Luoghi storici di Modena

Bella e a misura d’uomo. Modena è una città da vivere e da visitare, per le sue bellezze e per la sua storia. Tutto gravita attorno ai luoghi storici più belli della città. La via Emilia, la grande arteria romana che attraversa la città, fa da punto di riferimento per poter raggiungere a piedi o in bicicletta i luoghi che hanno fatto la storia di Modena, tra cui Piazza Grande, il Palazzo Comunale, il Palazzo Ducale.

 

Luoghi storici di Modena: Piazza Grande

Piazza Grande è talmente bella che l’Unesco 20 anni fa l’ha inserita tra i patrimoni dell’Umanità insieme al Duomo e alla torre civica della Ghirlandina. Nelle motivazioni che hanno portato a inserire il complesso tra i patrimoni Unesco si legge che Piazza Grande, con Duomo e Ghirlandina, offre un “esempio di sviluppo urbano strettamente collegato ai valori della vita civica, specialmente nelle relazioni che esso rivela tra l’economia, la religione e la vita politica e sociale della città”. Inoltre è una delle “testimonianze più eccezionali della società urbana nell’Italia settentrionale tra i secoli XII e XIII” e gli edifici della piazza ne riflettono i valori. Tutta la vita di Modena è sempre passata da Piazza Grande. Questo luogo storico di Modena quando nacque, nel XII secolo, si chiamava Piazza Duomo, e sono nella seconda metà del diciassettesimo ha preso il nome di Piazza Grande. Da sempre qui si sono incontrati il potere temporale e quello religioso, e lo testimonia la pietra Ringadora, uno dei simboli più curiosi della piazza. Non c’è cittadino o turista che passando in piazza non si fermi davanti a questo lastrone di calcare ammonitico rosato lungo tre metri che si trova davanti al Palazzo Comunale. La grossa pietra serviva da tribuna e da pulpito agli oratori modenesi che parlavano ai cittadini durante le adunanze popolari.

 

luoghi storici di Modena, piazza Grande

 

Luoghi storici di Modena: Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale di Modena è una somma di luoghi storici, che nel Medioevo avevano varie funzioni e che nei secoli sono stati accorpati tra loro. Il sapiente lavoro di ristrutturazione ha saputo dare un’armonia degli spazi. Per iniziare una visita di Modena, è bene cominciare da qui, essendo a piano terra situata la sede dell’ufficio informazioni turistiche della città. L’insieme dei tanti edifici è tenuto unito da un elegante porticato, completato nel 1825, che chiude Piazza Grande sui lati est e nord. Su uno spigolo del Palazzo Comunale si trova la statua della Bonissima, realizzata nel dodicesimo secolo in marmo e calcare, che raffigura una donna vestita con un costume medievale e una lunga treccia di capelli fluenti sulla spalla. Non si sa chi sia davvero la donna, le leggende soo di pareri discordanti. C’è chi dice sia la Contessa Matilde di Canossa, chi dice sia una nobildonna, di nome Bona, che sfamò la cittadinanza in un’epoca di carestia. E infine c’è chi dice che la statua rappresenti l’onestà del commercio, essendo Piazza Grande da sempre sede di mercato.

 

Come Arrivare a Modena Piazza Roma

luoghi storici di Modena, Palazzo Ducale

 

Luoghi storici di Modena: Palazzo Ducale

Già sede della Corte Estense tra Seicento e Ottocento, oggi Palazzo Ducale è la sede della più prestigiosa Accademia Militare italiana. Maestoso e monumentale con la sua elegante facciata a tre piani piena di finestre affiancate, balaustre e statue, da molti è ritenuto essere il primo palazzo barocco d’Europa. Di sicuro è uno degli edifici barocchi più significativi d’Italia. Palazzo Ducale venne costruito a partire dal 1634 laddove sorgeva l’antico castello estense. Al primo piano di c’è il Museo Storico dell’Accademia Militare. Visitarlo non significa solo vedere la ricca esposizione di armi, armature, memorie, cimeli e militaria. Il Museo, infatti, è l’unico modo per poter visitare le meravigliose sale storiche di Palazzo Ducale.

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Modena: www.visitmodena.it

C.A.M.E.R.

1- 2 aprile

 

 

Centro Esposizioni

 

 

CAMER ovvero Club Auto Moto d’Epoca Reggiano: ecco la mostra scambio di auto, moto, cicli, ricambi e accessori d’epoca. In un’area di 45.000 metri quadrati con oltre 1.600 espositori si realizza un evento dedicato per appassionati e professionisti del mondo dei motori.

 

 

www.camerclub.it

Piacenza Jazz Festival

Fino all’8 aprile

 

 

A conclusione del Piacenza Jazz Festival, il calendario della manifestazione propone due eventi musicali da non perdere.

 

Il 6 aprile la musica jazz entra per la prima volta nella Cattedrale di Piacenza, Le note del contrabbasso o il violoncello di Danielsson e del pianoforte di Privat si uniscono ai dipinti della cupola, in una miscela di sonorità nordiche, classiche e pop.

 

 

Il giorno 8 con la chiusura del festival si terranno il Galà finale e la premiazione del concorso “Bettinardi 2017” presso lo spazio Le Rotative. I festeggiamenti saranno dedicati ai giovani talenti del Jazz italiano nelle sezioni Solisti, Gruppi e Cantanti. Un momento che premia l’ambizione, la passione e il rigore delle figure più promettenti della musica.

 

 

www.piacenzajazzclub.it

Guercino tra sacro e profano

Fino al 4 giugno

 

 

Duomo

 

 

Omaggio del Guercino negli straordinari spazi della cupola del Duomo. Un percorso, tra sacro e profano, che unisce due luoghi simbolo della città dove i visitatori avranno la possibilità di ascendere all’interno della cupola del Duomo per ammirarne gli straordinari affreschi e di contemplare una selezione di 20 capolavori in mostra a Palazzo Farnese.

 

 

guercinopiacenza.com

Patti Smith – Higher Learning

Dall’8 aprile al 16 luglio

 

 

Palazzo del Governatore

 

 

Parma ospiterà la mostra fotografica dell’icona del rock Patti Smith, con circa 120 opere scattate in bianco e nero durante i viaggi dell’artista per il mondo. In contemporanea sarà possibile vistare anche un’altra mostra di opere fotografiche dal titolo, The NY Scene – arte, cultura e nuove avanguardie anni ’70-’80, prodotta da Photology.

 

 

Le mostre “Higher Learning” e “The NY Scene – arte, cultura e nuove avanguardie anni ’70-’80” saranno aperte dall’8 aprile al 16 luglio 2017.

 

 

I biglietti saranno in vendita on line tramite il circuito Midaticket dal sito www.unipr.it/pattismith a partire da metà marzo, e direttamente al Palazzo del Governatore nei giorni e negli orari di apertura delle mostre.

 

 

www.midaticket.itwww.unipr.it/pattismith

Parma 360 Festival della creatività contemporanea

Dal 1 aprile al 14 maggio 2017

 

 

Torna a Parma il festival per menti curiose con mostre, eventi, laboratori e dialoghi d’arte. Piazze, palazzi antichi, gallerie, negozi storici, luoghi affascinanti e sconosciuti  saranno il palcoscenico di Parma 360, Festival della creatività contemporanea:  per 45 giorni in città si alterneranno mostre, eventi e installazioni di fotografia, architettura e design, videoarte, realtà aumentata, food design.

 

 

www.parma360festival.it

Antonio Ligabue – La Mostra

Fino al 18 giugno

 

 

Scuderie del Castello Visconteo

 

 

Una mostra dedicata al pittore Antonio Ligabue, nato in Svizzera nel 1899 e morto a Gualtieri (Reggio Emilia) nel 1965. La mostra si sviluppa attorno a due temi principali della sua prosuzione artistica: gli animali e gli autoritratti. L’artista, conosciuto come Il Matto o Il Tedesco oggi è definito “espressionista tragico”: questa di Pavia è una delle rassegne a lui dedicate in tutta Italian negli ultimi anni, dopo Gualtieri, Roma e Palermo.

La mostra è “family friendly”: sono previsti incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti. In più sono stati predisposti un angolo per l’allattamento, una sala didattica con accesso libero per le famiglie, un percorso creato ad hoc per i bambini; un omaggio per i più piccoli si potrà ritirare in biglietteria. All’interno delle Scuderie un allestimento con un’opera ad “altezza bambino”aspetta bambini e ragazzi, per coinvolgerli in un’esperienza immersiva tutta per loro.

 

 

www.vivipavia.it

Primavera in Piazza

8  e 9 aprile 2017

 

 

Piazza Trento e Trieste

 

 

La primavera arriva nel cuore della città. Colori e profumi invaderanno il centro di Monza grazie alla mostra mercato di piante e fiori, Primavera in piazza, con allestimenti paesaggistici, aree tematiche dedicate al verde e all’ambiente e divertenti laboratori tematici dedicati ai bambini e ai loro genitori!

 

 

www.turismo.monza.it

Chiese di Piacenza

C’è stato un tempo in cui le chiese di Piacenza erano tante, molte di più di quelle che si possono contare ai giorni nostri. Ancora oggi, però, a Piacenza si possono ammirare chiese che sono dei veri e propri gioielli d’arte.

 

Chiese di Piacenza: Duomo

Il Duomo di Piacenza, dedicato a Santa Giustina, è una delle chiese romaniche più importanti della Pianura Padana. Venne fondata nel 1122 sui resti della preesistente cattedrale di Santa Giustina, e la sua edificazione terminò nel 1233. Ancora oggi nella cripta sono conservate le spoglie di Santa Giustina. Molto bella la facciata, a capanna, costituita da due contrafforti di marmo rosa di Verona e pietra arenaria. Il Duomo di Piacenza al suo interno è maestoso, a croce latina, ed è abbellito da importanti affreschi del Carracci e del Procaccini, realizzati tra i secoli quattordicesimo e sedicesimo, che testimoniano una bellezza artistica di stampo barocco. Sul lato sinistro della facciata del Duomo di Piacenza si erge la torre campanaria in laterizio, alta 72,5 metri. Su un lato del campanile è presente una gabbia in ferro, voluta da Ludovico il Moro come monito ai malfattori. E quasi a protezione della città, sulla cuspide del campanile, c’è la statua nota ai piacentini con il nome di “Angil dal Dom”. Alto 2,75 metri e pesante 14,500 chili, realizzato con 34 lamine di rame dorato fissate da chiodi, l’Angil dal Dom è il più antico strumento meteorologico di Piacenza, essendo montato su un perno che gli permette di girarsi in base alla direzione del vento.

 

chiese di Piacenza, Duomo

 

Chiese di Piacenza: Basilica di Sant’Antonino

Sant’Antonino è il patrono di Piacenza e nella basilica a lui dedicata vi si conservano le spoglie del santo. Fondata nel quarto secolo per volere di San Vittore, primo vescovo di Piacenza, negli anni ha subito molti rifacimenti per via dei danni della calata dei barbari. Oggi la basilica si presenta a noi con una pianta a croce latina rovesciata, dove all’incrocio delle navate si erge un’alta torre a base ottagonale. Proprio per la sua pianta, tra le chiese di Piacenza, la Basilica di Sant’Antonino è una della più interessanti sotto il profilo atorico e architettonico oltre che delle sua pitture. All’interno, infatti, ancora oggi si possono ammirare molte opere d’arte. Tra i dipinti maggiormente degni di nota ci sono gli affreschi di Camillo Gavasetti e le 5 tele 5 tele con “Scene della vita di Sant’Antonino” di Roberto De Longe. Nella Basilica di Sant’Antonino nel 1183 i delegati della Lega Lombarda e l’imperatore Federico Barbarossa firmarono i preliminari della pace di Costanza.

 

basilica sant'antonino

chiese di Piacenza, Basilica di Sant’Antonino

 

Chiese di Piacenza: San Savino

Dopo San Vittore, san Savino è stato il secondo vescovo di Piacenza. La chiesa a lui dedicata è una delle più antiche della città, edificata dove si riteneva ci fosse l’originaria basilica voluta da San Savino nel IV secolo dopo Cristo. La chiesa attuale venne consacrata nel 1107. La bellezza di questa chiesa di Piacenza risiede soprattutto nella splendida cripta, che custodisce un vero tesoro nascosto. Il pavimento a mosaico raffigura i segni zodiacali e i mesi dell’anno, su un fondale disegnato con onde marine di colore bianco e nero. Un altro meraviglioso mosaico si trova nel presbiterio, e rappresenta scene di combattimento, una partita a scacchi e una raffigurazione di Cristo. Degno di nota anche il crocifisso in legno posto sopra l’altare maggiore, di autore ignoto.

 

Chiese di Piacenza, San Savino

 

Chiese di Piacenza: Santa Maria di Campagna

Un gioiello del Rinascimento. Così può essere definita la Chiesa di Santa Maria in Campagna di Piacenza, che sorge in un luogo che nell’antichità costituiva un passaggio obbligato per i pellegrini che si recavano in Terra Santa e sul quale era stato edificato un santuario mariano. Per questo motivo, la tradizione vuole nel 1095 papa urbano II nel visitare il santuario annunciò l’intenzione di bandire la prima Crociata per la liberazione di Gerusalemme. La chiesa di Santa Maria in Campagna, così come si presenta a noi oggi, ha una facciata pulita, una pianta centrale e una armoniosa distribuzione degli spazi. Bellissimo è l’interno, ricchissimo di dipinti assai preziosi. In particolare incantano le pitture della cripta, affrescata dal Pordenone e dal Sojaro.

 

chiese di Piacenza, Santa Maria in Campagna

 

Per maggiori informazioni sulle chiese di Piacenza www.piacerepiacenza.it

 

Woodstreets – Fuori Salone a Monza

Dal 4 al 17 aprile

 

 

Arengario di Monza e Serrone della Villa Reale

 

Il raggio del Fuorisalone di Milano è sempre più ampio e raggiunge anche il cuore della città di Monza. Il progetto WOODSTREETS punta a valorizzare la capacità brianzola di inventare nuove tendenze e rivisitare in chiave contemporanea antiche tradizioni. Fra le vie della città, all’interno di numerosi showroom, fino allo spazio espositivo dell’Arengario si snoderà un percorso di incontro con la qualità e la genialità del prodotto Made in Brianza. Nelle diverse location, i visitatori avranno la possibilità di ammirare le eccellenze dell’arredo e del design del nostro territorio.

