Sposarsi a Pavia

L’Oratorio dei Santi Quirico e Giuditta e la Sala Consiliare di Palazzo Mezzabarba sono le location che il comune mette a disposizione per sposarsi a Pavia con il rito civile. Per il rito religioso cattolico, invece sono molte le chiese, tutte bellissime, dove celebrare la cerimonia. E appena fuori Pavia non va dimenticata la Certosa. Ma le ville e dimore storiche che si prestano a matrimoni da favola, a Pavia sono davvero tantissime.

 

Sposarsi a Pavia: Antico Borgo della Certosa

L’Antico Borgo della Certosa è la location migliore per chi decide di sposarsi a Pavia e per la cerimonia religiosa sceglie la Certosa. Immerso nello splendido paesaggio delle campagne pavesi, l’Antico Borgo della Certosa è un luogo dall’atmosfera di altri tempi. Incantevole e accogliente, per un ricevimento nel loggiato o nel salone delle feste, l’Antico Borgo della Certosa renderà indimenticabile il giorno che corono il sogno d’amore di una coppia, per festeggiati e festeggianti. All’interno della location è possibile celebrare il Rito Civile con Valore Legale nella splendida cornice del giardino, con i portici sullo sfondo.

 

Sposarsi a Pavia: Villa Necchi

Villa Necchi è un luogo di grande eleganze per sposarsi in un ambiente speciale a poca distanza da Pavia, a Gambolò. All’interno del parco del Ticino e circondata da 10 ettari di parco privato, Villa Necchi è un ambiente ricco di storia e charme immerso nel verde. La villa, sviluppata su due piani, ha il sapore di una dimora storica con arredi contemporanei. Fuori, nel grande parco, querce secolari e giardini aromatici e il laghetto abitato dai cigni fanno da cronice al giorno più bello della vita di due persone che si amano. Nel Borgo di Villa Necchi è possibile celebrare il matrimonio con qualsiasi rito. Quello religioso cattolico viene celebrato nella piccola ma suggestiva chiesetta Dedicata a Sant’Ambrogio, consacrata l’8 novembre 1959 da Aloisius Barbero, vescovo di Vigevano. Il rito civile, invece, viene celebrato nel colonnato del parco, un luogo incantevole per una cerimonia all’aperto. Una location ideale, dal gusto country chic che renderà emozionante il giorno del “Sì!”.

 

Sposarsi a Pavia: Prime Alture wine resort

Il Prime Alture wine resort di Casteggio è una location per un matrimonio indimenticabile. Perché sposarsi in questa struttura a pochi chilometri da Pavia significa celebrare un matrimonio in mezzo alle vigne. un modo per far vivere “l’emozionalità del territorio” agli sposi e agli ospiti. Uno scenario da favola nelle colline dell’Oltrepo, che rende il resort una struttura unica nel suo genere, capace di coniugare, in un’unica offerta, l’azienda vitivinicola con la cantina di vinificazione e affinamento dei vini, la ristorazione agrituristica con prodotti dell’azienda e delle aziende agricole della zona e il soggiorno con camere complete di accessori. Per fare in modo di portare le persone, soprattutto gli ospiti, nelle vigne dove si produce una delle eccellenze del territorio pavese: il vino.

 

Sposarsi a Pavia: Castello Malaspina

Sposarsi in un castello è un sogno e al Castello Malaspina diventa realtà. Nel gioiello di Varzi, cuore dell’Oltrepo, in provincia di Pavia, infatti, è possibile pianificare il matrimonio in tutte le sue fasi: le antiche mangiatoie sono oggi adibite a luogo per la cerimonia civile. Il Salone Faustino Odetti, che accoglie fino a 170 ospiti, è il luogo ideale per il pranzo o la cena, mentre l’ariosa limonaia è il luogo migliore per il buffet o l’angolo bar. Per il taglio della torta, soprattutto nella bella stagione niente è più indicato del meraviglioso parco, elegantemente allestito con fiori, statue e un romantico gazebo. Il primo giorno di una vita insieme, al Castello Malaspina, verrà sicuramente ricordato.

 

Per maggiori informazioni sulle possibilità per sposarsi a Pavia: www.vivipavia.it

Escursioni in provincia di Modena

La provincia di Modena è ricchissima di idee per escursioni di ogni tipo. Dagli itinerari naturalistici, a quelli culturali, passando per l’enogastronomia e la storia, il territorio modenese offre spunti per esperienze bellissime. Dalla pianura alle colline si possono esplorare luoghi poco conosciuti e lontani dal traffico, che grazie alle loro eccellenze lasceranno nel cuore la voglia di tornare.

 

Escursioni in provincia di Modena: la via dei Ciliegi

La via dei Ciliegi è una delle più piacevoli vie verdi del modenese. Se è vero che offre il meglio di sé in primavera, quando gli alberi sono in fiore, anche in estate è una delle escursioni da non sottovalutare in provincia di Modena perché mette al riparo dalla calura estiva. Gli alti ciliegi, insieme ai pioppi e alle piante di mele, pere e susine, infatti, regalano ombra e refrigerio anche nelle giornate più torride. Il cuore dell’escursione è Vignola, da cui si pare a piedi o in bicicletta per arrivare a Marano, costeggiando il fiume Panaro. In tutto sono una decina di chilometri, in un percorso prevalentemente pianeggiante. Per i più golosi è d’obbligo una sosta per gustare la torta Barozzi, che insieme alle dolcissime ciliegie è il simbolo di Vignola.

Escursioni in provincia di Modena, Le ciliegie di Vignola

 

Escursioni in provincia di Modena: l’Appennino Modenese

Per chi ama la montagna l’Appennino Modenese è il luogo ideale per una bella escursione in provincia di Modena. Zaino in spalla e scarponi ai piedi si parte per uno dei tanti itinerari. Bellissimo quello alla scoperta dei laghi dell’Appennino, ideale per rinfrescarsi e passeggiare all’ombra dei boschi. Sei laghetti di montagna – lago Santo, lago Baccio, lago della Ninfa, lago Scaffaiolo, lago Torbido e lago Turchino, immersi nei boschi incantati dell’Appennino a a segnare il confine tra Emilia e Toscana. Sono vere oasi di pace e relax, ciascuno con le sue leggende e le sue caratteristiche che li rende unici. Per chi invece è appassionato di trekking ci sono percorsi di più giorni molto belli e suggestivi sul crinale del Parco del Frignano.

Escursioni in provincia di Modena: Riserva naturale delle Salse di Nirano

Tra le escursioni in provincia di Modena, quella alla Riserva naturale delle Salse di Nirano è sicuramente quella più particolare. Le salse vengono chiamate anche vulcani di fango, perché hanno caratteristiche simili ai vulcani. Sono create da crearti dal deposito di idrocarburi gassosi e liquidi, costituiti per il 98% da metano. In tutto sono una ventina di vulcani da cui fuoriescono acque salate miscelate ad argilla e idrocarbiri. L’area, che sorge a Fiorano, è stata istituita come Riserva naturale nel 1982, e nel 2004 la Commissione Europea ha individuato nell’intera area della riserva un Sito di Importanza Comunitaria, grazie alla presenza di 7 habitat naturali e seminaturali, oltre a specie animali ed essenze vegetali da proteggere. Ovviamente è vietato portare via il fango a mo’ di souvenir. Otto sono i percorsi escursionistici previsti, ma l’area non si può visitare nelle due ore successive a un acquazzone.

Escursioni in provincia di Modena, la visita a un’acetaia

Escursioni in provincia di Modena: la visita a un’acetaia

Più che un’escursione è un’esperienza. La visita a un’acetaia in provincia di Modena è una tappa obbligata per chi desideri conoscere il mondo dell’aceto balsamico tradizionale, che nel territorio di Modena è un’eccellenza. Sono molti i comuni che, oltre a Modena città, si sono dotati di un’acetaia comunale per rendere omaggio all’oro di Modena: Campogalliano, Carpi, Castelvetro, Nonantola, Sassuolo, Vignola e Mirandola. A Spilamberto, inoltre, negli anni è stato realizzato il museo del Balsamico Tradizionale: un luogo dove turisti, studenti, appassionati e curiosi possono assaporare l’aroma del prezioso prodotto, conoscerne la storia e scoprire gli aspetti più curiosi di una tradizione che permane e si tramanda di generazione in generazione.

 

Per maggiori informazioni sulle escursioni in provincia di Modena: www.visitmodena.it

Prodotti tipici di Lodi

Prodotti tipici di Lodi

Burro, formaggi, insaccati sono tra gli ingredienti principali alla base della tradizione culinaria lodigiana, una cucina tipica della Bassa Padana. Tra i formaggi spiccano, per gusto e bontà il pannerone e il mascarpone, oltre alla raspadüra. Ma i prodotti tipici di Lodi non sono solo di natura enogastronomica, non va infatti dimenticato il vino San Colombano, ma anche artistica. Lodi è infatti molto famosa per la bellezza delle sue ceramiche e maioliche, il cui uso migliore è quello di accompagnare a tavola le prelibatezze della cucina locale, fatta di gusto e semplicità.

 

Prodotti tipici di Lodi: Il latte

Il latte è il frutto più prezioso della terra lodigiana. Si può considerare uno dei prodotti tipici di Lodi poiché le circa 50 mila vacche frisole che vivono nelle stalle del territorio producono 400 mila tonnellate di latte, una quantità che corrisponde circa al 4% dell’intera produzione italiana. Da questo meraviglioso latte di alta qualità si ottiene il mascarpone, ottenuto dalla lavorazione e dalla coagulazione della panna fresca precedentemente riscaldata a bagnomaria a 90° C con l’aggiunta di acido citrico o acetico.

 

Prodotti tipici di Lodi: La raspadüra

La raspadüra altro non è che l’arte di servire il formaggio in sfoglie. Il termine è dialettale, la sua traduzione è “raschiatura”, e si riferisce al grattare via scaglie di formaggio grana giovane, il Granone lodigiano stagionato tra i 5 e gli 8 mesi, fatte con un apposito coltello piatto, la raspa appunto. La tecnica va eseguita rigorosamente a mano. Ideale da gustare con un bel calice di vino bianco, la raspadüra non è solo uno dei prodotti tipici di Lodi, ma è anche uno dei suoi simboli. La sua origine si perde nella notte dei tempi, e nei secoli ha accompagnato i piatti più vari.

 

Prodotti tipici di Lodi: Il pannerone

Il pannerone è un formaggio a pasta cruda e a breve maturazione. A differenza degli altri formaggi italiani non è sottoposto a salatura. Il suo sapore è dolce e aromatico con una tipica sfumatura amara dovuta alle notevoli dosi di caglio impiegate nella sua produzione. Il nome pannerone lega le sue origini all’espressione dialettale lombarda panera, che vuol dire panna. Ottimo per preparare risotti, questo prodotto tipico di Lodi è buonissimo anche in abbinamento al miele o alle pere cotte, e gustato come dessert.

 

Prodotti tipici di Lodi: I salumi

Il mezzo milione di suini allevati a Lodi e nel suo territorio dà origine a salumi di altissima qualità. Prodotti tipici di eccellenza, come salami, cotechini, prosciutti, hanno un sapore unico, grazie all’abilità dei norcini lodigiani nella lavorazione della carne.

 

Prodotti tipici di Lodi: la Tortionata

La Tortionata è la torta di Lodi. Burro, farina e mandorle la fanno da padrone in quello che è il re dei prodotti tipici dolci di Lodi. Le origini risalgono all’antichità, una ricetta che esisteva già nel tardo Medioevo e che venne codificata nel 1885 dal pasticcere lodigiano Alessandro Tacchinardi. È una torta secca, bassa, priva di lievitazione, che esalta al meglio il sapore e la genuinità dei suoi pochi ingredienti. Si mangia spezzandola con le mani, e riducendola in briciole. Spolverizzata di zucchero a velo. Ottima con un fresco calice di malvasia, o da un buon vino secco o passito.

 

Prodotti tipici di Lodi: Le maioliche

Tutto questo tripudio di guato, sapore e bontà dà il meglio si dè se portato in tavola con raffinatezza. Le maioliche, anch’esse annoverata tra i prodotti tipici di Lodi, sono lo strumento più adatto. Un’arte, quella della ceramiche che risale all’età romana e che negli anni si è sempre più perfezionata, fino a raggiungere notorietà anche fuori dai confini nazionali. Una tradizione viva ancora oggi, anche se il culmine della bellezza e della produzione di maioliche si è avuto nel diciottesimo secolo.

 

Per maggiori informazioni sui prodotti tipici di Lodi: turismolodi.it

Sposarsi a Parma

Sposarsi a Parma regala un sapore ancora più speciale al giorno più bello della vita, quello che corona il sogno d’amore di una coppia. Perché il ricevimento non potrà che essere degno di questo nome, con prelibatezze e stuzzicherie tipiche della cucina parmigiana, i cui prodotti sono patrimonio Unesco. Ma anche le cerimonie saranno suggestive. Che si decida di sposarsi con rito civile o religioso, a Parma si può scegliere tra molte location. Senza dubbio è magica la suggestione che regala la celebrazione di un matrimonio nella sala del Consiglio Comunale, ad esempio. Per il rito religioso cattolico, inoltre, c’è solo l’imbarazzo della scelta in una delle tante e bellissime chiese di Parma.

