Escursioni in provincia di Pavia

Bellissima e rilassante, Pavia è una città ricca di spunti per gite a contatto con le bellezze della sua terra. Le escursioni che si possono fare in provincia di Pavia sono moltissime e in grado di soddisfare la voglia di scoperta di luoghi storici e artistici di alto livello, unita ai piaceri della tavola.

 

Escursioni in provincia di Pavia: Vigevano e la sua piazza

Vigevano è il comune simbolo del Rinascimento Lombardo. Una gita a Vigevano è senza dubbio una delle escursioni in provincia di Pavia che meritano di essere fatte. Leonardo, che qui vi risiedette per lungo tempo, la indicò come la “città ideale”, grazie alla perfezione dei suoi palazzi e delle sue costruzioni, racchiuse all’interno delle mura. La bellezza di Vigevano rende la città un vero museo a cielo aperto, con l’imponente Duomo, il Castello, le scuderie, la strada coperta e sotterranea. E poi la meravigliosa piazza Ducale, voluta da Ludovico il Moro sul modello del Forum romano. Semplicemente bellissima. È un vero gioiello, oltre che uno dei migliori esempi dell’architettura lombarda del XV secolo. E insieme alla piazza il simbolo della città è la Torre del Bramante, che sorge nel punto più alto della città. La sua edificazione comincia nel 1198 e termina nel ‘400, quando il Bramante la ultimò. Dalla torre è possibile ammirare un bellissimo paesaggio, che domina la piazza, il castello e l’intera città di Vigevano.

 

Escursioni in provincia di Pavia: i sentieri tra i vigneti dell’Oltrepo

L’Oltrepo Pavese è una terra meravigliosa, che alla fine dell’estate riesce a dare il meglio di sé. Sono decine gli itinerari che si possono percorrere alla scoperta dei vigneti, e centinaia i chilometri da percorrere a piedi o in bicicletta prima e dopo una bella passeggiata che aiuti a smaltire un pranzo in uno dei tanti agriturismi del suo territorio. Molte escursioni in questa zona della provincia di Pavia si possono percorrere anche a cavallo, anzi sono proprio studiati per essere percorsi a cavallo. Sono infatti molte le ippovie che permettono di scoprire l’Oltrepo e i suoi vigneti e sono molte le realtà del territorio che organizzano escursioni a cavallo, adatte a ogni età e a ogni preparazione.

 

Escursioni in provincia di Pavia, L’Oasi di Sant’Alessio

 

Escursioni in provincia di Pavia: la Via del Sale

Il tratto che da Varzi arriva fino a Genova viene chiamato Via del Sale, perché anticamente era un percorso di mercanti e pellegrini, che commerciavano il sale. Oggi la Via del Sale è una delle escursioni in provincia di Pavia tra le più affascinanti. Per essere percorsa serve un buon allenamento: il tracciato non è particolarmente difficile ma per essere percorso per intero richiede circa tre giorni. Qualunque sia il momento dell’anno in cui si decide di fare un’escursione alla Via del Sale, il tempo è ideale per unire alla passeggiata delle corroboranti soste per degustare le specialità locali, insieme a un calice di Oltrepo. Che si percorra a piedi, in mountain bike o a cavallo, lungo la Via del Sale si possono ammirare chiese, castelli e borghi inseriti in un paesaggio dove tutto è rimasto come un tempo, e dove la natura è ancora incontaminata.

 

Escursioni in provincia di Pavia: L’Oasi di Sant’Alessio

L’Oasi di Sant’Alessio, a pochi chilometri da Pavia, è un giardino che consente a chi ama la natura di entrare in contatto ravvicinato con alcuni dei suoi fenomeni più segreti, senza infastidire gli animali. L’Oasi nacque nel 1973 quando Antonia e Harry Salamon acquistarono il castello di Sant’Alessio e il terreno circostante per ripopolare la natura, creando un allevamento di specie in pericolo. Dal 1994 l’Oasi è visitabile e rappresenta una delle escursioni in provincia di Pavia che permette di ammirare moltissime specie animali, liberi o in cattività. Nel corso degli anni l’Oasi ha ricevuto riconoscimenti a livello mondiale per i notevoli risultati nell’allevamento e la ripopolazione di specie selvatiche ed in via di estinzione.

