Monumenti a Pavia

Pavia è una città ricca di monumenti. Sia a livello storico sia artistico e culturale. Essendo la struttura della città di tipo romano, tutto si sviluppa attorno al cardo, oggi Strada Nuova, e al decumano, oggi via Cavour e Via Mazzini.

 

Monumenti a Pavia: Musei Civici

I Musei civici di Pavia, fiore all’occhiello della città, si trovano all’interno del Castello Visconteo. Qui è possibile ripercorrere la storia. Si parte dall’archeologia locale, e si arriva all’Ottocento e al Risorgimento. In mezzo, il periodo longobardo e il Rinascimento. Lungo il percorso si possono ammirare vetri romani, oreficerie altomedievali, sculture romaniche, gotiche e rinascimentali. Il Castello Visconteo di Pavia è sede dei Misei Civici dal secondo Dopoguerra. Vi sono conservati importantissime opere che hanno segnato la storia dell’arte, tra cui dipinti di autori come Antonello da Messina, Giandomenico Tiepolo, Francesco Hayez, Federico Zandomeneghi. È molto bello visitare i Musei Civici di Pavia con i bambini, dato che spesso in occasione delle grandi mostre vengono organizzati laboratori didattici. Ma soprattutto, per avvicinare i bambini al mondo dell’arte e a scoprire le sue bellezze, è possibile affittare parte del Castello per organizzare feste di compleanno per bambini dai 5 agli 11 anni.

 

Pavia Scuderie Castello

Monumenti a Pavia, Scuderie del Castello Visconteo

 

Monumenti a Pavia: Scuderie del Castello Visconteo

All’interno dei Musei Civici è importante segnalare un altro bellissimo monumento di Pavia: le Scuderie del Castello Visconteo, o più semplicemente le Scuderie come sono altrettanto conosciute. Si tratta di uno spazio espositivo situato nel principesco palazzo commissionato da Galeazzo Visconti alla fine del 14° secolo per la città di Pavia. Oggi le Scuderie del Castello Visconteo a Pavia sono sede di interessanti e preziose mostre d’arte. Al di là dell’artista a cui appartengono le opere in mostra, le Scuderie del Castello sono un luogo affascinante che merita una visita e dove è possibile respirare un’atmosfera unica..

 

 

Monumenti a Pavia: Teatro Fraschini

Inaugurato nel 1773, il Teatro Fraschini a Pavia è il primo teatro pubblico cittadino. Oltre a essere uno dei più prestigiosi monumenti di Pavia, è un vero gioiello. In origine si chiamava Teatro dei Quattro Nobili Cavalieri perché venne costruito per iniziativa di quattro nobili pavesi: il conte Francesco Gambarana, i marchesi Pio Bellisomi e Luigi Bellingeri e il conte Giuseppe Giorgi di Vistarino. Solo nel 1868 il Teatro Fraschini assunse la sua denominazione attuale, poiché venne acquistato dal Comune che lo intitolò al famoso tenore Gaetano Fraschini. La particolarità di questo teatro, oltre alla sua bella struttura all’italiana, è data dal fatto che al secondo piano si può ancora ammirare un forno, ben visibile e conservato. Testimonianza che al Teatro Fraschini i nobili non solo assistevano agli spettacoli, ma esercitavano una vera e propria socialità. L’acustica è perfetta. Per questo motivo ogni anno il Teatro Fraschini propone un ricco programma di prosa e lirica, oltre a concerti di musica classica e corale.

 

Monumenti a Pavia, Teatro Fraschini

 

Monumenti a Pavia: I collegi Ghislieri e Borromeo

Sembra strano annoverare tra i monumenti di una città due collegi. Il Ghislieri e il Borromeo, però, per Pavia sono molto di più e tra loro esiste da sempre una goliardica rivalità. Il collegio Ghislieri, si inserisce nel quadro delle grandi opere dell’Età della Controriforma, ed è un edificio imponente e austero, di pianta quadrata, co un ampio cortile su cui tuttora s’affacciano il quadriportico del piano terreno e le due logge vetrate del primo piano. Il Collegio Ghislieri è uno dei collegi universitari più vecchi d’Italia. Il Collegio Borromeo, il più antico d’Italia, venne fondato nel 1561 dal cardinale Carlo Borromeo, e anch’esso è delle grandi opere della Controriforma. Possiede una sontuosa facciata, ricchissima di elementi architettonici, e un imponente portale, cui si accede percorrendo una breve scalinata, e domina una piccola piazza d’impianto medievale.

 

 

Per maggiori informazioni sui monumenti di Pavia: www.paviaturismo.it

 

 

 

Enoteche a Lodi

Come tutte le città della “bassa” a Lodi si mangia e si beve bene. E il lodigiano è una terra di buon vino. Basti pensare alla collina di San Colombano al Lambro, pittoresco borgo in provincia di Lodi, interamente rivestita di vigneti che regalano vini bianchi e rossi di origine controllata, dal sapore elegante. Ideali in abbinamento con i sapori della cucina lombarda. Le enoteche a Lodi sono il luogo ideale per godersi una pausa di relax durante la visita della città.

 

Enoteche a Lodi: Enoteca di Porta Cremona

L’Enoteca di Porta Cremona a Lodi è un accogliente locale dove gustare ottimo vino, accompagnato da una cucina casalinga dai sapori della tradizione. In coppia o in compagnia, è un locale adatto ad ogni situazione e il personale è sempre gentile e preparato nel consigliare i giusti abbinamenti. Inoltre sono sempre molto interessanti le serate a tema organizzate dall’Enoteca di Porta Cremona a Lodi, e le cene di degustazione a prezzi più che onesti. La sua posizione è vicina alla zona del passeggio del centro città, e per questo facilmente raggiungibile in un giornata all’insegna della scoperta di Lodi. I tavolini fuori, poi, nelle belle giornate, permettono di mangiare e degustare gli ottimi vini della cantina all’aperto. A mezzogiorno, la cucina e la scelta di cibo e bevande è più veloce, come si addice a una pausa pranzo, mentre la sera ci si può rilassare senza alcune fretta.

 

Enoteche a Lodi: Enorafo

A due passi dal Duomo di Lodi, Enorafo è un’enoteca giovane e dinamica. Sorge nella galleria di Piazza vittoria, e laddove c’era un laboratorio di oreficeria è stata ricavata questa enoteca con cucina molto graziosa e accogliente, curata nei dettagli. Il locale dà la possibilità di mangiare a pranzo e a cena, con proposte diversificate ma sempre di alto gusto. Anche se gli spazi sono abbastanza ristretti, Enorafo è un locale elegante, che fa sentire a casa il cliente. Quando il tempo lo consente è bello sedersi a uno dei tavolini del ben curato giardino. Ottima scelta anche per l’aperitivo, dove è bene ordinare tapas. La cantina è fornita e il personale è molto cortese e preparato. E nonostante il locale sia in centro città, non è difficile parcheggiare. Piazza Mercato è a meno di cento metri.

 

Enoteche a Lodi: Enoteca De Toma

L’Enoteca De Toma è un esercizio storico a Lodi. È stata fondata, infatti, nel 1908 e negli anni è diventata un punto di riferimento per i lodigiani. Il capostipite della famiglia De Toma decise di partire da Trani per cercare fortuna al nord. Arrivò a Lodi e aprì un primo emporio vinicolo per vendere i vini pugliesi. Man mano la passione ha preso il sopravvento e i negozi si moltiplicarono. Una passione tramandata di generazione in generazione. All’Enoteca De Toma, in corso Vittorio Emanuele, non si mangia, ma si acquista, e occasionalmente vengono organizzate serate di degustazione, anche in abbinamento a prodotti di bellezza. Le confezioni regalo e le vetrine dell’Enoteca De Toma sono una gioia per gli occhi, grazie alla cura e all’attenzione con cui vengono realizzate.

 

Enoteche a Lodi: La Fiaschetteria

La Fiaschetteria a Lodi è un’enoteca che esiste dal 1947. Il locale è a gestione famigliare, di atmosfera vintage. Pranzo, cena e dopocena alla Fiaschetteria sono contraddistinti dalla qualità. Delle materie prime, dei vini, della passione che i titolari ci mettono nel consigliare i giusti abbinamenti di sapori. La loro ampia carta dei vini privilegia le aziende italiane, poiché i titolari sono convinti che in un momento di crisi come quello attuale, sia importante sostenere le aziende di casa nostra. La Fiaschetteria sorge in pieno centro di Lodi, vicino al Teatro alle Vigne.

 

Per maggiori informazioni sulle enoteche a Lodi: www.tripadvisor.it 

Open Night nel Circuito Città d’Arte

Cult City celebra le città d’arte con una notte bianca

 

 

Le città lombarde del Circuito Città d’Arte della Pianura Padana festeggiano l’Open Night di Cult City, l’iniziativa di Regione Lombardia che conclude l’Anno del Turismo. Brescia, Cremona, Lodi, Monza e Pavia partecipano con molte iniziative, diverse tra loro ma accumunate dall’arte e dal desiderio di mettere in risalto i propri tesori.

 

 

Nell’ultima settimana di maggio Pavia comincerà per prima, con una rassegna dal titolo “PassatoFuturo”, incentrata sull’eredità dei Longobardi. Dal 26 al 29 maggio i turisti troveranno visite guidate, installazioni floreali e un’installazione audio, in piazza della Vittoria. Concerti e conferenze completano il panorama delle attività per arrivare alla notte del 30, quando un concerto organizzato al Teatro Fraschini concluderà la rassegna sulle note di Mozart.

 

 

Monza parte il 27 maggio, dalle 18.00 in avanti. In programma ci sono letture ad alta voce, concerti, aperture straordinarie dei musei e dei negozi. Nel centro cittadino si aspetta una parata di musicisti, ballerini e acrobati.  Dalle 20 alle 24 spettacoli di luci e suoni, letture, danza e “visioni” intratterranno il pubblico, nell’avancorte della Reggia Reale.

 

 

In contemporanea anche Cremona avvia i suoi festeggiamenti: il 27 maggio si visitano gratuitamente il Museo Civico e quello Archeologico. Inoltre sono aperte cinque mostre nei luoghi più significativi della città: al Museo del Violino ci sono “Magnum-Life” e “Monteverdi e Caravaggio – Sonar stromenti e figurar la musica”. Al Museo Civico si potrà visitare “Lo sguardo sul mondo. Vedute, capricci, paesaggi”, al Centro Culturale di Santa Maria della Pietà, “Gianfranco Ferré. Moda, un racconto nei disegni” e nella chiesa di Sant’Abbondio “Monteverdi tra Cremona, Mantova e Venezia”. Evento imperdibile sarà l’esibizione violinistica dal balcone di casa Stradivari, che sottolineerà ancora una volta lo stretto legame della città con la musica.

 

 

Lodi offre il suo gioiello, il Tempio Civico dell’Incoronata, per un concerto gratuito del Quartetto d’Archi dell’Accademia Gaffurio: appuntamento il 29 maggio alle ore 21.

 

 

Visite guidate, concerti e spettacoli teatrali: è questa la scelta di Brescia per il 31 maggio. Accompagnati dalle guide si potranno visitare le installazioni cittadine di Mimmo Paladino oppure il Museo di Santa Giulia, dalle 17.30 alle 19.30, ogni mezz’ora. Dalle 20.30 concerti e monologhi gratuiti al Teatro Grande. Per l’occasione il Museo di santa Giulia e il Mo.Ca. di via Moretto prolungano l’ingresso fino alle 22.

 

 

cultcity.in-lombardia

XI Concorso Internazionale per Quartetto d’Archi “Premio Paolo Borciani”

4-11 giugno

 

 

Teatro Municipale Valli

 

 

Importante competizione con la partecipazione di quartetti, composti da giovani talenti provenienti da tutto il mondo. Promettenti stelle della scena musicale portano su un palco d’eccezione le loro migliori performance.

 

 

www.iteatri.re.it

 

L’Europa in centro storico

Dal 2 al 4 giugno

 

 

Centro storico

 

 

 

Mercato esposizione del commercio ambulante. 95 operatori da tutta Europa (Austria, Belgio, Francia, Germania,Polonia, Regno Unito, Spagna, Svizzera, Ungheria, Slovenia) e da tante regioni italiane portano in scena le migliori specialità locali e accompagnano le eccellenze delle nostre regioni italiane. Con tante saporite degustazioni.

 

 

www.comune.modena.it

Il mito di Orfeo tra Rinascimento e Barocco

1 giugno

 

 

Museo Civico Ala Ponzone

 

 

Concerto di musica in una cornice d’eccezione, tra opere senza tempo, con musiche di G. Frescobaldi, C. Monteverdi, G. M. Trabaci.

Evento musicale seguito da “Aperitivo con il Maestro” con degustazione di prodotti tipici di East Lombardy.

 
www.monteverdi450.it

Monumenti di Parma

Una gita a Parma vale la pena di essere fatta non solo per la bontà dei suoi ristoranti, ma anche per poter ammirare appieno i suoi monumenti. Dal Teatro Regio alla Camera di San Paolo, passando per la Galleria Nazionale e il Teatro Farnese, che sono solo alcuni dei tanti monumenti di Parma, una giornata alla scoperta della città che regala scorci di grande suggestione.