 

 

www.turismo.monza.it

OMM – Orchestra Multietnica Mediterranea

21 aprile

 

 

Teatro alle Vigne

 

 

 

Per la stagione di Prosa 2016/2017, in collaborazione con “Tutto il Mondo Onlus”, un concerto che fa parte del progetto Lodi Ruota della Cultura. Un appuntamento che mette in accordo culture musicali diverse e lontane.

 

 

www.comune.lodi.it

 

 

 

Monteverdi e Caravaggio – sonar stromenti e figurar la musica

Dall’8 aprile al 23 luglio

 

 

Museo del Violino

 

 

Ispirata al mito di Orfeo, che scende negli Inferi per riportare in vita la sua sposa Euridice,  l’opera di Monteverdi è il tema di questa mostra ospitata al Museo del Violino, dall’8 aprile fino al 23 Luglio. Saranno esposti strumenti antichi, provenienti dal collezioni nazionali e internazioni, che vogliono ricostruire l’orchestra dell’Orfeo all’epoca di Monteverdi. L’opera fu eseguita per la prima volta esattamente 410 anni fa, nel 1607, alla corte di Mantova.

Il mito di Orfeo ha ispirato numerosi artisti tra cui Caravaggio: il suo Suonatore di Liuto è esposto in questa stessa mostra, ad introdurre il tema degli strumenti “figurati”.

 

 

www.museodelviolino.org

Io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te

Caro lettore, questo mese il Circuito Città d’Arte propone un’idea di weekend fuoriporta davvero piacevole e facile da organizzare. Grazie alle brevi distanze tra le nostre diverse città e ai collegamenti via treno, è possibile visitare in pochi giorni due o più gioielli urbani dell’arte e della cultura italiana.

In meno di un’ora si va da centro città a centro città, si arriva in stazione e, a piedi o in bicicletta, siamo già nel vivo della storia. Si va da una piazza medievale alle vie dello shopping, da un museo a una trattoria tipica, da un mercatino artigianale a un evento. I centri storici offrono davvero tante occasioni per muoversi in libertà e angoli che ci invitano a fermarci. Qui tutto è a portata di mano: buona cucina, musica, arte sacra, teatro, magnifici scorci sul paesaggio che fa da cornice.

Un esempio di viaggio è quello della tratta della Via Emilia che tocca Lodi, Piacenza, Parma e Reggio Emilia. I treni sono frequenti, gli alloggi offrono diverse soluzioni e in un long weekend si possono visitare due o più di queste magnifiche mete. Preparate il trolley o lo zaino e partiamo!

 

Lodi ci accoglie raccolta tra paesaggi che conservano antiche tradizioni rurali, scorci medievali e spazi di moderna vivacità. La bella Piazza della Vittoria ci attende con i suoi portici e gli storici caffè e la sua Cattedrale in mattoni rossi dal maestoso campanile, splendido esempio di architettura romanica. Pochi passi ci portano a Piazza Broletto con lo storico negozio di fiori e l’antico Palazzo del Comune affacciato su una piazzetta con una deliziosa fontana. Nei pressi si trova anche la Chiesa dell’Incoronata, gioiello del Rinascimento lombardo, a pianta ottagonale. Tutto a Lodi è vicino e raccolto. Nel centro da non perdere la Chiesa di San Filippo, adiacente alla nuova Biblioteca Civica, e la Collezione Anatomica dello scienziato risorgimentale Paolo Gorini. Il modo più piacevole per scoprire la città è però in bicicletta, lungo i circa 39 km di piste ciclabili che dal centro storico si snodano verso la campagna, punteggiata da cascine senza tempo.

Seconda tappa, Piacenza. Ecco un passato di oltre duemila anni e un presente ricco di nuovi appuntamenti con l’arte e la cultura. Una città che è un invito all’eleganza e al buon gusto. La “Primogenita d’Italia” ha un fascino discreto, si svela con ritrosia, chiede che si passeggi tra le sue vie, che ne narrano la storia antichissima, per scoprirne l’anima. Prima fondazione romana nella pianura padana come baluardo sul Po, conserva intatto l’originario impianto a scacchiera dove non ci si può smarrire. Mentre passeggiamo fanno bella mostra di sé alcuni palazzo medievali di grande impatto: il Palazzo Comunale, detto Gotico, e la Piazza Grande, ora dei Cavalli per i monumenti equestri capolavori della scultura barocca. Il passato ducale ci attende invece nell’imponente Palazzo Farnese, oggi sede dei Musei Civici e cuore pulsante della cultura cittadina. La musica risuona nel prestigioso Teatro Municipale e nella Sala dei Teatini.

Parma ci invita a scoprire la buona cucina, l’arte sacra e il teatro. Trascorrere solo poche ore in questa città vuol dire scoprire i piaceri genuini e i valori della sua terra. Una tradizione che si rinnova ogni giorno e regala emozioni forti come la sua storia. Con le isole pedonali, le biciclette, le vetrine eleganti e le tante trattorie, Parma è facile da scoprire. A iniziare da Piazza del Duomo su cui si affaccia il Battistero ottagonale di marmo rosa, progettato dall’Antelami, autore anche della facciata in arenaria del Duomo. Dall’arte ai piaceri della quotidianità il passo è breve: possiamo fare un buon aperitivo in piazza Garibaldi oppure se ci piace la natura, fare una passeggiata al parco Ducale.

Ed eccoci infine arrivati a Reggio Emilia, città conosciuta per la sua proverbiale accoglienza e la saporita cucina casalinga, la voglia di stare in compagnia e di godere della qualità della vita. Reggio Emilia è detta Città del Tricolore, poiché qui fu adottato, il 7 gennaio del 1797, il vessillo tricolore che diventò poi bandiera nazionale. Ancora oggi, la settecentesca Sala del Tricolore è luogo simbolico per Reggio Emilia e per l’Italia. Il cuore della città, formato da tre piazze vicine una all’altra, è una bella idea di itinerario urbano. Al centro Piazza Prampolini o Piazza Grande con il Duomo, il Battistero, il Municipio, collegata attraverso il portico del Broletto a Piazza San Prospero, dominata dalla Basilica barocca dedicata al Patrono della città. Pochi passi ed è tutto un altro spettacolo; dall’altro lato della Via Emilia, troviamo i teatri maggiori in città, tutti affacciati sulla Piazza dei Teatri: il più monumentale è il Municipale Romolo Valli, uno dei più belli d’Italia, risalente al 1857 e poi il Teatro Ariosto, intitolato all’autore dell’Orlando Furioso.

Chiese di Brescia

Brescia, terra che ha dato i natali a Papa Paolo VI, fin dai tempi più antichi ha visto sul suo territorio l’edificazione di numerose chiese. Quella religiosa è una ricchezza importante per la città, e Brescia è una delle città italiane con il più alto numero di chiese sul suo territorio. Di seguito ne elenchiamo alcune, per suggerire un percorso di tipo artistico e non solo spirituale, alla scoperta della città.

 

Chiese di Brescia: Duomo

Il Duomo di Brescia, o cattedrale estiva di Santa Maria Assunta, tra le chiese di Brescia è la principale, e risale all’epoca tardo-rinascimentale. La sua edificazione, sull’area della chiesa paleocristiana di San Pietro de Dom, cominciò nel 1604 e venne ultimata nel 1825. Se la facciata è scintillante, barocca, tutta in marmo bianco di Botticino con il frontone che reca lo stemma della città, gli interni non sono da meno. Pianta a croce greca e tre navate, è abbellita da importanti dipinti, tra cui le tele del Moretto, del Romanino, di Palma il Giovane, Pietro Rosa e Jacopo Zoboli. Lungo la navata sinistra è visibile il monumento dedicato a Giovanbattista Montini, papa Paolo VI, realizzata nel 1984 dallo scultore Raffaele Scorzelli. Di grande impatto la cupola affrescata dal Cagnola nel 1825 è la terza in Italia per altezza, dopo quella di San Pietro a Roma e quella del Brunelleschi a Firenze.

 

Chiese di Brescia: Duomo Vecchio

Come la cattedrale di Santa Maria Assunta, anche il Duomo Vecchio si trova in Piazza Paolo VI, nel cuore della città. Tra le chiese di Brescia è un vero gioiello. È detto anche la Rotonda, per via della sua forma circolare, composta da due corpi cilindrici sovrapposti. Il Duomo Vecchio di Brescia è il maggior tempio romanico circolare ancora oggi esistente. La parte superiore, la zona presbiteriale, è la Rotonda risalente alla fine del quindicesimo secolo, mentre la cripta sotterranea è la vecchia chiesa di San Filastrio, di epoca romanica, costruita alla fine dell’XI secolo sui resti della basilica invernale di S. Maria Maggiore. La cripta del Duomo Vecchio è il luogo più antico a noi giunto riguardante la cristianità bresciana. Molto interessante e suggestivo è il monumento sepolcrale dedicato al vescovo Berardo Maggi, degli inizi del ‘300, scultura romanica interamente realizzata in marmo rosso. Anche all’interno del Duomo Vecchio sono presenti opere del Moretto, del Romanino e di Palma il Giovane.

chiese di Brescia, Duomo Vecchio e Duomo Nuovo

 

Chiese di Brescia: Santa Maria della Carità

Detta anche chiesa del Buon Pastore, Santa Maria della Carità è un bellissimo esempio di barocco bresciano. Da poco è terminato il restauro, che ha riportato la chiesa al suo splendore. Si trova in via Musei, poco lontano dal Tempio Capitolino. La pianta ottagonale esalta ancora di più la ricchezza di decorazioni, ori e stucchi, che non risultano mai pesanti. La chiesa di Santa Maria della Carità è stata costruita nel sedicesimo secolo e poi ricostruita nel 1640. Venne ultimata nel 1825, con l’innalzamento della grande croce sulla cupola. all’interno della chiesa, dietro l’altare maggiore, c’è una cappella che riproduce la Santa Casa di Loreto.

 

Chiese di Brescia: San Francesco d’Assisi

Costruita tra il 1254 e il 1265 su un terreno donato dal comune ai frati francescani, la chiesa di San Francesco d’Assisi è stata rimaneggiata nei secoli successivi, in stile Romanico-Gotico. È una delle chiese storiche di Brescia, semplice e accogliente. La facciata è a capanna, interamente in medolo, la pietra locale. Al centro ha un maestoso rosone in pietra bianca e vetro, posto sopra il portale marmoreo. L’interno è a tre navate, con ricche decorazioni pittoriche. Molto interessanti sono gli affreschi di carattere votivo, risalenti ai secoli XIV e XV, che in origine probabilmente coprivano l’intera superficie della parete di destra. Tra questi affreschi spicca una Deposizione di ambito giottesco e l’affascinante scena con Frati e secolari. All’esterno della chiesa di San Francesco sono molto belli i chiostri, quello della Madonnina e il chiostro Grande, che permettono di respirare un’atmosfera di pace e tranquillità nel bel mezzo della frenesia del centro cittadino.

 

Chiese di Brescia: San Salvatore

La chiesa di San Salvatore, oggi Patrimonio Unesco insieme al vicino Capitolium, è stata costruita nell’ottavo secolo per volere del re longobardo Desiderio, ed è uno dei rari esempi di architettura longobarda arrivati fino a noi. Sorge all’interno del complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia, tappa obbligata per chiunque visiti Brescia. Di rara bellezza il Coro delle Monache, al livello superiore della chiesa, dove le suore di clausura stavano in preghiera separatamente dall’assemblea. Il coro è un unico ambiente, meravigliosamente affrescato e coperto da volte a botte, ed è collegato con la chiesa di San Salvatore mediante tre piccole finestre dotate di grata.

 

 

Per maggiori informazioni sulle Chiese di Brescia: www.turismobrescia.it

Monumenti di Lodi

Una bomboniera nel cuore della Pianura Padana. Così si presenta Lodi, piccola e raccolta. Il cuore pulsante della città è rappresentato da Piazza della Vittoria, splendida nella sua forma quadrangolare. Sono tuttavia molti i monumenti di Lodi che si sviluppano anche al di fuori del perimetro della piazza. Il modo migliore per poter scoprire tutti i monumenti di Lodi è inforcare una bicicletta e percorrere i 39 chilometri di piste ciclabili che dal centro vanno verso la periferia e la campagna circostante.

 

Monumenti di Lodi: Tempio civico dell’Incoronata

Tra questi uno dei monumenti più importanti di Lodi, che è anche un luogo di culto, è il Tempio Civico dell’Incoronata, capolavoro del Rinascimento lombardo. Venne costruito dove c’era un postribolo ed è una piccola, ma bellissima, costruzione a pianta ottagonale, coperta da una cupola a otto spicchi sormontata da una lanterna. Vi si possono ammirare opere d’arte meravigliose. In particolare, è possibile rimanere affascinati dalla bellissima Presentazione al Tempio del Bergognone, dal Banchetto di Erode e dalla Nascita del Battista di Callisto Piazza, nella cappella di San Paolo.

 

monumenti di Lodi, Tempio Civico dell’Incoronata

 

Monumenti di Lodi: Banca Popolare di Lodi

Il centro direzionale della Banca Popolare di Lodi è da considerarsi a pieno titolo uno dei monumenti della città, oltre che esempio compiuto di riqualificazione urbana. Progettato da Renzo Piano e realizzato tra il 1991 e il 2001, è formato da volumi cilindrici che ci ispirano ai silos dei granai, uno dei simboli della terra lodigiana e della sua economia. Sorge a pochi passi dalla stazione ferroviaria e dal centro storico di Lodi, su un’ex area dismessa. La grande piazza interna è interamente coperta da una tensostruttura in vetro e cavi d’acciaio. Vi si affaccia il grande Auditorium, un struttura circolare di 4.480 metri quadrati che dispone di 800 posti.