 

Per maggiori informazioni sulle escursioni in provincia di Pavia www.visitpavia.it

Prodotti tipici di Brescia

È ricca di golosità la tradizione enogastronomica di Brescia, e si esprime in prodotti tipici dai profumi invitanti e dai sapori ricchi di gusto. Come in tutta la Lombardia, anche a Brescia la tradizione culinaria esalta i prodotti della terra e risente dell’eredità contadina che ha forgiato la cultura particolarmente operosa della sua gente.

 

Prodotti tipici di Brescia: l’olio dei laghi di Garda e Iseo

Il Lago di Garda e quello di Iseo sono due zone dove si produce un ottimo olio, rigorosamente extravergine di oliva. Si tratta di uno dei prodotti tipici di Brescia che è alla base della tradizione gastronomica locale. Sul Lago di Garda viene prodotto in quantità maggiore, mentre sul Sebino si tratta di una produzione di nicchia. Entrambi sono olii leggeri, digeribili, dal basso grado di acidità, con un gusto pieno. Il primo prodotto sulle colline della Valtenesi e da Desenzano a Limona, l’altro in tutti i comuni che si affacciano sul lago d’Iseo fino a Marone.

 

Prodotti tipici di Brescia: il formaggio Bagoss

Il formaggio Bagoss è uno dei prodotti tipici più saporiti e gustosi di Brescia. Arriva dai pascoli della Val Sabbia, del comune di Bagolino in particolare. Ha forma cilindrica, consistenza dura e tendenza a scagliarsi, dall’odore penetrante e il sapore intenso, quasi piccante. Il Bagoss però è molto più di un formaggio, è l’anima di Bagolino e traduce in gusto le caratteristiche degli abitanti, che in dialetto si chiamano appunto bagoss. La produzione del formaggio Bagoss risale al sedicesimo secolo, e date la sua caratteristiche organolettiche da sempre è considerato una prelibatezza da gustare nelle grandi occasioni, soprattutto durante il famosissimo carnevale, e da utilizzare per la preparazione del ripieno dei casonsei.

Prodotti tipici di Brescia, le bollicine della Franciacorta

Prodotti tipici di Brescia: le bollicine della Franciacorta

Frizzanti da fare invidia al cugino champagne, le bollicine della Franciacorta sono un vino DOCG dal 1995, la cui produzione è consentita solo nel territorio di Brescia. Le bollicine, dette anche semplicemente Franciacorta, sono un vino bianco ottenuto da une Chardonay e Pinot Nero, esclusivamente mediante rifermentazione in bottiglia La Franciacorta è una porzione di territorio che unisce Brescia al Lago d’Iseo e i suoi vini sono diventati uno dei prodotti tipici di eccellenza, che rendono Brescia famosa in tutto il mondo.

 

Prodotti tipici di Brescia: il caviale

Il caviale è uno di quei prodotti tipici che a Brescia non ti aspetti. Invece il Calvisius, che ormai indica le uova di storione bianco allevate a Calvisano dagli anni ‘70, seconde per dimensione solo al Beluga russo, è un gioiello tutto bresciano. Delizioso e prezioso, il Calvisius va gustato con un cucchiaio di madreperla, per non alterarne il gusto vagamente nocciolato. Ottimo in abbinamento con le bollicine della Franciacorta.

Prodotti tipici di Brescia, il Bossolà

Prodotti tipici di Brescia: il Bossolà e la Spongada

Bossolà e Spongada sono due dolcissimi prodotti tipici di Brescia. Entrambi si preparano con ingredienti semplici e genuini, e sono un augurio di buon auspicio per chi li riceve in dono o lo mangia. Il Bossolà, a forma di ciambella ma molto più soffice, è tipico di Brescia, e viene prodotto soprattutto nel periodo natalizio. La Songada, invece, è un dolce della Val Camonica, e a Breno ogni anno si svolge la fiera della Spongada, durante la quale le massaie si sfidano a chi prepara quella più buona.