 

Monumenti di Parma: Teatro Regio

Il Teatro Regio è nel cuore del centro storico di Parma e ogni anno ospita artisti di fama internazionale, che arrivano a Parma per esibirsi nel corso della Stagione Lirica e del Festival Verdi. Per questo motivo il Regio è considerato uno tra i più importanti teatri di tradizione in Italia. Questo bel monumento di Parma venne edificato nel 1821-29 su commissione di Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, moglie di Napoleone. In origine si chiamava Nuovo Teatro Ducale. La facciata del Teatro Regio, è in stile neoclassico con un porticato a doppio ordine di finestre. Le decorazioni rappresentano la Fama e la Lira. L’interno ha una platea a pianta ellittica, con quattro ordini di palchi e dal loggione. All’interno dell’edificio sono visibili dei reperti di epoca romana, che sono venuti alla luce dopo i recenti lavori di restauro. Una visita al Teatro Regio di Parma è di sicuro interesse non solo per gli amanti del bel canto, ma per tutta la famiglia. È molto suggestivo, infatti, passeggiare tra le strutture interne del teatro, attraverso attrezzature, scenografie, sale, soffitti e il bellissimo sipario. Per non parlare del fascino che regala il maestoso lampadario, realizzato a Parigi, e dal peso di una tonnellata.

Teatro Regio Parma

Monumenti di Parma, Teatro Regio

 

Monumenti di Parma: Teatro Farnese

Tra i monumenti di Parma il Teatro Farnese è un piccolo gioiello completamente in legno. Passeggiarvi regala un grande fascino e una sensazione senza tempo. Venne fatto costruire da Ranuccio Farnese nel 1618, all’interno del complesso della Pilotta, al primo piano, e costituisce una delle più belle architetture teatrali del Seicento, ispirata ai modelli dei teatri greci e romani. Il Farnese era il teatro di corte dei duchi di Parma e Piacenza. Dopo la distruzione avvenuta nella seconda Guerra Mondiale, è stato completamente ristrutturato e ancora oggi è possibile ammirare alcune parti originali dipinte sopra al palco, così come le due statue a cavallo di Alessandro e Ottavio Farnese.

Monumenti di Parma, Teatro Farnese

 

Monumenti di Parma: Galleria Nazionale

Anche la Galleria Nazionale di Parma, come il Teatro Farnese, si trova all’interno del complesso della Pilotta, al secondo piano. Ospita un’imponente collezione d’arte iniziata nel Rinascimento per volere della famiglie Farnese. La Galleria Nazionale venne istituita dai Duchi di Parma, Don Filippo e Don Ferdinando di Borbone, e arricchita dagli acquisti operati da Maria Luigia d’Austria. Tra le tantissime opere, soprattutto quadri, che si possono ammirare esposte alla Galleria Nazionale, di sono capolavori di Beato Angelico, Canaletto, Guercino Leonardo da Vinci, Parmigianino, Tintoretto, Correggio, Sebastiano del Piombo. Una visita alla Galleria Nazionale è tappa obbligata, a Parma, per quanti desiderino fare un viaggio attraverso i ricchi capolavori dell’arte pittorica.

Monumenti di Parma, Camera di San Paolo

 

Monumenti di Parma: Camera di San Paolo

La Camera di San Paolo è uno dei massimi capolavori del Rinascimento italiano. Detta anche Cella della Badessa, si trova nell’ex monastero benedettino femminile di San Paolo, che vide il momento di maggior splendore tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo, sotto la reggenza delle badesse Cecilia e Orsina Bergonzi e Giovanna da Piacenza. La Camera di San Paolo, in origine, era parte di un complesso di sei ambienti, che costituivano l’appartamento personale della badessa Giovanna da Piacenza. Al suo interno si può ammirare un bellissimo affresco del Correggio del 1519, che ricopre tutta la volta a sedici spicchi del soffitto, raffigurando il tema della dea Diana come un illusionistico pergolato estivo.

 

Per maggiori informazioni sui monumenti di Parma: http://turismo.comune.parma.it

 

La Mille Miglia nelle città del Circuito

Brescia, Parma e le altre città d’arte del Circuito partecipano alla grande festa delle auto storiche.

 

 

Quest’anno la Mille Miglia, la celebre corsa riservata alle auto storiche, festeggia i 90 anni dalla prima edizione. Era il 26 marzo 1927 quando le prime automobili di già note case automobilistiche – Officine Meccaniche, Lancia, Alfa Romeo e Isotta Fraschini –  partirono per compiere 1.600 chilometri su strade non asfaltate, affrontando nebbia e pioggia. Da allora, con diverse modalità, la corsa si è ripetuta, trasformandosi da competizione sportiva a rievocazione storica. Il suo fascino rimane immutato nel tempo, tanto da attrarre ogni anno molti più aspiranti concorrenti di quanti poi ne vengano ammessi: su 705 domande solo 440 equipaggi parteciperanno all’edizione del 2017. Saranno 82 le case produttrici rappresentate tra cui spiccano Bugatti, OM, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Ferrari, Aston Martin: un elenco di eccellenze motoristiche italiane e straniere ineguagliabile.

 

L’evento “Millemiglia”, a Brescia, comincia ben prima della corsa: martedì  16 maggio, si terrà il Trofeo Roberto Gaburri, competizione riservata ad un numero ristretto di vetture, e si  procederà alle verifiche regolamentari. Mercoledì 17 si potrà assistere alla punzonatura in piazza della Vittoria. L’appuntamento con il “museo viaggiante unico al mondo” (parole di Enzo Ferrari) è fissato per il 18 maggio. Alle 12.00 pranzo per gli equipaggi presso il Museo della Mille Miglia: è un piccolo museo, ospitato in un antico monastero, poco distante dal centro cittadino. Qui si trovano auto d’epoca, l’archivio storico e memorabilia: un tesoro per chi della corsa voglia conoscere tutti i dettagli. La gara vera e propria comincerà alle 14.30, con direzione Padova.

 

La giornata di venerdì sarà impegnata dalla tratta Padova-Roma, dove l’arrivo è previsto in serata.

 

Sabato 20 i 440 capolavori di meccanica e raffinatezza partiranno da Roma di prima mattina e, dopo il Passo dell’Abetone raggiungeranno Modena verso le 18.15; successivamente a Reggio Emilia sfileranno lungo corso Garibaldi. Per l’occasione le due città emiliane hanno previsto passaggi nei loro centri storici che saranno in aggiunta animati dagli eventi e dalle iniziative della Notte dei Musei.

 

Parma sarà la tappa della giornata: l’arrivo è previsto per le 21.15. Il corteo automobilistico arriverà dalla via Emilia, passerà dal Teatro Regio e da piazza del Duomo per poi percorrere strada Repubblica fino a piazza Vittorio Emanuele. Dopo aver costeggiato il centro storico lungo  i tre viali Tanara, Fratti e Bottego, le auto rimarranno posteggiate in esposizione presso il Parco Ducale. Ai concorrenti sarà offerta una cena presso il Palazzo Ducale mentre gli appassionati potranno prenotare un tavolo nella VIP Lounge, una zona riservata di piazza del Duomo in cui sorseggiare e assaggiare le specialità locali: Parmigiano Reggiano, Tortelli, Salumi e vini dei colli di Parma.

Notte dei Musei Millemiglia Parma

La partenza da Parma è per le 7.30 di domenica 21 Maggio. Dopo il passaggio a Busseto, paese natale del maestro Verdi, le auto punteranno su Cremona dove sfileranno sotto il Torrazzo, in piazza Duomo.

 

Arrivati a Brescia i piloti saranno attesi in viale Venezia per le 14.30: la classica sfilata per le vie del centro precede l’esposizione delle vetture, a disposizione degli appassionati fino alle 18.30 circa. Infine l’attesa cerimonia di premiazione in piazza della Loggia concluderà la kermesse dedicata alle Signore della Strada.

 

 

www.1000miglia.it

Parchi a Brescia

Tra il centro e la provincia, anche grazie alla sua estensione, Brescia è una città dai molti parchi. Uno diverso dall’altro, tutti bellissimi. Dai parchi cittadini a quelli della provincia, una gita alla scoperta dei parchi di Brescia non può che regalare giornate allegre a tutta la famiglia.

 

Parchi a Brescia: Parco Ducos

Il Parco Ducos a Brescia è uno dei parchi storici della città. Forse è quello più amato dai bresciani, che qui si ritrovano per trascorrere ore di relax con la famiglia. Il Parco Ducos è un gioiello, oltre a essere un grande polmone verde. Di proprietà del comune, è annesso alla villa settecentesca di proprietà della famiglia Salvadego-Ducos che lo donò al Comune negli anni ‘70. Diviso a metà dalla ferrovia, sorge nella zona est di Brescia e al suo interno vi sono due laghetti recintati dove si possono ammirare tartarughe e uccelli acquatici, che trovano qui l’habitat adatto in cui vivere. Le due parti del Parco Ducos di Brescia, che insieme hanno una superficie di quasi 50mila metri quadrati, sono collegate da un comodo sottopassaggio, facilmente percorribile anche in bicicletta.

 

Parchi a Brescia: Parco del Castello

In pieno centro storico della città, sulla sommità del colle Cidneo, il Parco del Castello a Brescia permette di godere un panorama mozzafiato. È il giardino più grande della città. La sua visita è una tappa obbligata per quanti desiderino capire la geografia di Brescia e i suoi confini. Offre inoltre ai preziosi spunti di interesse scientifico e naturalistico. Nel 1904 il Castello di Brescia fu la sede della prima Esposizione Industriale Bresciana. Per l’occasione gli spazi del parco del Catello vennero sistemati, inserendovi osservatori astronomici, campi da tennis, orti botanici, e giardino zoologico.

 

Parchi a Brescia: Parco delle incisioni rupestri

Il Parco delle incisioni rupestri si trova in Valle Camonica, a poche decine di chilometri da Brescia. È il primo parco archeologico italiano e si estende su una superficie di 143.935 metri quadrati. L’intera area, che comprende più comuni, dal 1979 è stata dichiarata patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Qui infatti si trovano le più antiche e importanti testimonianze preistoriche italiane, che vanno dal Paleolitico superiore, al Neolitico, all’Eneolitico, fino all’epoca Paleocristiana. Si tratta di 104 rocce in arenaria levigata dai ghiacciai, incise con alcune delle raffigurazioni più note del repertorio d’arte rupestre della Valle Camonica. Merita una visita, soprattutto con i bambini, per fare un interessantissimo viaggio nel passato.

 

Parchi a Brescia: Piramidi di Zone

Oltre a essere un parco è una riserva naturale, e in molti la definiscono i “Camini della Fate” di Brescia. Le Piramidi di Zone, sculture naturali create dall’erosione dell’acqua a contatto con il particolare terreno della montagna di origine morenica, sorgono poco sopra il lago d’Iseo e offrono uno spettacolo unico. Le Piramidi si Zone, di forma conica, sono maestose e colorate. La più grande è alta 30 metri e ha un diametro alla base di 8 metri. sulla sommità un grosso masso di 4 metri di diametro. Bellissimo il contrasto dei colori, dato dal viola della roccia con il verde del bosco e dei prati. Sullo sfondo il blu del lago. Una tappa obbligata per gli appassionati di geologia.

 

Parchi a Brescia: Torbiere del Sebino

Poco lontano dalle Piramidi di Zone, poco prima di arrivarci partendo da Brescia, si trova un altro interessantissimo parco: quello delle Torbiere del Sebino. Anch’esso è una riserva naturale, di 360 ettari, considerata un’area prioritaria per la biodiversità nella Pianura Padana lombarda. Al suo interno, infatti, ci sono molte specie acquatico-palustri rare o a rischio di estinzione. Le Torbiere del Sebino sono la zona umida più significativa per estensione e importanza ecologica della provincia di Brescia. Per visitarle ci sono molti percorsi, tutti affascinanti grazie alle diversità di panorama, flora e fauna che si possono ammirare.

 

Per maggiori informazioni sui parchi a Brescia www.bresciatourism.it

Open Night

29 maggio

 
Presso il Tempio Civico dell’Incoronata, alle ore 21.00, Lodi celebrerà la sua Open Night. L’evento si inserisce all’interno dell’iniziativa Cult City di Regione Lombardia, per celebrare le città d’arte lombarde. Il Quartetto d’Archi dell’Accademia Gaffurio intratterrà il pubblico con il concerto “Note di Primavera”.  L’ingresso è gratuito, in Via Incoronata 23

 

Estate in Castello

Dal 23 giugno al 17 luglio

 

 

Musica, recitazione, allegria e compagnia: ecco che cosa sarà Estate in Castello. Un calendario da giugno a luglio, fitto di appuntamenti, che avrà come sede il Castello Visconteo. Cinque gli eventi in cartellone:

Venerdì 23 giugno 2017 GIUSEPPE GIACOBAZZI,  IO CI SARO’

Giovedì 29 giugno 2017 LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA TERRA TOUR

Sabato 1 luglio 2017 PAOLA TURCI, IL SECONDO CUORE TOUR

Sabato 15 luglio 2017 ANDREA PUCCI, “IN…..TOLLERANZA ZERO”

Domenica 16 luglio 2017 GIOVANNI ALLEVI, CELEBRATION TOUR

 

Biennale Giovani Monza 2017

Dal 13 maggio al 16 luglio

 

 

Serrone della Villa Reale

 

 

Settima edizione di un evento che promuove il mondo della giovane arte contemporanea italiana. Docenti-artisti provenienti da prestigiose Accademie di belle Arti presentano le opere più significative dei loro migliori studenti.