 

Sposarsi a Parma: Rocca di Soragna

La Rocca di Soragna venne costruite dai marchesi Bonifacio e Antonio Lupi alla fine del 1300. Ancora oggi conserva le sembianze originali e rappresenta un posto unico per sposarsi a Parma e nei suoi dintorni. Le sue fastose sale finemente affrescate si prestano al meglio per fare da cornice al giorno più bello, che sarà anche perfetto e indimenticabile, grazie alla raffinatezza degli ambienti e alla professionalità dello staff. La Rocca di Soragna, grazie alla vicinanza del Santuario situato nella stessa piazza, si adatta bene anche per matrimoni di riti cattolico

 

Sposarsi a Parma: Villa del Ferlaro

La Villa del Ferlaro ha forme di stampo neoclassico. In origine era un casino di caccia, ma nell’Ottocento divenne proprietà della Duchessa Maria Luigia d’Austria, che la ristrutturò nelle forme giunte fino ai nostri giorni. Sorge a Collecchio, poco lontano da Parma, e si trova all’interno dei Boschi di Carrega, al termine di un lungo viale di cedri monumentali che attraversa un parco all’inglese ricco di essenze esotiche e conifere. Sposarsi in questa suggestiva location poco distante da Parma, sarà un’esperienza unica. Soprattutto per gli sposi che, dopo il ricevimento, è possibile soggiornare in una lussuosa suite e godersi una pausa rilassante, il giorno dopo, con l’uso di villa e piscina.

 

Sposarsi a Parma: Castello di Compiano

Sposarsi in un Castello è un’esperienza magica. Al Castello di Compiano, vicino a Parma, sul crinale dell’appennino, lo è ancora di più. Perché il Castello è uno dei più belli e suggestivi del Nord Italia. Il matrimonio sarà principesco, a partire dalla cerimonia che qui è possibile celebrare con rito religioso o civile, fino al taglio finale della torta. Sito al confine tra Emilia, Toscana e Liguria il Castello di Compiano domina da prima dell’anno Mille un piccolo borgo circondato da una cinta muraria con tre porte d’accesso. Già questo basta per far capire come possa diventare suggestivo celebrare e festeggiare il giorno più bello, che corona il sogno d’amore di una coppia.

 

Sposarsi a Parma: Castello di Scipione

Il Castello di Scipione, risalente al 1025 e appartenuto ai nobili Marchesi Pallavicino, riveste una notevole importanza dal punto di vista artistico, paesaggistico e storico. Per questo motivo è stato dichiarato monumento nazionale. Sposarsi in questo Castello, vicino a Parma significa vivere un matrimonio da sogno. Tra i saloni eleganti, con affreschi e decori del Trecento e del Seicento, i suggestivi spazi esterni del grande parco, e la bellissima terrazza dal seicentesco loggiato, il ricevimento assumerà i toni romantici e signorili che lo renderanno indimenticabile.

 

Sposarsi a Parma: Antica Grancia

L’Antica Grancia a Colorno, è immersa in un verde incantevole di un lussureggiante bosco. È dotata di una cappella consacrata, dove è possibile celebrare la cerimonia religiosa del matrimonio. In questo modo sposarsi in questa suggestiva location a Parma, diventa ancora più magico. Una dimora prestigiosa, tipica delle antiche corti parmensi, dove domina l’aia, area pavimentata in cotto circondata dai caseggiati caratterizzati da porticati rustici di origine monacale e un ampio giardino che, durante la bella stagione, fa da cornice a ricchi buffet per l’aperitivo. L’antica stalla è oggi adibita a sala ricevimenti e ospita fino a 300 posti a sedere.

 

Per maggiori informazioni sulle idee per sposarsi a Parma www.turismo.comune.parma.it

Escursioni in provincia di Piacenza

Il territorio piacentino offre la possibilità di numerose gite fuori porta. Le escursioni in provincia di Piacenza che si possono fare da soli o in compagnia, sono varie e soddisfano moltissime esigenze. Ci sono itinerari naturalistici, enogastronomici, culturali e spirituali. Dall’Appennino al Po, a piedi, in bicicletta, a cavallo, in auto o in camper, è bellissimo scoprire un territorio che regala grandi esperienze.

 

Escursioni in provincia di Piacenza: I castelli del Ducato di Parma e Piacenza

I castelli del Ducato di Parma e Piacenza ogni anno sono visitati da 50mila persone. Un motivo più che buono per andare alla loro scoperta. Anche nel mese di agosto, dal momento che sono numerosi gli appuntamenti in calendario per scappare dall’afa della città. Numerose sono le rocche e i castelli in provincia di Piacenza, e tutti meriterebbero un’escursione alla loro scoperta. Alcuni di questi sono di proprietà privata e non visitabili, ma altri hanno aperto le loro porte al pubblico per visite guidate, feste o banchetti e manifestazioni. Sono tutti bellissimi e ricchi di fascino. Molti di loro sono alloggi di charme, che permettono non solo un’escursione in provincia di Piacenza dal sapore retrò, ma anche di soggiornare e trascorrere notti magiche in un’atmosfera fatata.

 

 

Escursioni in provincia di Piacenza: La Strada del Po e dei sapori della Bassa Piacentina

La Strada del Po e dei sapori della Bassa Piacentina è un’escursione in provincia di Piacenza che non può mancare se si vogliono assaporare al meglio le eccellenze del territorio. È un vero e proprio trionfo di sapori e saperi artigianali, per riscoprire tutto il gusto della cucina tradizionale. Si tratta di un itinerario che si sviluppa su un percorso dalla lunghezza complessiva di circa 100 chilometri, tra borgate ricche di storia circondate da lineari distese di campi. Da Caorso a Cortemaggiore, passando per Monticelli d’Ongina, Castelvetro Piacentino, Villanova sull’Arda, San Pietro in Cerro, Besenzone, la Strada permette di fare un’escursione in provincia di Piacenza alla scoperta della ricchezza della tradizione enogastronomica locale. Anche in estate, nonostante le alte temperature, è un bel modo per degustare con lentezza sapori che parlano di storia.

 

 

Escursioni in provincia di Piacenza: La via Francigena

La via Francigena non è solo una delle più belle escursioni che si possano fare in provincia di Piacenza. È un percorso unico al mondo, nel cuore spirituale d’Europa. L’antica Via che nel medioevo univa Canterbury a Roma e ai porti della Puglia è stata riscoperta dai moderni viandanti, che si mettono in cammino lungo un percorso splendido e sorprendente. Percorrerla a piedi anche oggi aiuta a ritrovare se stessi. In alternativa si può percorrere in bicicletta, lungo l’argine maestro del Po, in un percorso che si discosta di poco da quello pedonale.

 

Escursioni in provincia di Piacenza: Le valli piacentine

Dalla Val Tidone alla Val Trebbia, passando per la Val Nure e la Val D’Arda le valli piacentine offrono numerose escursioni in provincia di Piacenza, che possono esaurirsi in uno o più giorni, con percorsi di trekking, enogastronomia, storia. Perché se si è escursionisti appassionati non si potranno perdere i paesaggi mozzafiato che si possono godere dagli speroni rocciosi delle cime della Val Nure. Se si è appassionati di storia sarà bellissimo scoprire le tracce archeologiche che risalgono ala preistoria della Val D’Arda. Ma se si è pigri si godrà del paesaggio rilassante della verdeggiante Val Trebbia. Per i golosi, invece, imperdibile è un’escursione tra le dolci colline della Val Tidone e dei suoi agriturismi. In ciascuna delle valli piacentine si trovano alcuni dei borghi più belli d’Italia. Imperdibili, anche nelle calde giornate estive.

 

Per maggiori informazioni sulle escursioni in provincia di Piacenza www.comune.piacenza.it

 

Festa dell’Opera 2017

16 settembre

 

Una festa per tutti, dall’alba al tramonto, dedicata all’opera: ci saranno musiche e canti in 50 luoghi della città, per tutta la giornata.

Tutti sono invitati a partecipare: adulti e bambini, melomani e semplici curiosi. Le arie più celebri delle tantissime opere italiane riempiranno la città, incontrando anche altri stili come jazz, musica elettronica, swing e rock.

 

Festa Dell'Opera

Gli eventi sono tutti gratuiti, tranne dove esplicitamente indicato, con accesso libero fino ad esaurimento posti.

La Festa dell’Opera è stata pensata e voluta dalla Fondazione del Teatro Grande di Brescia: ogni anno il suo successo e la sua fama crescono, attirando un pubblico sempre più vasto.

 

 

www.festadellopera.it

 

 

 

 

Stradivarifestival 2017

Dal 23 settembre all’8 ottobre

 

 

Auditorium Giovanni Arvedi – Museo del Violino

 

 

Nel suggestivo Auditorium Giovanni Arvedi, all’interno del Museo del Vionino si terrà l’edizione 12017 dello Stadivarifestival.

Uto Ughi, Carla Fracci, Ezio Bosso e Gualtiero Marchesi: ecco alcuni dei nomi delle grandi personalità italiane che prenderanno parte all’evento. Un ricco calendario di celebrazioni, a Cremona, per il celebre liutaio che visse in città e contribui con i suoi capolavori a renderla la capitale della liuteria. Cremona possiede il titolo di patrimonio immateriale dell’Umanita UNESCO dal 2012 proprio per il “Saper fare liutario”. Vi abbiamo già parlato del legame tra Stradivari e Cremona ma una gira in città nei giorni dello Stradivarifestival ve lo farà capire più delle nostre parole!

 

www.stradivarifestival.it

Mutina Boica

Dal 1 al 10 settembre

 

 

Parco Ferrari – Novi Ark

 

 

Un anno davvero speciale, il 2017, la Mutina Boica, la manifestazione che ricorda i tempi dell’antichissima Mutina. Quest’anno infatti ricorrono i 2.200 anni di fondazione dell’antica colonia romana, insieme alla città “gemelle” Parma e Reggio Emilia.

Rievocazione di battaglie, cavalli, parate, laboratori artigianali riprodotti con cura, accampamenti: tutto vi sorprenderà in questa festa della storia.

www.cronoeventi.it

Formula 1 Gran Premio Heineken d’Italia

Dal 1 al 3 settembre

 

 

Torna l’appuntamento tanto atteso dagli appassionati di Formula1: il Gran Premio Heineken d’Italia 2017. È dal 1922 che la festa della velocità ha luogo a Monza, nel circuito voluto dall’Automobile Club di Milano. Circondato dal Parco di Monza, L’autodromo offre un’esperienza di gara davvero irripetibile, che coinvolge tutto il territorio. Da venerdì a domenica tutta Monza, non solo l’Autodromo Nazionale, sarà meta dei turisti e dei fan: un ricco calendario di eventi, con mostre e spettacoli, li attende. Qui sotto trovate il programma provvisorio dell’Autodromo Nazionale. A breve maggiori informazioni sugli eventi in città, inseriti nella rassegna Monza GP.

 

Giovedì – 31 Agosto 2017
16 – 18 PUBLIC PIT LANE WALK riservata ai possessori di biglietto abbonamento tre giorni (anche prato)
16:30 – 17:30 sessione autografi piloti

Venerdì – 1 Settembre 2017
10 – 11:30 FORMULA ONE – FIRST PRACTICE SESSION
14 – 15:30 FORMULA ONE – SECOND PRACTICE SESSION

Sabato – 2 Settembre 2017
9:45 – 10:15 GP3 SERIES – QUALIFYNG SESSION
11 – 12 FORMULA ONE – THIRD PRACTICE SESSION
12:25 – 12:55 PORSCHE MOBIL 1 SUPERCUP – QUALIFYNG SESSION
14 – 15 FORMULA ONE – QUALIFYING SESSION
15:40 – 16:45 FIA F2 CHAMPIONSHIP – FIRST RACE
17:15 – 18:00 GP3 SERIES – FIRST RACE

Domenica – 3 Settembre 2017
9:15 – 9:50 GP3 SERIES – SECOND RACE
10:25 – 11:15 FIA F2 CHAMPIONSHIP – SECOND RACE
11:35  – 12:10 PORSCHE MOBIL 1 SUPERCUP – RACE
14 – 16 FORMULA ONE GRAND PRIX

 

www.turismo.monza.it

Festival del Prosciutto di Parma

2 – 10 settembre

 

 

Parma e Langhirano

 

 

 

Ventesima edizione di un festival che coinvolge ed entusiasma un numero sempre crescente di gourmet e buongustai. Il Festival del Prosciutto di Parma è un’occasione per conoscere meglio una delle tante eccellenze gastronomiche italiane e per visitare i luoghi in cui viene prodotta.

I prosciuttifici che aderiscono all’iniziativa saranno aperti per visite guidate e degustazioni mentre in città si moltiplicheranno gli eventi. Inaugurazione il 1° settembre con Ernst Knamm, pasticcere di fama internazionale e volto televisivo. Il 2 settembre seguirà il concerto di Francesco Gabbani in piazzale Celso Melli e si proseguirà con il Bistrò del Prosciutto di Parma, per altri eventi e attività.

Festival del Prosciutto di Parma

 

Gli amici di Casa Surace parteciperanno all’evento con dei video sul tema “Anche io sono di Parma”, un modo simpatico e divertente per coinvolgere tutti, non solo parmigiani e parmensi, in un festival che solo l’Italia può permettersi.

 

www.festivaldelprosciuttodiparma.com

LONGOBARDI. Un popolo che cambia la storia

Dal 1° settembre fino a dicembre

 

Una mostra epocale che sarà inaugurata a Pavia il 1° settembre 2017. “LONGOBARDI. Un popolo che cambia la storia” sarà una mostra internazionale, con più sedi espositive: fino a dicembre presso il Castello Visconteo, poi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e da aprile 2018 all’Ermitage di San Pietroburgo. L’impegno profuso per la sua realizzazione è nei suoi numeri: 300 opere provenienti da più di 80 musei e altri enti; 32 siti e centri longobardi rappresentati; 58 corredi funerari esposti integralmente e 17  video originali e installazioni multimediali.

trailer presentazione mostra

I Longobardi come non li abbiamo mai visti prima! Il popolo che unì Europa e Mediterraneo torna a Pavia, per un grande evento internazionale, che parte dall'antica capitale longobarda, passa per Napoli e arriva fino a San Pietroburgo. Ecco il video di presentazione della mostra #mostralongobardi

Pubblicato da Longobardi. Un popolo che cambia la storia su Martedì 30 maggio 2017

 

La capitale del Regno longobardo rivive l’antico splendore della corte che qui si insediò e si unisce a Napoli per il ricordo di un popolo che ha lasciato il segno nel paese. Noi ne abbiamo parlato nel nostro itinerario: I Longobardi nella Pianura Padana .

