronomiche di Monza e Brianza

La parola “sagra” viene dal latino sacrum e indica una festa dedicata alla consacrazione di una chiesa, a un patrono o anche un evento annuale, come poteva essere il raccolto.  La Lombardia e la regione di Monza e Brianza hanno un fitto calendario di sagre, che diventa un’occasione per conoscere meglio questo verde territorio anche attraverso le sue produzioni enogastronomiche.

I numerosi comuni compresi in questa recente provincia vantano ognuno un proprio santo patrono: solo per citarne un paio abbiamo San Giovanni Battista a Monza e Santo Stefano a Vimercate e ad ognuno è dedicato un evento. Scorrere l’elenco delle sagre e delle feste paesane di Monza e Brianza porta alla memoria un tempo passato, quando i ritmi di vita erano scanditi dalle stagioni, dal sole e dalla natura.

Si comincia con la Festa della Giubiana, un falò in cui si brucia il pupazzo di una strega  e ci si scalda con vin brulè e risotto con la luganega. Succede l’ultimo giovedì di gennaio, a Veduggio con Colzano

Si prosegue con San Biagio, il 3 febbraio. Tradizione vuole che in questo giorno si mangi un pezzetto di panettone conservato dal Natale, per preservarsi dal mal di gola. Monza celebra questo santo, con una festa in città. Poco dopo – a marzo – sempre a Monza, è la volta della Sagra della Madonna delle Grazie: tra le varie bancarelle del mercato cercate i “firun”, le classiche collane di castagne lesse.

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Al Santuario di Santa Valeria di Seregno vengono ogni anno portato dei fiori, in aprile. I bambini potranno divertirsi al luna park mentre gli adulti potranno godersi le degustazioni presso gli stand del mercato.

L’arrivo della bella stagione, in giugno, ci porta la Festa di San Gerardo e le ciliegie. Si narra infatti che il santo abbia fatto un miracolo, facendole comparire in pieno inverno pur di poter restare in chiesa a pregare. Monza lo ricorda con una vendita di ciliegie che invade tutta la città. L’altro santo patrono è San Giovanni Battista, la cui festa si conclude con uno spettacolo di fuochi d’artificio sempre memorabili. Non mancano ovviamente, le bancarelle di prodotti locali.

E in tema di prodotti locali ecco due sagre dedicate ai prodotti del territorio: la Sagra degli Asparagi, a maggio a Mezzago e la Sagra della Patata, presso Oreno (Vimercate) ma solo nel  settembre degli anni dispari. Palazzo Archinti a Mezzago ospita un vero e proprio ristorante dove l’asparago rosa è il protagonista di piatti raffinati e serviti con cura. Oltre ai classici abbinamenti con le uova o nel risotto, gli asparagi vengono abbinati anche alla pasta fresca e alle acciughe. La patata di Oreno è una particolare varietà a pasta bianca, che beneficia del terreno e delle acque locali per sviluppare sapore e consistenza. Insomma, delicatessen lombarde da non perdere!

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Altre appuntamenti allietano il calendario brianzolo, insieme a mostre, eventi musicali, rievocazioni storiche ed avvenimenti sportivi: Monza e la Brianza sapranno incantare i turisti con le loro sagre e con i loro tesori tutto l’anno.

 

Città di Brescia: come arrivare

Come arrivare a Brescia

Posta a metà strada tra il lago d’Iseo (Sebino) e il lago di Garda (Benaco), tra il Melle e il Chiese, Brescia è la seconda città lombarda per numero di abitanti, preceduta dal solo capoluogo di regione. Brescia si trova ai limiti della pianura padana: questo la rende facilmente accessibile sia in automobile che in treno.

 

 

Come arrivare a Brescia: in automobile

Brescia dispone di più uscite autostradali per chi si voglia mettere in viaggio in automobile. La A4, Torino- Trieste incrocia la A21, Torino-Brescia. In più da qualche tempo si è aggiunta la A35 altrimenti nota come BreBeMi. Dalla A22, Modena-Brennero, si può passare alla A4 presso lo svincolo di Verona. Da qualsiasi zona d’Italia si provenga consigliamo di usare l’uscita Brescia Centro per raggiungere agevolmente il centro città. Dallo svincolo autostradale si arriva nel centro storico seguendo un percorso di circa 20 minuti lungo via della Volta, via Cremona, via Zima. A Brescia è attiva una zona a traffico limitato o ZTL. Fino a via XX settembre sarà possibile transitare, da via Gramsci sarà operativa la ZTL per cui consigliamo di lasciare la vettura in uno dei molti posteggi indicati e proseguire a piedi o con i mezzi pubblici. Una passeggiata nelle zone pedonali o l’utilizzo della metropolitana o del bike sharing permetteranno di proseguire la visita.