 

 

www.biennalegiovanimonza.it

Modena Cento Ore Classic e Modena Meeting

10 Giugno

 

 

Centro storico, Piazza Grande

 

 

Gara internazionale di velocità e regolarità per auto storiche. Gare su pista si alternano a prove su strade chiuse. L’edizione 2017 è dedicata al 70° Anniversario di Ferrari, con una classifica riservata alle auto nate a Modena. Modena Meeting è l’evento collaterale che prevede un raduno ad invito per appassionati, collezionisti e gentlemen driver che effettueranno un tour fino al centro della città.

 

 

www.modenacentooreclassic.it

Crociera musicale Cremona-Mantova-Venezia

2 e 3 giugno

 

 

In occasione dei festeggiamenti per il 450° anniversario della nascita di Claudio Monteverdi, ecco un viaggio in battello tra le tre città monteverdiane, per rivivere il viaggio del grande compositore.  Si comincia da Cremona, sua città natale, per poi trasferirsi a Mantova e Venezia. Sarà un’esperienza per scoprire il territorio da una prospettiva insolita, cullati dal lento scorrere dell’acqua e al ritmo dalla musica. Concerti durante la navigazione e visite guidate completano il programma.

 
www.monteverdi450.it

C’era una volta, tanto tempo fa…

Feste patronali, sfilate medievali e interpretazioni artistiche che ricordano il passato. Per celebrare le tradizioni e rievocare epoche lontane.

 

 

Questo mese il Circuito Città d’Arte ci fa vivere lo spettacolo del passato, il folclore delle tradizioni, la passione e la devozione che hanno dato valore alle culture locali. Tra le nostre città seguiremo percorsi tra inedite sculture che ci portano in epoca romana, saremo parte di feste patronali che rievocano antiche passioni e momenti di fede, gusteremo sagre ruspanti che celebrano i sapori della cucina più genuina. Tra le tante occasioni ci sono anche performance artistiche e la musica, i balli tipici, cortei e kermesse che omaggiano il medioevo; tutte esperienze che ricordano e reinterpretano in toni sorprendenti e in tutta autenticità il passato. Qui la tradizione si sente davvero anche oggi. Entrate nel vivo della storia e fatevi coinvolgere.

Pavia celebra le sue origini legandosi al suo elemento paesaggistico più significativo, il fiume. La spettacolare competizione del Palio del Ticino (10 e 11 giugno) si ispira a un storico episodio accaduto nel XV secolo e trae origine dallo scontro tra la flotta di Filippo Maria Visconti, Signore di Milano e l’imponente flotta della Serenissima Repubblica di Venezia. L’evento regala un’emozionante esperienza di corsa a staffetta, tiro con l’arco e la famosa gara dei barcé, le storiche imbarcazioni con due vogatori. Pronti a sfidarsi saranno, come sempre, le sette squadre che rappresentano la tradizione del remo pavese, mentre la città è vestita con lo splendore di una dama rinascimentale. Tra gli appuntamenti anche la tradizionale cena nella cornice del Castello Visconteo, la Santa Messa in costume nella Basilica di San Michele Maggiore e lo storico corteo. Un’esperienza imperdibile, che unisce spirito di squadra, impegno e sentimenti mai spenti. (www.paliodelticino.com)

Pavia Palio Del Ticino

 

Monza rinnova e porta in scena la passione dei suoi momenti di fede più importanti. Le celebrazioni omaggiano ancora oggi i patroni della città, San Gerardo (6 giugno) e San Giovanni (24 giugno). Durante queste giornate il centro storico si accende di mille colori, tra numerose bancarelle e stand che condividono la cultura culinaria con prodotti gastronomici e floreali, attività ricreative e laboratori creativi per adulti e bambini. Oltre all’esperienza ludica gli appuntamenti rievocano il valore della storia; da non perdere il tradizionale corteo (Sabato 10 giugno) dedicato alla celebre regina longobarda Teodolinda, una variopinta rievocazione del passato che si snoda per le vie della città fino a Piazza Duomo, preceduta dalle esibizioni in costumi tipici e da accompagnamenti musicali medievali. I festeggiamenti si concludono con lo spettacolo pirotecnico del 24 giugno nella cornice del Parco di Monza.

Cremona celebra un appuntamento importante della sua tradizione, quello del matrimonio tra il comandante Francesco Sforza e Maria Bianca Visconti, durante la Festa del Torrone, in novembre. Il “Sì” più famoso della storia della città secondo la leggenda ha visto nascere il torrone quale dolce nuziale. Il corteo che lo rievoca porta per le strade i due protagonisti, accompagnati da sbandieratori e tamburi, dame e arcieri, giullari e trampolieri. Un’esperienza che trasforma il passato in un’esperienza più interattiva è quella regalata dal “Palio” di Isola Dovarese (CR) che si svolge nel mese di settembre (quest’anno dal 7 al 9 settembre). La rievocazione ci riporta nella seconda metà del Quattrocento, quando il borgo appartenenva allo Stato Gonzaghesco: le quattro contrade si sfidano in giochi e gare di abilità. Nell’evento non sono protagonisti soltanto gli abitanti del borgo, ma viene invitabilmente coinvolto chiunque si trovi a passare per le strade. Durante i tre giorni del Palio è possibile rivivere le atmosfere delle antiche feste partecipando di persona al mercato, alle scene nelle taverne, usando la moneta del tempo – il quattrino – da acquistare nell’apposito “ufficio de cambio”. E poi cavalieri e dame che attendono la famiglia Gonzaga, duelli in costume e sfide che decretano la contrada vincitrice. Una serie di appuntamenti notturni dal fascino magico che non si dimenticano. (www.palioisola.it/)

 

Festa Del Torrone Corteo

 

Atmosfere medievali e spettacolari performance di sbandieratori accendono la città di Reggio Emilia durante le Feste Medievali Rievocandum (12-14 maggio). Passeggiando incontriamo artisti, acrobati e cavalieri, possiamo unirci a goliardiche compagnie in taverne allestite, fare shopping in un colorato mercato tra antichi oggetti e curiosità o riposare in autentici accampamenti storici. (www.contradafriends.weebly.com)

Fuori città, a Quattro Castella dal 26 al 28 maggio, da non perdere il Corteo Storico Matildico, un evento che trova la sua massima espressione nella sfilata finale con oltre 1000 comparse in costume d’epoca, lungo le vie del paese. Lo spettacolo consiste nella rievocazione teatrale dell’incoronazione di Matilde di Canossa per mano dell’imperatore Enrico V. Un momento che viene interpretato da figure note dello spettacolo, della cultura e dello sport. Accompagnano l’episodio colorate sfilate, esibizioni delle contrade, sbandieratori e musici castellesi. (www.corteomatildico.it/)

 

La Notte della bellezza italiana

Eventi e iniziative delle città d’arte del Circuito per la Notte dei Musei 2017

 

 

Con la Notte dei Musei, stabilita per Sabato 20 maggio,  il Ministero dei Beni Culturali vuole offrire un’occasione in più per facilitare la scoperta (o riscoperta) dell’immenso patrimonio artistico e culturale custodito nei musei cittadini: in tutta Italia i musei aderenti all’iniziativa offriranno l’entrata gratuita o ridotta nelle proprie sale fino a tarda ora, ampliando l’offerta con teatralizzazioni, visite guidate, mostre e spettacoli.

 

Ci sarà una vera festa a Brescia perché la Notte dei Musei coincide con la notte della Mille Miglia, la celebre corsa di auto storiche. I due eventi danno vita a “Mille Miglia – The Night”, una notte bianca in cui non solo saranno aperti i musei della città ma ci saranno anche concerti, parate, balletti e dj set. Sabato, a partire dalle ore 20 e fino alle 2 del mattino la città festeggerà questa corsa storica:  le piazze del centro – piazza Paolo VI, piazza Loggia e piazzetta Pallata – con un gioco di luci si illumineranno di rosso, il colore simbolo della manifestazione, e a mezzanotte ci saranno i fuochi d’artificio al Castello.

 

I visitatori della mostra “Da Hayez a Boldini – anime e volti della pittura dell’Ottocento” (aperta fino alle 24, ultimo ingresso ore 23) riceveranno in omaggio un aperitivo a base di prodotti locali, dalle 19 alle 22; gli amanti dell’arte contemporanea avranno un percorso ideato da Mimmo Paladino con statue gigantesche posizionate in un percorso che unisce l’antico all’attuale, Brixia a Brescia. Si parte da Piazza della Vittoria per passare dal Parco Archeologico e concludere l’esposizione presso il Museo di santa Giulia. Si tratta di un progetto pluriennale che vedrà ogni anno un artista diverso interpretare  la città. Infine i buongustai avranno a disposizione i piatti di Ea(s)t Lombardy – Ea(s)t the Night: bar, trattorie, ristoranti, cucine vegane e pizzerie renderanno omaggio ai sapori della Lombardia Orientale.

Mostra Da Hayez A Boldini

 

 

 

Anche Parma festeggia in contemporanea la Notte dei Musei e la Mille Miglia: oltre all’esposizione delle vetture storiche al Parco Ducale, la sera di sabato si potrà passare tra la Pinacoteca Stuard e il Castello dei Burattini – Museo Giordano Ferrari, aperti dalle 10 alle 24 con ingresso gratuito.

Notte dei Musei Millemiglia Parma

 

“Nessun dorma” è il nome che la Notte dei Musei prende a Modena, dove la serata prosegue fino a tarda ora. Nei musei mostre e visite guidate saranno gratuite, insieme a letture, animazioni e itinerari artistici pensati per l’occasione. Fuori dai musei, nel centro cittadino, la Notte verrà festeggiata con spettacoli di danza e teatro, musica e attività per ragazzi.

 

 

A Monza si comincia in anticipo, venerdì 19 maggio: i Musei Civici di Monza – Casa degli Umiliati hanno un’apertura straordinaria del museo, dalle 21 alle 23,  e una tariffa unica straordinaria di ingresso a € 3. Alcuni studenti di due licei artistici monzesi saranno “Ciceroni per una notte” : avranno il compito di illustrare ai visitatori le opere legate a Mosè Bianchi, di cui 4 sono ospitate nel museo e 4 nella mostra temporanea “Mosè Bianchi. Ritorno a Monza”.

 

 

Pavia sceglie una scenografia d’effetto per organizzare una serata speciale: il Castello Visconteo diventa la sede del primo “Pic Nic in Rosso”. Dalle 19 alle 21 di sabato, si potrà cenare nel cortile del Castello avendo cura di portare un oggetto rosso (un capo di abbigliamento, una tovaglia, i piatti e i bicchieri, una pietanza…) per intonarsi allo spettacolo del tramonto. Dalle 21 inizia un programma di visite guidate che dura fino alle 23 e comprende l’esperienza “Pavia dall’alto”, una visita alle merlature del Castello per godere di uno splendido panorama della città, da un punto di vista privilegiato, con una vista unica su tutto il territorio cittadino. (ingresso con biglietto – € 5,00. Su prenotazioni allo 0382 539638 o via email a s.greggio@dedalopv.it). In programma anche altre attività: nella Sala VI dedicata a “Pavia capitale del Regno Longobardo” ci sarà un laboratorio di decorazione di borse di stoffa a tema longobardo.

 

 

Il 20 maggio, a Reggio Emilia, sono diversi i musei che si potranno visitare, primo tra tutti il Palazzo dei Musei, via Spallanzani 1. Qui si trovano diverse collezioni: Archeologia, Etnografia, Storia dell’Arte, Storia Naturale e Storia della città. Così elencante non suscitano grande emozione ma in realtà si potrà passeggiare nella Roma antica con il progetto di realtà virtuale Regium Lepidi 3D oppure omaggiare un’antica Venere del neolitico e stupirsi di fronte alla balena Valentina, lo scheletro fossile di una balena ritrovato presso il fiume Crostolo. Ci saranno animazioni per intrattenere tutta la famiglia, grandi e bambini, e visite guidate, per rendere la serata ancora più coinvolgente. Aperti e ricchi di iniziative anche la Galleria Parmeggiani, il Museo del Tricolore e il Museo della Beata Vergine della Ghiara.

 

 

Il programma di Cremona punta sulla musica, per valorizzare il proprio patrimonio museale. Si comincia venerdì 19 alle 21 con musica e canti al Museo Archeologico; si prosegue sabato al Museo Civico Ala Ponzone, dove oltre ad ascoltare diversi concerti si potrà assistere ad una dimostrazione di stampa al torchio e infine domenica concerto conclusivo nel cortile del Museo Civico. Tutte le iniziative sono gratuite.

 

 

La Storia da un punto di vista inusuale, quello dei testamenti. È questo il tema della mostra che Piacenza offre gratuitamente a Palazzo Farnese, dal titolo “Io qui sottoscritto”. Sono esposti i testamenti, originali o riprodotti, di grandi personaggi italiani: Cavour, Garibaldi, Verdi, La Marmora, Manzoni, Pirandello e anche di personalità più recenti come Enzo Ferrari o papa Paolo VI. Sono testimonianze importanti che aiutano a comprendere il lato umano di grandi personaggi storici e nel contempo danno preziose indicazioni sulla morale e sui principi di ognuno di loro. La mostra è corredata da una sezione di lasciti di celebri piacentini e si inserisce negli eventi collaterali dell’evento “Guercino a Piacenza”.

 

 

Che siano musei o macchine da corsa, eccellenze enogastronomiche o musicali, questa è la notte della bellezza italiana, ovunque essa si trovi.