 

Per maggiori informazioni sulla mostra è disponibile il sito www.vivipavia.it

Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini

9 settembre

 

 

All’interno delle Manifestazioni Antoniniane, in piazza Sant’Antonino arriva il factotum della città! Fate largo a Figaro, per una rappresentazione che non macherà do coinvolgere tutti con la celebre cavatina e le altre arie dell’opera di Gioacchino Rossini. Accompagnati dall’Orchestra Ensemble Opera Italian Chamber, sotto la direzione del Maestro Jacopo Rivani, gli attori riporteranno in piazza le vicende del celebre Barbiere, Rosina e Lindoro.

Partecipate numerosi all’evento ma…”uno alla volta, per carità!”

 

www.comune.piacenza.it

 

 

Sagra della Giareda

9 e 10 settembre

 

 

La Sagra della Giareda è la festa che ogni anni si tiene a Reggio Emilia in prossimità dell’8 settembre, giorno della natività della Beata Vergine cui la Basilica della Ghiara è dedicata. La “sagra” nasce infatti cone evento religioso, come festa per la consacrazione di una chiesa.

 

Dal 1980 il Comune di Reggio Emilia ha riproposto questa celebrazione e da allora la Sagra offre intrattenimento e cultura per i due giorni di celebrazioni. La 38esima edizione non mancherà di stupire.

 

Una mostra mercato dell’artigiano accompagna le celebrazioni religiose e non mancano i momenti di spettacolo. Le sedi cittadino sono: corso Garibaldi, piazza Gioberti, piazza Roversi, via Farini.

Scoprite di più sulle Chiese di Reggio Emilia, compresa la Basilica della Ghiara, e poi partecipate alla festa.

Sagra della Giareda

 

turismo.comune.re.it

Le Strade del Vino nelle città d’arte

Percorsi tra vigne e cantine alla scoperta di un’eccellenza italiana: bianchi e rossi conosciuti nelle loro terre d’origine, dal grappolo al calice.

 

 

Quando parliamo dei tesori delle città d’arte non ci riferiamo soltanto ai quadri, alle sculture o alle architetture: nelle città della Pianura Padana esistono capolavori che stanno in un calice. Percorrete con noi una delle tante Strade del Vino, per imparare a conoscerli dalla vigna fino all’enoteca.

Partiamo da una considerazione geografica: nel 2014 due esperti francesi hanno sostenuto “la magia del 45° parallelo”, la zona della Terra in cui la temperatura è particolarmente favorevole alla produzione del vino. Loro si riferivano al Bordeaux ma seguendo quella linea immaginaria noi troviamo proprio le nostre città d’arte.

Cominciamo da Pavia che con i vini dell’Oltrepò Pavese è riuscita a creare itinerari e iniziative per ogni tipo di turista enologico. Su un’area di 13.000 ettari si produce il 55% dei vini di Lombardia, in un paesaggio che ha mantenuto intatto il fascino dei propri borghi.  È il regno della Bonarda e del Pinot Nero, che si potranno scoprire nelle numerose cantine aperte o nei banchi delle manifestazioni, insieme a un assaggio di salame di Varzi. Percorrendo le strade della Valle Versa, Valle Scuropasso e Valle Coppa si scopriranno non solo degli ottimi vini ma anche borghi come Stradella, Broni e Fortunago; si potranno visitare il museo del Cavatappi o quello della Fisarmonica; si potrà dormire in uno dei tanti agriturismi. http://www.viniesaporidilombardia.it/?page_id=346&lang=it

Sempre seguendo il parallelo entriamo quindi nel territorio di Piacenza dove Gutturnio, Ortrugo e Malvasia sono i vini più tipici ma non certo gli unici, essendo ben 17 i DOC tra cui scegliere per una degustazione. In Val d’Arda, Val Nure, Val Trebbia e Val Tidone antichi borghi, castelli, ponti romani, piccoli laghi e spiagge sui fiumi aspettano solo di essere scoperti. In auto o in moto, in bici e anche a cavallo, le strade del vino sono punteggiate da agriturismi dove fermarsi per una sosta. L’intrattenimento non sarà solo alimentare: a Bobbio, per fare un esempio, è famoso il Festival del Cinema. http://www.stradadeicollipiacentini.it/

 

Spostandosi ancora verso Est si incontra, a Parma, la Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma. La capitale della Food valley si distingue anche per la produzione vinicola, con la Malvasia, il Sauvignon e il Rosso Colli di Parma. Qui le colline comprese tra i torrenti appenninici regalano non solo uve preziose ma anche panorami riposanti. Da non perdere, nelle cantine della Rocca di Sala Baganza, la “Cantina dei Musei del Cibo”. Si tratta appunto di musei che in provincia di Parma, custodiscono e raccontano le meraviglie gastronomiche della città riconosciuta come “Città creativa per la Gastronomia” da UNESCO. È un percorso per tutti i 5 sensi, un’esperienza sensoriale che ricorderete. http://www.viniparma.it/

 

Dici Modena e pensi al Lambrusco: è un’associazione spontanea tra una città e il suo vino più tipico, perfetto per la cucina del luogo o per varcare i confini nazionali e raggiungere le mete più lontane, oltreoceano. Nasce da vitigni autoctoni antichissimi, particolarmente adatti alle    caratteristiche geologiche e climatiche del territorio modenese; viene poi accudito e valorizzato sia nella pratica agricola di cura della vite, sia nelle successive importanti fasi in cantina così da diventare, nel panorama enologico italiano, unico. Le sue varianti hanno ognuna una peculiarità: ai cibi grassi si addice il Sorbara , ai primi ed alle carni leggere il Grasparossa mentre per arrosti ed intingoli c’è il Salamino. http://www.tutelalambrusco.it/

Brescia conta su più percorsi, per esaltare i suoi vini. C’è la Strada dei vini e dei sapori del Garda, che produce Lugana, Garda Classico, San Martino della Battaglia e Valtenèsi. La Strada del vino colli dei Longobardi include delle vigne nel territorio della città di Brescia: la Pusterla, il vigneto urbano produttivo più grande al mondo, a ridosso del Castello. La Strada del Franciacorta, infine, conduce in zone lombarde ricche di storia e di bellezze architettoniche: abbazie e ville si alternano a colline e campi da golf. Il tutto tra cantine e vigneti, una meta ideale per gli enoturisti. Degustazioni, serate a tema, vernissage ed eventi come il Festival in programma il 16 e il 17 settembre: tutto è possibile nelle accoglienti tenute che circondano le cantine di Franciacorta. http://www.franciacorta.net/it/

 

 

Prodotti tipici di Monza

A Monza si mangia bene, molto bene. E i piatti della tradizione sono realizzati con i prodotti tipici di Monza, che sono semplici e si rifanno alla natura contadina che ha caratterizzato le terre della Brianza nei secoli passati. Il re della cucina è il maiale in tutte le sue forme. E per finire un pasto in bellezza non si può mancare la semplice ma buonissima torta paesana, un dolce che non s può mancare di assaggiare se si vuol scoprire proprio tutto di Monza.

 

Prodotti tipici di Monza: la cassoeula

La cassoeula è il re dei piatti della cucina brianzola e monzese. Si gusta al meglio con una bella polenta fumante, accompagnato da un buon vino rosso corposo. La cassoeula è un piatto che è diventato uno dei prodotti tipici non solo di Monza, ma dell’intera Brianza. Il suo nome è praticamente impossibile da scrivere in maniera corretta, e solo un vero lombardo riesce a scandirne la pronuncia. La cassoeula richiede una cottura lunga e lenta, e si prepara con costine e altre parti di scarto del maiale, tra cui piedini, musini e cotiche. Qualche massaia, custode della vera tradizione, vi aggiunge anche i verzitt, i gustosi salamini verzini. Per “sgrassare” il tutto si aggiunge alla cottura un mix di cavolo verza, carote e sedano. Un piatto decisamente poco leggero, anche se gustosissimo, per uno strappo alla dieta che ogni tanto ci si può concedere. A patto che la verza abbia già subito la prima gelata e fuori ci sia la nebbia.

 

Prodotti tipici di Monza: il risotto con la luganega

A Monza il vero risotto è con la luganega, che non a caso si chiama anche risotto alla monzese. Non c’è cittadino di Monza che non dica di conoscere la ricetta originale, che varia da famiglia a famiglia. La luganega è la salsiccia brianzola, non una salsiccia come tutte le altre, ma un vero prodotto tipico di Monza. Il suo colore è chiaro e il gusto delicato e dolce. Viene preparata con carne di suino, Grana Padano, Marsala e aromi naturali. Il risotto con la luganega è il connubio perfetto di sapore e gusto. Anche se qualcuno ci aggiunge lo zafferano, l’unica, vera, variante alla ricetta originale di questo risotto che negli anni è diventato il piatto simbolo della città, oltre che uno dei prodotti tipici di Monza, prevede il vino bianco invece di quello rosso.

 

Prodotti tipici di Monza: la torta paesana

La torta paesana è il coronamento di ogni pasto tradizionale della cucina monzese. Anch’essa è diventata uno dei prodotti tipici di Monza, e ne esistono numerose varianti locali. La ricetta originale, che da sempre viene tramandata di madre in figlia, però, si prepara con pane raffermo, fatto macerare nel latte e quindi insaporito con cacao, pinoli, frutta candita e uvetta. Un piatto povero ma di grande gusto, come si vede dagli ingredienti, che riflette lo spirito contadino dei tempi andati. La torta paesana, detta anche torta del Michelasc, dal nome dialettale del pane raffermo, detto mica, ammollato nel latte, nacque per non buttare via nulla, soprattutto il pane avanzato.

 

Prodotti tipici di Monza: il pane e i biscotti di San Gerardo

San Gerardo dei Tintori è il patrono di Monza. Il pane e i biscotti a lui dedicati sono una riproposizione di antiche ricette diventate prodotti tipici. Entrambi sono dolci e l’origine del pane risale al 1117, quando il santo salvò i monzesi dalla piena del fiume Lambro stendendo il suo mantello sull’acqua. In cambio ricevette questo dolce pane, fatto con zucchero, miele e frutta. I biscotti invece, sono dolci secchi che si conservano a lungo perché senza uova. La tradizione vuole che nel medioevo analoghi biscotti semplici venissero fatti benedire dai pellegrini comaschi in visita alle reliquie del Santo custodite a Monza.

 

Per maggiori informazioni sui prodotti tipici di Monza www.turismo.monza.it

 

Sposarsi a Reggio Emilia

Tra ville, dimore storiche, residenze d’epoca, sposarsi a Reggio Emilia è un’esperienza da favola. Le location dove allestire il banchetto sono molte e tutte bellissime. Per quanto riguarda il la celebrazione del matrimonio, invece, accanto alle bellissime chiese dove celebrare il rito religioso, per chi decide di sposarsi con rito civile a Reggio Emilia c’è la splendida sala del Tricolore. Inoltre, per i promessi sposi che lo desiderano e ne fanno richiesta, è possibile festeggiare le proprie nozze con un banchetto in piazza Casotti e in piazza Fontanesi.

 

Sposarsi a Reggio Emilia: Villa Levi Terrachini

Per fare colpo sugli invitati e per sposarsi nel cuore di Reggio Emilia, Villa Levi Terrachini è la location ideale. Dalla cerimonia fino al banchetto nuziale a Villa Levi Terrachini tutto si può fare per rendere indimenticabile il coronamento del sogno d’amore di una coppia. Recentemente riportata al suo antico splendore grazie a una bella opera di restauro, Villa Levi Terrachini è una delle più belle costruzioni del secondo Ottocento reggiano, e fa parte del patrimonio dei beni storici e storico testimoniali della città. Sposarsi in questa dimora storica a Reggio Emilia rende ancora più speciale un giorno incantato.

 

Sposarsi a Reggio Emilia: Villa Castellazzo

Villa Castellazzo è uno dei luoghi ideali per sposarsi a Reggio Emilia. È un agriturismo inserito in una suggestiva dimora rurale edificata nell’800 immersa in un bellissimo giardino all’italiana, nel centro di un’area agricola votata per eccellenza alla produzione del Lambrusco, la frazione di Castellazzo a Reggio Emilia. L’antico fienile, dove è stato realizzato un salone a tre livelli dall’eccezionale luminosità naturale, e il grande porticato esterno sono i luoghi deputati a ricevere i banchetti nuziali, e si prestano benissimo agli allestimenti più svariati, dal più semplice al più sofisticato. Il portico, grazie alla sua copertura lungo tutti i 250 metri quadrati della superficie è indicato anche per le stagioni di mezzo, o per quando il meteo decide di rendere la sposa particolarmente fortunata.

 

Sposarsi a Reggio Emilia: Il Concilio

Appena fuori dalla città di Reggio Emilia, a San Bartolomeo, il Concilio è un ristorante inserito nello splendido Resort Matilde di Canossa, immerso nei sapori e profumi delle Terre Matildiche. Il Concilio è un luogo incantevole e sposarsi in questo resort a due passi da Reggio Emilia è un’esperienza indimenticabile, che oltre a rendete fatato il giorno più bello della vita di due persone che si amano, soddisferà il palato degli invitati grazie a una cucina che interpreta tradizione, innovazione e internazionalità, esaltando i sapori delle migliori ricette reggiane.

 

Sposarsi a Reggio Emilia: Villa Timolina

Nel cuore della campagna emiliana, a Correggio, Villa Timolina regala emozioni difficili sa scordare per chi decide di sposarsi a Reggio Emilia. Villa Timolina e una dimora storica con incantevoli saloni affrescati, il cui nucleo originario risale all’anno mille e fu edificato ad opera dei monaci benedettini. Oggi il restauro ha permesso di godere appieno dei vari spazi della Villa. Niente di meglio, per il ricevimento nuziale, di un aperitivo nel parco fiorito di essenze e fiori con i sui salottini di vimini situato all’ombra dei frondosi alberi secolari, a cui far seguire il pranzo o la cena nel magnifico gazebo drappeggiato in voile. A Villa Timolina è possibile anche organizzare la cerimonia vera e propria del matrimonio.