 

 

Come arrivare a Brescia: in treno

La stazione ferroviaria di Brescia si trova nel Piazzale della Stazione, all’incrocio con via Foppa. È un edificio imponente, in mattoni rossi e con profili decorativi in bianco Qui arrivano i treni di Trenitalia, ItaloTreno e Trenord. La stazione è passante per la linea Milano-Venezia e capolinea per alcune altre, tra cui Cremona e Parma. È servita da una stazione della metropolitana e dispone anche di un Infopoint, presso il quale recuperare informazioni turistiche. L’altro Infopoint si trova in centro, in piazza Paolo VI.

 

 

Come arrivare a Brescia: in aereo

Gli aeroporti più vicini si trovano a Orio al Serio, in provincia di Bergamo, a Milano Linate e a Milano Malpensa e infine a Verona. Per tutti gli aeroporti citati è disponibile un servizio shuttle privato con costi che variano dai 25 ai 45 euro per corsa, a seconda della distanza. Il collegamento tra Brescia e Orio al Serio è effettuato anche con un autobus, al costo di 12 euro per la sola andata e di 22 euro per un tragitto andata e ritorno. A disposizione anche collegamenti che prevedono treno e navetta.

 

 

Come arrivare a Brescia: in bicicletta

Passano dal centro di Brescia anche diversi percorsi ciclabili. La “Via dei Laghi” unisce i due bacini maggiori da Paratico a Virle di Rezzato, passando per la città; la “Via del Cardo” collega Brescia a Monticelli d’Oglio; la “Via della Valle Trompia” porta da Brozzo di Marcheno a Castel Mella. Sono percorsi perlopiù protetti che permettono di unire alla visita anche la pratica sportiva.

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Come arrivare a Brescia: in camper

Brescia dispone di più aree attrezzate per la sosta di camper: una si trova in via del Castello e l’altra fuori città, alla Cascina Maggia.

 

 

Accessibilità ridotta

Per persone con disabilità, con ridotta capacità motoria o per genitori con bambini in passeggino, Brescia in collaborazione con Slow Time (associazione di promozione culturale), ha sviluppato una serie di percorsi di visita accessibili a tutti. Vengono segnalati, per ognuno dei 6 percorsi proposti, anche eventuali tratti di terreno sconnesso o rampe ripide. Tutte le informazioni sono consultabili al sito www.slowtime.it

 

 

Di passaggio in città

Se per voi Brescia rappresenta una città di passaggio e non la destinazione del vostro viaggio vi consigliamo la lettura del nostro articolo su “Città di Brescia: cosa vedere in una giornata” dove troverete indicazioni per avere un’idea delle bellezze di “Brescia la forte, Brescia la ferrea, Brescia leonessa d’Italia”.

 

Ristoranti stellati di Lombardia

Ristoranti stellati di Lombardia: un po’ di storia

André ed Edouard Michelin sono stati i fondatori dell’azienda di pneumatici Michelin. Fu ad André che venne in mente di scrivere una guida che aiutasse i pochi automobilisti dell’epoca – si parla del 1900 – nei loro viaggi, per trovare con facilità luoghi dove dormire, mangiare, fare rifornimento o riparare l’auto: nacque così la Guida Michelin, dalla caratteristica copertina rossa. In Italia la guida arrivò solo nel 1956 e per una porzione ridotta del paese. Solo nel 1957 la guida arrivò a comprendere tutta l’Italia e nel 1959 si contavano già 81 locali insigniti di una stella. Le famose stelle Michelin nascono dopo una serie di scrupolosi controlli. Sia per i ristoranti che per gli alberghi gli ispettori si attengono a 5 principi: visite anonime, indipendenza del giudizio, selezioni per categoria di prezzo e di comfort, aggiornamento annuale e omogeneità

 

 

 

Ristoranti stellati di Lombardia: le stelle Michelin

Una stella Michelin indica un’ottima cucina nella sua categoria; due stelle Michelin una cucina eccellente, per la quale vale la pena di fare una deviazione dal proprio tragitto e tre stelle Michelin una delle migliori cucine, che da sola merita un viaggio dedicato. Anche per l’assegnazione delle stelle ci sono dei parametri che gli ispettori devono valutare. Sono: la qualità delle materie prime, l’originalità dello chef nella preparazione dei piatti, la sua padronanza delle tecniche di cottura e la miscelazione dei sapori, il rapporto qualità-prezzo e infine la continuità nel tempo.