 

monumenti di Lodi, Banca Popolare di Lodi

 

Monumenti di Lodi: Teatro alle Vigne

Il Teatro alle Vigne sorge nell’ex chiesa canonica di San Giovanni alle Vigne, che fino al 1571 apparteneva all’ordine degli Umiliati e poi passò sotto i padri Barnabiti, che ne fecero un Istituto Superiore di Teologia Morale e Filosofia. Nel corso degli anni cambiò molte destinazioni d’uso, fungendo anche da palestra. Venne definitivamente convertito in teatro nel 1985 e da allora è il principale teatro di Lodi, dove si alternano spettacoli di prosa, cabaret e operetta. Dietro ai sipari, però, è ancora possibile vedere l’attrezzatura adibita alla celebrazione delle funzioni religiose.

 

Monumenti di Lodi: Ponte sull’Adda

Il Ponte sull’Adda è chiamato anche Ponte Napoleone Bonaparte, poiché il 10 maggio 1796 vi si combatté la Battaglia del ponte di Lodi, tra Napoleone e gli austriaci. All’epoca la struttura del ponte, lungo 200 metri e largo 8, era in legno, con 57 campate, 31 delle quali poggiavano nel corso principale del fiume e altre 5 in un ramo secondario, le rimanenti poggiavano su terra. Il ponte sull’Adda è celebrato anche in una poesia di Ada Negri, poetessa lodigiana. Nella sua struttura attuale è un ponte ad archi ribassati, otto in tutto, che collega il quartiere Borgo Adda con Revellino-Campo di Marte. Fu costruito nel 1864 per rimpiazzare l’originario ponte di legno distrutto nel 1859 dalle truppe austriache durante la seconda guerra di Indipendenza.

 

Monumenti di Lodi: Museo della Stampa

Il Museo della Stampa di Lodi permette al visitatore di ripercorrere la storia della stampa dai caratteri in piombo fino al digitale. Anche i bambini al Museo della Stampa possono imparare giocando e sporcandosi le dita con l’inchiostro. Un viaggio nel tempo indimenticabile, soprattutto per i più piccoli, che possono rivivere l’esperienza di stampare con i caratteri mobili, come nei tempi passati.

 

 

Per maggiori informazioni sui monumenti di Lodi: www.turismolodi.it

 

Luoghi storici di Pavia

Pavia è una città ricca di storia e di luoghi di grande fascino. L’impianto urbanistico di origine romana si è mantenuto anche nelle epoche successive, prima all’epoca dei Goti e poi dei Longobardi, che le elessero capitale del regno. In epoca romanica, tra l’XI e il XIII secolo, ci fu una vera fioritura che ha fatto arrivare fino a noi edifici bellissimi, di grande pregio artistico.

 

Luoghi storici di Pavia: Castello Visconteo

Il Castello Visconteo era la residenza di corte voluta da Galeazzo II Visconti ed è uno dei più insigni capolavori dell’architettura tardogotica lombarda. Venne edificato tra il 1360 e il 1365, e i suoi spazi, interni ed esterni, vennero impreziositi con grandi affreschi raffiguranti scene di caccia e di vita cortese. Di queste a noi è arrivata un’opera di particolare bellezza: la Sala Azzurra, decorata con ori e lapislazzuli. Si pensa che fosse la sede della rinomata biblioteca viscontea, ricca di mille codici e ordinata da Francesco Petrarca. La pianta del Castello è quadrata, e dei quattro torrioni angolari oggi ce ne sono solo due. All’interno un elegante cortile, con un portico sostenuto da colonne in pietra. Per molto tempo il Castello Visconteo venne adibito a caserma militare, mentre oggi è la sede dei Musei Civici. Il Castello Visconteo è uno dei luoghi storici di Pavia che permette, tra i suoi giardini e i porticati, di fare un tuffo nella storia, partendo dall’archeologia locale fino al Risorgimento, passando per il periodo longobardo, il Rinascimento e l’Ottocento.

 

luoghi storici di Pavia, Castello Visconteo

luoghi storici di Pavia, Castello Visconteo

 

Luoghi storici di Pavia: Università

L’università di Pavia, fondata nel 1361, non è solo uno dei luoghi storici della città. È anche uno degli atenei più antichi e prestigiosi d’Europa, che eccelle soprattutto in campo scientifico. La sede storica è un ampio complesso che ha sede in una zona a nord del centro città. Nel corso dei secoli l’Università subì molte trasformazioni. Con l’assedio spagnolo l’attività accademica ristagnò e fu solo grazie al governo austriaco che rifiorì, assumendo l’impianto e le forme architettoniche attuali, di stampo neoclassico. Passeggiare per i chiostri dell’ateneo, confondendosi con gli studenti, permette di respirare un’atmosfera di altri tempi. Probabilmente la stessa di quando Alessandro Volta presentò la pila a Napoleone.

 

 

Luoghi storici di Pavia: Ponte Coperto

Il Ponte Coperto sul Ticino è uno dei luoghi storici di Pavia diventati il simbolo della città. Costituito da cinque arcate con al centro una cappellina dedicata a san Giovanni Nepomuceno, collega il centro storico con Borgo Ticino, il pittoresco borgo medievale località di lavandaie, cavatori di ghiaia e pescatori. La struttura che si vede oggi, con la copertura a tetto voluta de Galeazzo II Visconti dopo aver conquistato la città, non è quella originaria ma risale al quattordicesimo secolo. Un primo ponte venne costruito dai romani, i cui resti sono visibili quando il Ticino non è in piena, affacciandosi dalla ringhiera vicino alla cappellina. Insieme a questi resti, si vedono anche quelli del ponte trecentesco, dato che quello che si percorre oggi è il ponte ricostruito degli anni ’50, dopo i bombardamenti della seconda Guerra Mondiale.

 

luoghi storici di Pavia, ponte coperto

luoghi storici di Pavia, Ponte Coperto

 

Luoghi storici di Pavia: Piazza della Vittoria

Cuore pulsante e luogo storico della vita pavese è Piazza della Vittoria, che anticamente si chiamava Piazza Grande. Il nome venne cambiato nel primo dopoguerra. A volere l’apertura della piazza furono i Visconti, che avevano l’obiettivo di ampliare il foro romano. La struttura è rettangolare e tutto attorno alla piazza ci sono edifici con eleganti porticati. Fin dai tempi più remoti, essendo il punto in cui si univano cardo e decumano, qui si svolgevano le trattative commerciali e il mercato. Ancora oggi, nei sotterranei della piazza c’è un grande mercato coperto. Sulla piazza si affacciano il Broletto e il gentilizio palazzetto gotico “dei Diversi”, che nel ‘300 era il più elegante edificio privato pavese.

 

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Pavia: www.vivipavia.it

Chiese di Monza

Chiese di Monza

Un viaggio alla scoperta delle chiese di Monza permette al visitatore di conoscere le testimonianze di secoli di storia e dei relativi culti. Dallo splendido Duomo alla chiesa di Santa Maria al Carrobiolo, passando per Santa Maria in Strada, San Maurizio, e molte altre, le chiese di Monza regalano emozioni e bellezza che rinfrancano lo spirito.

 

Chiese di Monza: Duomo

Il Duomo, intitolato a San Giovanni Battista, è un vero e proprio tesoro. Tra le chiese di Monza è sicuramente quella più preziosa. Qui, nella Cappella di Teodolinda, è conservato uno dei più importanti tesori di oreficeria antica: la Corona Ferrea, che incoronò Napoleone e Carlo Magno. La Corona Ferrea rappresenta anche uno dei simboli, tra fede e mito, più importanti dell’Occidente cristiano. Il Duomo così come lo si può ammirare oggi sorge sui resti di una antica chiesa del VI secolo, fatta edificare dalla Regina Teodolinda accanto alla sua residenza estiva. Nel 1300 venne ampliato e assunse la forma che ha oggi, di ispirazione gotica. Nel corso dei secoli sono molti gli artisti famosi, tra cui l’Arcimboldi, che hanno impreziosito la cattedrale. Il ciclo pittorico nella Cappella di Teodolinda, a sinistra dell’altare maggiore, è un capolavoro del Gotico internazionale realizzato dalla famiglia Zavatti nel Quattrocento.

chiese di Monza, Duomo, corona ferrea

Chiese di Monza, Duomo, Corona Ferrea

 

Chiese di Monza: San Maurizio

La Chiesa di San Maurizio, in origine dedicata a Santa Margherita, è strettamente legata alle vicende della Monaca di Monza di manzoniana memoria. Fu proprio nell’antico convento benedettino di Santa Margherita, fondato dagli Umiliati nel tredicesimo secolo, che Marianna de Leyva a 16 anni prese i voti diventando suor Virginia. Sempre in questa chiesa di Monza suor Virginia conobbe Gian Paolo Osio e tra i due sbocciò l’amore, che costò la reclusione alla monaca e la vita all’uomo. La chiesa così come oggi è arrivata a noi è del 1736, con una facciata in stile barocco, con mattoni in cotto e un portale in marmo bianco. All’interno regalano pregio all’unica navata gli affreschi di Carlo Innocenzo Carloni.

 

Chiese di Monza: Santa Maria in Strada

La chiesa di Santa Maria in Strada a Monza venne costruita a metà del 1300 dai frati francescani della Penitenza. Venne poi completata con il campanile e la facciata alla fine del 1300, quando i francescani monzesi si unirono agli Agostiniani di Milano. I successivi rifacimenti e trasformazioni non hanno alterato la bellezza di questa chiesa di Monza, che la rendono una delle chiese capolavoro del gotico lombardo. Il suo nome deriva dal fatto che la chiesa sorgeva sulla strada, oggi via Italia, che collegava Monza con Milano. La facciata della chiesa, a Capanna, è decorata in forme geometriche e rivestita di mattoni. La sua parte centrale è dominata da un grande rosone. Due affreschi, parti di una scena di Annunciazione ospitata in origine ai lati del portale, risalenti alla metà del quattordicesimo secolo, sono custoditi nel Museo e Tesoro del Duomo.

 

 

chiese di Monza, San Maurizio

Chiese di Monza, San Maurizio

 

Chiese di Monza: Santa Maria al Carrobiolo

Il Carrobiolo anticamente indicava la piazzetta dove sostavano i carri per gli approvvigionamenti militari in prossimità delle porte cittadine. La chiesa di Santa Maria al Carrobiolo di Monza venne costruita, probabilmente, su un’area cimiteriale e venne completata nel 1260. Della costruzione originaria oggi rimangono i muri perimetrali e il campanile. Inizialmente era sede dell’ordine degli Umiliati, ai quali nel 1571 successero i barnabiti. Sulla facciata è degno di nota il bellissimo portale che rappresenta San Paolo, realizzato nel 1731 dal Buzzi. All’interno sono molto belli gli affreschi della navata centrale. Oggi il complesso della chiesa di Santa Maria al Carrobiolo presenta un chiostro, la preziosa biblioteca dal ricco patrimonio librario e il Teatro Villoresi, uno dei principali di Monza.

 

Chiesa di San Pietro Martire

A metà dell’elegante via Carlo Alberto si affaccia la Chiesa di San Pietro Martire, gioiello dell’edilizia religiosa monzese. Eretta nella prima metà del Trecento dai Domenicani, nelle forme del gotico lombardo, il complesso era sede dell’Inquisizione. L’interno, a tre navate, conserva frammenti di affreschi del XIV secolo, di scuola giottesca. Il complesso vanta anche un chiostro quattrocentesco, a doppio loggiato, perfettamente conservato.

 

 

 

Per ulteriori informazioni sulla chiese di Monza: www.turismo.monza.it

 

Monumenti di Modena

 

Modena è terra di motori, patria delle Ferrari e delle Maserati. I monumenti moderni di Modena riflettono l’eccellenza del settore automobilistico, che è uno dei punti di forza della città. Il museo Enzo Ferrari ne è l’esempio più bello, con la sua struttura gialla a forma di cofano d’auto. I monumenti di Modena, però, hanno anche un gusto antico e di rara bellezza, come la torre Ghirlandina, nel cuore del centro storico della città.

 

Monumenti di Modena: Ghirlandina

Insieme al Duomo e a Piazza Grande, la torre Ghirlandina è riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. L’inserimento dei tre monumenti di Modena nelle liste Unesco è stato reso possibile perché rappresentano “un capolavoro del genio creativo dell’uomo”, espressione dell’attività dell’architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo, padri del Romanico Padano. La Ghirlandina, tra i monumenti, è il vero simbolo di Modena. Anche se in origine la sua funzione era quella di torre campanaria, la Ghirlandina a Modena ha sempre scandito i ritmi della vita della città, intrecciando le funzioni religiose con quelle civili. Il nome deriva secondo alcuni dalle ghirlande che la caratterizzano, ossia le due balaustre della parte ottagonale, secondo altri dalla Giralda di Siviglia, la torre con cui un certo numero di ebrei spagnoli stabilitisi in città nel XVI secolo avrebbe ravvisato una certa somiglianza. Alta 89,32 metri, la Ghirlandina domina sulla città, con il suo mix di stili architettonici perfettamente dosati tra loro e arricchiti da sculture e bassorilievi. Suggestiva di notte, quando il bianco della pietra contrasta col buio della notte.

monumenti di Modena, Ghirlandina

monumenti di Modena, Ghirlandina

Monumenti di Modena: Museo Enzo Ferrari

Il nuovissimo museo è una straordinaria opera contemporanea. La sua architettura è il più bell’esempio che Modena può dare ai visitatori della vocazione motoristica del territorio. Del museo fanno parte la casa in cui Enzo Ferrari nacque nel 1898 e il padiglione a forma di grande cofano sul modello di quelli della auto sportive degli anni ’50. La struttura è tutta in alluminio giallo, e rappresenta una prestigiosa opera di architettura contemporanea. L’interno è completamente bianco, privo di colonne, e sulle pareti vengono trasmesse in continuazione le immagini della lunga e magica vita di Enzo Ferrari. Dal museo Enzo Ferrari è possibile, tramite una navetta, raggiungere il Museo Ferrari di Maranello, che rende la visita alla tradizione motoristica di Modena davvero completa.