Chiese di Reggio Emilia

Anche se Reggio Emilia è una città famosissima per la sua enogastronomia, un itinerario alla scoperta delle chiese della città rappresenta un esperienza densa di significato. Dal duomo alla basilica di San Prospero, il patrono della città passando per il Santuario della Beata Vergine della Chiara all’Oratorio del Cristo, vale la pena conoscere qualcosa in più di questi monumenti della religiosità reggiana.

 

Chiese di Reggio Emilia: Duomo

Il Duomo di Reggio Emilia si trova in Piazza Prampolini ed è dedicato a Santa Maria Assunta. Soggetto a moltissime ricostruzioni, tra le chiese di Reggio Emilia il Duomo è un bellissimo esempio di architettura romanica del decimo secolo. Venne edificato su un’antica costruzione romana intorno all’857, e solo nel quindicesimo secolo lo stile della cattedrale venne adeguato ai canoni architettonici dell’epoca. La facciata, rimasta incompiuta, ospita nella sua parte bassa le statue dei santi Grisante, Venerio, Daria e Gioconda, protettori della città. L’interno del Duomo di Reggio Emilia è a croce latina con presenta tre navate. Le arcate sono a tutto sesto, e al centro c’è una grande cupola. Altre due cupole minori sono situate nelle cappelle absidali. Di grande importanza storica è il mosaico romano del quarto secolo ritrovato in seguito ad alcuni scavi archeologici, che rappresenta il più grande esempio musivo relativo al periodo tardo romano di tutta l’Emilia Romagna.

 

Città Di Reggio Emilia Cosa Vedere In Una Giornata

Chiese di Reggio Emilia, Duomo

 

Chiese di Reggio Emilia: Basilica di San Prospero

Il 24 novembre è il giorno di San Prospero, patrono di Reggio Emilia. La Basilica a lui dedicata in quel giorno si veste a festa e ospita solenni celebrazioni. Del resto la tradizione vuole che sia stato San Propero a salvare la città dal sacco di Attila. La chiesa è un bell’esempio di barocco emiliano. Costruita nel 997 e dedicata al Vescovo Prospero, la chiesa venne interamente rifatta nel XV secolo. La facciata risale al diciassettesimo secolo. Questa splendida chiesa di Reggio Emilia sorge nell’omonima piazza, dove ancora oggi due giorni alla settimana si tiene il mercato, e la una cornice scenica è di grande fascino. Qui, oltre a esserci il cuore del centro storico di Reggio Emilia, si svolge anche gran parte della vita della città. E i leoni in marmo rosso sull’ingresso principale della Basilica di San Prospero “difendono” la chiesa e la piazza. L’interno della Basilica è a tre navate, a croce latina con cupola. ricco di sculture e pitture di notevole pregio. Alla Basilica di San Prospero si arriva facilmente da piazza Prampolini, passando sotto il Broletto; oppure da via Emilia San Pietro, percorrendo via Calderini. Accanto alla chiesa la bellissima e omonima torre.

 

Chiese di Reggio Emilia, Basilica di San Prospero

 

Chiese di Reggio Emilia: Santuario della Beata Vergine della Ghiara

Il Santuario della Beata Vergine della Ghiara, oltre a essere una delle chiese di Reggio Emilia più importanti dal punto di vista del culto, è un vero capolavoro. La sua edificazione è legata a un miracolo avvenuto il 29 aprile 1596. I fedeli fecero notevoli offerte dopo che un giovane sordomuto, Marchino, ottenne miracolosamente parola e udito mentre pregava davanti a dipinto del Bertone raffigurante un’immagine della Madonna. La chiesa venne costruita nel 1597 e consacrata nel 1619. La pianta è a croce greca, e al centro c’è una cupola con lanterna. L’interno è in stile tardo-rinascimentale, molto ricco, con dipinti e sontuosi affreschi della scuola del Carracci, ispirati all’Antico Testamento. Molto bello è l’organo, del diciottesimo secolo.

 

Chiese di Reggio Emilia, Santuario della Beata Vergine della Ghiara

 

Chiese di Reggio Emilia: Oratorio del Cristo

Tra le chiese di Reggio Emilia l’Oratorio del Cristo è un bell’esempio di stile barocco. Venne costruito come oratorio e trasformato in chiesa nel diciassettesimo secolo. Viene chiamata anche chiesa del SS. Crocefisso perché la sua costruzione è legata alla necessità di preservare nell’abside un affresco del santissimo crocefisso con la Vergine Addolorata inginocchiata ai suoi piedi. La chiesa venne costruita a partire dal 1761 e completata verso la fine del secolo. La facciata è di grande impatto scenografico, molto elegante con le sue colonne in marmo. Oggi l’Oratorio del Cristo è la sede della parrocchia Chiesa Ortodossa Romena.

 

Per maggiori informazioni sulla chiese di Reggio Emilia turismo.comune.re.it

 

 

 

Giornata della Via Francigena

5 e 6 Maggio

 

 

A Pavia è previsto un fitto calendario di incontri, dibattiti, presentazioni, visite guidate e gite in occasione della Giornata della Via Francigena. La città è dal 2012 città-crocevia di itinerari sacri, come stabilito dalla Commissione Europea, e dal 2015 è anche città capofila dell’Itineraire culturel européen Saint Martin de Tours.

 

 

Si comincia venerdì 5 maggio alle ore 9: dopo i saluti delle autorità cittadine iniziarà il dibattito su “Via Francigena. Una forma di turismo culturale sostenibile. Esperienze a confronto“. Nel pomeriggio, dalle ore 14.30 alle ore 18, si terrà l’Assemblea Generale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, durante la quale si parlerà della candidatura del tratto italiano della via Francigena a patrimonio Unesco.

 

Sabato 6 maggio, alle 9.30,  si parte alla scoperta della città con la visita guidata gratuita “Pavia, città di pellegrini (organizzazione Dedalo. Ritrovo davanti al Broletto, Piazza Vittoria): si visiteranno la basilica di San Teodoro, nel quartiere dei pescatori, che custodisce l’affresco della Pavia medievale. Dopo una passeggiata sul lungofiume, attraversato il Ponte Coperto, si arriverà alla chiesa romanica di Santa Maria in Betlem. Oltra alla visita guidata – per conoscere altri aspetti degli itinerati di fede – ci sarà dalle 9.30 alle 11,  il Tavolo di Lavoro “Crocevia d’Europa. Tra Pavia, Lodi, Milano e Como” presso il Broletto.

Via Francigena

 

Il programma delle viste guidate gratuite prosegue alle ore 11.15, con “Sulle orme di San Colombano (organizzazione Progetti società cooperativa. Ritrovo davanti al Broletto, Piazza Vittoria): dalla chiesa di San Michele, luogo in cui giunsero le spoglie di San Colombano, alla chiesa di San Colombano Maggiore e San Colombano Minore.

 

Nel pomeriggio, dalle ore 14.30, la visita ai luoghi di San Colombano prosegue fuori Pavia: Sulle orme di San Colombano – da Pavia a Zavattarello (organizzazione Associazione Le Campanelle. Partenza con il pullman da Piazzale Ghinaglia – Pavia). Si arriverà a Canevino che ospita un monumento dedicato a uno dei miracoli di San Colombano.  A Zavattarello si visiteranno il borgo e il Castello, seguendo il  “viaggio” che percorsero le spoglie di S.Colombano. Leggende e racconti sulla vita del santo completeranno l’esperienza di visita.

Per i più sportivi è in programma anche una “Gita alla Certosa in bicicletta” alle ore 14.30 (organizzazione Dedalo. Ritrovo Porta Milano – Viale XI Febbraio, accanto al parco giochi, con la propria bicicletta): sarà una pedalata lungo l’Alzaia pavese, con visita guidata al Monastero della Certosa. Il rientro a Pavia è previsto per le 17.30.

 

Gli organizzatori hanno pensato a tutti, anche ai turisti gourmet: nei due giorni dedicati alla Via Francigena ci sarà la possibilità di assaggiare piatti tipici e vini locali presso alcuni ristoranti convenzionati in Borgo Ticino, la zona della città più legata ai cammini di fede.

I ristoranti presso cui si potrà pranzare e cenare sono:
Antica Osteria del Previ – Via Milazzo 65
La Malora – Via Milazzo 79
Trattoria Ca’ Bella- Via Cà Bella, 2
Trattoria Ferrari – Via dei Mille, 111
Cooperativa Artigiani – Via Ponte Vecchio, 1

 

Per visite guidate gratuite:

Progetti: con prenotazione entro il 3 maggio, tel. 0382.530150 info@progetti.pavia.it

Dedalo: non è necessaria la prenotazione

 

Per informazioni e per gli aggiornamenti del programma:

info@progetti.pavia.it

www.vivipavia.it

 

 

Luoghi storici di Parma

Parma è una piccola capitale. Raffinata ed elegante, soprattutto nel suo centro storico ricco di monumenti e luoghi storici che testimoniano le signorie che si sono succedute in città, dai Farnese ai Borbone. Inoltre Parma è la città della musica, che ha dato i natali a grandi maestri.

 

Luoghi storici di Parma: Piazza Duomo

Il cuore di Parma è Piazza Duomo. Qui ci sono i grandi tesori della città e i suoi luoghi storici che testimoniano una grandissima ricchezza artistica, dovuta alle opere dell’Antelami, del Correggio, del Parmigianino, oltre che la tradizione spirituale di Parma. Cattedrale, Battistero, Palazzo Vescovile, Museo Diocesano, veri e propri gioielli della città, sono edifici che accolgono quanti si affacciano su Piazza Duomo, formando un quadro architettonico di eccezionale bellezza.

Parma 100 Facce Musica Italiana

luoghi storici di Parma, Palazzo del Governatore

 

Luoghi storici di Parma: Palazzo del Governatore

Edificio dalle forme barocche e neoclassiche il Palazzo del Governatore sorge in piazza Garibaldi, nel pieno centro storico di Parma. Era la sede del Capitano del Popolo. L’edificazione dei primi due corpi di fabbrica iniziò nel 1283, anche se l’aspetto che è giunto a noi è frutto di vari rifacimenti, il più importante dei quali è del 1760, in epoca borbonica. La torre barocca, infatti, è del 1763. Oggi Palazzo del Governatore, uno dei luoghi storici di Parma i cui ampi spazi sono stati restaurati appositamente, ospitare mostre di arte moderna e contemporanea di livello internazionale.

 

Città Di Parma Come Arrivare

luoghi storici di Parma, Palazzo Ducale

Luoghi storici di Parma: Palazzo Ducale e Palazzo della Pilotta

Il Palazzo Ducale, immerso nel bellissimo parco ducale di Parma, fu sede della corte dei Farnese fino alla seconda metà del Seicento. Oggi è la sede dell’Arma dei Carabinieri. Venne fatto costruire da Ottavio Farrnese nel 1561 e il Vignola curò la progettazione. Collegato al Palazzo Ducale c’era la Pilotta, un complesso di edifici dedicati ai servizi, mai interamente realizzato. Il nome deriva dal gioco della pelota basca, praticato dai soldati spagnoli nel cortile del Guzzatoio. In origine i luoghi della Pilotta, dovevano essere adibiti a magazzini, scuderie, caserme, e a una grandiosa sala d’armi poi trasformata in teatro di corte, oggi Teatro Farnese, fatto costruire da Ranuccio Farnese nel 1618. Oggi il Palazzo della Pilotta è sede della Galleria Nazionale di Parma.

Luoghi storici di Parma, Palazzo della Pilotta

 

Luoghi storici di Parma: La Cittadella

Realizzata da Alessandro Farnese nel sedicesimo secolo, la Cittadella in origine era una fortezza a forma di pentagono con bastioni e fossati, il cui progetto è ispirato alla Cittadella d’Anversa di Francesco Paciotto. Talmente colpito dal sistema difensivo della città fiamminga Alessandro Farnese decise di realizzarne una copia fedele a Parma, anche se in scala ridotta. Oggi è ancora ben visibile il perimetro in muratura e i vari terrapieni. E bellissimo è il grande ingresso monumentale in marmo di Carrara. La Cittadella oggi non solo è uno dei luoghi storici di Parma, ma grazie al suo meraviglioso parco, che rappresenta un paradiso per gli sportivi, è anche il suo polmone verde.

 

Luoghi storici di Parma: Casa natale di Arturo Toscanini

In questa casa vide i natali il grande direttore d’orchestra, vanto e orgoglio della città. Situata nel popolare quartiere dell’Oltretorrente, La Casa natale di Arturo Toscanini, donata alla città dai figli del Maestro, è stata trasformata in museo in occasione del centenario della nascita nel 1967. Raccoglie in piccole stanze dai bassi soffitti, cimeli, oggetti e documenti provenienti dalle varie abitazioni dove Toscanini ha vissuto. Questo luogo storico di Parma merita una visita per comprendere la ricchezza della vita di Toscanini. Non c’è stanza o scorcio della casa che non racconti qualcosa dell’artista o della sua opera. La tradizione e la storia, al museo Toscanini, sono affiancati dai più moderni strumenti della tecnologia multimediale.