 

Sposarsi a Reggio Emilia: Casale Cory

Inserito nel contesto rurale del comune di Rubiera, il Casale Cory è l’ideale per grandi banchetti. Che il matrimonio abbia un numero di invitati ristretto, sia che si decida di sposarsi in grandissimo stile, in questa struttura della campagna di Reggio Emilia è possibile ospitare anche mille invitati nel grande parco, senza rinunciare all’eleganza. Al Casale Cory il matrimonio avrà un sapore agreste, ma in un’atmosfera di raffinata professionalità.

 

Sposarsi a Reggio Emilia: Corte di Villa Spalletti

A Casalgrande si trova Villa Spalletti, immersa nel verde di un parco storico. In questa monumentale residenza sono stati ospiti Re e Regine d’Italia e sposarsi qui aggiungerà un tocco magico alla cerimonia. A disposizione degli sposi i sono più spazi: la Corte, un tempo luogo di giochi e intrattenimenti, può ospitare fino a 600 persone; due sale per il banchetto, arricchite da giochi di luce; infine il parco con il laghetto, per fotografie indimenticabili.

 

Per maggiori informazioni per sposarsi a Reggio Emilia www.municipio.re.it

Festa del Torrone 2017

Una festa per il gusto, una festa per la città: ecco cos’è la Festa del Torrone di Cremona, l’appuntamento di novembre che celebra la dolce gloria locale.

 

 

L’edizione 2017 della Festa che si svolgerà dal 18 al 26 novembreavrà come tema “La gola”. Sono in programma  centinaia di eventi, pensati per soddisfare i desideri di ogni tipo di visitatore: spettacoli, degustazioni, appuntamenti culturali e novità che vanno ad affiancarsi agli appuntamenti tradizionali: le enormi costruzioni in torrone, la rievocazione del matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, con sfilata in costume e sbandieratori e infine il Torrone d’oro, il premio alla personalità cremonese dell’anno.

 

Quest’anno si celebrerà anche un “secondo matrimonio”: lo sposalizio del dolce con il salato. Si tratta di un gemellaggio con Cervia, celebre per le sue piadine. Una proposta insolita per unabbinamento di gusto sorprendente, che unisce due tradizioni artigianali tipicamente italiane.

 

 

La Festa del Torrone 2017 riprende la collaborazione con il Giffoni Film Festival. In i migliori torroni artigianali cremonesi  – preparati a forma di stella  – sono stati regalati a giornalisti e ospiti presenti a Giffoni, in provincia di Salerno; Cremona ospiterà a novembre il Cineforum Giffoni presso il Teatro Filodrammatici e i Mini Lab di cinema presso la Camera di Commercio di Cremona.

 

 

Il Circuito Città d’Arte, partner storico della Festa del Torrone, replica anche quest’anno l’offerta speciale pensata per i propri amici: sconti riservati per assaggi e per visite guidate. In più omaggio per i bambini, perchè possano anche loro godere di tutti i momenti della Festa.

 

 

Per poterne usufuire basterà stampare l’apposito coupon, come vi spieghiamo nella nostra offerta dedicata alla Festa del Torrone.

Appuntamento a Cremona, per la festa più golosa che c’è.

Escursioni in provincia di Brescia

Brescia è una delle province più grandi d’Italia e per questo è bellissimo trascorrere il tempo libero alla scoperta del territorio. Dai laghi alle montagne, tutte le escursioni in provincia di Brescia riservano belle sorprese, tutte contornate da panorami mozzafiato.

 

Escursioni in provincia di Brescia: la Franciacorta

La Franciacorta è terra del vino per eccellenza in provincia di Brescia. Dolci colline rivestite da filari di vite, tutte da scoprire grazie alle belle passeggiate in bicicletta o ai percorsi di trekking da fare a piedi. Di tutte le escursioni che si possono fare in provincia di Brescia, la Franciacorta è un paradiso per gli amanti delle due ruote, per gli appassionati delle passeggiate in mezza pianura e per gli intenditori del buon vino. È sorprendente scoprire la Franciacorta sostando in una delle tante cantine che producono le famosissime bollicine che fanno invidia allo champagne. Imperdibili, poi, una cena o un pranzo in una delle tante trattorie o nei molti ristoranti nei quali gustare il prelibato manzo all’olio, una delle ricette più amate e gustose della zona, ottima in tutte le stagioni.

 

Escursioni in provincia di Brescia: il lago di Garda

Il lago di Garda è così grande che sembra un mare. È il lago più grande d’Italia. Ha un clima temperato, che regala giornate miti e mai troppo calde, l’ideale per escursioni anche brevi, magari in un fine settimana per ritemprarsi dall’afa della città. L’illusione di essere al mare però non ci nega il regalo di una bella tintarella, per arrivare alle vacanze già abbronzati o per mantenere il colorito al ritorno. In più c’è il vantaggio di avere colline e montagne a due passi. Tra le esperienze che si possono fare durante un’escursione in provincia di Brescia si possono incontrare percorsi di benessere, cultura, sport e parchi tematici. Non può mancare infine un “incontro ravvicinato” con l’enogastronomia, all’insegna dei sapori delicati e dei profumi intensi. A proposito di profumi è imperdibile una gita alla settecentesca Limonaia del Castèl, nel centro storico di Limone sul Garda. Panorama mozzafiato e nell’aria un aroma impareggiabile.

 

Brescia

 

Escursioni in provincia di Brescia: la Pianura Bresciana

Un’escursione in quella parte di Pianura della provincia bresciana significa andare alla scoperta di una delle zone agricole più importanti d’Italia, delimitata dai fiumi Oglio, Chiese e Mella. Accanto all’agricoltura in fascino di una gita in pianura ci può soprprendere andando alla scoperta delle dimore patrizie e delle chiese di paese, che costituiscono i veri musei in cui vengono custoditi inattesi capolavori dell’arte e della scultura. Tra questi spiccano il Castello di Padernello e quello di Montichiari. Una bella gita da fare in bicicletta è quella che da Brescia porta a Offlaga, in un rilassante paesaggio lungo quasi 50 chilometri percorribile anche dai meno esperti delle due ruote. Imperdibili, infine, le tele del Tiepolo a Verolanuova.

 

Escursioni in provincia di Brescia: Monte Isola

Monte Isola, o più semplicemente Montisola, oltre a essere uno dei borghi più belli d’Italia è l’isola lacustre più grande d’Europa. Sorge in mezzo al lago d’Iseo e ne è la perla, una delle escursioni più belle in provincia di Brescia. L’isola si raggiunge in battello dai moli di Iseo, Sulzano, Sale Marasino o da quelli della sponda bergamasca del lago, e alcuni miuti si viene catapultati in una magica dimensione, fuori dal tempo, tutta da scoprire. Peschiera, Siviano, Sensole, Carzano sono i borghi più belli dell’isola, sulla cui sommità sorge il Santuario della Madonna della Ceriola, costruito nel XIII sec. Le escursioni si fanno a piedi, oppure con motorini e minivan, delle dimensioni massime di un’apecar. Ogni 5 anni, poi, Monte Isola diventa un paradiso lussureggiante grazie alla festa dei fiori (rigorosamente fatti a mano in carta, di fattura magistrale), che viene organizzata nella frazione di Carzano. Il prossimo appuntamento è per il 2020.

 

Per maggiori informazioni sulle escursioni in provincia di Brescia www.bresciatourism.it

Prodotti tipici di Cremona

A Cremona si mangia bene. Tra i prodotti tipici principali di Cremona si possono trovare sono formaggi e salumi, frutto della passione e della sapienza di allevatori e agricoltori. Ottimi gli insaccati, tra cui il Salame Cremona IGP (Indicazione Geografica Protetta), dall’impasto morbido e delicatamente profumato all’aglio, il Cotechino Vaniglia, così chiamato per il sapore particolarmente dolce, e il Salame da pentola, uno degli ingredienti del Gran Bollito Cremonese. Ma impossibile dimenticare il torrone, famoso in tutto il mondo, e i formaggi, tra cui il Salva cremasco e la mostarda.

 

Prodotti tipici di Cremona: Il Torrone

Il torrone, tra i prodotti tipici di Cremona, è quello più conosciuto, famoso in tutto il mondo. Mandorle, miele e bianco d’uovo modellati insieme per riprodurre la forma del Torrazzo, danno origine a un trionfo di dolcezza. La leggenda narra che nacque a Cremona come dolce nuziale al banchetto di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza avvenuto in città il 25 ottobre 1441. Questo dolce tipico viene festeggiato ogni anno, il terzo e quarto weekend di novembre, con la rinomata Festa del Torrone, che attira visitatori da tutta Italia.

Torrone di Cremona

prodotti tipici di Cremona, torrone

 

Prodotti tipici di Cremona: i Salami

I salami occupano un posto di rilievo tra i prodotti tipici di Cremona. Se ne producono di molti tipi, dalla grana fine e delicata. Il re è il salame Cremona, che ha ottenuto l’indicazione IGP, e viene prodotto fin dall’epoca romana utilizzando solo le parti nobili del maiale, aromatizzate con sale e aglio pestato e insaccate in budelli naturali. La stagionatura va da minimo di cinque settimane a oltre quattro mesi. Poi c’è il Salame Nostrano Cremonese, prodotto con carne e grasso di suini di dimensioni superiori ai 200 kg, con l’aggiunta di sale, vino e aglio e una stagionatura dai tre mesi a un anno. Infine il cotechino vaniglia, il cui nome deriva dalla dolcezza e delicatezza delle sue carni. Ha bisogno di una cottura lunga e a fuoco lento, in modo da poterne assaporare al meglio tutti i suoi sapori. Il cotechino vaniglia è il principe dei bolliti cremonesi. Tutti questi salami sono ottimi se gustati accompagnati da un buon vino rosso, meglio se frizzante e giovane. Oppure da un fresco e leggero spumante.

prodotti tipici di Cremona, salumi e formaggi

 

Prodotti tipici di Cremona: i formaggi

Particolarmente interessante è la storia del provolone, formaggio tipico dell’Italia meridionale prodotto sin dall’Ottocento a Cremona per l’abbondanza e la qualità del latte. Il Provolone valpadana DOP, dolce o piccante, è un formaggio a pasta semidura, ottenuto da latte vaccino intero, ed è ormai entrato a far parte della tradizione casearia cremonese.

Il Salva cremasco è un formaggio DOP, vaccino, che ha una storia millenaria. Buonissimo, con la sua pasta, cruda, bianca e la crosta scura. La sua consistenza è compatta e friabile e una volta in bocca si scioglie in un sapore unico. Merito della salatura a secco o in salamoia, che gli donano il suo sapore caratteristico insieme alle erbe aromatiche impiegate per la stagionatura, che non è mai inferiore ai 75 giorni. Vagamente simile al quartirolo ma dal gusto più complesso e aromatico, il Salva è uno dei vanti tra i prodotti tipici Cremona e del territorio cremonese. Si ha testimonianza di lavorazioni casearie nella zona già dall’anno 1000 a.C., e il suo nome deriva dal verbo “salvare”, perché si tratta di un formaggio realizzato in in primavera con il latte in eccesso, salvato appunto.

Cremona Gran Bollito Con Mostarda

prodotti tipici di Cremona, bollito con mostarda

Prodotti tipici di Cremona: le paste ripiene

Le paste ripiene del Cremonese riflettono le divisioni storiche del territorio che hanno visto Cremona e il suo circondario legati a Milano; Crema e il Cremasco a Venezia; Casalmaggiore e il Casalasco al Mantovano e alle sue tradizioni. Troviamo i marubini di Cremona, ripieni di carne e cotti nei tre brodi ottenuti dalla cottura di carne di maiale, manzo e gallina; i tortelli di Crema, da mangiare asciutti, in cui il dolce e il salato di amaretti, uva sultanina, cedri canditi, biscotti speziati detti mostaccini e marsala si amalgamano con un gusto insolito che può ricordare la cucina speziata veneziana e quella arabo mediterranea da cui deriva.

 

Prodotti tipici di Cremona: la Mostarda

Niente di più indicato per accompagnare il Salva cremasco, e ai grandi bolliti che trionfano sulle tavole cremonesi, se non la Mostarda. Prodotta tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, è composta da frutta candita immersa in sciroppo di glucosio aromatizzato con senape. La frutta è quella della zona: zucca, anguria bianca, fichi, mele, pere ma anche ciliegie e scorza d’arancia.

 

Per maggiori informazioni sui prodotti tipici di Cremona: www.turismocremona.it

Enoteche a Parma

A Parma cibo e vino la fanno da padrone. Le tante enoteche sparse per la città, tra centro e periferia, permettono un viaggio sensoriale e di gusto che non può lasciare indifferenti. Il territorio è ricco di ottimi vini: la Colli di Parma è una DOC istituita nel 1982, che comprende Malvasia e Sauvignon, entrambi bianchi, e un rosso ottenuto da Barbera e Bonarda, chiamato semplicemente Colli di Parma. E poi i vini della Bassa, tra cui eccelle la Fontana del Taro. Superbo il Lambrusco. Accanto ai vini, è bello finire il pasto con uno dei tanti liquori, le cui ricette sono rigorosamente di origine casalinga. Bere bene, quindi non è un lusso a Parma. Meglio ancora se affidati alla competenza dei sommelier delle sue enoteche.

 

 

Enoteche a Parma: Ombre Rosse

Situata in Borgo Tomasini, l’enoteca Ombre Rosse a Parma è un percorso di gusto. A disposizione dei clienti si trovano libri sui vini, sulla storia e gli album storici delle figurine Panini. Accanto ai vini provenienti da tutto il mondo, le etichette sono oltre 2 mila, di cui molte di annate eccellenti, ci sono 200 etichette di distillati e circa 20 etichette di vini da gustare al calice. L’enoteca Ombre Rosse è un ambiente rustico, con varie stanze tutte diverse tra loro, accomunate dall’essere espressione di un locale di altri tempi: nell’ingresso un bel divano e un pianoforte accolgono i clienti, e spesso qui si organizzano serate con musica dal vivo, si prosegue con la sala del bancone e della mescita, con una piccola cantina a vista con 4 tavoli e infine una sala grande per gruppi. L’atmosfera che si respira è piacevole, giovane, conviviale, anche se le bottiglie, i libri e le riviste che spuntano qua e là, amplificano il potere evocativo e suggestivo del vino.