Città Di Modena Museo Enzo Ferrari

monumenti di Modena, museo Enzo Ferrari

 

Monumenti di Modena: Cimitero di San Cataldo

San Cataldo, oltre a essere il cimitero della città di Modena, è uno degli esempi più belli di cimitero monumentale. È un vero e proprio museo all’aria aperta. Si articola in due parti, una più antica e una più moderna. La prima è stata realizzata tra il 1858 e il 1876 da Cesare Costa, e racchiude importanti opere artistiche. Di fronte all’ingresso principale c’è il monumento ai caduti della Seconda Guerra Mondiale, e al centro del sacrario è posta una scultura di Arnaldo Pomodoro. In questa zona del cimitero è sepolto anche Enzo Ferrari. La parte più recente, chiamata Aldo Rossi dal nome dell’architetto che l’ha progettata negli anni ’70, è un capolavoro di architettura contemporanea, ancora non del tutto completata. Linee essenziali e pulite, che disegnano ombre nette. Su tutto spicca un grande cubo rosso, vuoto all’interno e con piccole finestre di un metro per un metro, che ha la funzione di ossario. Il progetto di Aldo Rossi, quando venne realizzato il concorso per l’ampliamento del cimitero, risultò essere quello che più di ogni altro affrontava in maniera più evidente la relazione tra città dei vivi e città dei morti. Tra le due aree del cimitero, quella più antica e quella più recente, sorge il cimitero israelitico, che testimonia la presenza a Modena di una grande comunità ebraica.

 

Monumenti di Modena: Teatro comunale Luciano Pavarotti

Modena oltre a essere terra di motori, è anche una delle capitali mondiali dell’opera lirica, che ha dato i natali, tra gli altri a Luciano Pavarotti. Proprio al grande tenore è stato dedicato il teatro comunale. Il monumento venne costruito nel 1838 dall’architetto ducale Francesco Vandelli, che già aveva progettato il Foro Boario e la chiesa di S. Giovanni del Cantone. L’edificazione venne ultimata quasi 4 anni dopo e da allora l’aspetto del teatro è rimasto più o meno invariato. Esternamente la facciata è neoclassica, mentre all’interno la pianta è a ferro di cavallo con un prezioso soffitto decorato.

monumenti di Modena, teatro comunale Luciano Pavarotti

monumenti di Modena, teatro comunale Luciano Pavarotti

 

Per maggiori informazioni sui monumenti di Modena: www.visitmodena.it

 

 

Luoghi storici di Piacenza

Luoghi storici di Piacenza

Piacenza ha una innata eleganza che si esprime nei suoi luoghi storici, ricchi di fascino e raffinatezza. La storia millenaria di Piacenza è ben visibile passeggiando in città, le cui vie del centro sono disposte a scacchiera. Fulcro storico e cuore pulsante della vita piacentina è Piazza Cavalli, su cui si affacciano due dei principali palazzi della città: il Gotico e il Palazzo del Governatore. Detta anche Primogenita d’Italia per essere stata la prima città a votare con plebiscito l’annessione al Regno di Sardegna, Piacenza si è affermata più volte nella storia. Dapprima perché in epoca romana fu la prima colonia dell’impero in Italia settentrionale, e poi nel Medioevo perché terra di banchieri. Tra architettura religiosa e civile, Piacenza è una città d’arte con un significativo patrimonio artistico, e i suoi luoghi storici ne sono la più compiuta dimostrazione.

luoghi storici di Piacenza, piazza Cavalli

luoghi storici di Piacenza, piazza Cavalli

 

Luoghi storici di Piacenza: Palazzo Gotico

Palazzo Gotico di Piacenza, chiamato dai piacentini semplicemente il Gotico, è uno dei principali luoghi storici della città. Fin dalla sua edificazione, nel 1281, è il simbolo del potere laico cittadino. Oggi è sede del Palazzo Comunale. Imponente e misterioso, con la parte bassa della facciata in marmo rosa di Verona e quella superiore in cotto rosso, sorge nella centralissima piazza Cavalli, dove ci sono le statue equestri di Alessandro e Ranuccio Farnese. La sua struttura è quella tipica dei palazzi comunali dell’Italia settentrionale e si pensa che la facciata visibile dovesse essere soltanto un lato dell’intera costruzione. A piano terra il porticato ospitava le adunanze popolari, e al primo piano un unico salone che oggi ospita numerose manifestazioni. Nei secoli il salone venne adibito a teatro, a magazzino, a luogo per festeggiamenti. Di grande suggestione l’illuminazione serale, che si può ammirare da uno dei tanti bar della piazza all’ora dell’aperitivo.

luoghi storici di Piacenza, palazzo Gotico

luoghi storici di Piacenza, palazzo Gotico

 

Luoghi storici di Piacenza: Palazzo del Governatore

Di fronte al Gotico si trova il Palazzo del Governatore, di stile neoclassico, realizzato alla fine del diciottesimo secolo dall’architetto Lotario Tomba. Di fattura molto elegante, il palazzo fu la sede degli uffici e l’abitazione dei governatori che si succedettero fino all’annessione del ducato di Piacenza e Parma al Regno di Sardegna. La struttura del palazzo è quella tipica cinquecentesca a tre torri, due laterali e una più imponente centrale, tutte della stessa altezza. In mezzo, statue che raffigurano divinità pagane. È interessante notare, sulla facciata, il calendario perpetuo con la meridiana, opera del fisico piacentino Gian Francesco Barattieri del 1793. Oggi Palazzo del Governatore, uno dei luoghi storici di Piacenza, è la sede della Camera di Commercio.

Fegato Etrusco Palazzo Farnese

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Luoghi storici di Piacenza: Palazzo Farnese

Palazzo Farnese sorge appena fuori il centro storico, nella zona nord di Piacenza. Venne costruito a metà del 1500 per volere della duchessa Margherita d’Austria, moglie di Ottavio Farnese. Il loro desiderio era quello di dare alla città un simbolo del loro potere appena riconquistato. Proprio per questo il progetto venne affidato all’architetto Jacopo Barozzi, detto il Vignola, che già si distinse per aver costruito altri luoghi storici, tra cui il Palazzo Farnese di Caprarola e quello di Roma. Imponente, massiccio ed elegante, il palazzo piacentino non ha una vera e propria facciata ma è un unico blocco con molteplici finestre, che lasciano immaginare l’ampiezza degli spazi interni. Palazzo Farnese oggi è sede dei Musei Civici e dell’Archivio di Stato. Qui è conservato uno dei più antichi reperti storici in bronzo: il fegato etrusco, conosciuto come Fegato di Piacenza. Si tratta di un modello datato fine II secolo a.C, che riproduce un fegato di pecora con iscrizioni etrusche, testimonianza di pratiche religiose dell’epoca.

Palazzo Farnese Piacenza

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Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Piacenza: www.piacerepiacenza.it

 

Chiese di Cremona

Chiese di Cremona

 

Un tour delle chiese di Cremona permette al turista e al visitatore di immergersi non solo in una dimensione spirituale, ma di compiere anche un viaggio nell’arte attraverso secoli di storia. Sicuramente un motivo di interesse sia per i credenti sia per chi invece apprezza e ricerca l’aspetto artistico e architettonico.

 

 

Chiese di Cremona: Duomo

 

Costruito nel 1107 e riedificato nel 1129 a causa di un terremoto che lo devastò, il Duomo, tra le chiese di Cremona, è la più importante. La cattedrale, dalle forme romanico-gotiche, è dedicata a Santa Maria Assunta e venne consacrata nel 1190. La chiesa che oggi ammiriamo è il risultato dei diversi interventi che dal duecento si susseguono fino al 1500. Complessivamente la struttura si erge maestosa e imponente sulla piazza del Comune. La facciata bellissima, rivestita di marmo bianco di Carrara, ha al centro un grande rosone, due ordini di loggette, un protiro sormontato da una loggia. La pianta basilicale, a croce latina, ha tre navate absidate. Le decorazioni pittoriche della navata centrale, che raccontano gli episodi principali della vita della Vergine e di Cristo, vennero realizzate nella prima metà del ‘500 da importanti pittori dell’epoca: Boccaccino, Bembo, Melone, Romanino, Pordenone e Gatti. E’ considerata la cappella Sistina del nord Italia.
La Bertazzola, aereo portico quattrocentesco, unisce la chiesa al Torrazzo, la torre campanaria più alta d’Europa, simbolo di Cremona. Ad essi si affianca il Battistero romanico.

chiese di Cremona, Duomo

chiese di Cremona, Duomo

 

Chiese di Cremona: San Lorenzo

Tra le chiese di Cremona, San Lorenzo, insieme a Sant’Agata e San Michele, è la più antica della città. La chiesta di San Lorenzo è un bellissimo esempio di architettura paleocristiana. La sua costruzione risale al sesto secolo, venne costruita vicino a un cimitero pagano appena fuori il perimetro delle mura del Castrum Romano. Visitare la chiesa di San Lorenzo significa anche visitare il Museo Archeologico, che qui ha sede.

 

 

Chiese di Cremona: San Michele

La chiesa di San Michele, santo guerriero, si pensa abbia origine longobarda. Ad aver voluto la sua edificazione, infatti, pare sia stata la Regina Teodolinda che, dopo la morte del marito Agilulfo, cominciò a costruire molte chiese di Cremona. I capitelli delle colonne longobarde, quando la chiesa venne restaurata alla fine del dodicesimo secolo, furono riutilizzati all’interno della cripta della chiesa. Ancora oggi l’interno della chiesa conserva l’impianto romanico. Altari, dipinti e decorazioni di epoche successive non alterano la solennità e l’austerità tipiche del periodo romanico. Tra i dipinti della chiesa di San Michele meritano una visita più approfondita quelli di Giulio e Bernardino Campi. Il primo dipinse nel 1571 la Crocifissione che oggi è nel terzo altare di destra, mentre Bernardino dipinse nel 1568 la Natività che oggi nel secondo altare destro.

 

 

Chiese di Cremona: Sant’Agata

Sant’Agata originariamente risale al 1077, e tra le chiese di Cremona è l’unica costruita in maniera simile al Pantheon di Roma. Oggi di quella chiesa non rimane nulla se non la torre campanaria, di forma quadrata, che è la più antica di Cremona. Al visitatore la chiesa di Sant’Agata si presenta nella sua eleganza neoclassica. La chiesa originaria venne riedificata in stile romanico nel dodicesimo secolo, e poi successivamente in nel 1496. La facciata odierna, che presenta un pronao e colonne di marmo bianco, risale al 1835. Al suo interno, tra le opere di maggiore pregio che si possono ammirare c’è la Tavola di Sant’Agata, opera lignea dipinta su entrambi i lati, capolavoro di un anonimo maestro della pittura lombarda duecentesca. Il recente restauro ha riportato alla luce la bellezza della Tavola, che da un lato reca le raffigurazioni delle storie di sant’Agata divise in quattro registri sovrapposti e dall’altro la Madonna col Bambino sovrastata dalla Pentecoste.

 

 

Chiese di Cremona: Sant’Abbondio

La chiesa del X sec.,più volte rimaneggiata, offre al visitatore la sorpresa di imbattersi nel barocco Santuario Laureano, costruito nel ‘600 ad imitazione della santa casa di Loreto. Interamente decorata e affrescata, con pregevoli tele dei Campi, un altare policromo dello Zaist, ha attiguo un bellissimo chiostro bramantesco con decorazioni in cotto.

 

 

Chiese di Cremona: San Sigismondo

Iniziata nel 1463 per volontà di Bianca Maria Visconti, rappresenta una importantissima testimonianza del rinascimento cremonese. L’interno è completamente affrescato in maniera armoniosa e unitaria dai Campi, da Boccaccino e Gatti, presenta sulle lesene un’estrosa decorazione con putti, strumenti musicali e ghirlande. Pregevolissimo organo e coro ligneo intarsiato.

 

 

Chiese di Cremona: San Lorenzo

Tra le chiese di Cremona, San Lorenzo, insieme a Sant’Agata e San Michele, è la più antica della città. La chiesta di San Lorenzo è un bellissimo esempio di architettura paleocristiana. La sua costruzione risale al sesto secolo, venne costruita su un cimitero paleocristiano e a una necropoli romana appena fuori il perimetro delle mura del Castrum

 

Per maggiori informazioni sulle chiese di Cremona: www.turismocremona.it

Luoghi storici di Brescia

Luoghi storici di Brescia

Da Piazza della Loggia al Castello, passando per la Brixia romana, i luoghi storici di Brescia regalano alla città un fascino antico che si fonde con l’operosità della sua gente. Visitare Brescia e i suoi luoghi storici è un’esperienza a tutto tondo.

 

Luoghi storici di Brescia: Piazza della Loggia

Cuore nevralgico della città è Piazza della Loggia, di stampo rinascimentale. La Loggia oggi è il palazzo comunale, e l’edificio venne costruito con il contributo del Palladio e di Sansovino tra il 1492 e il 1574. A volere la piazza fu il podestà Marco Foscari, affinchè Brescia potesse riflettere il decoro e la magnificenza della vicina Serenissima. A fare da cornice alla piazza ci sono edifici in stile veneziano che donano un grande impatto visivo. Piazza della Loggia, seppure tra i luoghi storici di Brescia non sia il più antico, è un gioiello di rinascimento lombardo-veneto. Di fronte al palazzo comunale c’è la torre dell’Orologio, così chiamata per il suo storico orologio risalente al 1546. A scandire le ore del giorno, i cosiddetti “macc de le ure” in dialetto bresciano, due statue in bronzo che battono il martello sulla campana sopra l’orologio.

 

Luoghi storici di Brescia: Capitolium

In mezzo ai palazzi del centro storico, via Musei regala uno spettacolo di grande suggestione: i resti della Brixia romana con il Capitolium, eretto dall’imperatore Vespasiano tra il 73 e il 74 d.C. e dedicato alla triade capitolina, Giove, Minerve, Giunone. Il Foro, con il senato repubblicano, il tempio capitolino, la basilica e il teatro erano l’antico centro della vita  politica, religiosa  e commerciale  di Brescia. Con i suoi 139 metri di lunghezza e 40 di larghezza, oltre a essere uno dei luoghi storici di Brescia più suggestivi, il complesso del Capitolium, con i resti e le rovine dei vari edifici, rappresenta l’area archeologica di epoca romana più importante dell’Italia settentrionale.