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Parma: http://turismo.comune.parma.it

 

Festival Pianistico “Beethoven e Napoleone. La musica, tra ideali e potere”

Dal 27 aprile al 9 giugno

 

 

Concerti di prestigio con gli artisti e le orchestre più famosi al mondo, conferenze e proiezione di film, in un calendario ricco di avvenimenti. La nuova edizione del Festival omaggia due fi-gure carismatiche che seppero illuminare con la loro personalità decenni di storia.

 
www.festivalpianistico.it

Giro d’Italia 2017 – Ultima tappa Monza Autodromo

28 maggio

 

 

Parte da Monza l’ultima tappa del Giro d’Italia 2017. Una tappa a cronometro di 28 km con partenza dall’Autodromo Nazionale Monza. Effettuato un giro del circuito il percorso imbocca la pit-lane per portarsi dietro i box e entrare nel Parco di Monza. Uscita in prossimità della Villa Reale e si procede quindi per ampi viali rettilinei verso Sesto San Giovanni e poi praticamente sempre diritto fino agli ultimi 2 km che conducono all’arrivo in Piazza Duomo, a Milano.

 

 

www.giroditalia.it

Luoghi storici di Lodi

Sebbene l’agricoltura sia l’anima di Lodi, la città possiede molti luoghi storici. Quella di Lodi, infatti, è una storia che comincia in epoca romana e continua ancora oggi. Nel 111 venne distrutta la Laus Pompeia, oggi Lodi Vecchio, e nel 1158 Federico Barbarossa, sulle rive dell’Adda, fondò la città.

 

Luoghi storici di Lodi: Pizza della Vittoria

Piazza della Vittoria è il cuore del centro storico di Lodi. Dal 2004 è una delle piazze più belle d’Italia. Su Piazza della Vittoria si affacciano i più importanti monumenti della città, tra cui il Duomo, e i suoi palazzi più eleganti. Tra questi, oltre al Palazzo Municipale, anche Palazzo Vistarini. Costruito nel Trecento dalle forme gotiche e con la facciata di mattoni e cotto, nel lato che incrocia corso Vittorio Emanuele diventa Palazzo Barni. Piazza Vittoria è molto suggestiva nella sua forma quadrangolare, ed è l’unico esempio al mondo di piazza interamente circondata da portici sui quattro lati. Ogni lato della piazza misura 74 metri e le colonne che reggono i portici sono 66. Fino al 1924 si chiamava Piazza Maggiore e nella prima metà dell’Ottocento ospitava una statua equestre di Napoleone Bonaparte, da lui voluta per celebrare la sua vittoria nella battaglia di Lodi.

Lodi Piazza Broletto

Luoghi storici di Lodi, Piazza Broletto

Luoghi storici di Lodi: Piazza Broletto

Piazza Broletto è una piccolissima piazza che sorge alle spalle del Broletto, a ridosso di Piazza della Vittoria. È racchiusa dai portici del Palazzo Municipale e il fianco sinistro del Duomo. Al centro della piazza, ricco di alberi, si trova una fonte battesimale che risale al ‘500, oggi adattata a fontana in marmo rosa di Carrara. Luogo storico piccolo e raccolto, Piazza Broletto a Lodi in epoca medievale era il fulcro della vita pubblica cittadina. Oggi romantica e raccolta nella sua pavimentazione di sassi levigati, è molto affascinante di sera.

 

Luoghi storici di Lodi: Castello Visconteo e Torrione

Sebbene non visitabile perché sede della questura, il Castello Visconteo con il suo Torrione è uno dei simboli di Lodi, e per questo uno dei suoi luoghi storici. Anticamente Lodi era circondata da mura. Il Castello Visconteo venne fatto erigere da Federico Barbarossa nei pressi di una delle porte di accesso alla città dalle mura, la porta Regale che era la più vulnerabile perché sulla strada per Milano. La funzione del Castello era quella di fortezza difensiva. Quello che vediamo noi oggi è il Castello dopo numerosi interventi e la struttura che è arrivata a noi risale al 1370, commissionata da Barnabò Visconti. Il Torrione è un’aggiunta successiva, voluta da Francesco Sforza. In origine era a base rotonda e alto tra i 16 e i 17 metri. Solo nel 1906 il comune di Lodi decise di alzarlo, fino a 33 metri, per contenere il serbatoio dell’acquedotto comunale.

Luoghi storici di Lodi, Torrione

Luoghi storici di Lodi: Palazzo Mozzanica

Costruito nel quindicesimo secolo su alcune fondamenta di strutture trecentesche, Palazzo Mozzanica, noto anche come Palazzo Varesi, è uno dei luoghi storici più importanti di Lodi. Si chiama così perché venne commissionato dal Conte Lorenzo Mozzanica. Sorge tra Via XX Settembre e Via Volturno. Il Palazzo, in stile rinascimentale, si sviluppa attorno a un cortile rettangolare che su due lati consecutivi è porticato con colonne dai capitelli ionici. La facciata è imponente, in cotto, di stile bramantesco, divisa in due orizzontalmente da una fascia marcapiano decorata con ghirlande e figure mitologiche, realizzate da Agostino del Fondulis, che dipinse anche parte del Tempio dell’Incoronata. Nella parte sinistra della facciata c’è il bel portale in pietra d’Angera, decorato con quattro medaglioni che raffigurano Gian Galeazzo Visconti, Isabella d’Aragona, Francesco e Bianca Maria Sforza.

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Lodi, www.turismolodi.it

Monumenti di Cremona

Cremona è una splendida città d’arte, dove si mangia bene, dalla sobria eleganza e dai tanti monumenti. Una città a misura d’uomo, molto godibile da girare a piedi o in bicicletta. I principali monumenti di Cremona sono tutti raggiungibili in poco tempo e senza bisogno di usare l’auto per gli spostamenti. Dalle chiese, ai palazzi, ai teatri i monumenti di Cremona permettono una gita alla scoperta della città che non può non lasciare affascinati.

 

Monumenti di Cremona: il Torrazzo

Il Torrazzo a Cremona non è solo un monumento, è il simbolo della città. È la torre campanaria merlata in muratura più alta d’Europa. Si trova in Piazza del Comune, in pieno centro storico, accanto al Duomo. Dalla sua sommità, dopo aver percorso 502 gradini, si può godere di un incantevole panorama che domina la città. Il Torrazzo è un’imponente torre costruita tra Duecento e Trecento, alta 112 metri, anche se la memoria popolare riferisce che in origine il Torrazzo venne costruito originariamente nel 754. All’altezza del quarto piano del Torrazzo è da notare il bellissimo orologio, che con la sue raffigurazioni del cielo e delle costellazioni dello Zodiaco attraversate dai movimenti del Sole e della Luna, è considerato uno degli esemplari di orologi astronomici più grandi a livello mondiale. Sette sono le campane del Torrazzo, come le note musicali, e a ciascuna è stato assegnato un santo.

 

Monumenti di Cremona, il Torrazzo

 

Monumenti di Cremona: Loggia dei Militi

La Loggia dei Militi è uno dei monumenti più antichi di Cremona. Venne edificata nel 1292, e fu la sede delle riunioni di quei cittadini abbienti che nel Medioevo avevano funzioni militari e sociali. Di qui il nome di Società dei Militi. La sua struttura, che internamente è formata da due vani sovrapposti di forma rettangolare, è un interessante esempio di architettura comunale, avviata a trasformarsi in signorile. All’esterno la parte bassa della facciata reca un porticato ad arcate a sesto acuto, mentre quella superiore è decorata da belle trifore circondate sempre da archi a sesto acuto. Sotto il portico si conserva l’insieme scultoreo delle due statue con la figura di Ercole. È considerato l’emblema di Cremona, risalente all’epoca napoleonica, proveniente da una delle antiche porte medievali distrutte in epoca successiva, Porta Margherita.

 

 

Monumenti di Cremona: Museo del Violino

La liuteria, l’antica arte di costruzione del violino, ha come capitale Cremona. Il Museo del Violino è stato inaugurato nel 2013, e qui è possibile conoscere tutto ciò che ruota intorno al magico mondo del violino e di ascoltarne e goderne il suo timbro unico, in locali dall’acustica perfetta. Il Museo del Violino è da considerarsi uno dei monumenti importanti per la città di Cremona. Qui è possibile fare un viaggio attraverso cinque secoli di liuteria cremonese mediante un incontro diretto con i grandi Maestri, come Amati, Stradivari, Guarneri, e i loro capolavori. A Cremona, però, è bellissimo passeggiare anche tra le botteghe dei liutai che arricchiscono il centro storico, anch’esse veri e propri monumenti della città.

 

Monumenti di Cremona, il Teatro Ponchielli

 

Monumenti di Cremona: Teatro Ponchielli

Il Teatro Ponchielli è uno dei teatri più belli d’Italia. Quello che vediamo noi oggi è il risultato di una serie di interventi di costruzione, ricostruzione, modifiche, manutenzioni e restauri che dura da duecentocinquant’anni. Intitolato al compositore cremonese Amilcare Ponchielli, questo monumento di Cremona venne costruito dal 1806, su disegno del dall’architetto Luigi Canonica, sulle rovine del precedente Teatro della Società, che andò distrutto da un incendio. Inizialmente si chiamava Teatro della Concordia. La sua struttura, ripristinata dopo un altro incendio del 1824, vede una sala a ferro di cavallo, quattro ordini di palchi e galleria. Al Teatro Ponchielli di Cremona è possibile assistere a un cartellone di pregevoli opere teatrali, concerti e manifestazioni canore.

 

 

Per maggiori informazioni sui monumenti di Cremona: www.turismocremona.it

Chiese di Parma

Parma, città del buon cibo, è anche terra di chiese bellissime. Nella capitale dei Farnese è possibile passeggiare a piedi o in bicicletta e scoprire tesori di grande fascino. I due principali gioielli tra le chiese di Parma sono il Duomo e il Battistero, di epoca medievale. Nel centro storico sorge anche Santa Maria della Steccata.

 

Chiese di Parma: Duomo

Il Duomo di Parma è considerato una delle maggiori espressioni dell’architettura romanica in Italia. È dedicato all’Assunta, e la sua costruzione iniziò nel 1059. Il Duomo di Parma venne consacrato nel 1106. La facciata è racchiusa da due torri, di cui solo una realizzata tra il 1284 e il 1294, pensata in origine sullo stesso modello della facciata del duomo della vicina Fidenza. Oggi la facciata ha il tetto a capanna, tre ordini di logge e tre portali. Sulla cuspide della prima torre in origine c’era anche l’angelo in rame dorato, che oggi si trova nel museo diocesano, considerato uno dei simboli della città: l’Arcangelo Raffaele. L’interno del Duomo di Parma è a tre navate, con decorazioni di grande pregio sotto l’aspetto scultoreo. Nel transetto si può ammirare la Deposizione di Benedetto Antelami, considerata un capolavoro dell’arte italiana con influssi gotico provenzali. Molto bella anche la cupola, dipinta dal Correggio tra il 1525 e il 1530 che raffigura l’Assunzione della Vergine circondata da Apostoli, efebi e angeli recanti strumenti musicali e nei pennacchi i santi patroni della città. Il campanile, a differenza del resto della chiesa, è in stile gotico.

 

Citta Di Parma

Chiese di Parma, Battistero

 

Chiese di Parma: Battistero

Imponente ed elegante, il Battistero di Parma è il capolavoro dell’Antelami, che diresse l’opera e realizzò quasi per intero la mirabile decorazione plastica dell’edificio. Sorge accanto al Duomo e segna il punto di congiunzione tra romanico e gotico. La costruzione del Battistero di Parma cominciò nel 1196. A causa di una serie di liti politiche tra committenti e la città di Verona, da cui arrivava il marmo, i lavori procedettero a rilento e l’edificio venne consacrato solo nel 1270. Il battistero ha forma ottagonale, per suggerire la simbologia dell’unione tra terra e cielo, ed è tutto realizzato in marmo rosa di Verona. Bellissimo l’interno, decorato con altorilievi che rappresentano il ciclo dei mesi e delle stagioni, e suddiviso in 16 arcate che compongono delle nicchie contenenti affreschi e dipinti risalenti al tredicesimo e quattordicesimo. Imponente la cupola, decorata con figure di santi. Al centro del Battistero la vasca battesimale, anch’essa risalente al tredicesimo secolo.

 

chiese di Parma, Santa Maria della Steccata

 

Chiese di Parma: Santa Maria della Steccata

Insieme a Duomo e Battistero, Santa Maria della Steccata è una delle più belle chiese di Parma. Sorge anch’essa nel centro storico della città, su un terreno già venerato fin dall’antichità. Il motivo per cui venne eretta fu proprio per dare un luogo di culto a quanti andavano a pregare nel luogo in cui c’era un’immagine della Vergine che allattava, dipinta sulle pareti di un oratorio, e che era ritenuta miracolosa. Il nome della chiesa deriva dallo steccato posto davanti all’immagine della Madonna per regolare il flusso dei pellegrini. La Basilica di Santa Maria della Steccata è un bellissimo esempio di architettura del Rinascimento parmense. Venne costruita tra il 1521 e il 1539 e la sua pianta è a croce greca, che ricorda la struttura bramantesca di San Pietro a Roma. Al centro la cupola rotonda, affrescata da Bernardino Gatti. Gli interni della chiesa di Santa Maria della Steccata sono arricchiti da bellissimi affreschi, opera di molti maestri del rinascimento parmense. Su tutti spiccano le decorazioni del Parmigianino, soprattutto nel sottarco che sovrasta l’altare maggiore, dove sono dipinte Le tre Vergini sagge e le tre Vergini stolte.