 

 

Enoteche a Parma: Enoteca Fontana

Tra le enoteche a Parma, Fontana è famosissima. Sorge nella centrale strada Farini e si può definire il tempio degli aperitivi tradizionali. Fontana è quasi un monumento del vino. In questa caratteristica enoteca di Parma non è raro vedere figli e genitori allo stesso bancone, perché soddisfa le esigenze di giovani e meno giovani. Dispone di un’ampia cantina di circa 700 etichette nazionali ed estere, che possono accompagnare formaggi e salumi di ottima qualità, serviti al tagliere. Ottimi anche i panini, per una pausa pranzo veloce e di qualità. I prezzi risultano essere competitivi, soprattutto per i calici di lambrusco.

 

 

Enoteche a Parma: Hi-Fi News Musica da tavola

Hi-Fi News Musica da tavola è un locale particolarissimo. Nasce in origine come negozio di musica, a cui nel 1999 si aggiunge la licenza da enoteca. Da allora Hi-Fi News a Parma porta in tavola la musica. È un locale del centro storico, che unisce buon vino e buona musica. Le bottiglie, splendidamente esposte in diverse stanze, fanno bella mostra di etichette selezionate, nazionali ed estere, accompagnate da un sottofondo musicale che avvolge e conquista. Da Hi-Fi News Musica da tavola si possono gustare e acquistare anche grappe, acquaviti e oli.

 

 

Enoteche a Parma: Capagio

L’enoteca Capagio, in via Brenta a Parma, è una tappa obbligata per chi ama lo champagne. Lo staff seleziona i suoi Champagne presso 30 piccoli produttori. Oltre 100 etichette, per gustare tutte le varietà delle bollicine francesi meno conosciute ma di altissima qualità. Capagio a Parma è un’enoteca che propone lo champagne in tutte le sue innumerevoli sfaccettature. Una sosta da Capagio è come fare un viaggio alla scoperta di veri gioielli da degustare, con un buon rapporto qualità/prezzo. Come se ci si trovasse in una piccola Parigi che soddisfa ogni palato.

 

 

Per maggiori informazioni sulle enoteche a Parma www.turismo.comune.parma.it

Gianluigi Toccafondo

Fino al 20 agosto 2017

 

 

Centro storico, Palazzina dei Giardini

 

 

Toccafondo (1965), artista e illustratore insignito di numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero anche per la produzione di cortometraggi, si confronta con gli spazi suggestivi della palazzina collocata all’interno dei Giardini Ducali, che durante l’estate sarà aperta in orario serale.

 

 

www.galleriacivicadimodena.it

Sguardo ConCorde

26 agosto

 

 

Casa Stradivari

 

 

Protagonista sarà Daniele Richiedei, il quale per l’occasione proporrà improvvisazioni per solo violino ispirate alla musica folk del Nord Europa. Un viaggio che, partendo dalla tradizione delle Alpi Italiane, porterà fino alla Scandinavia, passando per la Francia, l’Irlanda e la Galizia.

 

www.comune.cremona.it

Canzoni da Camera – Acqua e Sapone

4 agosto

 

 

Acqua & Sapone è il film di Verdone il cui tema musicale porta la firma di Gaetano Curreri, protagonista del concerto “Canzoni da camera” con l’accompagnamento degli archi del Solis String Quartet. Omaggi che vanno dai Beatles a Lucio Dalla e poi Stadio, Vasco Rossi, Patty Pravo, Irene Grandi e altri ancora.

 

 

Canzoni da camera

Estate a Parma

Fino al 31 agosto

 

 

Per i turisti e per chi rimane in città ecco un ricco programma di appuntamenti: teatro, musica, letteratura e cinema. In più, in un agevole vademecum, anche gli orari, le aperture straordinarie e i periodi di chiusura delle Biblioteche, delle esposizioni e dei musei di Parma e fuori città.

 

 

Estate a Parma

Parchi a Pavia

Grazie alla sua posizione, sorge sul Ticino e poco distante dal Po, Pavia è una città rilassante. Merito anche delle tante aree verdi che sorgono in città e la circondano, che donano calma e sono l’ideale per una pausa rigenerante. I parchi a Pavia testimoniano la presenza dell’antica foresta che un tempo ricopriva la pianura padana, e in nessun’altra città italiana ci sono tante aree verdi come a Pavia. Tutto ruota attorno al Parco del Ticino, che è il più antico parco regionale italiano.

 

Parchi a Pavia: Parco Vul

Il Parco Vul a Pavia costeggia la riva destra del Ticino, tra il Ponte Coperto e il Ponte della Libertà. È il più amato e frequentato parco della città. Qui nel fine settimana i pavesi spesso si ritrovano per godersi un po’ di relax. Nelle giornate più calde i grandi alberi regalano una bella frescura. Facilmente raggiungibile dal centro città, è servito da un comodo parcheggio. Il Parco Vul è spesso frequentato dalle famiglie con i bambini, grazie alla sua area attrezzata con tavoli e panchine dove si possono organizzare pic nic o feste di compleanno. Per i meno pigri dal Parco Vul si possono intraprendere due belle passeggiate lungo i sentieri che costeggiano il fiume Ticino.

 

Parchi a Pavia, Parco del Ticino

 

Parchi a Pavia: Parco della Vernavola

Il Parco della Vernavola è la zona verde più estesa di Pavia. Tra tutti i parchi della città è il principale polmone verde. Si estende su una superficie di 15 ettari a nord della città. Al suo interno ci sono piste ciclabili, aree gioco, stagni, cascine, oasi faunistiche, e un maneggio. Il Parco della Vernavola è attraversato dall’omonima Roggia, che da San Genesio per 15 chilometri arriva fino al Ticino. Nel Parco della Vernavola c’è anche la cascina Colombara, dove venne combattuta nel 1525 la Battaglia di Pavia. Oggi alla Cascina Colombara si possono osservare gli animali della fattoria e un piccolo museo della vita contadina.

 

 

Parchi a Pavia: Parco Sora

Il Parco Sora è un’oasi naturalistica di circa 40 ettari, che sorge nella zona ovest di Pavia ed è facilmente raggiungibile in bicicletta dal centro della città. Qui si trovano la vegetazione e la fauna tipiche del parco del Ticino e in particolare del fiume: robinie, caprifogli, biancospini, ginestre, e poi 246 specie diverse di uccelli. Molti i sentieri presenti: quello del Gufo, del Fagiano, della Quercia, del Picchio, del Biancospino. Interessante il percorso vita che vi si trova all’interno, in zona ombreggiata, ideale per chi pratica sport. E per i più pigri che vogliono godersi il sole e prendere una bella tintarella, dal Parco Sora un sentiero di sassi porta direttamente in riva al fiume.

 

 

Parchi a Pavia: Oasi Lipu Bosco Negri

Anche l’Oasi della Lipu Bosco Negri sorge all’interno del Parco del Ticino. Tra i parchi a Pavia questo è quello più indicato per stare a contatto con la natura insieme ai bambini. L’Oasi era un terreno privato che nel 1968 venne lasciato in eredità al Comune di Pavia da Giuseppe Negri, grande amante della natura. Oggi la Lipu, che gestisce il centro dal 1988, ha creato un’oasi naturalistica attrezzata, con tanto di piccolo museo sulle tracce degli animali e pannelli didattici, oltre all’area pic nic con tavoli e panche in legno. Imperdibili le visite guidate notturne e le animazioni teatrali lungo i sentieri del bosco, circondati da picchi, allocchi e torcicolli.

 

 

Parchi a Pavia: Bosco Grande

Tra i parchi di Pavia appena fuori dal centro, il Bosco Grande è quello più facilmente raggiungibile. Sorge lungo l’argine del Ticino, sulla sponde destra, tra Pavia e Zerbolò. I più piccini amano particolarmente questo parco di Pavia, anche grazie ai tanti laboratori di animazione naturalistica che vengono organizzati durante tutto l’anno per trasmettere l’amore per la natura e imparare ad amarla in ogni stagione. Il Bosco Grande, che si estende per 22 ettari, è anche il luogo ideale per organizzare una bella festa di compleanno, soprattutto in una calda giornata d’estate.

 

Per maggior informazioni sui parchi a Pavia www.vivipavia.it

Scoprire le città d’arte percorrendo la Via Francigena

La Via Francigena è uno storico pellegrinaggio che attraversa la Pianura Padana, oggi riscoperto anche laicamente come itinerario spirituale artistico.

 

 

Questo mese il Circuito città d’arte della Pianura Padana vi porta alla scoperta della Via Francigena, l’antico cammino di fede che oggi si propone anche come itinerario turistico. La Via Francigena nasce secoli fa, durante il regno di Carlo Magno, come strada dei pellegrini che dal nord dell’Europa si muovevano verso Roma per visitare la tomba dell’apostolo Pietro. Il cammino inizia a Canterbury, in Inghilterra, attraversa Francia e Svizzera e si conclude in Italia: qui, dal Gran San Bernardo fino a Roma, si snoda un percorso di 1.200 chilometri, che si può intraprendere a piedi o in bicicletta, per immergersi nella natura e nella storia. Le città d’arte della Pianura Padana accolgono ogni anno i numerosi viandanti che per i più diversi motivi – fede, sport, turismo – decidono di avventurarsi tra pianure, colli e montagne. Sei tappe della Via si trovano tra Pavia, Lodi, Piacenza e Parma: ecco le meraviglie che incontrerete nel vostro cammino.

 

 

Dopo aver valicato le Alpi e superato Vercelli, si entra nel territorio pavese: qui cascine, risaie, argini dei fiumi sono il paesaggio tipico della pianura padana. Si passa per le città di Robbio e Mortara che meritano una sosta per poter visitare la chiesa di san Pietro, a Robbio, come esempio di romanico lombardo e il monastero di Sant’Albino, a Mortara, per le iscrizioni lasciate dai pellegrini medievali.

 

 

La tappa successiva, da Mortara a Pavia, ci apre le porte dell’antico regno Longobardo: si entra infatti in un territorio strategico, a metà strada tra il mare e le montagne. Lomello era talmente importante che nel 590 la regina Teodolinda sposò qui il duca di Torino, Agilulfo, rendendolo così re dei Longobardi. In questo tratto il turista e il fedele troveranno il Santuario della Madonna della Bozzola, a Garlasco, da visitare prima di addentrarsi nel Parco del Ticino ed entrare a Pavia dal celebre Ponte Coperto. Si accede subito al centro storico dove le chiese di San Teodoro, San Michele Maggiore e il Duomo sono le tre mete da non perdere, per il fedele e per il turista. Da mettere in conto anche una pausa per assaggiare le specialità locali: salumi d’oca e una fetta della torta Paradiso.

Via Francigena Pavia

 

Dopo la sosta a Pavia si punta verso Orio Litta: il paesaggio qui è frutto del lavoro di bonifica durato secoli, è una pianura strappata ai fiumi e alle acque stagnanti. Ville e castelli punteggiano il tragitto, segni dei casati che si sono succeduti nei secoli: a Belgioioso il Castello è sede di eventi e manifestazioni durante tutto l’anno mentre a Chignolo Po il Castello Cusani, essendo una dimora privata, organizza per i turisti visite guidate. Infine, a Orio Litta, la maestosa Villa Litta Carini è aperta come museo, oltre a essere sede di eventi privati.

 

 

Nella tappa da Orio Litta a Fiorenzuola d’Arda, i viaggiatori hanno un’alternativa: il traghetto o la strada. Si può seguire il percorso narrato da Sigerico, il vescovo che per primo raccontò la via Francigena tra il 990 e il 994, e utilizzare il Transitum Padi in località Corte Sant’Andrea oppure costeggiare il grande fiume lungo i paesi di Guzzafame e Valloria. Giunti a Piacenza una sosta è d’obbligo, per visitare la città o almeno i suoi luoghi storici più famosi: Palazzo Farnese, che ospita i Musei Civici, il Duomo e una delle molte trattorie che offrono piatti della tradizione: pisarei e fasö, nella stagione fredda e il tris di salumi DOP – pancetta, salame e coppa – per ogni temperatura. Si prosegue verso l’abbazia di Chiaravalle della Colomba. Vuole la leggenda che i confini del monastero fossero indicati da una colomba che, in volo, fece cadere della paglia a delimitare il perimetro della costruzione.

 

 

Si lascia la pianura piacentina per avvicinarsi ai primi rilievi parmensi: a Fidenza il passaggio dei pellegrini lungo la Via Francigena è ricordato con un bassorilievo sul Duomo: Benedetto Antelami, ha rappresentato una fila ordinata di fedeli in marcia Roma, chi a piedi e chi a cavallo, ad indicare la varietà delle classi sociali. A Fornovo di Taro, nella chiesa di Santa Maria Assunta, il passaggio dei pellegrino è ricordato da una statua posizionata in una nicchia della chiesa romanica: un viandante con una cesta sulle spalle, che doveva indicare ai passanti che si trovavano sulla strada giusta per la Città Santa.

 

 

Da Fornovo a Berceto il percorso è impegnativo sia per chi cammina che per chi pedala: ci si trova ormai sull’Appennino tosco-emiliano, sulla strada del Passo della Cisa. Le pause si potranno consumare a Pieve di Bardone, la cui chiesa risale al VII secolo. Da vedere la Deposizione della Croce, analoga a quella del Duomo di Parma. A Berceto Duomo e Museo di San Moderanno offrono testimonianze della liturgia ecclesiastica di vari periodi storici. Le città d’arte della pianura padana si congedano qui dai pellegrini, prima dell’ingresso in Toscana.

Per altri suggerimenti sulla via Francigena potete leggere qui.