 

Prodotti tipici di Brescia: la Rüsümada o Rosümada

Anche se oggi l’abitudine di consumarla è in disuso, la Rüsümada, o Rosümada, è l’ideale nelle giornate di freddo e nebbia. È un’antica bevanda energetica diffusa a Brescia e in tutta la Lombardia, preparata con uovo, dal cui rosso deriva il nome, e zucchero sbattuti insieme fino a ottenere una morbida crema da irrorare con caffè o vino. Buonissima a merenda, anticamente era considerata un ottimo rimedio contro i malanni di stagione, oltre che potente ricostituente. Oggi che il freddo non è più quello di un tempo e il dispendio energetico delle giornate lavorative pure, è preferibile limitare il consumo della Rüsümada. Ma uno strappo alla regola, ogni tanto, è concesso e rende la bevanda ancora più buona.

 

Per maggiori informazioni sui prodotti tipici di Brescia www.bresciatourism.it

Palio di Lodi

Domenica 1° ottobre

 

 

Aggiornato ma sempre fedele a se stesso torna il Palio di Lodi, la festa di un giorno che coinvolge tutta la città tra solennità religiose, gare di piazza e giochi per bambini.

 

Il Palio di Lodi si vanta di essere “l’unico palio al mondo in cui i cavalli non si azzoppano”, il che è vero: i cavalli infatti non ci sono. Ci sono invece dei “go kart” a forma di cavallo che vengono montati  da un fantino e spinti da due atleti, detti “spingitori”. Sia gli adulti che i bambini gareggiano in questa versione aggiornata e moderna, rispettosa degli animali.

Palio di Lodi

Il programma della 31esima edizione prevede alle 11 la celebrazione della messa in Cattedrale. Nel pomeriggio, dalle 15.30, prenderanno il via le manifestazioni sportive. Dopo la presentazione dei rioni, si comincia alle 16 con le gare di qualificazione. Segue, per i bambini, la Sfida dei Puledrin in cui sono i ragazzi a gareggiare. Poi c’è la Gara degli anelli, dove i fantini mossi dai loro due spingitori dovranno infilare nella propria lancia 4 cerchi posti nei quattro angoli della piazza nel minor tempo possibile.

 

Alle 17  quest’anno ci sarà un omaggio speciale al baritono Leo Nucci, che si è distinto nel ruolo di Rigoletto, ad opera del Club Wasken Boys A.S.D.

 

Alle 17.30 gli otto rioni si sfidano infine nella Cursa dei Cavai per aggiudicarsi il Gonfalone. I due atleti spingeranno il cavallo in cartongesso mentre il fantino guiderà il suo “animale” a compiere per tre volte il giro di piazza della Vittoria: il traguardo, davanti alla Cattedrale, gli farà vincere il Gonfalone di Lodi.

 

Gran finale con la consegna del Baston de San Bassan al rione vincitore. Il Sindaco Sara Casanova consegnerà il premio e dopo la cerimonia ci sarà la conclusione del pomeriggio di festa.

 

Per maggiori informazioni sul Palio di Lodi si possono consultare i due siti: www.paliodilodi.it e www.comune.lodi.it

 

 

 

 

 

 

 

Sposarsi a Piacenza

Ville, castelli, sale ricevimenti, casali di campagna. In campagna o in collina. Sono innumerevoli le idee e le soluzioni per sposarsi a Piacenza. Perché i colli piacentini sono una dei paesaggi più romantici d’Italia, l’ideale per fare da sfondo e cornice a un matrimonio da favola.

 

 

Sposarsi a Piacenza: Salone Pierluigi

Palazzo Farnese, in piazza Cittadella, è uno dei monumenti più noti della città. È proprio qui che si trova il Salone Pierluigi, primo punto di riferimento per chi intenda sposarsi, a Piacenza.  È la sede dei matrimoni civili, che ben si inserisce nella splendida cornice del palazzo storico. Ampio e ben illuminato, il salone si trova al primo piano e si raggiunge con una breve scalinata, che darà agli sposi la possibilità di un ingresso scenograficoSempre in città esiste anche la sala di viale Beverora, al numero 57.