Brescia

Luoghi storici di Brescia, Capitolium

 

Luoghi storici di Brescia: San Salvatore – Santa Giulia

Insieme al Capitolium, il complesso monumentale di San Salvatore – Santa Giulia è uno dei luoghi storici di Brescia riconosciuti come patrimonio mondiale Unesco. San Salvatore – Santa Giulia è stato inserito della lista dei Patrimoni nell’ambito del progetto “Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)”. Il complesso era un antico monastero benedettino di ordine femminile, edificato nel 753 dall’allora duca di Brescia Desiderio, che divenne re dei Longobardi. In breve tempo divenne uno dei più ricchi centri conventuali del nord Italia. Qui si rifugiò la figlia del re, l’Ermengarda di manzoniana memoria, dopo il ripudio da parte di Carlo Magno. Oggi il complesso è la sede del Museo della Città, dedicato alla storia e all’arte di Brescia. Al suo interno è conservata, in un ambiente di grande effetto la splendida Croce di Desiderio, che venne donata al monastero dal re. Una croce di rara bellezza, in legno rivestito di lamina dorata, con incastonate centoundici pietre preziose.

luoghi storici di Brescia, Croce di Desiderio - complesso S. Salvatore Santa Giulia

Luoghi storici di Brescia, complesso S. Salvatore – Santa Giulia. Croce di Desiderio

 

Luoghi storici di Brescia: Castello

A sovrastare la città di Brescia c’è il colle Cidneo, sulla cui sommità di erge il Castello, un altro dei bellissimi luoghi storici della città. Oggi il Castello, fortezza di epoca medievale, ospita il Museo delle Armi “luigi Marzoli” e il Museo del Risorgimento. Il primo è tra i più importanti d’Europa nel suo genere, con una collezione di circa 600 pezzi che vanno da armi e armature del 400 e 500 fino a armi da fuoco del 600 e 700, testimonianza della tradizione armiera locale. Il Museo del Risorgimento invece, è un tributo alle Dieci Giornate, che valsero a Brescia il titolo di Leonessa d’Italia. Salire in Castello a piedi è una passeggiata rigenerante, nel verde del parco cittadino, che permette di godere di una vista impagabile su tutta la città.

Brescia

Luoghi storici di Brescia, Castello

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Brescia: www.bresciatourism.it

La Principessa Sissi

18 marzo

 

 

Teatro alle Vigne

 

 

Un musical liberamente ispirato al film ‘La Principessa Sissi’ di Ernst Marischka, con adattamento e regia di Corrado Abbati, arriva a Lodi: l’amata fiaba della bella principessa farà ancora sognare, entusiasmare, divertire… La vicenda di Elisabetta, detta Sissi, che a soli sedici anni va in sposa all’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, ha tutti i caratteri della favola a lieto fine, pur essendo un fatto storico documentato. Del resto, l’ambientazione, lo sfarzo, gli amori e gli intrighi della vicenda, diventano sede ideale per un moderno musical dove grandi quadri d’insieme, balli di corte e atmosfere da “capodanno a Vienna” si svolgono davanti a noi come una pellicola ricca di musica, di danza, di buonumore, che va ben oltre il sapore edulcorato della fiaba. Sissi è ancora oggi uno spettacolo in cui storia, mito e sentimento si fondono in un unico e grande affresco adatto a un pubblico di ogni età, perché tutti, ancora oggi, vogliamo sognare, divertirci e commuoverci.

 

 

Per informazioni: teatroallevigne.biglietteria@comune.lodi.it

Sguardi puri 2017

Dal 1° al 29 marzo

 

 

Cinema Teatro Politeama

 

Torna al cineteatro Politeama la rassegna cinematografica oraganizzata dal Settore Cultura del Comune di Pavia e curata dal critico cinematografico Roberto Figazzolo. Vari appuntamenti nel mese, per presentare una selezione dei migliori film in circolazione.

 

 

www.politeamapavia.it

Magnum Life

Dal 4 marzo all’11 giugno

 

 

Museo del Violino

 

 

La più famosa rivista americana Life e la celebre agenzia fotografica Magnum Photos: due straordinarie realtà che per la prima volta vengono accostate assieme in una mostra. L’obiettivo della mostra è il loro rapporto per analizzare come reportage fotografici, riferiti ad avvenimenti storici del ventesimo secolo, vennero pubblicati all’interno della rivista. Un viaggio all’interno di nove reportage pubblicati da Life, in cui storie che ebbero un grande impatto sull’opinione pubblica vengono raccontante con immagini che divennero icone del XX secolo.

 

 

www.magnumlifecremona.it

Guercino a Piacenza

Dal 4 marzo al 4 giugno 2017

 

 

Piacenza celebra il genio del Guercino che alla città ha lasciato i magnifici affreschi della Cattedrale. Per la prima volta si potrà salire fino alla cupola del Duomo per ammirarli da vicino e presso i Musei civici di Palazzo Farnese sarà allestita la mostra “Guercino tra sacro e profano” con 20 capolavori dell’artista. Il 22 e 23 marzo si svolgerà il convegno internazionale di studi sull’attività del Guercino.

 

 

www.guercinopiacenza.com

 

Depero il mago

Dal 18 marzo al 2  luglio

 

 

Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo

 

 

Una grande mostra dedicata a Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960) nella Villa di Mamiano di Traversetolo. Sono più di cento le opere – tra dipinti, tarsie in panno, collage, disegni, abiti, mobili, progetti pubblicitari – che saranno suddivise in cinque ideali capitoli della vita dell’artista: Irredentismo e futurismo, Teatro magico,  La Casa del mago,  New York e Rovereto.

 

 

Poco più che ventenne, l’artista aderisce al Futurismo: a Roma, nel 1916, tiene la sua prima personale e dal quel momento in poi inizia la sua sperimentazione che spazia ben oltre la pittura. Fortunato Depero crea stoffe, giocattoli e mobili per la sua Casa d’Arte di Rovereto, una casa museo da lui stesso fondata nel 1957.

 

 

La mostra ricorda anche i periodi trascorsi a New York che l’artista visitò tra il 1928 e il 1930 e poi dal 1947 al 1948, in compagnia della moglie, Rosetta Amadori. Di Depero si ricorda anche l’attività pubblicitaria, come creatore di campagne per varie aziende tra cui la Campari.

 

 

Nata dalla collaborazione tra il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e la Fondazione Magnani Rocca la mostra vuole ricordare l’artista padre di una nuova concezione dell’arte, che mescola e unisce tutte le sue forme: pittura, scultura, architettura, design, teatro.

 

 

Gli appassionati di arte troveranno nella Villa numerosi altri spunti: la collezione permanente di Luigi Magnani include opere di Gentile da Fabriano, Filippo Lippi, Carpaccio, Dürer, Tiziano, Rubens, Van Dyck, Goya. Dei tempi più recenti si annoverano opere di Monet, Renoir, Cézanne, De Chirico, De Pisis, Morandi, Burri. Un parco di dodici ettari circonda la villa alternando ampie zone di bosco naturale con prati, vegetazione spontanea e una zona di “giardino all’italiana” dalle caratteristiche siepi di bosso.

 

 

Disponibili, su richiesta, viste guidate con personale specializzato: le guide potrano accompagnarvi alla mostra “Depero il Mago” oppure alla Villa con le sue collezioni, al Parco o a una qualsiasi combinazione a vostra scelta.

 

 

 

 

 

www.magnanirocca.it

Le 100 facce della musica italiana

Fino al 19 marzo

 

Palazzo del Governatore, Piazza Garibaldi

 

Dalla “A” di Alessandra Amoroso alla “Z” di Zucchero, la musica italiana si racconta a Parma in 100 ritratti d’autore firmati Giovanni Gastel, uno dei più celebri fotografi italiani al mondo. La mostra è un progetto ideato e realizzato dal team di Rolling Stone, punto di riferimento della pop culture contemporanea, con la produzione esecutiva di Ankamoki, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Parma.

 

parmale100facce.it

Messa di Papa Francesco

25 marzo

 

 

Parco di Monza

 

 

All’insegna del versetto “In questa città io ho un popolo numeroso, dice il Signore” (At. 18.10) ecco arrivare lo straordinario appuntamento con Papa Francesco, nello scenario del Parco di Monza, dove celebrerà la Santa Messa. Il Santo Padre rende omaggio alla città e a tutti i suoi fedeli.

 

 

La giornata del Santo Padre comincerà a Milano: alle 10, presso il Duomo, incontrerà i ministri ordinati, i consacrati e le consacrate. Alle 11 si terrà l’Angelus, con il saluto ai presenti e la loro benedizione.

 

Alle 11.30, Papa Francesco arriverà al carcere di San Vittore dove incontrerà i detenuti e pranzerà con loro.

 

Nel pomeriggio l’atteso appuntamento a Monza: alle ore 15 la celebrazione della santa Messa al Parco di Monza. Ricordiamo che per l’evento sono state necessarie diverse limitazioni e chiusure del traffico, di cui al sito qui sotto trovate tutti i dettagli.

 

Alle 17.30 ritorno a Milano, per incontrare i cresimandi presso lo Stadio Meazza a San Siro.

 

 

 

www.reggiadimonza.it

Vittorio Sgarbi – Caravaggio

3 marzo

 

 

Teatro Manzoni

 

 

Una conferenza spettacolo tenuta dal noto critico d’arte Vittorio Sgarbi. Un viaggio che esplora la vita, le passioni e la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Nel corso dello spettacolo ci saranno analisi figurative delle opere e letture del ruolo dell’artista.

 

 

www.teatromanzonimonza.org

18° Concours d’elegance – Trofeo Salvarola Terme

19 marzo 2017

 

 

Salvarola Terme

 

 

Nel centro storico cittadino la nuova edizione del mitico “Concorso d’eleganza”. Un evento che porta in strada prestigiose auto d’epoca, tra eleganza, design e ingegneria, un corteo emozionante che culmina con la premiazione in Piazza Roma. Per appassionati di motori ma non solo.

 

 

www.trofeosalvarolaterme.it

Children’s Tour

Dal 17 al 19 marzo

 

 

Quartiere Fieristico

 

 

Una fiera dedicata alle vacanze delle famiglie con bambini, ecco cos’è il Children’s Tour. Da Venerdì 17 a Domenica 19, al quartiere fieristico di Modena, mentre mamma e papà scelgono la migliore vacanza per la famiglia i bambini possono divertirsi con laboratori, giochi, sfide e esperimenti di cucina.

Saranno presentate le migliori offerte turistiche – hotel, campeggi e tour operator family friendly – per le famiglie e in più ci saranno i programmi dedicati ai ragazzi che viaggiano da soli: campi sportivi, scuole di lingua, itinerari didattici e nuovi progetti turistico-educativi.

Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Calabria e Sicilia sono le regioni che presentano le proprie proposte di turismo sostenibile e ecocompatibile: bici, vela, trekking e gite a cavallo nel verde di queste splendide regioni.

Per tutti e tre i giorni, dalle 15 alle 20, bambini e ragazzi potranno divertirsi con il ricco calendario di attività: per partecipare ai laboratori è necessario iscriversi con 24 ore di anticipo. Basterà scegliere l’attività preferita con un click sul tasto “Prenota” e si partirà alla scoperta della falegnameria, della pasta fresca, dei nodi, della magia o del Medioevo.

Viaggi studio, parchi tematici, trekking, fattorie didattiche sono solo alcuni degli spunti che questo salone può offrire a quanti cercano di conciliare le esigenze di grandi e bambini.

I bambini sotto ai 14 anni anni entrano gratis, i grandi possono saltare la fila comperando on line il biglietto direttamente dal sito. E poi conservate il biglietto perchè vi darà la possibilità di ottenere uno sconto presso alcuni supermercati e ipermercati convenzionati.

Usciti dal Salone avrete Modena, come meta turistica per la famiglia: a poca distanza da piazza Grande, patrimonio dell’UNESCO, c’è  il Museo della Figurina. Se invece preferite una meta all’aria aperta, niente di meglio del Parco Ducale Estense. I nostri suggerimenti li trovate nell’articolo Città di Modena: cosa vedere in una giornata.

Arrivederci al Salone Children’s Tour, il primo passo verso una vacanza divertente e – davvero –  per tutta la famiglia.

 

www.childrenstour.it

Tutti in torre! Racconti e suoni su e giù per la Ghirlandina

12 Marzo

 

 

Visita teatralizzata alla Ghirlandina dove il pubblico è accompagnato da una guida che spiega in forma di racconto eventi e aneddoti legati al famoso edificio. L’esperienza prevede la presenza di attori e intermezzi musicali e canori. Due gli appuntamenti della giornata, alle 14.30 e alle 16.30

 

www.visitmodena.it

BRESCIA PHOTO FESTIVAL 2017. People

Dal 7 marzo

 

 

Museo di Santa Giulia, MOCA e altre sedi

 

 

Il primo appuntamento di un nuovo e importante Festival di Fotografia, con la prima mondiale di Steve McCurry e il 70° di Magnum. Un format che prevede contenuti ed eventi tematici diversi per ogni anno e attività come mostre, dibattiti, workshop con fotografi di spicco. Ogni anno sarà dedicato ad un tema diverso: per il 2017 è stato scelto “People” ovvero le persone, la comunità umana.

Brescia Photo Festival presenta un programma di grandi mostre che rimangono aperte al pubblico ben oltre la durata del festival. Di seguito ecco un sintetico riassunto delle principali.