 

Immagine di copertina: Luca Casertelli

Mundus

10 e 15 agosto

 

 

Piazza Fontanesi

 

 

Rassegna di musica etnica e folk. 10 agosto: Yellow Squeeds (Italia) – Francesco Diodati chitarre, Enrico Zanisi pianoforte, Francesco Lento tromba, Glauco Bendetti bassotuba, Enrico Morello batteria; 15 agosto: Beatles e Rolling Stones (Italia) – Danilo Rea pianoforte, Ares Tavolazzi contrabbasso, Ellade Bandini batteria.

 

 

www.festivalmundus.it

Non solo clown

Tutti i sabati, dal 22 luglio al 26 agosto

 

 

Piazza Trento e Trieste, Monza

 

 

Giunge alla decima edizione la Rassegna Internazionale di artisti di strada Non solo clown: clown, giocolieri, musicisti e mangiafuoco si alterneranno per garantire intrattenimento e divertimento alle vostre serate estive! Partecipazione libera, appuntamento dalle ore 21.00 fino alla mezzanotte.

 

 

www.turismo.monza.it

Apertura gratuita dei musei civici

Dal 9 al 21 agosto

 

 

Un’occasione imperdibile per vivere liberamente lo straordinario patrimonio culturale della città di Brescia: il Museo di Santa Giulia, Brixia – Parco archeologico di Brescia romana e il Museo delle Armi Luigi Marzoli. Nello stesso periodo sarà attiva la promozione 2X1 per le mostre di Brescia Photo Festival, ovvero acquistando un biglietto intero si avrà automaticamente diritto ad averne uno in omaggio.

 

 

www.bresciamusei.com

 

Enoteche a Modena

Famosa in tutto il mondo anche per le eccellenze della sua tradizione enogastronomica, Modena è una città dive si possono gustare e degustare sapori unici. Le enoteche in giro per la città propongono ottimi vini in abbinamento con i piatti della cucina tradizionale, che sapranno soddisfare tutti i palati. Il re dei vini modenesi, poi, è il lambrusco che si abbia magnificamente a tutti i piatti della cucina emiliana. A patto che venga gustato fresco.

 

Enoteche a Modena: Enogastronomia Giuseppe Giusti

L’Enogastronomia Giuseppe Giusti a Modena, nella centrale via Farini, è molto più di un’enoteca: è il tempo del gusto e della cucina emiliana. È anche un pezzo di storia, perché la sua tradizione comincia oltre 4 secoli fa. Nata in origine come salumeria, divenne poi acetaia. Oggi è anche una bottiglieria ed enoteca che vanta circa 8mila bottiglie. Qui, oltre ai migliori lambruschi della zona di possono trovare i migliori Champagne e Franciacorta nonché i più ricercati vini rossi del mondo dal Brunello al Chianti al Barolo, agli Chateau francesi, passando tra alcuni importanti bianchi italiani ed esteri, finendo con i più conosciuti vini da dessert quali vin santo, recioti, e sauternes. Alla guida del locale dal 1980 c’è la famiglia Morandi, che nel 1989 ha dato vita anche all’Hosteria: solo quattro tavoli dove si può mangiare solo a mezzogiorno, per gustare sapori ormai perduti.

 

Enoteche a Modena, Enogastronomia Giuseppe Giusti

 

Enoteche a Modena: Athenaeum Wine Bar

L’Athenaeum Wine Bar è un’enoteca che nasce a Modena nel 2007. È in via Canalino, in centro città, non lontano dalla facoltà di giurisprudenza. Tra le sue proposte la vendita e la degustazione di vini pregiati anche al calice, grazie a un’innovativa tecnica di conservazione basata sull’azoto alimentare, che rallenta l’ossidazione e si blocca lo sviluppo dei microrganismi responsabili dei processi di degradazione chimica del vino. All’Athenaeum Wine Bar a Modena gli amanti del buon vino potranno così degustare anche al bicchiere quei prodotti ai quali spesso si rinuncia per via dei costi troppo elevati.

 

Enoteche a Modena: La Bottega dei golosi

La Bottega dei golosi, da poco trasferitasi in via Archirola, è un punto di riferimento per Modena. È nata nel 1999 da un’idea di due amici e colleghi, Alberto e Claudio, garzoni di bottega con tanta esperienza e il sogno di un negozio tutto loro. Oggi la Bottega dei golosi è un’enoteca molto fornita, con oltre 700 etichette, fra spumanti vini bianchi vini rossi e passiti. La missione che i proprietari si sono posti è quella di soddisfare i clienti proponendo prodotti di ottima qualità. E di solito ci riescono molto bene. La Bottega dei Golosi offre 50 tipi diversi di Champagne, 100 di Franciacorta, 40 etichette di Metodo Classico di altre regioni oltre al più noto Prosecco di Valdobbiadene. Ma accanto ai vini ci sono anche prelibate confetture e dolciumi, biscotti, paste, spezie, the, caffè e sfiziosità salate.

 

Enoteche a Modena: Compagnia del Taglio

Corredata da una piccola cucina che prepara zuppe e piatti sfiziosi della tradizione salumiera modenese, la Compagnia del Taglio è un’enoteca di Modena con degustazione e mescita provvista di circa 800 etichette tra distillati, vini e liquori. Alla Compagnia del Taglio, che sorge poco lontano dal Palazzo Ducale di Modena, si mangia proprio davanti agli scaffali ricolmi di bottiglie. Qui si può tranquillamente sostare come se si fosse in biblioteca, a guardare le etichette dei vini, e si può scegliere direttamente la bottiglia da acquistare o degustare nel locale. In questo caso, la Compagnia del Taglio offre stuzzicanti crostini con salumi e formaggi scelti. L’ideale per una serata in compagnia di fronte a un buon bicchiere di vino: meglio ancora se fuori fa freddo.

 

Per maggiori informazioni sulle enoteche a Modena www.visitmodena.it

Parchi a Cremona

Essendo adagiata sulla riva sinistra del Po, Cremona è tutta un parco naturale. Che si voglia scoprire a piedi o in bicicletta, il territorio di Cremona è ricco di parchi, soprattutto visto il passaggio del fiume Po. Affascinanti anche le minicrociere con la società di navigazione, per gustare la natura che a tratti qui è selvaggia. Per chi invece volesse immergersi in un’atmosfera d’altri tempi, consigliatissimo il viaggio nel tempo in compagnia dei dinosauri al Parco della Preistoria di Rivolta d’Adda.

 

Parchi a Cremona: Parco al Po

Il Parco al Po a Cremona è un’ampia area verde che si affaccia sul fiume. Offre numerosi sentieri per lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta e aree attrezzate per la sosta e il gioco. All’interno del parco sono collocati anche un percorso vita e una frequentata pista ciclistica.

 

Parchi a Cremona: Parco Sovracomunale della Golena del Po 

Il Parco Sovracomunale della Golena del Po a Cremona è uno dei percorsi più importanti per conoscere e apprezzare l’ambiente fluviale padano ed i suoi caratteri principali. Il paesaggio che si sviluppa lungo una sessantina di chilometri tra Cremona e Casalmaggiore è molto suggestivo e permette di incontrare zone umide, paleoalvei, paludi, stagni, oltre a cascine, strade, rogge, santelle e oratori, baracche dei pescatori e barche di legno. Lunghi filari di pioppi o boschi di pianura regalano un po’ di frescura. Percorribile in bicicletta da tutti, la ciclabile della Golena del Po è un itinerario molto indicato per una gita della domenica.

 

Parchi a Cremona: Parco dei Fontanili di Capralba

Il Parco dei Fontanili di Capralba sorge nella parte settentrionale della pianura cremasca ed è caratterizzato dai fontanili risalenti all’undicesimo e dodicesimo secolo. Il parco è bellissimo perché permette di andare alla scoperta di quelle opere artificiali, rogge e fontanili appunto, caratterizzano il territorio della provincia di Cremona. Il loro scopo originario era quello di drenare le acque alfine di bonificare la pianura e renderla così adatta alle coltivazioni. Una gita al Parco dei Fontanili di Capralba è rigenerante per la limpidezza e la freschezza delle acque e per la rigogliosa vegetazione.

 

Parchi a Cremona: Parco Agricolo del Moso

Il Parco Agricolo del Moso si estende in provincia di Cremona, attraverso i comuni di Crema, Bagnolo Cremasco, Vaiano Cremasco, Palazzo Pignano, Cremosano e Trescore Cremasco. Tutti luoghi che hanno una stessa caratteristica morfologica e storica, vocati all’agricoltura. Ma la vera rarità di questo parco, che lo rende unico nella provincia di Cremona, sono le specie animali e vegetali che si incontrano lungo le rogge e i corsi d’acqua, che ricordano l’antica palude. Inoltre, tra i pioppi e i boschi nidificano varie specie di uccelli tra cui l’airone cenerino.

 

Parchi a Cremona: Parco della Preistoria

Il Parco della Preistoria a Rivolta d’Adda, poco distante da Cremona, si trova sulla sponda sinistra del fiume Adda ed è immerso in un’area naturale di oltre 100 ettari di bosco secolare. Grazie all’ombra dei grandi alberi una visita al parco è assai consigliata anche nelle giornate più calde. Lungo l’itinerario, tra acque e laghetti, sono state inserite circa 50 ricostruzioni scientifiche dei principali animali della preistoria, realizzate direttamente dagli scheletri fossili rinvenuti nei vari continenti. Si tratta di animali a grandezza naturale, tra cui ci sono artropodi, pesci, anfibi, rettili arcaici, dinosauri, pterosauri, plesiosauri, mammiferi e uomini primitivi. Accanto a questo anche un percorso botanico, un museo paleontologico, la vista di animali in semilibertà, aree attrezzate per i picnic e adibite a parco giochi, un labirinto e un trenino.

 

Parchi a Cremona: Parco Adda Sud

Il Parco regionale Adda Sud si estende da Rivolta d’Adda, nel Cremasco, fino alla confluenza nel Po, al confine tra i comuni di Castelnuovo Bocca d’Adda (Lo) e Crotta d’Adda (Cr), lungo circa 90 chilometri di fiume. L’area protetta comprende, oltre al fiume e a parecchie aree naturali più o meno prossime all’asta fluviale, una prevalente estensione di superfici agricole. Il territorio del Parco include un gran numero di siti di pregio naturalistico, costituiti da zone umide e da residui boschi, molto spesso tutelati da riserve naturali. Considerate ad un tempo l’estensione della superficie racchiusa nel perimetro del parco, la varietà degli ambienti e la ricchezza dei biotopi di pregio, è facile intuire come anche la fauna si riveli particolarmente ricca: ad esempio possiamo trovare il succiacapre, lo scoiattolo rosso, il capriolo e la cicogna bianca tra i tanti esemplari presenti.

 

Per maggiori informazioni sui parchi a Cremona www.turismocremona.it

Enoteche a Reggio Emilia

A Reggio Emilia la fa da padrone il lambrusco, un vino frizzante da sempre coltivato nelle province di Reggio Emilia e Modena. Può avere sapore asciutto o amabile, non molto di corpo, armonico, fresco e gradevole. Ottimo gustato in una delle tante enoteche a Reggio Emilia, servito fresco, stappato al momento e accompagnato dai piatti della cucina tradizionale a base di lasagne al sugo di carne, lessi, zampone, cotechino e salumi, il lambrusco viene venduto anche sfuso in damigiana presso le cantine della provincia.

 

 

Enoteche a Reggio Emilia: Il Pozzo

Il Pozzo è una delle enoteche storica a Reggio Emilia. È anche un ristorante. Sorge nel centro storico, vicino al Teatro Ariosto. Il Pozzo, che ha quasi 30 anni di vita, è stato realizzato all’interno di un palazzo storico, in sale classiche o negli spazi che un tempo ospitavano l’enoteca, che hanno il soffitto a volte e un’atmosfera più conviviale. Il fatto di essere al piano interrato regala intimità e fascino al locale, rustico ma elegante. È il luogo ideale per una cenetta romantica o per un buon bicchiere di vino nel dopoteatro. La sua cantina vanta 400 etichette e un’ampia scelta di distillati, mentre la cucina spazia dalla tradizione ai classici nazionali. In estate si può stare all’aperto nel bel giardino interno.

 

 

Enoteche a Reggio Emilia: Vino Natural Durante

Vino Natural Durante è una piccola enoteca nel centro di Reggio Emilia, con mescita. La sua caratteristica è quella di servire solo vini di produttori biologici selezionati nazionali ed esteri, con un interessante assortimento di bollicine e di rossi francesi. Accanto all’alta qualità dei vini c’è la professionalità dell’oste, che accoglie i clienti con garbo, gentilezza e tanta, tanta passione. In via del Guazzatoio, 12.

 

 

Enoteche a Reggio Emilia: Vineria della legna

La Vineria della legna è un locale piccolissimo, d’estate riesce ad arrivare a 20 posti, in inverno solo 10. D’obbligo quindi la prenotazione. Un aperitivo qui vale sempre la pena di essere fatto. Vini di alta qualità, italiani ed esteri, prodotti alimentari di gran gusto, insieme a coccole gastronomiche da parte del proprietario. A Reggio Emilia la Vineria della legna non è solo un’enoteca, è una chicca per il palato. In piazza XXIV maggio.

 

 

Enoteche a Reggio Emilia: Prospero Restaurant Wine Bar

Come dice il nome stesso, questa enoteca sorge in piazza San Prospero, la più famosa di Reggio Emilia. Oltre 500 etichette per questo locale di tendenza del centro, punto di ritrovo per un aperitivo stuzzicante, un pranzo di lavoro o una cena fatta di piatti sfiziosi. Il locale è ben curato, dall’ambientazione ricercata e il personale è cortese e preparato. Il Prospero Restaurant e Wine Bar è il luogo ideale per una sosta di qualità durante una gita alla scoperta delle bellezze e dei luoghi storici di Reggio Emilia. È proprio una bella esperienza, soprattutto quando splende il sole, degustare un buon calice di lambrusco circondati dai leoni marmorei di piazza San Prospero.