 

 

 

Ristoranti stellati di Lombardia: dove e quali

Sono 343 i ristoranti italiani premiati nella nuova edizione della Guida e tra questi si contano 58 ristoranti lombardi stellati. Le tre stelle sono andate a 2 ristoranti che si confermano in vetta alla classifica dall’anno scorso: “Da Vittorio” a Brusaporto (Bergamo) e “Dal Pescatore” a Canneto Sull’Oglio (Mantova). Da Vittorio è il ristorante di Bruna e Vittorio Cerea, passato dal centro di Bergamo degli inizi al verde di Cantalupa, a Brusaporto, dei giorni nostri. Che si tratti di pesce freschissimo o di tartufi pregiati, il principio ispiratore è lo stesso per tutta la cucina “Tradizione lombarda e genio creativo”. Oltre al ristorante, Da Vittorio è anche una dimora – una locanda di charme da 10 camere – e una scuola di cucina. Antonio e Nadia Santini conducono “Dal Pescatore”, un tradizionale luogo di sosta e ristoro che fino al 1960 era conosciuto con il nome “Vino e Pesce”. Il legame con la tradizione e con le materie prime locali è molto forte e anche le rivisitazioni sono in linea con la storia di ogni piatto. Il menù è stagionale e segue anche il calendario delle feste, con combinazioni dedicate alla Pasqua e al Capodanno.

In 7 hanno le due stelle, due per la prima volta e cinque come conferme dagli anni precedenti. Le novità sono il ristorante Seta, all’interno del Mandarin Oriental Hotel ed Enrico Bartolini al Mudec, Museo delle Culture in zona Navigli, entrambi a Milano. Il Seta propone la colorata cucina dello chef Antonio Guida e la preziosa pasticceria dello chef Nicola di Lena. La tradizionale cucina italiana viene rivisitata mediante tecniche di preparazione creative, grande spazio viene dato ai colori dei piatti e infine la cucina a vista permette di godere della vista dei cuochi al lavoro, gustando il pasto dal suo nascere. Enrico Bartoli progetta i suoi piatti all’insegna del Contemporary Classic, uno stile di cucina e una filosofia che l’hanno portato molto giovane ad ottenere la sua prima stella Michelin. Era il 2008 e da allora in avanti è stata una vera e propria pioggia di stelle. Oggi al Mudec propone veloci pranzi d’affari che possono essere dedicati a un tema o a un ingrediente, menù degustazioni e menù per vegetariani. Le conferme milanesi sono per “Cracco”, “Sadler” e “Il Luogo di Aimo e Nadia”

 

 

Ristoranti stellati di Lombardia: le stelle nelle città d’arte

Cominciamo da Brescia che vanta ben due locali con la doppia stella: “Miramonti L’Altro” a Concesio e e “Villa Feltrinelli” a Gargnano. Con una stella si affermano “Al Gambero” a Calvisano; “Da Nadia” a Castrezzato; “Due colombe” a Corte Franca-Borgonato; “Esplanade” a Desenzano del Garda; “Lido 84” a Gardone Riviera-Fasano; “La Tortuga” a Gargnano; “Capriccio” a Manerba del Garda; “Leon d’Oro” a Pralboino; “La rucola” a Sirmione.

Ristoranti Stellati Di Lombardia Villa Feltrinelli

La stella singola si è posata in totale su 49 ristoranti, distribuiti sulle numerose province lombarde. Per le nostre città d’arte citiamo per Bergamo: “Frosio” ad Almé; “Antica Osteria dei Camelì” ad Ambivere; “Il Saraceno” a Cavernago; “A’Anteprima”a Chiuduno; “LoRo” a Trescore Balnerario; “San Martino” a Treviglio; “Osteria della brughiera” a Villa d’Almé.

A Seregno in provincia di Monza c’è “Pomiroeu” ovvero il pometo, nome voluto per ricordare la produzione locale di mele. Qui Giancarlo Morelli lavora all’insegna dell’autenticità raffinata, mettendo nei suoi piatti tutte le sue esperienze, la sua curiosità e il rispetto per la tradizione.

Chiudono la rassegna “stellare” la “Locanda vecchia Pavia Al Mulino” alla Certosa di Pavia e “I Castagni” a Vigevano. La Locanda deve il suo nome al luogo che la accoglie, un vero mulino del Quattrocento dove i coniugi Oreste Corradi e Anna Maria Leone propongono menù a tema, mescolando piatti di pesce con specialità tipiche pavesi come il risotto o il salame d’oca.

 

 

Immagini tratte dai siti: www.villafeltrinelli.com e www.miramontilaltro.it