Steve McCurry. Leggere

Museo di Santa Giulia

Fino al 3 settembre

La mostra si collega alla fortunata serie di immagini che McCurry ha riunito in un magnifico volume, un best seller del settore a livello mondiale. Circa 70 fotografie che ritraggono persone da tutto il mondo assorbite nell’atto intimo e universale del leggere.
Magnum’s First

Museo di Santa Giulia

Fino al 3 settembre

Per la prima in Italia le 83 stampe vintage in bianco e nero di Henri Cartier-Bresson, Marc Riboud, Inge Morath, Jean Marquis, Werner Bischof, Ernst Haas, Robert Capa e Erich Lessing accompagnate da alcuni scritti degli autori.
Magnum. La première fois – La prima volta

Museo di Santa Giulia

Fino al 3 settembre

I servizi che hanno reso celebri 20 grandissimi fotografi Magnum, con proiezioni e stampe originali. Frutto di un’idea originale di François Hébel, questa mostra è stata presentata una sola volta al Festival di Arles nel 2012 dove ha ottenuto un grande successo.

Immagine di Steve McCurry: Leggere, Yemen

 

 

www.bresciamusei.com

 

 

Monumenti di Reggio Emilia

Monumenti di Reggio Emilia

Reggio Emilia è una città che sa valorizzarsi con monumenti che segnano il desiderio di stare al passo con la contemporaneità. È successo nelle epoche passate e succede anche oggi. Accanto ai monumenti storici, che hanno fatto bella Reggio Emilia nella storia, oggi si possono vedere opere importanti di artisti contemporanei che danno alla città un respiro internazionale.

 

Monumenti di Reggio Emilia: Stazione Mediopadana Alta Velocità

Tra i monumenti di Reggio Emilia il più moderno è la Stazione Mediopadana dell’Alta Velocità, che si pone come il tratto distintivo della Reggio Emilia contemporanea e proietta la città in una dimensione europea. La stazione, progettata da Santiago Calatrava e inaugurata nel 2013, si propone come hub di scambio per un bacino di quasi due milioni di potenziali utenti. Sorge a 4 chilometri a nord del centro storico di Reggio Emilia e la sua maestosa imponenza dal design futuristico, tutto onde, la rende un’attrazione importante per chiunque vi transiti. È interamente realizzata in acciaio dipinto di bianco e vetro, e in tutto è lunga 483 metri.

Reggio Emilia, Stazione Mediopadana

Monumenti di Reggio Emilia, Stazione Mediopadana

 

Monumenti di Reggio Emilia: i ponti di Calatrava

Insieme alla stazione Mediopadana, i Ponti strallati compongono il complesso di monumenti di Reggio Emilia denominato “Le vele di Calatrava”, che si estende su un’area di 2 km lungo il nuovo asse attrezzato viario che collega Reggio alla Bassa emiliana. I ponti in totale sono tre, tutti in acciaio dipinto di bianco, leggeri e sinuosi. Il ponte centrale, lungo 22 metri e alto 50, è ad arco. Mentre i due ponti laterali sono sostenuti da funi, nella tipica forma a vela che contraddistingue le opere dell’archistar spagnolo. Entrambi identici, sono lunghi 179 metri e alti 70. Questi ponti sono le nuove porte della città, al di fuori di quelle che sorgono nel centro storico. Spettacolare è osservare questi monumenti di Reggio Emilia mentre si è in movimento e di notte, grazie a un’illuminazione che li fa risplendere per chilometri e chilometri in mezzo alla Pianura Padana. Tra tutte le città europee Reggio Emilia è l’unica a ospitare tre ponti di Calatrava.

Monumenti di Reggio Emilia, i ponti di Calatrava

Monumenti di Reggio Emilia, i ponti di Calatrava

 

Monumenti di Reggio Emilia: Evoluzione dell’ingegno di Franco Reggiani

Tra i monumenti di Reggio Emilia che sorgono vicino alle Vele di Calatrava, merita una menzione la scultura di Franco Reggiani realizzata per celebrare il cinquantenario della Scuderia Ferrari. Reggiani, che è uno degli scultori più geniali del Novecento italiano, ideò il monumento nel 1979, e lo realizzò unendo le parti fondamentali di sette differenti autovetture della Scuderia Ferrari: si va dal musetto dell’Alfa P12, prima auto della Scuderia, fino al cofano e all’alettone della T5 di Villeneuve. Oggi il monumento, essendo posso all’interno della rotonda che accoglie quanti escono dall’autostrada, è un bel biglietto da visita per quanti arrivano a Reggio Emilia in auto.

 

Monumenti di Reggio Emilia: La scultura di Mario Gerra

Extra cognitionem nulla salus, cioè senza conoscenza non c’è salvezza. È questa l’incisione riportata sulla scultura di Mario Gerra, uno dei monumenti di arte contemporanea di Reggio Emilia che sorgono in città. Un’opera d’arte astratta, alta 10 metri e di 90 quintali di peso. La scultura dal 2008 è posizionata nella nuova rotatoria di piazza Duca d’Aosta, ed è composta da otto forme geometriche saldate fra loro e verniciate di arancione, bianco e nero. Il suo significato è duplice: vuol essere un’evocazione della civiltà industriale e allo stesso tempo è la testimonianza della nuova vocazione contemporanea dei monumenti di Reggio Emilia.

 

Monumenti di Reggio Emilia: Invito a…

Tra gli altri monumenti di Reggio Emilia degni di nota ci sono le installazioni denominate Invito a… che sorgono in vari punti della città. Un progetto, curato dall’artista Claudio Parmiggiani, nato per riflettere sulle trasformazioni che sta vivendo Reggio Emilia. Per questo motivo alcuni dei protagonisti dell’arte contemporanea sono stati invitati a progettare un’opera permanente in un luogo da loro scelto, che a quel luogo sia dedicata. Sono nati così i monumenti installazione di Luciano Fabro, Sol LeWitt, Eliseo Mattiacci, Robert Morris, che hanno creato opere in costante dialogo con il pubblico e il luogo in cui sono inserite.

 

 

Per maggiori informazioni sui monumenti di Reggio Emilia:turismo.comune.re.it

Città d’arte da vedere, da toccare, da sentire.

Percorsi didattici multimediali e tour interattivi per scoprire le città d’arte della Pianura Padana. Quando conoscere diventa un’esperienza.

 

Antiche collezioni d’arte che diventano contenuti multimediali, spazi espositivi che si trasformano in sorprendenti luoghi del passato, circuiti automobilistici dove sentire la cultura della velocità. Conoscere le Città d’arte della Pianura Padana oggi è un viaggio nel tempo e nella storia, ma è soprattutto un viaggio tra le emozioni. Non solo tour didattici e visite guidate, non solo esposizioni e opere da ammirare. Quello che attende visitatori di tutte le età sono occasioni per vivere il patrimonio locale attraverso tecnologie all’avanguardia, format interattivi che reinventano il concetto di museo, laboratori per creare e sperimentare, momenti per imparare e divertirsi, facendoci sentire parte di un’esperienza. Siete pronti a partire?

 

Una proposta di “turismo esperienziale” la offre Brescia, che invita a vivere arte e cultura in forma interattiva tra gli spazi dei Musei Civici. Il progetto “Musei per tutti” propone a studenti, insegnanti e famiglie programmi attraverso percorsi tematici, workshop, corsi e approfondimenti. Tra i più interessanti ci sono: Colpi Di Scena (visite teatralizzate con performance dal vivo), i Weekendinarte (appuntamenti per conoscere i linguaggi espressivi di artisti contemporanei attraverso pratiche sperimentali), il Compleanno Al Museo (festa con attività di laboratorio per bambini), Un Compleanno a Regola d’arte (riservato agli adulti, con visite-esplorazione con caccia al tesoro e workshop di sperimentazione artistica), e Art Building (team-building con percorsi personalizzabili dedicati alle imprese, dove l’attività artistica diventa facilitatore e mediatore per una crescita personale e di gruppo). www.bresciamusei.com

 

Sempre a Brescia la cultura del cibo viene valorizzata e proposta con un gusto più interattivo. East Lombardy è un progetto interazionale che offre esperienze e attività laboratoriali legate alla cucina e all’alimentazione, oggi e nel mondo antico. Gli appuntamenti puntano sulle tipicità enogastronomiche locali e sulla cooperazione internazionale lungo percorsi in città e nel territorio. Si va dalle visite in cantine con degustazione in Franciacorta alle guide sui trattori tra i vigneti, dalle attività per scoprire il frantoio di olive sulle soleggiate rive del Lago di Garda ai laboratori per imparare la cucina tipica bresciana fino ai tour and taste, percorsi su due ruote in bici tra i vigneti. www.eastlombardy.it

 

 

Lodi offre esperienze interattive dedicate agli strumenti che hanno fatto la storia e la cultura. Tra i “Laboratori del Museo della stampa” è possibile toccare con mano il valore delle opere dell’ingegno, del lavoro e dell’innovazione. Studenti e docenti sono coinvolti in percorsi che illustrano gli sviluppi dell’arte tipografica nel corso della storia, entrando in spazi che riproducono fedelmente una tipografia del XX secolo. La visita prevede la possibilità di abbinare attività pratiche, mostrando dal vivo simulazioni, curiosità ed esperimenti.

Sempre nuovi e stimolanti i contenuti delle proposte, studiate per legare il passato e il presente e per accendere l’interesse delle nuove generazioni; si va dai laboratori per imparare le tecniche degli antichi mastri cartai quelli dedicati alla tipografia, dai laboratori di legatoria alle attività di composizione e stampa. E’ una collaborazione continuativa quella tra il museo e le scuole dove “fare e imparare” sono una risorsa unica e preziosa. (www.museostampa.org).

 

 

Dai templi del sapere a quelli della velocità. Monza regala esperienze adrenaliniche sul leggendario tracciato dell’Autodromo Nazionale. In uno scenario che è un’icona del mondo delle quattro ruote, nel verde del Parco di Monza, è possibile vivere in prima persona l’ebrezza delle corse e sentire il vero spirito dei campioni automobilistici. Si può scegliere di seguire corsi di guida sportiva, pilotare prestigiose vetture GT o migliorare le proprie prestazioni al volante in condizioni critiche con i corsi di guida sicura. Un circuito di emozioni, che prevede attività ludiche e momenti di training insieme a istruttori qualificati (www.monzanet.it)

 

 

La storia e l’arte romana a Reggio Emilia diventano un’esperienza futuristica e assolutamente inedita. Attraverso il progetto internazionale Regium@Lepidi concepito dalla Duke University-Dig@Lab è possibile rivivere la cultura, le architetture e le atmosfere più antiche della città attraverso percorsi interattivi che prevedono un significativo supporto high-tech. Schermi 3D, ricostruzioni scenografiche in scala, rendering e installazioni digitali offrono al visitatore la possibilità di vivere in prima persona esperienze di grande impatto visivo. Si va dalla ricostruzione virtuale della città in epoca romana (tra piani urbanistici e planimetrie) alla panoramica sul territorio e sul paesaggio, con un excursus temporale che dal passato ci porta ai giorni nostri. E poi ancora report sui principali edifici e sorprendenti simulazioni virtuali che ci fanno passeggiare tra i luoghi pubblici dell’antico centro storico romano. E’ un progetto che mira a studiare, interpretare e ricostruire virtualmente la città romana di Reggio, creando un nuovo format museale nel contesto del museo archeologico. Un’esposizione che diventa una narrazione digitale, multi-canale e multi-sensoriale. www.musei.re.it

Chiese di Lodi

Chiese di Lodi

Le Chiese di Lodi sono tutte raggiungibili a piedi o in bicicletta vista la struttura raccolta della città. Dalla Cattedrale, al tempio Civico della Beata Incoronata, passando per San Filippo Neri e Santa Maria Maddalena visitare le chiese di Lodi è un tuffo nell’arte e nei secoli.

 

Chiese di Lodi: Cattedrale

La basilica cattedrale della Vergine Assunta, è una delle chiese romaniche più grandi della Lombardia, oltre che la più antica di Lodi. La sua edificazione si fa risalire simbolicamente al giorno in cui è stata fondata la città, il 3 agosto 1158, e terminò definitivamente un secolo dopo, anche se la consacrazione della chiesa avvenne nel 1163 alla presenza di Federico Barbarossa. La Cattedrale sorge nella centralissima e signorile piazza della Vittoria. La facciata è asimmetrica e riporta un grande rosone marmoreo. Venne iniziata nel XII secolo e ospita i segni delle varie epoche in cui è stata ultimata: dal romanico, al gotico, fino al 1500. Tutto l’esterno è in mattoni rossi. Il massiccio campanile venne costruito tra il 1539 e il 1555. L’interno è a tre navate e ricorda la basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Tra le chiese di Lodi, la cattedrale merita una visita anche per la sua cripta, che è la parte più antica di tutto l’edificio. Vi sono conservate le reliquie di san Bassiano, patrono di Lodi, e si può ammirare un’Ultima Cena a bassorilievo del XII secolo.

 

Chiese di Lodi: Tempio Civico della Beata Incoronata

Tra le chiese di Lodi, il Tempio Civico della Beata Incoronata è il gioiello del Rinascimento lombardo e il monumento più prestigioso della città. Il nome Tempio Civico deriva dal fatto che la proprietà dell’edificio è del comune. Nel quindicesimo secolo, dove oggi sorge il tempio c’era una casa di tolleranza. Sul muro esterno c’era un affresco della Madonna Incoronata, che un giorno pare lacrimò e invitò i presenti a edificare un luogo di culto mariano. Il tempio venne progettato nel 1488 da Giovanni Battagio, allievo del Bramante, e venne affrescato dai maggiori artisti che hanno operato a Lodi tra il ‘400 e l’inizio dell’ ‘800. Tra loro anche il Bergognone, di cui oggi si possono ammirare quattro tavole sistemate nella cappella di S. Paolo, e numerose opere della dinastia dei Piazza. La sontuosità delle decorazioni lo rendono una vera e propria galleria d’arte che incanta il chiunque entri nel Tempio. La pianta ottagonale è sormontata da una cupola ad otto spicchi, con affreschi che rappresentano il trionfo dei santi lodigiani. Insieme alla visita del Tempio non si può non visitare il Museo del Tesoro dell’Incoronata, realizzato nel 1988 sotto la monumentale sacrestia, dove sono custoditi importanti oggetti sacri e liturgici legati alla storia del Tempio.