 

Per maggiori informazioni sulle chiese di Parma: http://turismo.comune.parma.it

Fotografia Europea 2017

5 e 7 maggio

 

 

Più sedi in città

 

 

Si inaugurano in maggio le mostre fotografiche che rimarranno aperte fino a luglio. Fotografia Europea 2017 è dedicata al tema “Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro”, esplorato con il linguaggio visivo e le sue diverse interpretazioni. Installazioni, conferenze, incontri, workshops, proiezioni e spettacoli, con oltre 30 mostre e oltre 200 appuntamenti del circuito Off.

 

 

www.fotografiaeuropea.it.

Mosè Bianchi. Ritorno a Monza

Dal 6 maggio  al 3 settembre

 

 

Musei Civici di Monza Casa degli Umiliati

 

 

Una mostra omaggio a quella che è stata considerata la figura di maggior rilievo nell’ambito dei pittori monzesi dell’800. Un percorso che rinnova il legame identitario della città con il suo celebre pittore proponendo un corpus di opere le cui vicissitudini realizzative o espositive sono fortemente intrecciate con la storia cittadina.

 

 

www.museicivicimonza.it

Generare Futuro 2017. L’armonia del contrasto

Dal 5 al 7 maggio

 

 

Più sedi in città

 

 

Un convegno che si interroga sul futuro e che fa parlare chi prova a cambiarlo. Economisti, sociologi, imprenditori, scrittori e musicisti incontrano il pubblico per condividere idee e progetti.

Ci faremo guidare, in questo viaggio tra contrasti e armonie da testimoni della nostra epoca come Oliviero Toscani, Giulio Tremonti, Beppe Severgnini. Ma anche da imprenditori e startupper con l’innovazione nel sangue, economisti un po’ matti, scrittori eremiti e panificatori intolleranti al glutine. E poi, per concludere un grande concerto per festeggiare i cento anni di un’istituzione lodigiana come l’Accademia musicale ‘Franchino Gaffurio’. Perché il contrasto è bello, vitale, creativo. Ma l’armonia, che ne è il prodotto, lo è ancora di più.

 

 

www.linkiesta.it

 

 

 

Lo sguardo sul mondo: vedute, capricci, paesaggi’

Fino al 25 giugno

 

 

Museo Civico Ala Ponzone

 

 

Un percorso espositivo che raccoglie una scelta di opere provenienti dalle Collezioni della Fondazione Cariplo e dallo stesso museo cremonese. Un percorso omaggio al paesaggio in tre secoli di pittura (dal Seicento all’Ottocento), dove ogni sosta è la rivelazione di un mondo.

 

 

www.comune.cremona.it/node/469974

Andar per castelli nelle Città d’Arte della Pianura Padana

Atmosfere medievali e incanti rinascimentali tra fortezze militari e residenze castellate.

 

 

Nel cuore delle nostre città, ma anche tra i paesaggi del territorio, ci attendono castelli medievali dal fascino fiabesco, maestose fortezze rinascimentali, baluardi militari e cittadelle fortificate, testimonianze di un passato glorioso e appassionato. Tra le cinta murarie sono custoditi tesori d’arte di inestimabile valore, collezione di dipinti, armi e suppellettili originali, importanti spazi museali.

Partenda da Brescia, l’orgoglio e la forza di questa città si mostrano dall’alto della sua terra, con il poderoso complesso di edifici sul colle Cidneo. Il suo castello ne è il principale protagonista. Le origini si perdono nella notte dei tempi, addirittura nell’età del bronzo, ma è dall’epoca romana e medievale poi che questo sontuoso edificio assume carattere e personalità. Chiamato “Falcone d’Italia”, il castello domina la città mostrando il suo profilo militare sia dentro che fuori le cinta murarie. Come antica fortezza veneziana-viscontea conserva ancora intatto il suo fascino e accoglie i visitatori che percorrono un vero viaggio a ritroso nel tempo.

L’esperienza non regala solo una magnifica vista sulle fortificazioni della Rocca ma anche un percorso tra le diverse aree ricreative che sorgono dentro le mura o lungo le stradine ombreggiate fino alla sommità del colle. Si possono scoprire gli antichi Magazzini dell’Olio, la Torre dei Francesi e il magnifico Ponte levatoio con un impianto di epoca medievale. Qui hanno sede importanti spazi museali come il trecentesco edificio “Mastio visconteo” che ospita il civico Museo delle Armi “Luigi Marzoli”, uno dei più rinomati d’Europa per la ricchezza delle sue collezioni d’armi e armature quattro-cinquecentesche e armi da fuoco sei-settecentesche.

(www.turismobrescia.it)

Tra le terre di Cremona alcuni itinerari tematici ci portano alla scoperta di antiche città murate, residenze castellate ed edifici agricoli fortificati. Il percorso inizia da Pandino, località che ospita un magnifico castello, residenza ducale viscontea. L’architettura a pianta quadrangolare con torri leggermente sporgenti, l’ampio cortile e i loggiati impreziositi da decorazioni policrome restituiscono ancora il fascino originale. Lasciate le atmosfere trecentesche si arriva a Soncino (www.soncino.org), dove ci attende la rocca sforzesca, una delle architetture militari più rappresentative della regione. Una pausa che ci porta nel cuore tumultuoso sec. XV, un’epoca bellicosa che ha imposto architetture più massicce, cinte murarie più robuste e torrioni più bassi. Adesso uno sguardo alla torre “del Capitano”, che troneggia sul centro abitato, racchiuso dalla medievale cinta urbica e dal fossato. Cambiamo scenario e spostiamoci a circa 25 km da Cremona, dove è situato il comune di Torre de’ Picenardi, un piccolo centro ricco di storia e di antichi insediamenti nobiliari. Fra le varie vestigia da non perdere la piazza principale, caratterizzata dalla mole della splendida Villa Sommi Picenardi, antica residenza della nobile e antica famiglia cremonese. Un luogo magico che regala un incantevole giardino in stile inglese, visitato e celebrato nella storia da reali, poeti e letterati di ogni epoca. (www.prolocotorredepicenardi.it/)

 

Un perfetto charme medievale lo sfoggia la città di Pavia, con un edificio emblematico della sua storia, il Castello Visconteo, che regala un’esperienza emozionante e culturalmente ricca. Costruita in pochissimi anni a partire dal 1360 per volontà di Galeazzo II Visconti questa dimora stupisce per il rigore e la pulizia architettonica, la ricchezza di dettagli e il valore delle opere al suo interno. Un luogo che, senza annullare connotati militari, offre ancora tutti gli aspetti funzionali e decorativi di un palazzo residenziale, come le grandi bifore esterne, il loggiato del cortile o gli affreschi delle sale interne. Di particolare valore estetico il decoro con imprese viscontee sul cielo stellato della “Sala Azzurra” e le figure del Cristo morto e dei Santi nell’originaria cappella. Le numerose sale sono oggi diventate gli spazi espositivi dei Musei Civici della città, un polo museale importante che offre ambienti ed esperienze diverse: dal museo archeologico alla Sala Longobarda, dalla sezione romanica a quella rinascimentale, dalle Pinacoteche al Museo del Risorgimento.

 

Di grande interesse è la ricostruzione dell’area sepolcrale di Casteggio: due tombe a cremazione in mattoni e un cippo sepolcrale, che testimoniano l’appartenenza di Clastidium al territorio di Piacenza. Magnifica per ricchezza e valore anche la collezione egizia con circa 150 oggetti tra papiri, vasi canopi, amuleti e bronzetti.  E poi la “Sala Longobarda” al Museo Archeologico che espone argenti paleocristiani, oreficerie tardoromane e i reperti longobardi, che raccontano lo splendore raggiunto da Pavia capitale di Regno.  (www.museicivici.pavia.it)

 

Parma punteggia il suo tessuto storico e culturale con 13 importanti castelli, 13 magnifici edifici dal fascino fiabesco e militare che da secoli “fanno la guardia” al territorio. Tra i boschi e i vigneti dall’Appennino al Grande Fiume Po, tutte queste fortezze sono visitabili e in alcuni casi è possibile sceglierle per un soggiorno, dove dormire e svegliarsi in un’epoca storica diversa, tra raccolte atmosfere del Medioevo o nel fascino della Belle Epoque. Ecco quindi la maestosa “Fortezza di Bardi”, imponente esempio di architettura militare, arroccata da più di mille anni su un ripido sperone, oggi custode del Museo della Civiltà Valligiana e del nuovo Museo della Fauna e del Bracconaggio. E poi il solido “Castello di Compiano” dell’anno mille, roccaforte dei Landi e poi dei Farnese, che si fa ammirare in tutta la sua robusta compattezza e stupisce per i preziosi oggetti d’arte e dipinti del ‘600 e del ‘700 al suo interno. I suoi spazi sono la location ideale per ricevimenti e cene di gala. Atmosfere più eleganti circondano invece il Castello di Tabiano, immerso nel verde e nelle leggende, che ci racconta importanti eventi, guerre tra Guelfi e Ghibellini, dissidi tra impero e papato, assedi, distruzioni e tradimenti. Il castello spicca sul Borgo in posizione dominante sulle prime colline che sovrastano la Pianura Padana, con un panorama che spazia dall’appennino fino alla catena alpina. E lo stupore si coglie anche al suo interno; tra le tante sale, riccamente arredate e impreziosite da affreschi, i giardini, uno scalone d’onore e la cappella privata. Un luogo che sa celebrare momenti importanti anche oggi, dai meeting di lavoro alle cerimonie di nozze.

Piacenza porta in luce il valore del suo antico Ducato, dove tanti castelli, di diversa fattura, ne testimoniano il valore storico e artistico. Una sosta d’obbligo è alla Rocca e al castello di Agazzano, un importante complesso composto da due strutture e un ampio parco-giardino a terrazza che si affaccia sulla val Luretta. E’ una felice sintesi tra l’architettura difensiva medioevale e l’eleganza della dimora signorile rinascimentale, arredato con mobili d’epoca regala splendidi affreschi e preziose suppellettili. Un fascino più discreto e un’indole agreste sono i tratti salienti del Castello di Paderna, un fortilizio con ampia corte agricola che conserva la chiesa di Santa Maria, con pianta a croce greca. Oggi, residenza padronale, è azienda agricola biologica, orto-giardino con antiche varietà di prodotti, fattoria didattica e sede di importanti manifestazioni legate alla coltivazione della terra. Un’esperienza che coniuga arte, storia, momenti di riflessione e di apprendimento. Le visite guidano i visitatori in un percorso tra sapori e valori locali, attraverso l’Azienda agricola biologica, la Torre d’ingresso, il Piccolo museo contadino, la Torre nell’acqua, la Chiesa di S. Maria e il Parco. Un’immersione nella più autentica atmosfera medievale la regala invece la Rocca Viscontea di Castell’Arquato, un gioiello di architettura del XIV secolo, che ancora affascina dominando, con le sue torri, il borgo e la Val d’Arda. L’edificio, tutto in laterizio, ha un colore e un’immagine che non si dimenticano, soprattutto al calare del sole, quando le mura e le torri diventano figure maestose e si trasformano in inquadrature cinematografiche. (www.castellidelducato.it)

Monumenti di Piacenza

La Primogenita d’Italia possiede un notevole patrimonio artistico che si esprime nei suoi monumenti, simbolo della storia millenaria che caratterizza la città. Il periodo di maggiore splendore per Piacenza fu il Cinquecento, quando la città era la sede del Ducato di Parma e Piacenza sotto la famiglia dei duchi Farnese. I monumenti di Piacenza, insieme alla sua ottima cucina, sono uno dei tanti motivi per organizzare una visita alla città.

 

Monumenti di Piacenza: Statue equestri di piazza Cavalli

Forse uno dei più rappresentativi di simboli della città, le Statue equestri di piazza Cavalli sono indiscusse opere d’arte barocca. I due monumenti rappresentano Ranuccio e Alessandro Farnese, il primo a destra guardando Palazzo Gotico, e l’altro a sinistra. Vennero realizzate nell’arco di sedici anni, dal 1612 al 1628, dallo scultore toscano Francesco Mochi da Montevarchi su commissione della comunità che voleva celebrare la famiglia Farnese. La prima statua che venne terminata e poi messa sul lato ovest di piazza Cavalli fu quella di Ranuccio, di gusto più manierista, e in seguito quella di Alessandro che grazie alla dinamicità del cavallo, al mantello e alla criniera del cavallo, oltre alla torsione del suo condottiero, è uno dei maggiori capolavori del barocco. Le basi in marmo bianco di Carrara sono abbellite da bassorilievi bronzei che raffigurano le Allegorie della pace e del Buon Governo e due scene della Battaglia delle Fiandre dove trovò la morte Alessandro Farnese.

 

Piacenza Piazza Cavalli

Monumenti di Piacenza, Statue equestri di Piazza Cavalli

 

Monumenti di Piacenza: Teatro Municipale

Punto di riferimento per l’arte piacentina, il Teatro Municipale è uno dei monumenti più belli della città, e si trova in piazza Sant’Antonio. Di gusto neoclassico, il Teatro Municipale venne inaugurato nel 1804. Il suo progetto si deve all’architetto piacentino Lotario Tomba, colui che realizzò anche il Palazzo del Governatore in piazza Cavalli. A forma di tre quarti di ellisse, in modo da ottenere migliori prestazioni visive e di acustica, il teatro conta un migliaio di posti a sedere. Bellissimi i bassorilievi raffiguranti le Allegorie dei generi teatrali di Alessandro Pettinati, che si trovano sopra le porte della balconata in pietra del primo piano. Bellissimo e ricco di sfarzo è il foyer. La facciata venne rielaborata quasi 30 anni dopo e ricorda quella del Teatro alla Scala di Milano, realizzata dal Piermarini. È dotata di un antiportico che in origine fungeva da fermata per le carrozze.