 

 

Enoteche a Reggio Emilia: Spumanteria all’Opera

La Spumanteria all’Opera sorge in Galleria Cavour a Reggio Emilia. È molto più di un’enoteca, è un progetto. Nell’intento dei proprietari questo locale innovativo e unico, dedicato allo Spumante Metodo Classico Italiano, vuole promuovere lo spumante in tutte le sue declinazioni e dare visibilità sia alle grandi aziende sia ai piccoli produttori di zone semi-sconosciute che rielaborano il prodotto avvalendosi di pratiche anche originalissime. Il menu cambia ogni mese. Gestito da nove amici, colleghi e sommelier che hanno voluto unire la propria passione e mettere al servizio di questo progetto, i numerosi anni d’esperienza acquisita nel settore. Piccola e chic, la Spumanteria all’Opera merita senz’altro una visita.

 

Per maggiori informazioni sulle enoteche a Reggio Emilia: www.vinireggiani.com   comune.re.it

 

Parchi a Piacenza

La natura a Piacenza è un tripudio di bellezza. Parchi e riserve naturalistiche regalano tranquillità e pace, oltre a paesaggi molto suggestivi. Grandi e piccini, durante le tante gite che si possono fare alla scoperta dei parchi a Piacenza, non possono che rimanere affascinati. Anche perché c’è l’imbarazzo della scelta: dai parchi urbani alle passeggiate lungo il Po, fino alle gite sulle colline l’ambiente naturale di Piacenza è semplicemente bellissimo.

 

Parchi a Piacenza: Parco di Montecucco

Il parco di Montecucco, alla periferia sud ovest di Piacenza, occupa un’area di 16 ettari ed è nato nel 1997. È il polmone verde della città e si caratterizza come una piacevole oasi di tranquillità, nel cuore di Piacenza. Si possono organizzare pic nic, si può fare sport, o più semplicemente una bella passeggiata a piedi o in bicicletta.

 

Parchi a Piacenza: Oasi naturalistica dell’Isola de Pinedo

L’Oasi naturalistica dell’Isola de Pinedo si trova a 13 chilometri da Piacenza, vicino a Caorso. La passeggiata che si consiglia si sviluppa su un tragitto di poco più di 6 chilometri, pianeggiante e senza alcun pericolo. Tutti possono facilmente godere di una gita in questo parco che si sviluppa in uno dei tratti più interessanti del fiume Po. Si consiglia di portare con sé un buon binocolo o un cannocchiale, perché il bird watching che qui si può fare lascia senza parole. Per percorrere i 6 chilometri serve un’ora e mezza circa di cammino, ma il tempo si moltiplica per via delle numerose soste d’obbligo per assaporare la bellezza del paesaggio. Tra le varie specie animale si possono ammirare l’airone rosso, il falco di palude e la rana di Latense. L’oasi e l’isola sono rimaste immuni dagli interventi dell’uomo e per questo qui sono conservate parecchie zone umide, dove sono vietate la caccia e la pesca, rendendo di conseguenza possibile un così vasto e ricco popolamento di volatili. Sull’isola de Pinedo è presente l’unica colonia di garzette e nitticore del territorio provinciale.

 

Parchi a Piacenza: Parco Avventura Valtrebbia

Il Parco Avventura Valtrebbia sorge a Coli, in provincia di Piacenza. Totalmente immerso in un’area naturale con un grande prato e tanti meravigliosi pini, come solo la Valtrebbia sa regalare, il parco è un’oasi di tranquillità che regala grandi emozioni. È il luogo ideale per stare sospesi tra gli alberi a spasso tra ponti tibetani e teleferiche. Il tutto in totale sicurezza e sotto l’attenta e costante sorveglianza di personale esperto. Perché il mondo visto da una passerella a 9 metri di altezza offre una prospettiva diversa. Per chi volesse avventurarsi sulle colline piacentine, inoltre, il Parco Avventura Valtrebbia è il punto di partenza per affascinanti escursioni. E per i più pigri è un luogo di totale relax dove sonnecchiare su un’amaca all’ombra degli alti pini.

 

Parchi a Piacenza: Castello di Gropparello

Il Castello di Gropparello è un parco emotivo, dove si può vivere una magica esperienza fuori dal tempo. Una giornata in questo parco a pochi chilometri da Piacenza è un tuffo in una dimensione fatta di fate, folletti, elfi, druidi, streghe, maghi. Il tutto in una splendida cornice naturale di rocce e alberi. I bambini rimarranno estasiati e i grandi torneranno per un giorno bambini al Castello di Gropparello. Perché questo parco è un’oasi dedicata allo stupore e alla meraviglia. Un bosco dove perdersi alla scoperta di mille avventura fatate, per trasformarsi in cavalieri come nei sogni. E tra le esperienze più emozionanti che si possano fare al Castello di Gropparello c’è quella di dormire nella Torre sospesa tra il ponte levatoio e il cortile centrale! E, perché no, anche organizzare un fiabesco pranzo di nozze.

 

 

Per maggiori informazioni sui parchi a Piacenza www.visit-piacenza.it

Enoteche a Monza

Bere bene a Monza non è difficile. Sono infatti molte le enoteche che offrono la possibilità di gustare un buon bicchiere di vino e degustare taglieri e piatti per una pausa di qualità. Essendo Monza una città con un centro raccolto una sosta in una delle tante enoteche è un bel modo per immergersi in un’elegante atmosfera di altri tempi.

 

Enoteche a Monza: Il Mulino

A due passi dal Tribunale, il Mulino è una delle enoteche più famose a Monza. Il locale, piccolo e accogliente, è realizzato all’interno di un vecchio mulino ricco di fascino e di storia. L’enoteca il Mulino, sempre frequentatissima, offre in un ambiente raffinato e suggestivo una selezione di vini di grande qualità, sia italiani che esteri, che possono essere degustati con taglieri di carne, salumi, formaggi, e anche piatti freddi a base di pesce. Le porzioni sono da cena. Ma se si preferisce limitarsi all’aperitivo, anche nelle sere più fresche, è bello degustare le bollicine accompagnate da qualche salume all’esterno del locale, sul ponticello che passa sopra il fiume Lambro.

 

Enoteche a Monza: l’Arco del Re

A due passi dall’Arengario, nel cuore di Monza, appena al di là del celebre Ponte dei Leoni, c’è l’Arco del Re. Più che un’enoteca in senso stretto, l’Arco del Re si definisce Champagnerie-Bistrot. Due sono infatti le anime di questo locale, che merita senza dubbio una visita. Ci si può pranzare, degustare, cenare, prendere un aperitivo, o trascorrere il dopocena. In base a quel che si vuol fare si viene fatti accomodare in diverse zone del locale. La scelta di champagne è di tutto rispetto, con etichette di eccellenza. Ma ci sono anche vini bianchi, rossi e rosé fermi italiani e non, anche al calice; vini dolci; in estate centrifugati di frutta, qualche cocktails, distillati, sorbetti e novità dal mondo. L’atmosfera che si respira, sarà per le bollicine, è di tipo parigino e il locale ben si adatta alla regalità di Monza.

 

Enoteche a Monza: Vineria dei Tintori

La Vineria dei Tintori a Monza sorge sullo storico ponte dei Leoni, in pieno centro. È un’enoteca che sebbene abbia aperto da pochi anni, ha saputo da subito farsi notare. Qui si possono degustare, assaggiare, acquistare vini, distillati, vini liquorosi, di alta qualità la scelta spazia tra più di 400 etichette provenienti soprattutto da Italia e Francia. Alla Vineria dei Tintori si può degustare l’aperitivo, rilassarsi con una buona cena, o trascorrere il dopocena con quattro chiacchiere in compagnia. Qualunque sia la scelta dell’esperienza che si vuol fare, ci si sentirà come a casa, pur essendo in un ambiente dal fascino di design, circondati da bottiglie di vini, champagne, cognac, vodka, rum.

 

Enoteche a Monza: Wineline

Oltre a essere un’enoteca e wine bar, il Wineline a Monza è un angolo di buona cucina e di cordiale e genuina accoglienza, dove mangiare e bere bene. Sorge leggermente fuori dal centro storico di Monza, in via XX Settembre, che è comunque un piacevole e tranquillo contesto. Ogni mese, inoltre, viene organizzato un appuntamento dedicato alle antiche tradizioni gastronomiche del territorio accompagnate da un’ampia selezione di vini DOC, DOCG, barricati e da meditazione. Anche le birre sono artigianali e di grande qualità, così come la scelta delle etichette dei vini e dei liquori pregiati, che oltre a essere degustati al Wineline si possono anche acquistare.

 

Enoteche a Monza: Enoteca Meregalli

Meregalli a Monza è la più storica delle enoteche. Sorge in pieno centro a Monza, in via Italia, a due passi dal Duomo. L’Enoteca Meregalli dal 1955 è il punto di riferimento di quanti, a Monza e non solo, sono amanti del buon bere. La famiglia Meregalli selezione etichette da tutte le regioni d’Italia e da molti Paesi del Mondo. All’enoteca non si trovano solo i vini, ma c’è una nutrita selezione di armagnac, cognac, whisky, calvados, rhum, grappe e altri distillati, oltre a una scelta di olii e aceti. Nelle cantine dell’enoteca Meregalli, che risalgono al 1400, riposano bottiglie di inestimabile valore.

 

Per maggiori informazioni sulle enoteche a Monza www.turismo.monza.it

Parchi a Lodi

Immersa nel Parco Adda Sud Lodi non ha molti parchi, perché lei stessa è un parco. Impossibile non approfittarne per girare la città e i suoi dintorni in bicicletta, attraversando vere e proprie meraviglie della natura. A fare da cornice i fiumi, altri elementi tipici del paesaggio lodigiano. Lodi e il lodigiano sono il territorio ideale per un turismo lento, che permetta a tutti di pedalare senza fatica lungo gli oltre 500 chilometri della sua rete ciclabile.

 

Parchi a Lodi: Cattedrale vegetale

Anche se non rientra nei parchi in senso stretto, la Cattedrale vegetale a Lodi è un omaggio alla natura. Viene considerata il testamento artistico di Giuliano Mauri, nato a Lodi Vecchio nel 1938 e scomparso nel 2009. La Cattedrale vegetale sorge sul nuovo argine ciclabile in riva sinistra dell’Adda, su un’area di 1617 metri quadrati, ed è composta da 108 colonne di legno alte 18 metri all’interno delle quali cresceranno altrettante querce a comporre 5 navate di un’imponente ma poetica e “viva” cattedrale vegetale. Nelle intenzioni di Mauri, che già altrove in vita realizzò altre opere analoghe, la Cattedrale vegetale a Lodi era destinata a diventare un luogo del silenzio e all’ombra dove passeggiare, riflettere e meditare, per mettere in comunione l’uomo e la natura in tutta la sua magnificenza.

 

Parchi a Lodi

 

Parchi a Lodi: Parco Adda Sud

Il Parco Adda Sud abbraccia le provincie di Lodi e di Cremona, e si estende per 230 chilometri quadrati. In tutto il Parco Adda Sud si sviluppa lungo il corso inferiore del fiume Adda, da Rivolta d’Adda sino al Po per una lunghezza di circa 60 km, a destra e a sinistra del fiume. Si tratta di un parco disegnato dalle acque, che accompagnano chiunque lo visiti in un viaggio tra lanche, morte, stagni, boschi planiziali e campagne coltivate. Nel Parco Adda Sud si alternano zone umide e di bosco igrofilo, insieme ad ampie distese agricole. All’interno dell’ampio territorio del parco si possono trovare anche molte aziende agricole e agriturismi, che hanno punti di ristoro e spacci dove poter acquistare i prodotti tipici della pianura lodigiana. Il Parco Adda Sud è un terreno ideale dove praticare cicloturismo, e non a caso sono stati elaborati numerosi itinerari, collegati tra di loro avendo in comune i ponti sul fiume Adda per cui è possibile sbizzarrirsi collegando tra di loro più itinerari. È un’esperienza molto affascinante alternare il paesaggio naturale, con la sua flora e la sua fauna, a quello di castelli e monasteri, che nel Medioevo aiutavano non poco le popolazioni vicine.

 

Parchi a Lodi

 

Parchi a Lodi: Parco Ittico Paradiso

Il Parco Ittico Paradiso sorge poco fuori Lodi, a Zelo Buon Persico e si estende su di un’area di 130.000 metri quadrati. È un’area protetta in cui piante e animali si integrano perfettamente. Il Parco Ittico Paradiso è un bosco umido di pianura, che contiene laghetti, ruscelli, canali, stagni, risorgive e fontanili che ospitano anche una nutrita colonia di piante acquatiche come le ninfee e i giunchi. Sono molte le specie animali che qui trovano dimora, ma a differenza degli zoo, dei parchi safari e degli stagni di pesca, il Parco Itttico Paradiso permette di osservare gli animali nel loro ambiente, avendo il piacere di scoprirli. Un’esperienza interessante per grandi e piccini. E proprio i bambini potranno soddisfare la loro sete di curiosità presso la fattoria didattica o presso gli osservatori subacquei che  aprono una  finestra  sul misterioso mondo che vive sotto il pelo dell’acqua. Ma al Parco Ittico Paradiso è possibile anche ammirare la voliera delle Cicogne, che rappresenta un importante progetto di salvaguardia faunistica per riportare le cicogne nel Lodigiano.

 

Per maggiori informazioni sui parchi a Lodi turismolodi.it

La Notte dei maestri del lievito madre

24 luglio

 

 

A Parma, città creativa per la gastronomia Unesco, torna il 24 luglio la Notte dei Maestri del Lievito Madre, una grande festa che riunisce alcuni tra i più importanti pasticceri italiani nell’arte della lievitazione con pasta madre.

 

 

Una manifestazione di qualità e gusto in Piazza Garibaldi che si propone di restituire valore alla tecnica della lievitazione, da sempre parte della cultura gastronomica del nostro Paese.