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Chiese di Lodi, Tempio Civico della Beata Incoronata

 

Chiese di Lodi: San Filippo Neri

La chiesa di San Filippo Neri a Lodi è un bell’esempio di rococò europeo. La facciata è slanciata e piuttosto essenziale, ma la vera sorpresa si ha entrando in chiesa: tra altari marmorei, inserti in ferro battuto e cicli pittorici si ammira un vero e proprio gioiello del Settecento lombardo. Gli affreschi, dipinti per lo più da Carlo Innocenzo Carloni, ricordano la ricercatezza del Tiepolo. Molto belli sono l’Assunzione della Vergine con alla base alcune scene di Apostoli, la Gloria di San Filippo Neri e la Crocefissione.

 

Chiese di Lodi: Santa Maria Maddalena

Se le altre chiese di Lodi sono l’espressione piena di romanico o gotico, a Santa Maria Maddalena si può ammirare un barocco di rara bellezza. Sorge un po’ fuori dal cuore del centro storico medievale della città, nei pressi del fiume Adda. Venne costruita tra il 1719 e il 1743, incorporando i resti romanici della preesistente chiesa del 1162. L’interno è a un’unica navata a pianta ellittica con nicchie laterali che fungono da cappelle. La cupola centrale e le volte a vela ricevono luce dalle grandi finestre poste sopra il cornicione. La facciata, curvilinea, venne realizzata nell’Ottocento in stile neobarocchetto. Degno di nota, più per l’aspetto devozionale che artistico, il Santissimo Crocifisso del XIV – XV secolo, che si ritiene essere miracoloso.

Luoghi storici di Monza

Luoghi storici di Monza

Da sempre indipendente dalla vicina Milano, Monza è una città che fin dall’epoca longobarda ebbe un notevole prestigio, soprattutto per la sua posizione geografica. Nel V secolo il re Teodorico, successivamente alla conquista di Milano, vi fece costruire un suo palazzo. Nel VI secolo la regina Teodolinda, moglie dei due re Longobardi Autari e Agilulfo, non solo la elesse a sua residenza estiva, ma vi fece anche costruire una cappella palatina dedicata a S. Giovanni Battista. Qui, nel 603 viene battezzato l’erede al trono Adaloaldo. Una gita alla scoperta dei luoghi storici di Monza, quindi, permette di scoprire tesori di incantevole bellezza che vanno dall’età tardoantica al pieno novecento.

 

Luoghi storici di Monza: Villa Reale

Uno dei luoghi storici più famosi di Monza è la Villa Reale. Sontuosa e monumentale, rappresenta una punta d’orgoglio per la città, essendo uno dei monumenti più belli del Neoclassicismo italiano. Progettata dall’architetto Giuseppe Piermarini, venne costruita tra il 1777 e il 1780. La sua edificazione era fortemente voluta dall’arciduca Ferdinando d’Asburgo, Governatore Generale della Lombardia austriaca e venne finanziata dalla madre, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria. La pianta è a “U”, tipica delle ville lombarde settecentesche. Il corpo principale aveva funzione abitativa e gli altri due bracci laterali destinati ai servizi. Una visita alla Villa Reale non si può dire completa se non si visitano anche il meraviglioso roseto, nato a metà del 1900 per volontà dell’industriale Niso Fumagalli, presidente dell’Associazione Italiana della Rosa, che voleva diffondere l’amore per questo fiore, i Giardini Reali che si estendono su una superficie di 40 ettari e sono il primo esempio di giardino all’inglese in Italia, e il grande Parco di Monza.

 

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luoghi storici di Monza: il Roseto della Villa Reale

 

Luoghi storici di Monza: Casa degli Umiliati

La Casa degli umiliati è la sede di Musei Civici monzesi (www.museicivicimonza.it). Il nome deriva da un ordine medievale, gli Umiliati appunto, che in breve tempo grazie alla sua operosità divenne ricco e potente, rendendosi protagonista della vita economica e sociale del tempo. L’ordine resistette fino al 1571, quando San Carlo Borromeo emise il provvedimento di scioglimento per le diffidenze della Chiesa nei confronti del successo dell’ordine. Quelle che vennero chiamate Case degli Umiliati, sparse in molte città lombarde, erano luoghi di riunione per gli affiliati laici. L’edificio, risalente al Quattrocento, è a due piani e si sviluppa attorno a un chiostro centrale a pianta rettangolare. Negli anni, per poter ospitare le collezioni museali, ha subito importanti riqualificazioni, e oggi il museo è uno dei luoghi storici di Monza che permettono di avere lo spunto per continuare la visita della città anche fuori dagli spazi museali.

 

Luoghi storici di Monza: Arengario

L’antico palazzo comunale, in pieno centro città, si trova non a caso in posizione contigua al Duomo. Anche a Monza, infatti, nel periodo comunale, si voleva sottolineare anche visivamente la contrapposizione del potere religioso e di quello civile. In origine l’Arengario faceva parte di un insieme complesso, che le vicende edilizie ed i restauri hanno ridotto al solo palazzo comunale: accanto, infatti, sorgeva anche il palazzo pretorio che venne poi distrutto. Tra i luoghi storici di Monza, l’Arengario è il simbolo della città. Esempio ben riuscito di broletto lombardo, con piano terra composto da un ampio porticato ad arcate, sorretto da massicci pilastri in pietra, che aveva la funzione di luogo degli incontri e degli scambi. Al primo piano, invece, si svolgevano le assemblee, in un’unica grande sala coperta a capriate. I decreti emanati dal Comune venivano letti alla popolazione dalla “parlera”, un balconcino a loggetta che si apre dalla sala delle adunanze, oggi adibita a sala espositiva. 

 

Arengario

luoghi storici di Monza: Arengario

 

Luoghi storici di Monza: Torre Medievale di via Lambro

Detta anche Torre di Teodolinda, o Port scur in dialetto monzese, a scapito del nome non venne costruita dalla regina longobarda, ma solo nel XIII secolo. Originariamente faceva parte della struttura difensiva della città murata, e poi venne utilizzata come porta per transito delle merci dal fiume Lambro alle piazze centrali. Non a caso via Lambro è ritenuta la strada più antica di Monza, situata nel nucleo primitivo della città medioevale. Oggi la torre è un’abitazione privata e non è quindi possibile visitarla al suo interno, ma già dall’esterno si nota come abbia mantenuto la struttura originaria, che dalla pianta centrale quadrata sviluppa su tre piani scanditi da caratteristiche finestre, che al primo piano sono bifore, al secondo monofore e all’ultimo trifore con colonnine. Sulla facciata si può ben notare l’antico stemma di Monza. La sommità è a merlatura guelfa.

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Monza: www.turismo.monza.it

Matrimonio nelle Dimore Storiche

Matrimoni da favola da celebrare nelle storiche dimore delle città d’arte della Pianura Padana.

 

 

Le storie d’amore nelle città d’arte della Pianura Padana durano secoli. Il legame con le tradizioni si tramanda da sempre con impegno e passione sa rinnovarsi. Perché allora non celebrare qui i sentimenti più importanti e il giorno più bello della nostra vita? Per chi vuole organizzare un matrimonio indimenticabile, queste città aprono il loro cuore, artistico e culturale, diventando una location di valore. Tra palazzi civili e antiche dimore, un tempo luoghi privati di nobiltà o prestigiose sedi di vita pubblica, si possono rivivere tutte le atmosfere del passato. Suggestivi ambienti decorati e perfettamente conservati, sale affrescate, gallerie e collezioni d’arte, giardini interni e parchi secolari, attendono gli sposi e i loro invitati. Qui, le cerimonie di nozze e i banchetti diventano davvero un evento che resta nella storia.

 

 Matrimonio nelle dimore storiche di Cremona

 

Cremona apre agli sposi e ai loro invitati le porte di tre gioielli architettonici: Palazzo Cattaneo, Palazzo Trecchi e Palazzo Comunale. Magnifico esempio di interno neoclassico, Palazzo Cattaneo regala ambienti raffinati, solenni gallerie affrescate, sale di gusto tardo ottocentesco impreziosite da ricchi lampadari, un bel porticato e un delizioso giardino interno. E’ stato il Marchese Cattaneo, figura di aristocratico eclettico e illuminato, amante della musica e delle arti, che ha dato all’originario edificio lustro e prestigio, annoverando tra le sue sale alcune collezioni di pittura e strumenti musicali. Qui, tra ampi saloni o angoli più raccolti, sontuosi arredi e opere d’arte danno valore aggiunto alla celebrazione del matrimonio e ai banchetti. (www.palazzocattaneo.it)

Facciamo ora il nostro ingresso nei suggestivi spazi di Palazzo Trecchi. Ci aspetta uno storico edificio costruito nel 1496 come dimora dei Marchesi Trecchi, un gioiello di stile architettonico che ha attraversato metà del nostro millennio, un simbolo del prestigio e del potere vocato all’ospitalità.

Fra queste mura, lontano dai disordini della grande città, hanno trovato ristoro grandi personaggi come Carlo V, Federico Gonzaga e il Cardinale Medici. Oggi, dopo il rinnovo avvenuto per volere dei marchesi Trecchi dalla metà dell’800, regala decorazioni neogotiche, eleganti colonne e magnifici soffitti. Ambienti che sono la location ideale per celebrare un matrimonio nel cuore artistico della città e della sua storia. Gli invitati e i novelli sposi possono qui condividere piacevoli momenti tra le tante sale storiche, di epoche e stili diversi. Tra tutte sono degne di nota la Sala del Teatro, di natura ottocentesca, con una zona palco a soffitto ribassato e una zona spettatori e la Galleria delle armi, uno spazio innalzato sopra il portico nell’Ottocento, un corridoio che aveva una volta la funzione di un grande foyer. (www.palazzotrecchi.it).

cremona 2016

I matrimoni civili più sontuosi si celebrano invece nelle Sale del Palazzo Comunale, magnifico edificio di origine medievale, rinnovato e decorato nel XIX secolo. Tra gli ambienti più importanti ci sono la Sala Rossa (Sala della Giunta), arricchita da un camino in marmo rosso di Verona scolpito da Gaspare Pedone nel 1500, la Sala dei Quadri (Sala del Consiglio), dove spicca  il calco in gesso della Porta Stanga il cui originale, confiscato da Napoleone, è esposto al Louvre, e poi la Sala Azzurra e la Sala Rosa. Tra tante preziose occasioni c’è solo l’imbarazzo della scelta. E il cuore batte già fin dall’ingresso, dove un monumentale scalone ci porta subito tra le più belle atmosfere della storia.

 

Matrimonio nelle dimore storiche di Monza

 

Monza offre ai novelli sposi il suo edificio più famoso, la splendida Villa Reale con il suo parco secolare. Gli interni neoclassici, firmati dal Piermarini, hanno accolto nel passato residenti illustri, dagli Asburgo ai Savoia e, oggi come ieri, la Reggia mantiene intatto il suo fascino e il suo carattere. Per le nozze, gli spazi messi a disposizione sono le sale di rappresentanza del 1° piano nobile, con vista sui giardini reali e la corte, appartenute a Umberto e Margherita di Savoia. Le eleganti sale, un tempo riservate ai banchetti di Stato e a fastosi ricevimenti, offrono charme e valore anche a un matrimonio. Il banchetto può continuare all’esterno, alle spalle della Villa, dove gli incantevoli giardini all’inglese attendono gli sposi e gli invitati per un album fotografico tra alberi secolari, essenze di fiori e piante preziose. www.reggiadimonza.it

 

Matrimonio nelle dimore storiche di Reggio Emilia

 

La storia d’Italia incontra le storie d’amore di oggi a Reggio Emilia. La città offre infatti a chi si vuole sposare la Sala del Tricolore, all’interno del Palazzo del Comune, sede storica dal 1434. Ad accogliere gli sposi e gli invitati la magnifica facciata, arricchita da un portico a tre arcate a pilastri binati, ricostruita nel 1774 su disegno di Ludovico Bolognini e poi le sale interne, arricchite da affreschi settecenteschi e da dipinti ottocenteschi. La celebrazione e “il fatidico sì” avvengono esattamente nella Sala del Tricolore, uno spazio progettato e realizzato dall’ingegnere bolognese Ludovico Bolognini nel 1774, concepito all’inizio come archivio del Comune. Una sala importante perché racconta eventi che hanno lasciato il segno nella storia italiana, come il 7 gennaio 1797, quando si riunirono qui i rappresentanti delle città libere di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara per proclamare la Repubblica cispadana. Da sempre La Sala del Tricolore rappresenta il simbolo dell’impegno civile della città e anche un orgoglio per chi l’ha scelta per il giorno più importante della propria vita.

Le chiese di Pavia

Città di cultura e terra di santi, Pavia si colloca a giusto titolo tra le destinazioni turistiche di grande interesse in quanto si trova ad essere crocevia dei cammini di fede che rivestono una grande importanza per l’Europa e tra i quali citiamo: la Via Francigena, il Cammino di San Martino di Tours, quello di Sant’Agostino, la rete dei siti di Cluny e la rete delle località casadeiane (dal francese Chaise Dieu, casa di Dio) . Questa sua particolarità ha consentito alla città di essere riconosciuta nel 2012 dalla Commissione europea, come “Crossroads of Europe”. L’eredità della sua storia  e il ricco patrimonio storico architettonico  fanno della città un museo a cielo aperto e una tappa irrinunciabile per chi decide di fare una gita alla scoperta di antiche chiese.

 

 

 

Chiese di Pavia: il Duomo

La più imponente chiesa di Pavia è il Duomo, dedicato a Santo Stefano e Santa Maria Assunta. La sua edificazione risale al 1488, quando i pavesi chiesero al cardinale Ascanio Sforza, fratello di Ludovico il Moro, la riedificazione di un Duomo in forme rinascimentali per sostituire le antiche cattedrali romaniche. Il progetto venne inizialmente affidato al Bramante con la consulenza di Leonardo da Vinci. La costruzione proseguì lungo i secoli, per essere ultimata nel 1885 con la cupola, a pianta ottagonale e alta 92 metri dal pavimento interno, che è la terza in Italia per dimensioni. Oggi il Duomo di Pavia è tra le chiese più imponenti del Nord Italia, con i suoi 3mila metri quadri di superficie interna.