 

Piacenza Teatro Municipale

Monumenti di Piacenza, Teatro Municipale

 

Monumenti di Piacenza: Palazzo Landi

Oggi sede del Tribunale, della Corte d’Assise e della Prefettura, Palazzo Landi è uno dei monumenti più interessanti della città di Piacenza. Rappresenta il più affascinante esempio di residenza signorile del Rinascimento presente a Piacenza. Venne costruito nel quindicesimo secolo da Manfredo Landi, consigliere dei Duchi di Milano, che affidò la facciata a Giovanni Battagio da Lodi, lo stesso che realizzò il Tempio dell’Incoronata a Lodi. Palazzo Landi sorge sulle fondamenta di un più antico palazzo medievale che apparteneva alla potente e ricca famiglia dei Landi. Lo ricorda una lapide posta sull’angolo a sinistra. Pregevole il portale, che richiama un arco di trionfo romano. È molto ricco e realizzato in marmo da Giovan Pietro da Rho, che impreziosì gli stipiti con figure allegoriche. Le colonne ai due lati del portale recano una il simbolo della concordia, raffigurata da tre uomini con le mani intrecciate, e l’altra i simboli delle arti, raffigurate da tre donne che impersonificano la musica, la pittura e la poesia. Ottavio Farnese requisì Palazzo Landi nel 1578, per vendicare la congiura contro il padre Pier Luigi, cui aveva partecipato anche Agostino Landi, e divenne sede del Supremo Consiglio di Giustizia e poi del Tribunale delle Finanze.

 

Per maggior informazioni sui monumenti di Piacenza: www.comune.piacenza.it

 

Monumenti di Brescia

Brescia è una città ricca di monumenti. Passeggiando per le vie del centro basta girare l’angolo e ci si ritrova di fronte a monumenti che raccontano un pezzo della storia di questa straordinaria città. Accanto ai grandi monumenti del passato, come l’area romana divenuta patrimonio Unesco, e a quelli che hanno fatto la storia della spiritualità bresciana, come la tante chiese sparse in città, sono molte le bellezze da godere durante una gita alla scoperta della Leonessa d’Italia

 

Monumenti di Brescia: Torre della Pallata

La Torre della Pallata, o più semplicemente Pallata, è uno dei simboli di Brescia, oltre che uno dei monumenti più rappresentativi del medioevo bresciano. È l’unica delle quattro torri dell’epoca giunte fino a noi. Si trova nel centro storico di Brescia, all’angolo tra via Pace e Corso Mameli, e la sua costruzione risale al 1248. È alta 31 metri e la sua pianta è quadrata, interamente in pietra di Botticino. È stata costruita per difendere la porta di S. Giovanni. La pallata, infatti, indicava una palizzata eretta come difesa. Solo nel Quattrocento venne aggiunta la torre campanaria, così come l’orologio, e nel Cinquecento la bella fontana che ancora oggi zampilla ai suoi piedi. Questa fontana, che dà su via Pace, fu progettata da Antonio Carra, che vi scolpì due figure sdraiata che secondo alcuni interpreti rappresentano i fiumi Garza e Mella, per altri i laghi di Garda e d’Iseo.

 

Monumenti di Brescia: i Portici e la Torre dell’Orologio

Da Piazza della Loggia, nel suo versante orientale, si sviluppano i Portici, luogo deputato allo shopping cittadino e salotto di Brescia. L’edificio che li contiene è stato realizzato in gusto veneziano, da Pier Maria Bagnadore nel 1595. Nella parte superiore dell’edificio dei portici è incorporata la Torre dell’Orologio. L’orologio è composto due diversi quadranti, uno che dà su piazza della Loggia e uno che affaccia su via Beccaria. I due quadranti segnano le ore, le fasi lunari e i segni zodiacali. Sulla sommità si trovano una campana in bronzo e due statue in rame, noti a tutti i bresciani come “i macc de le ure”, o col nomignolo di “Tone e Batista”. Si tratta di due automi la cui funzione era quella di scandire le ore sulla campana. I Portici e la Torre dell’Orologio sono una tappa obbligata per quanti intendano visitare Brescia e i suoi monumenti.

 

Monumenti di Brescia, Teatro Grande

 

Monumenti di Brescia: Teatro Grande

Il Teatro Grande non è solo uno dei tanti monumenti di Brescia. È un gioiello. Costruito nel 1739 dall’architetto Carlo Manfredi, è stato edificato nello stesso luogo dove cent’anni prima nacque il primo teatro pubblico a Brescia, voluto dall’Accademia degli Erranti. Elegante e raffinato, il Grande è un ottimo esempio di architettura di teatro all’italiana. Sorge a metà di corso Zanardelli, in pieno centro città, e venne costruito e rimodernato più volte, dalla prima metà del diciottesimo secolo, fino a metà del diciannovesimo. La sala teatrale, in stile neoclassico venne progettata dall’architetto Luigi Canonica nel 1806, ed è a forma di ferro di cavallo. È perfetta per l’opera lirica grazie alla sua acustica secca che privilegia la voce, anche se il suo cartellone è sempre ricco di opere di vario genere. Accanto a essa c’è il Ridotto, un piccolo capolavoro del rococò bresciano, che ha un pregevole soffitto decorato con figure di divinità olimpiche. Interessanti da notare anche i tre busti posti all’entrata dalla scalinata. Uno rappresenta Arturo Benedetto Michelangeli, il più famoso pianista del mondo, un altro Giuseppe Verdi, e il terzo Gerolamo Rovetta, finanziatore del teatro. Al Teatro Grande nel 1904, Puccini presentò l’opera Butterflay acclamata calorosamente dai bresciani.

 

Per maggior informazioni sui monumenti di Brescia: www.bresciatourism.it

 

Chiese di Modena

Anche se è conosciuta più per i motori, la buona tavola e il bel canto, Modena può vantare chiese bellissime. Il Duomo, insieme alla torre Ghirlandina e piazza Grande, sono stati infatti dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità perché sono una testimonianza unica ed eccezionale del romanico. Accanto a questi edifici di straordinaria bellezza, però, a Modena ci sono molte altre chiese, che meritano senza dubbio una visita. In tutto si conta che il centro storico abbia 15 chiese.

 

Chiese di Modena: Duomo

Il 9 giugno 1099 venne posata la prima pietra del Duomo di Modena, per volere delle varie classi sociali cittadine per custodire i resti di San Geminiano, vescovo ed evangelizzatore delle terre modenesi, morto nel 397 e divenuto patrono della città. La consacrazione del Duomo di Modena, intitolato a Santa Maria Assunta, avvenne nel 1184 alla presenza di Papa Lucio III. Il progetto venne affidato all’architetto Lanfranco e allo scultore Wiligelmo, che diedero vita a una sintesi fra la cultura antica e la nuova arte lombarda, creando un modello fondamentale per la civiltà romanica. Bellissime le sculture con le storie della Genesi che decorano la facciata. Dalla fine del XII secolo vi lavorarono i Maestri Campionesi. Il risultato è un’opera di abbacinante bellezza, sia all’interno che all’esterno.

Chiese di Modena, Duomo

Chiese di Modena: Santa Maria della Pomposa

Santa Maria della Pomposa è una delle chiese più antiche di Modena. Si trova nell’omonima piazzetta e fa parte del complesso denominato Aedes Muratoriana. È dedicata a San Sebastiano, ma il suo nome deriva dall’abbazia di Santa Maria Pomposa nel delta del Po, dalla quale dipese dalle origini duecentesche fino al 1492. Si pensa che le prime notizie risalgono al 1153. Nella facciata si notano ancora le tracce della porta medievale arcuata. L’edificio venne ricostruito nel diciottesimo secolo e venne affidato allo storico giurista ed erudito Ludovico Antonio Muratori, considerato una delle menti più geniali del ‘700. Muratori divenne prevosto della chiesa, e che qui è sepolto. Sconsacrata nel 1774, la chiesa venne riconsacrata nel 1814 grazie alla Confraternita di San Sebastiano. Romanica all’esterno, neoclassica con sfumature gotiche all’interno, la Chiesa di Santa Maria delle Pomposa custodisce opere importanti, tra le quali la Vergine in Trono circondata dai santi di Giovanni Boulanger.

 

 

Chiese di Modena: Abbazia di San Pietro Apostolo in Modena

Annessa all’ antica Abbazia Benedettina fondata nel 983, la chiesa è stata ricostruita tra il 1476 e il 1518. La facciata in cotto è attraversata da un pregevole fregio anch’esso in cotto, composto da cavalli marini intrecciati a satiri alati, realizzato intorno al 1530.

L’interno, ripartito in cinque navate, è ricco di opere realizzate tra il ‘400 e il ‘500, che costituiscono quasi una rassegna degli artisti locali del tempo. Di Antonio Begarelli sono le sei grandi statue in terracotta raffiguranti la Madonna della Concezione e vari santi. Di particolare importanza è la nona cappella in cui è collocata l’ultima opera dell’artista raffigurante la Madonna in Gloria e i Santi Pietro, Paolo, Geminiano e Benedetto; in fondo alla navata destra si può ammirare la Pietà. Notevole è l’organo cinquecentesco di Giovanni Battista Facchetti . Di particolare pregio è la sagrestia con gli affreschi di Girolamo da Vignola e con i banconi dalle splendide tarsie eseguite da Gianfrancesco da Cremona nel 1548. Annessa alla chiesa è la Spezieria Monastica con acetaia. Di recente è stato scoperto un suggestivo affresco raffigurante San Benedetto e il Re Totila dei Goti attribuito a Bernardino Cervi.

 

Chiese di Modena: San Bartolomeo

La chiesa di San Bartolomeo, in pieno centro città, è una delle chiese più imponenti di Modena e dell’intera provincia. È la chiesa dei gesuiti. Venne costruita tra il 1607 e il 1629 dai seguaci della Compagnia di Gesù. Merita una visita soprattutto al suo interno, per via dei fastosi affreschi che la decorano.  Il punto privilegiato per ammirare la chiesa di San Bartolomeo si trova sul pavimento della chiesa stessa, sul quale c’è un disco dove posizionarsi per godere appieno delle bellezze dell’edificio. Molto particolari sono i giochi di prospettiva, che disegnano una cupola in realtà inesistente.

 

Chiesa di Santa Maria degli Angeli del Paradiso

La chiesa è detta anche del Paradisino perché il luogo dove venne costruita la chiesa nel 1596 era una fonte chiamata Paradiso che si diceva avesse l’acqua più buona di tutta Modena. Le linee sono semplici e l’architettura è essenziale, ma quello che stupisce e abbaglia è il soffitto realizzato da Camillo Gavasseti. Bellissimo, ligneo e a cassettoni, è splendidamente decorato e dipinto con raffigurazioni finissime. Degno di nota anche l’altare in legno intagliato e dorato della quarta cappella di destra, che ospita una tela attribuita alla scuola di Jean Boulanger. Oggi la chiesa è in uso alla comunità ortodossa ucraina, e per questo motivo la parte del presbiterio ospita una grande iconostasi tipica della tradizione orientale.

 

 

 

 

Per maggiori informazioni sulle chiese di Modena: www.visitmodena.it

 

 

Luoghi storici di Reggio Emilia

Reggio Emilia, conosciuta per la sua arte culinaria e gastronomica, è una città i cui luoghi storici hanno segnato la storia dell’Italia unita. Fu proprio a Reggio che venne scelto il Tricolore come bandiera nazionale. Una città dall’anima ribelle, che ha combattuto contro antiche servitù. I luoghi storici di Reggio Emilia si sviluppano attorno alla Via Emilia, decimano massimo dell’antica città romana, che ancora oggi divide a metà il centro storico.

 

Luoghi storici di Reggio Emilia: Sala del Tricolore

Di stile neoclassico, la Sala del Tricolore trova spazio all’interno del Palazzo Comunale. Si chiama così perché in questa sala nel gennaio del 1797 si svolse la seduta durante la quale 110 deputati in Congresso a Reggio adottarono il Tricolore come bandiera d’Italia. A fianco della Sala del Tricolore, dove oggi si svolgono le sessioni del consiglio comunale e le più importanti manifestazioni istituzionali cittadine, c’è il Museo del Tricolore, dove si può ammirare e comprendere l’evoluzione della bandiera italiana. La Sala e il Museo sono due luoghi storici di Reggio Emilia che fanno capire le lotte della città per conquistare il proprio futuro di libertà e uguaglianza.

Luoghi storici di Reggio Emilia, Sala del Tricolore

 

Luoghi storici di Reggio Emilia: le Piazze

Dalla Sala del Tricolore si può intraprendere il cosiddetto percorso delle piazze, veri e propri luoghi storici di una città. Piazza Prampolini, un tempo Piazza Grande, è il cuore di Reggio Emilia. Qui si affacciano il Duomo col Battistero romanico, e il Palazzo Comunale. A pochi passi da Piazza Prampolini, attraversando i portici del Broletto, c’è Piazza San Prospero, detta anche Piazza Piccola, o Piasa Céca in dialetto reggiano tradizionale sede del mercato e luogo dove sorge la basilica dedicata al patrono della città. Qui, nei caffè che affacciano sulla piazza, un tempo si ritrovavano i patrioti. A Reggio Emilia ci sono altre due storiche piazze: Piazza Cesare Battisti, su cui si affacciano il Monte di Pietà e il Palazzo del Capitano del Popolo, e Piazza Fontanesi, ricca di alberi e botteghe di antiquariato.