 

 

Si parlerà di pane, di lievito naturale, ma soprattutto di grandi lievitati, in particolare, sarà il panettone il protagonista della notte del 24 luglio accompagnato con vini aromatici e gelato artigianale. Durante la manifestazione sarà premiato uno dei pasticceri più famosi al mondo, il grande maestro Paco Torreblanca che con i suoi dolci ha creato delle vere opere d’arte curate nella perfezione dei dettagli e nell’elevazione del gusto.

 

 

www.nottemaestrilievitomadre.it

Arena Shakespeare

Dal 22 giugno al 17 luglio

 

 

Teatro musicale, Teatro Classico, Poesia, Danza un programma trasversale con prime nazionali e ospiti internazionali di grande prestigio per la prima Stagione Estiva di Fondazione Teatro Due che, dal 22 giugno al 17 luglio 2017 inaugurerà la grande Arena Shakespeare di Parma, spazio unico in Italia.

 

 

Per informazioni: www.teatrodue.org

Quando la banda passò…Worlds Bands Challenge

Dal 6 al 9 luglio

 

Le vie del centro storico si riempiono dei colori e delle note festose delle bande musicali del Festival “Quando la banda passò…” – World Bands Challenge, dedicato all’arte della “Marching Music” che, dopo una spettacolare parata pomeridiana nel centro storico culminerà nel grande show allo Stadio dell’Atletica

 

 

Info: IAT Ufficio Informazioni Turistiche tel. 059/2032660

Sguardo ConCorde 2017

8 Luglio

 

 

Tornano gli appuntamenti dal balcone di Casa Stradivari in corso Garibaldi a Cremona: cinque sabati dove dalle ore 18:00 si ammalierà il pubblico presente con le note dei violini.
L’8 luglio la violinista Anastasiya Petryshak sarà accompagnata dal nuovo quartetto ConCorde, il 26 agosto e il 30 settembre Daniele Richiedei proporrà improvvisazioni per solo violino ispirate alla musica folk del Nord Europa.

 

 

www.comune.cremona.it

PAF: Porte Aperte Festival 2017

Dal 30 giugno al 2 luglio

 

 

Oltre 60 appuntamenti distribuiti in altrettante location della città. Concerti, performance, incontri con disegnatori e autori di fumetti, scrittori e giornalisti, reading letterali, mostre, workshop, street art, aperitivi con gli autori, visite guidate della città di Cremona, rassegne di film, spazi di animazione per bambini, artisti di strada che accompagneranno i partecipanti ai vari appuntamenti del festival.

 

 

www.porteapertefestival.it

Enoteche a Pavia

Il territorio di Pavia è famoso per la bontà del suo vino. Le colline dell’Oltrepo sono abitate da nobili vitigni, il re dei quali è il Pinot nero, che regalano vini di grande sapore. In tutto vengono prodotti 36 diversi tipologie di vini DOC, e nel 2010 altre cinque altre tipologie hanno ottenuto lo status di DOC a sé. Solo questo è uno dei molti motivi per fare una sosta in una delle tante enoteche e botteghe del gusto che si trovano a Pavia, dove si possono trovare anche prelibatezze che soddisfano ogni tipo di palato. Oltre a essere vista, Pavia merita di essere assaggiata.

 

Enoteche a Pavia: Infernot

L’Infernot è un’enoteca con degustazione che sorge in centro a Pavia. Propone piatti semplici ma di alta qualità, preparati al momento. Nelle intenzioni del proprietario Manlio, un ex pubblicitario con la passione per il vino e il bere bene, l’Infernot a Pavia vuole essere un luogo dove le emozioni che regala il vino possano essere condivise con amici, un posto in cui trovare sempre una risposta alle proprie curiosità, un calice da cui si possa sorseggiare la passione per il mondo del vino. Nel tempo l’Infernot è diventato il punto di riferimento per il buon vino a Pavia. Ed è proprio Manlio che guida e consiglia nel percorso enologico, aiutando il cliente ad abbinare il giusto vino al piatto scelto e spiegandone le caratteristiche. Impossibile non rimanere affascinati dal modo in cui parla del vino. Unica accortezza: meglio non avventurarsi senza aver prenotato perché all’Infernot c’è sempre un grande afflusso di gente.

 

Enoteche a Pavia: Enoteca Castello

All’Enoteca Castello a Pavia il vino non si degusta, ma si acquista. Pino e Angela, i due proprietari, da quando nel 1982 hanno dato vita a questa enoteca, si sono specializzati nella vendita di vini, spumanti, champagne e distillati di qualità. Inoltre nel loro punto vendita, che sorge in Viale Argonne a Pavia, vicinissimo al Castello Visconteo, offrono un’accurata selezione di etichette e produttori da tutto il mondo. All’Enoteca Castello si possono trovare anche prelibatezze alimentari come olio, pasta artigianale, sughi, confetture, raffinato cioccolato, dolci di pasticceria e molte altre specialità regionali e italiane.

Enoteche a Pavia: Scuderie del Borgo

A Pavia le Scuderie del Borgo sono un’enoteca con salumeria. Affacciata sul naviglio pavese, questa enoteca abbina la passione per il buon vino all’attenzione nella scelta delle etichette e ai prodotti gastronomici provenienti da ogni regione italiana. Il principe dei vini qui è quello dell’Oltrepo. Alla base degli obiettivi con cui le Scuderie del Borgo a Pavie sono nate c’è la promozione dell’etica del bere in buona compagnia, mettendo a disposizione un locale intimo, caldo, dai tratti tradizionali. L’ambiente è semplice e caratteristico e rappresenta il luogo ideale per un aperitivo rinforzato in compagnia.

 

Enoteche a Pavia: Vineria Inoltre

La Vineria Inoltre è un’enoteca che si trova a Pavia in Borgo Ticino. Propone soprattutto prodotti dell’Oltrepò Pavese. Anche se si trova in posizione un po’ defilata rispetto al centro città, la Vineria Inoltre è il luogo giusto per un aperitivo accompagnato dalle prelibatezze del posto: salumi delle colline pavesi e formaggi selezionati la fanno da padrone. I gestori sono competenti e gentili, e sanno condurre il cliente alla scoperta delle piccole realtà locali che producono vini poco conosciuti ma di grande struttura. Non a caso le etichette presenti alla Vineria Inoltre sono state scelte con l’intento di far apprezzare le aziende di qualità dell’Oltrepò Pavese.

 

Enoteche a Pavia: Alvolo

Alvolo non è un’enoteca in senso stretto, ma un localino dove gustare ottimo cibo di strada. Merita una visita perché vi si possono trovare ottimi vini al bicchiere, una selezione così ampia che difficilmente altri locali propongono. Si trova a Pavia, proprio dietro la torre civica e per questo Alvolo è il luogo ideale dove fermarsi durante una visita alla città, per fare una pausa pranzo veloce accompagnata da un ottimo calice di vino.

 

Enoteche a Pavia: ultime ma non per importanza

L’enoteca Bolis apre a Pavia, in via Bernardo da Pavia, nel 1969. I coniugi Piergiorgio e Wanda ampliano poi l’attività di famiglia fino a farla diventare l’azienda di oggi, che distribuisce vini, spumanti, champagne e distillati – più di 400 i prodotti a catalogo! –  in tutta Italia. L’enoteca è il luogo migliore per conoscere le diverse produzioni nazionali e per restare al corrente sui numerosi eventi del mondo del vino e dei distillati.

Centralissima, in piazza Duomo, Wine All è un enoteca che diventa un luogo di incontro. Qui ogni sabato si può partecipare alla degustazione, guidata da un esperto, di gradi vini e di spumanti. Oltre ad un’ampia scelta di prodotti tipici del territorio, il visitatore di questa enoteca troverà anche un accurato servizio di consegne a domicilio e di preparazione di cassette o confezioni regalo.

 

Per maggiori informazioni sulle enoteche a Pavia www.visitpavia.com

Parchi a Parma

Sono molti gli spazi verdi a Parma. Che si tratti di veri e propri parchi o di semplici aree attrezzate, a Parma c’è una grande attenzione per l’ambiente e la natura. La città offre numerose idee per praticare sport all’aria aperta o per fare passeggiate rilassanti. Nelle prime colline, a sud della città, vi accoglie il Parco dei Boschi di Carrega.

 

Parchi a Parma: Parco della Cittadella

Il Parco della Cittadella è la più grande palestra a cielo aperto di Parma. In origine era una fortezza a forma di pentagono, con tanto di bastioni e fossati, fatta costruire da Alessandro Farnese. Da luogo di difesa cittadina, la Cittadella venne trasformata in carcere e in caserma. Dal secolo scorso è diventata un parco pubblico, dove chiunque può fare sport, rilassarsi, portare a spasso il cane. Perché correre sugli antichi bastioni della città ha sempre il suo fascino. Delle antiche strutture la Cittadella ha mantenuto il tracciato pentagonale e la porta d’ingresso, e sotto il portico d’accesso, entrando a destra, si può osservare una stele con il ritratto in bassorilievo del conte Neipperg. Visibili anche i resti delle stalle e le tracce di una chiesa, dedicata alla Madonna.

 

Parchi a Parma: Parco Ducale

Il Parco Ducale è l’ideale per trovare relax e tranquillità. Luogo ideale per una pausa ombreggiata durante la visita al centro città. Gli alberi secolari del parco creano un’elaborata architettura verde che fa da cornice al Palazzo Ducale, progettato dal Vignola, e al Palazzetto Eucherio Sanvitale di origine rinascimentale. Arricchiscono il verde splendidi gruppi scultorei e vasi monumentali in marmo di Carrara scolpiti da Jean-Baptiste Boudard su disegno del Petitot e la peschiera con la fontana del Trianon.  I parmigiani lo chiamano semplicemente “il giardino”.

 

Parchi a Parma, Parco Ducale

 

Parchi a Parma: Orto botanico

L’orto Botanico sorge nel centro storico di Parma. È un parco unico nel suo genere: è un giardino di 11.000 mq che ospita collezioni di piante acquatiche, insettivore, succulente, oltre a quelle di rose, Bonsai e Pelargonium. Una visita all’Orto Botanico a Parma è un’immersione in una dimensione lontana, che regala immediato relax in un contesto cittadino. La violetta è la protagonista della tradizione botanica parmense e all’Orto Botanico viene coltivata la tipica “violetta di Parma”. Presso l’Orto Botanico sono conservati i preziosi erbari ed alcuni strumenti di lavoro di Giorgio Jan e Giovanni Passerini, erbari antichi e collezioni di piante officinali.

 

Parchi a Parma: Piazzale della Pace

Antistante al Palazzo della Pilotta, il Piazzale della Pace non è un parco in senso stretto, ma è un’area attrezzata da poco riqualificata grazie all’architetto Mario Botta. Sorge in pieno centro di Parma, sul quell’ampio spazio vuoto causato dai bombardamenti aerei del 13 maggio 1944, che danneggiarono anche il Palazzo della Pilotta. Oggi lo spazio è una grande area verde delimitata da ampi prati all’inglese e circondata , da palazzi storici come il Palazzo della Pilotta, Palazzo della Provincia, Palazzo di Riserva e dal Palazzo dell’Intendenza di Finanza. Nello spazio verde sono anche presenti un cedro del Libano, alcuniplatani secolari, una grande fontana rettangolare, il monumento al Partigiano e l’ara dedicata a Giuseppe Verdi. Piazzale della Pace oggi è il punto di ritrovo dei giovani di Parma.

 

Parchi a Parma: Labirinto della Masone

Il Labirinto della Masone si trova appena fuori Parma, a Fontanellato. Si tratta di un parco culturale che si estende per sette ettari. Ideato da un grande appassionato di labirinti, l’editore e designer Franco Maria Ricci, il labirinto è nato nel 2015. È un’esperienza bellissima di giorno e affascinante di sera, quasi magica, quella di perdersi nel più grande labirinto al mondo fatto di piante di bambù di venti specie diverse. Ce ne sono circa 200 mila, alte tra i 30 centimetri e i 15 metri. Al centro sorge una suggestiva piramide, adibita a cappella e può ospitare piccoli concerti che necessitano di un’atmosfera raccolta ed un pubblico ristretto. Nel parco, su un’area di cinquemila metri quadrati, si può ammirare la vastissima collezione d’arte di Franco Maria Ricci, costruita in 50 anni di attività e passione.

 

Per maggior informazioni sui parchi a Parma www.turismo.comune.parma.it

Pavia d’estate 2017

Dall’11 giugno all’11 settembre

 

 

Sedi varie

 

 

Pavia d’estate è il nome che raccolgie tutti gli eventi della città dei mesi estivi: musica, cinema, mostre e passeggiate pensate per turisti e cittadini. Tanti gli appuntamenti a partire dalla Festa della Musica del 21 giugno, che precede Estate in Castello e Estate al Fossato, festival musicali. E poi teatro, rassegne di cinema, feste, merende in compagnia oltre a letture sceniche. Da segnare in agenda la data del 1° settembre quando aprirà l’attesa sui Longobardi: Longobardi, un popolo che cambia la storia.

 

 

www.vivipavia.it

 

 

 

Stelle Vaganti

Dal 28 giugno al 20 luglio 2017

 

 

Auditorium Paganini

 

Stelle vaganti è il tradizionale appuntamento estivo a Parma della Filarmonica Arturo Toscanini, un appuntamento divenuto ormai importante per il cartellone cittadino.

La quarta edizione della rassegna concertistica della Filarmonica Toscanini, sarà come sempre ospitata dall’Auditorium Paganini, dal 28 giugno al 20 luglio, con orario d’inizio sempre fissato alle 21.30. Quattro concerti con Alpesh Chauhan, l’Orchestra di Sanremo, il cinema di Buster Keaton e Vinicio Capossela. I quattro concerti esplorano ciascuno un particolare segmento della musica e permettono agli ascoltatori di mettere insieme un viaggio nei generi che compongono il vasto spettro della musica dei nostri giorni.

Per informazioni: biglietteria Arturo Toscanini Viale Barilla 27a, tel. 0521391339.

 

 

www.fondazionetoscanini.it