 

Chiese di Pavia: San Michele

La basilica di San Michele è uno degli esempi più belli di romanico lombardo, oltre a essere uno degli edifici meglio conservati del romanico europeo. Sul luogo dove tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo venne edificata la Basilica di San Michele, già in epoca longobarda esisteva un luogo di culto, che andò distrutto nel 1004 da un incendio. San Michele, che ha un impianto a croce latina, a tre navate, venne costruita dopo il 1117, anno di un grande terremoto, in pietra arenaria proveniente dalle cave dell’Oltrepo. Nella Basilica di San Michele nel 1155 fu incoronato Federico Barbarossa. In quello stesso anno la Basilica venne consacrata.

Pavia basilica San Michele

San Michele

 

Chiese di Pavia: Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro

La basilica romanica di San Pietro in Ciel d’Oro venne costruita, sul tracciato di una chiesa più antica, nel dodicesimo secolo. Si chiama così perché i suoi soffitti in origine erano preziosamente decorati in foglia d’oro, ma quello che rende la basilica una delle più note chiese di Pavia è la presenza della tomba di Sant’Agostino. Le spoglie del santo, che oggi si trovano sull’altare maggiore racchiuse in uno scrigno d’argento, vennero qui trasportate per volere di Liutprando, re dei Longobardi, nel VII secolo. Nella basilica si trovano anche le spoglie del filosofo Severino Boezio, la cui sepoltura è ricordata da una lapide posta sulla facciata di mattoni rossi.

 

Chiese di Pavia: la Certosa

Quando si pensa a Pavia e alle sue chiese, impossibile non pensare alla famosissima Certosa. Un complesso monumentale, oggi gestito dai monaci cistercensi, che rappresenta un capolavoro del Rinascimento e uno dei monumenti più prestigiosi dell’arte italiana. La Certosa di Pavia sorge a sette chilometri a nord della città, sulla strada che porta a Milano. La prima pietra delle sua edificazione, voluta da Gian Galeazzo Visconti e dalla sua seconda moglie per grazia ricevuta dalla Vergine Maria, risale al 1396. Il monastero venne concepito come una struttura completamente autosufficiente. Nella Certosa di Pavia si trovano i monumenti funerari di Ludovico il Moro e Beatrice d’Este, oltre che di Gian Galeazzo Visconti. Splendida la facciata, ricca di sculture in marmi bianchi e policromi, e meraviglioso l’interno, ricco di pitture e decorazioni realizzate dai più importanti artisti dell’epoca, tra cui il Perugino, il Guercino e il Bergognone, che dipinsero affreschi e pale d’altare. All’esterno della basilica, i due chiostri, che regalano pace interiore e gioia per gli occhi con i loro ricchi ornamenti in cotto.

Certosa di Pavia

Certosa di Pavia

 

 

Chiese di Pavia: San Teodoro

San Teodoro è uno dei protettori di Pavia, e la chiesa a lui dedicata è a pochi passi dal fiume Ticino, nel quartiere medievale dei pescatori. È molto interessante osservare la facciata, sulla quale si possono notare degli inserti in ceramica creati con piatti di origine mediorientale, testimonianza dei pellegrini che facevano ritorno della Terra Santa. L’interno è maestoso, e come le altre chiese del periodo medievale a tre navate, e uno dei suoi affreschi più belli è “La Veduta di Pavia”, del pittore Bernardino Lanzani, che si ritiene dipinse anche le Storie di Sant’Agnese e San Teodoro posti nella parete settentrionale del transetto sinistro.

 

Per maggiori informazioni sulle chiese di Pavia

http://www.vivipavia.it/site/home.html

http://www.lombardiabeniculturali.it

I luoghi storici a Cremona

Visitare il centro storico di Cremona significa fare un tuffo nel Medioevo, grazie alla magica atmosfera che si respira nelle sue piazze e nelle sue strade. Il cuore pulsante della storia cremonese e della sua vita civile e religiosa è Piazza del Comune, sulla quale si affacciano la Cattedrale, il Torrazzo, il Battistero, la Loggia dei Militi e il Palazzo Comunale, la cui struttura riprende le forme del broletto lombardo.

 

Luoghi storici a Cremona: Piazza del Comune

 

Piazza del Comune, da un punto di vista artistico, è la piazza più bella di Cremona, e quella che più di ogni altra fa capire il ruolo che la città svolse nel Medioevo a livello politico ed economico. Di tutti gli edifici che si affacciano sulla piazza e la cingono sui tre lati, spicca il simbolo della città, il Torrazzo, che con i suoi 112 metri di altezza è la torre merlata in muratura più alta d’Europa, edificata in due tempi tra il 1267 e il 1305. Per raggiungere la cima si devono salire 502 gradini, ma il panorama mozzafiato che si può gustare una volta arrivati, ripaga di tutta la fatica fatta. Perché stando in cima al Torrazzo si può ammirare tutta Cremona e comprendere la sua struttura urbanistica che si sviluppa a raggiera. Sulla facciata della torre campeggia un grande orologio astronomico, edificato alla fine del 1500, che rappresenta la volta celeste con le costellazioni zodiacali.

Luoghi Storici Cremona Palazzo Comunale

Luoghi storici a Cremona: il Duomo

 

Il Duomo di Cremona, cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta è a fianco del Torrazzo e rappresenta un bellissimo esempio di architettura romanico-lombarda. La sua costruzione iniziò nel 1107, dieci anni dopo venne danneggiato da un terremoto, nel 1129 venne riedificato in forme romanico-gotiche, e la sua consacrazione avvenne nel 1190. Spettacolare la facciata, rielaborata nel corso dei secoli, sulla quale spiccano il rosone e un doppio ordine di logge. Se esternamente è d’impatto, il Duomo regala una grande emozione al suo interno, a pianta a croce latina e con tre navate anche nel transetto, grazie al suo aspetto monumentale e le sue decorazioni. Di grande pregio gli affreschi cinquecenteschi della navata centrale, raffiguranti le Storie di Maria e Gesù, testimonianza della vivacità artistiche che attraversò Cremona tra il ‘500 e il ‘600, e il coro ligneo intagliato di fine ‘400.

 

Luoghi storici a Cremona: il Battistero e la Loggia dei Militi

 

Gli altri due monumenti degni di nota sulla piazza sono il Battistero e la Loggia dei Militi. Il primo, di pianta ottagonale per ricordare simbolicamente il battesimo, venne iniziato nel 1167 e terminato nel quindicesimo secolo. Nel Battistero oggi ha sede il Museo delle Pietre Romaniche, La Loggia dei Militi, invece, a fianco del Palazzo del Comune, venne edificata nel 1292. Merita una visita non solo perché è uno degli edifici più antichi della città, ma perché sotto il portico viene conservato l’emblema di Cremona, una composizione scultorea costituita da due Ercoli che reggono in mezzo tra loro lo stemma cittadino. Ed Ercole, narra la leggenda, fu il fondatore di Cremona.

 

Accanto al cuore della vita civile e religiosa della città, ci sono altri luoghi a Cremona che hanno fatto la storia. E sono quelli legati alla tradizione liutaria, che l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità. È bello perdersi nei vicoli alla scoperta di queste botteghe, 150 in tutto il centro storico, che regalano un fascino senza tempo. E per chi volesse approfondire 5 secoli di tradizione liutaria, è d’obbligo una tappa al Museo del Violino, ospitato nel Palazzo dell’Arte, dove trova dimora anche il celebre violino di Antonio Stradivari.

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Cremona potete visitare:

www.circuitocittadarte.it/le-destinazioni/cremona/

www.turismocremona.it

“…e vissero per sempre felici e contenti.”

Matrimoni da favola da celebrare nelle storiche dimore delle città d’arte della Pianura Padana.

 

 

Le storie d’amore nelle città d’arte della Pianura Padana durano secoli. Il legame con le tradizioni si tramanda da sempre con impegno e passione sa rinnovarsi. Perché allora non celebrare qui i sentimenti più importanti e il giorno più bello della nostra vita? Per chi vuole organizzare un matrimonio indimenticabile, queste città aprono il loro cuore, artistico e culturale, diventando una location di valore. Tra palazzi civili e antiche dimore, un tempo luoghi privati di nobiltà o prestigiose sedi di vita pubblica, si possono rivivere tutte le atmosfere del passato. Suggestivi ambienti decorati e perfettamente conservati, sale affrescate, gallerie e collezioni d’arte, giardini interni e parchi secolari, attendono gli sposi e i loro invitati. Qui, le cerimonie di nozze e i banchetti diventano davvero un evento che resta nella storia.

 

 

 

Cremona apre agli sposi e ai loro invitati le porte di tre gioielli architettonici: Palazzo Cattaneo, Palazzo Trecchi e Palazzo Comunale. Magnifico esempio di interno neoclassico, Palazzo Cattaneo regala ambienti raffinati, solenni gallerie affrescate, sale di gusto tardo ottocentesco impreziosite da ricchi lampadari, un bel porticato e un delizioso giardino interno. E’ stato il Marchese Cattaneo, figura di aristocratico eclettico e illuminato, amante della musica e delle arti, che ha dato all’originario edificio lustro e prestigio, annoverando tra le sue sale alcune collezioni di pittura e strumenti musicali. Qui, tra ampi saloni o angoli più raccolti, sontuosi arredi e opere d’arte danno valore aggiunto alla celebrazione del matrimonio e ai banchetti. (www.palazzocattaneo.it)

Facciamo ora il nostro ingresso nei suggestivi spazi di Palazzo Trecchi. Ci aspetta uno storico edificio costruito nel 1496 come dimora dei Marchesi Trecchi, un gioiello di stile architettonico che ha attraversato metà del nostro millennio, un simbolo del prestigio e del potere vocato all’ospitalità.
Fra queste mura, lontano dai disordini della grande città, hanno trovato ristoro grandi personaggi come Carlo V, Federico Gonzaga e il Cardinale Medici. Oggi, dopo il rinnovo avvenuto per volere dei marchesi Trecchi dalla metà dell’800, regala decorazioni neogotiche, eleganti colonne e magnifici soffitti. Ambienti che sono la location ideale per celebrare un matrimonio nel cuore artistico della città e della sua storia. Gli invitati e i novelli sposi possono qui condividere piacevoli momenti tra le tante sale storiche, di epoche e stili diversi. Tra tutte sono degne di nota la Sala del Teatro, di natura ottocentesca, con una zona palco a soffitto ribassato e una zona spettatori e la Galleria delle armi, uno spazio innalzato sopra il portico nell’Ottocento, un corridoio che aveva una volta la funzione di un grande foyer. (www.palazzotrecchi.it).

 

I matrimoni civili più sontuosi si celebrano invece nelle Sale del Palazzo Comunale, magnifico edificio di origine medievale, rinnovato e decorato nel XIX secolo. Tra gli ambienti più importanti ci sono la Sala Rossa (Sala della Giunta), arricchita da un camino in marmo rosso di Verona scolpito da Gaspare Pedone nel 1500, la Sala dei Quadri (Sala del Consiglio), dove spicca  il calco in gesso della Porta Stanga il cui originale, confiscato da Napoleone, è esposto al Louvre, e poi la Sala Azzurra e la Sala Rosa. Tra tante preziose occasioni c’è solo l’imbarazzo della scelta. E il cuore batte già fin dall’ingresso, dove un monumentale scalone ci porta subito tra le più belle atmosfere della storia.

 

 

Monza offre ai novelli sposi il suo edificio più famoso, la splendida Villa Reale con il suo parco secolare. Gli interni neoclassici, firmati dal Piermarini, hanno accolto nel passato residenti illustri, dagli Asburgo ai Savoia e, oggi come ieri, la Reggia mantiene intatto il suo fascino e il suo carattere.

Per le nozze, gli spazi messi a disposizione sono le sale di rappresentanza del 1° piano nobile, con vista sui giardini reali e la corte, appartenute a Umberto e Margherita di Savoia. Le eleganti sale, un tempo riservate ai banchetti di Stato e a fastosi ricevimenti, offrono charme e valore anche a un matrimonio. Il banchetto può continuare all’esterno, alle spalle della Villa, dove gli incantevoli giardini all’inglese attendono gli sposi e gli invitati per un album fotografico tra alberi secolari, essenze di fiori e piante preziose. www.reggiadimonza.it

 

 

La storia d’Italia incontra le storie d’amore di oggi a Reggio Emilia. La città offre infatti a chi si vuole sposare la Sala del Tricolore, all’interno del Palazzo del Comune, sede storica dal 1434. Ad accogliere gli sposi e gli invitati la magnifica facciata, arricchita da un portico a tre arcate a pilastri binati, ricostruita nel 1774 su disegno di Ludovico Bolognini e poi le sale interne, arricchite da affreschi settecenteschi e da dipinti ottocenteschi. La celebrazione e “il fatidico sì” avvengono esattamente nella Sala del Tricolore, uno spazio progettato e realizzato dall’ingegnere bolognese Ludovico Bolognini nel 1774, concepito all’inizio come archivio del Comune. Una sala importante perché racconta eventi che hanno lasciato il segno nella storia italiana, come il 7 gennaio 1797, quando si riunirono qui i rappresentanti delle città libere di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara per proclamare la Repubblica cispadana. Da sempre La Sala del Tricolore rappresenta il simbolo dell’impegno civile della città e anche un orgoglio per chi l’ha scelta per il giorno più importante della propria vita.

Cidneon– Festival Internazionale delle Luci

Dall’11 al 15 febbraio 2017

 

 

Il Festival propone un itinerario tra installazioni luminose, proiezioni e performance live che condurrà il pubblico attraverso la storia del Castello e della città in un percorso animato, dalle origini celtiche a oggi. Sarà il primo festival delle luci in Europa realizzato interamente in un castello e un’iniziativa unica nel suo genere in Italia. Il percorso prevede un totale di quindici installazioni, curate da artisti internazionali.
www.cidneon.com