 

Luoghi storici di Reggio Emilia, Piazza Prampolini

 

Luoghi storici di Reggio Emilia: i tre teatri

Cavallerizza, Municipale e Ariosto. Sono questi i luoghi storici della cultura di Reggio Emilia. Tre teatri dove batte il cuore di Reggio, ciascuno con una propria identità. Il cuore della vita culturale della città è il Teatro Municipale intitolato a Romolo Valli, dove oggi vanno in scena opere, concerti, danza, musical e operette. Interamente in stile neoclassico, è considerato uno dei teatri più belli d’Italia. Imponente nella sua maestosità, l’intero complesso del Teatro, circondato dai giardini pubblici, copre un’area di 3.890 mq. Venne progettato dall’architetto Cesare Costa e costruito tra il 1852 e il 1857. Costò tantissimo: oltre 1 milione e 600 mila lire di allora, che equivalgono a otto milioni di euro di oggi. In origine poteva contenere 1600 spettatori, oggi 1150. Fu in questo teatro che Luciano Pavarotti debuttò nel 1961 con la Bohème.

Il Teatro Romolo Valli sorge in Piazza Martiri del VII Luglio, vicinissimo a P.za della Vittoria su cui si affaccia il Teatro Ludovico Ariosto, che invece mette in scene opere di prosa e danza. La prima costruzione fu tra il 1740 e il 1741 su disegno di Antonio Cugini. Andò distrutto nel 1851 da un incendio e venne ricostruito nel 1878, seguendo la logica del politeama. Il teatro della Cavallerizza, il più moderno dei tre, risalente agli anni ’90 e intitolato a Cesare Zavattini, ospita spettacoli sperimentali, per lo più eventi musicali e di danza contemporanea.

Reggio Emila Teatro Valli Interno

Luoghi storici di Reggio Emilia, teatro Valli

 

Per maggio informazioni sui luoghi storici di Reggio Emilia: www.comune.re.it/turismo

Kristof Kintera – Postnaturalia

Dal 19 marzo al 30 luglio

 

 

Collezione Maramotti

 

 

Il nuovo progetto dello scultore ceco Kristof Kintera. Una complessa installazione che si innesta in diversi spazi della Collezione Maramotti, come in un organismo vivente.

 

www.collezionemaramotti.org

Monumenti di Monza

Monza, la città preferita da re e regine, soprattutto quelli Longobardi, è una città ricca di monumenti. Dall’Arengario alla Villa Reale, passando per il Duomo, le architetture civili e religiose sono inserite in una cornice magica che rimanda indietro nel tempo. Monza, piccolo gioiello e cuore della Brianza, sa regalare fascino ed eleganza, con i suoi molti monumenti. Poco distante dal centro storico, poi, sorge il monumento per eccellenza simbolo della città: l’Autodromo.

 

Monumenti di Monza: Ponte dei Leoni

Quattro leoni in marmo sono posti all’ingresso e all’uscita del Ponte, per decorarne i quattro angoli. Il Ponte dei Leoni mostra a chi lo attraversa uno scorcio della città incantevole. Da qui si può vedere un insolito panorama, con il fiume Lambro che passa in mezzo alle case. Il Ponte dei Leoni è parte integrante della città. Venne costruito nel 1842 vicino ai resti di un antico ponte romano che era sostenuto da 7 arcate. Alcune di esse sono ancora oggi visibili nel letto del fiume, e una invece è nascosta nella cantina di un edificio posto alla destra del fiume per chi sale verso l’Arengario.

 

Monumenti di Monza: Fontana delle rane

In mezzo a Piazza Roma, cuore pulsante di Monza, si trova questa insolita fontana, detta anche la Sirenetta dei monzesi. Sorge proprio vicino all’imponente Arengario. Si tratta di una scultura in bronzo opera del friulano Aurelio Mistuzzi, risalente al 1932. È raffigurata una giovane donna al bagno, dai tratti dolci e sinuosi. Nella mano destra, con un gesto lieve che dà il senso del movimento, tiene una rana, dalla cui bocca esce uno zampillo di acqua. Alla base della fontana ci sono altre rane, sempre in bronzo. Sul fondo della vasca, in marmo, una serie di mosaici rappresentano rane e pesci colorati.

Monumenti di Monza: Museo del Design

Anche se in sé il Triennale Design Museum non è un vero e proprio monumento, i pezzi qui conservati sono degni di nota perché rappresentano essi stessi dei monumenti. Pezzi storici, che testimoniano le innovazioni, le sperimentazioni e l’eterogeneità della storia del design italiano. È allestito nel Belvedere della Villa Reale, all’ultimo piano della Reggia, da cui si piò godere di un panorama incantato sul Parco di Monza.  Visitare questo museo di Monza significa capire, attraverso i suoi pezzi iconici e monumentali, cosa sia davvero il design in Italia.

 

Monumenti di Monza: Mulino Colombo

Situato in pieno centro a Monza, il Mulino Colombo è uno dei monumenti più importanti di archeologia industriale della città, donato a Monza dai proprietari nel 1987. Ancora oggi conserva la sua struttura originaria, con due edifici paralleli, ed è l’unico mulino sul fiume Lambro ancora integro. In origine, si ritiene che già nel XVIII secolo fosse attivo, serviva per macinare il grano. In seguito venne impiegato per la follatura della lana e infine come frantoio. Oggi il Mulino Colomboospita il  Museo Etnologico di Monza e Brianza e vi vengono organizzate importanti mostre.

 

Monumenti di Monza: Autodromo

Quello di Monza è uno dei più antichi circuiti automobilistici fissi al mondo, dopo Brooklands e Indianapolis. Le sue 12 curve e i suoi 5793 metri di lunghezza lo fanno universalmente riconoscere come il tempio della velocità. Venne inaugurato nel 1922 per volere dell’Automobile Club d’Italia per celebrare i 25 anni dell’associazione. Per costruirlo e terminarlo vennero impiegati solo centodieci giorni di lavoro: dal 15 maggio al 15 agosto. L’Autodromo Nazionale Monza è di diritto un monumento, poiché è diventato il simbolo della città. Qui si disputa il Gran Premio d’Italia di Formula 1. Sarebbe un vero peccato visitare Monza senza fare una tappa all’Autodromo. Sorge all’interno del Parco di Monza, in uno scenario unico al mondo.

 

Per maggiori informazioni sui monumenti di Monza: www.turismo.monza.it

Luoghi storici di Modena

Bella e a misura d’uomo. Modena è una città da vivere e da visitare, per le sue bellezze e per la sua storia. Tutto gravita attorno ai luoghi storici più belli della città. La via Emilia, la grande arteria romana che attraversa la città, fa da punto di riferimento per poter raggiungere a piedi o in bicicletta i luoghi che hanno fatto la storia di Modena, tra cui Piazza Grande, il Palazzo Comunale, il Palazzo Ducale.

 

Luoghi storici di Modena: Piazza Grande

Piazza Grande è talmente bella che l’Unesco 20 anni fa l’ha inserita tra i patrimoni dell’Umanità insieme al Duomo e alla torre civica della Ghirlandina. Nelle motivazioni che hanno portato a inserire il complesso tra i patrimoni Unesco si legge che Piazza Grande, con Duomo e Ghirlandina, offre un “esempio di sviluppo urbano strettamente collegato ai valori della vita civica, specialmente nelle relazioni che esso rivela tra l’economia, la religione e la vita politica e sociale della città”. Inoltre è una delle “testimonianze più eccezionali della società urbana nell’Italia settentrionale tra i secoli XII e XIII” e gli edifici della piazza ne riflettono i valori. Tutta la vita di Modena è sempre passata da Piazza Grande. Questo luogo storico di Modena quando nacque, nel XII secolo, si chiamava Piazza Duomo, e sono nella seconda metà del diciassettesimo ha preso il nome di Piazza Grande. Da sempre qui si sono incontrati il potere temporale e quello religioso, e lo testimonia la pietra Ringadora, uno dei simboli più curiosi della piazza. Non c’è cittadino o turista che passando in piazza non si fermi davanti a questo lastrone di calcare ammonitico rosato lungo tre metri che si trova davanti al Palazzo Comunale. La grossa pietra serviva da tribuna e da pulpito agli oratori modenesi che parlavano ai cittadini durante le adunanze popolari.

 

luoghi storici di Modena, piazza Grande

 

Luoghi storici di Modena: Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale di Modena è una somma di luoghi storici, che nel Medioevo avevano varie funzioni e che nei secoli sono stati accorpati tra loro. Il sapiente lavoro di ristrutturazione ha saputo dare un’armonia degli spazi. Per iniziare una visita di Modena, è bene cominciare da qui, essendo a piano terra situata la sede dell’ufficio informazioni turistiche della città. L’insieme dei tanti edifici è tenuto unito da un elegante porticato, completato nel 1825, che chiude Piazza Grande sui lati est e nord. Su uno spigolo del Palazzo Comunale si trova la statua della Bonissima, realizzata nel dodicesimo secolo in marmo e calcare, che raffigura una donna vestita con un costume medievale e una lunga treccia di capelli fluenti sulla spalla. Non si sa chi sia davvero la donna, le leggende soo di pareri discordanti. C’è chi dice sia la Contessa Matilde di Canossa, chi dice sia una nobildonna, di nome Bona, che sfamò la cittadinanza in un’epoca di carestia. E infine c’è chi dice che la statua rappresenti l’onestà del commercio, essendo Piazza Grande da sempre sede di mercato.

 

Come Arrivare a Modena Piazza Roma

luoghi storici di Modena, Palazzo Ducale

 

Luoghi storici di Modena: Palazzo Ducale

Già sede della Corte Estense tra Seicento e Ottocento, oggi Palazzo Ducale è la sede della più prestigiosa Accademia Militare italiana. Maestoso e monumentale con la sua elegante facciata a tre piani piena di finestre affiancate, balaustre e statue, da molti è ritenuto essere il primo palazzo barocco d’Europa. Di sicuro è uno degli edifici barocchi più significativi d’Italia. Palazzo Ducale venne costruito a partire dal 1634 laddove sorgeva l’antico castello estense. Al primo piano di c’è il Museo Storico dell’Accademia Militare. Visitarlo non significa solo vedere la ricca esposizione di armi, armature, memorie, cimeli e militaria. Il Museo, infatti, è l’unico modo per poter visitare le meravigliose sale storiche di Palazzo Ducale.

 

Per maggiori informazioni sui luoghi storici di Modena: www.visitmodena.it

C.A.M.E.R.

1- 2 aprile

 

 

Centro Esposizioni

 

 

CAMER ovvero Club Auto Moto d’Epoca Reggiano: ecco la mostra scambio di auto, moto, cicli, ricambi e accessori d’epoca. In un’area di 45.000 metri quadrati con oltre 1.600 espositori si realizza un evento dedicato per appassionati e professionisti del mondo dei motori.

 

 

www.camerclub.it

Piacenza Jazz Festival

Fino all’8 aprile

 

 

A conclusione del Piacenza Jazz Festival, il calendario della manifestazione propone due eventi musicali da non perdere.

 

Il 6 aprile la musica jazz entra per la prima volta nella Cattedrale di Piacenza, Le note del contrabbasso o il violoncello di Danielsson e del pianoforte di Privat si uniscono ai dipinti della cupola, in una miscela di sonorità nordiche, classiche e pop.

 

 

Il giorno 8 con la chiusura del festival si terranno il Galà finale e la premiazione del concorso “Bettinardi 2017” presso lo spazio Le Rotative. I festeggiamenti saranno dedicati ai giovani talenti del Jazz italiano nelle sezioni Solisti, Gruppi e Cantanti. Un momento che premia l’ambizione, la passione e il rigore delle figure più promettenti della musica.

 

 

www.piacenzajazzclub.it

Guercino tra sacro e profano

Fino al 4 giugno

 

 

Duomo

 

 

Omaggio del Guercino negli straordinari spazi della cupola del Duomo. Un percorso, tra sacro e profano, che unisce due luoghi simbolo della città dove i visitatori avranno la possibilità di ascendere all’interno della cupola del Duomo per ammirarne gli straordinari affreschi e di contemplare una selezione di 20 capolavori in mostra a Palazzo Farnese.

 

 

guercinopiacenza.com

Patti Smith – Higher Learning

Dall’8 aprile al 16 luglio

 

 

Palazzo del Governatore

 

 

Parma ospiterà la mostra fotografica dell’icona del rock Patti Smith, con circa 120 opere scattate in bianco e nero durante i viaggi dell’artista per il mondo. In contemporanea sarà possibile vistare anche un’altra mostra di opere fotografiche dal titolo, The NY Scene – arte, cultura e nuove avanguardie anni ’70-’80, prodotta da Photology.

 

 

Le mostre “Higher Learning” e “The NY Scene – arte, cultura e nuove avanguardie anni ’70-’80” saranno aperte dall’8 aprile al 16 luglio 2017.

 

 

I biglietti saranno in vendita on line tramite il circuito Midaticket dal sito www.unipr.it/pattismith a partire da metà marzo, e direttamente al Palazzo del Governatore nei giorni e negli orari di apertura delle mostre.

 

 

www.midaticket.itwww.unipr.it/pattismith