 

 

Sposarsi a Piacenza: La volta del Vescovo

La Volta del Vescovo è una delle più affascinanti dimore storiche del piacentino. Si tratta di una preziosa dimora del ‘700, che regala stile ed eleganza a ogni banchetto nuziale di chi decide di sposarsi a Piacenza. Si trova a pochissima distanza dal centro città, ma è immersa nel verde e per questo in una dimensione senza tempo. Due sono i parchi secolari entro cui è incastonata la Volta del Vescovo , quello principale e quello dei noccioli, dove si svolgono le cerimonie civili. In mezzo la villa affiancata dalla Corte Emiliana, dove ogni ambiente convive in armonia con gli altri.

 

Sposarsi a Piacenza: il Castello di Grazzano Visconti

Eleganza, sorpresa, tranquillità, fascino, mistero. Sposarsi al Castello di Grazzano Visconti, vicino a Piacenza è questo e molto altro. Circondato da un parco i 15 ettari, il Castello fu edificato nel 1395, per il matrimonio di Beatrice Visconti, sorella del famoso Gian Galeazzo, Signore di Milano, che sposò Giovanni Anguissola. Un castello di buon auspicio, dunque, perché costruito proprio per un matrimonio. E a proteggere gli sposi c’è Aloisa, il fantasma del castello. Sposa di un capitano di milizia, fu tradita dal marito e morì di gelosia e di dolore. Il suo spirito aleggia nei luoghi del castello, per donare l’amore che a lei è mancato. Per questo nel tempo è diventata la protettrice degli innamorati. Bellissimo il parco, i cui colori mutano al variare delle stagioni e donano magia al paesaggio circostante. L’acqua che scorre nelle tante fontane, inoltre, suona una melodia che fa da sfondo alle cerimonie. Per chi decide di sposarsi in questa suggestiva location è possibile celebrare il rito civile in loco, una piccola cappella privata risalente al ‘600 permette invece di celebrare il rito religioso cattolico.

 

Sposarsi a Piacenza: Tenuta di Santa Giustina

In mezzo alle morbide colline della Val Tidone c’è il borgo di Santa Giustina, che risale addirittura all’anno 1000. Fin da allora in questo luogo vengono ospitate le celebrazioni più intime e autentiche, dove natura e cultura si incontrano. La tenuta è circondata da campi di girasole e 30 ettari di vigneti, dove si produce un ottimo vino dei colli piacentini. Il luogo più bello e intimo è la chiesetta, dove celebrare la cerimonia religiosa: risale all’anno 1000 e dopo un sapiente restauro commissionato dalla famiglia che da 40 anni è proprietaria del borgo, ha ritrovato la sue funzioni d luogo di culto. L’atmosfera è magica e per chi decide di sposarsi a Piacenza Santa Giustina è una delle location più suggestive. Anche per il panorama, perchè nelle giornate più limpide si possono vedere persino le Alpi.

 

Sposarsi a Piacenza: Il Castello di Rivalta

Quello di Rivalta è un sontuoso castello, tutt’oggi abitato, che al suo interno ospita un museo del Costume Militare. Sposarsi qui sarà un’esperienza di sicuro indimenticabile, che renderà principesco il giorno più bello, nel quale gli sposi si giurano amore eterno. Il castello di Rivalta sorge a Gazzola, all’imbocco della Val Trebbia. È tra i pochissimi castelli d’Europa che può vantare un borgo rimasto in gran parte intatto che suggerisce un’atmosfera da cartolina. Per nozze da mille e una notte il salone d’onore del castello e le Sale della Foresteria sono le zone più consigliate per l’allestimento del banchetto, e per un album fiabesco il parco regalerà scatti incantanti.

 

Sposarsi a Piacenza: ulteriori possibilità

Con una delibera di Giunta Comunale, sarà possibile anche celebrare matrimoni civili in provincia di Piacenza, nelle tre sedi individuate:  – Agriturismo Boschi Celati, Strada Boschi Celati,1; Casa Calciati,  Strada Regina,141; Villa La Clausura,  Strada di Mortizza,79 (Piacenza)

 

Per maggiori informazioni sulle idee per sposarsi a Piacenza www.turismoapiacenza.it

 

Escursioni in provincia di Cremona

Il territorio della provincia di Cremona offre numerose possibilità di effettuare escursioni, che permettono di scoprire una  miriade di immagini di emozioni di odori e di sapori indimenticabili. Sono 1800 i chilometri quadrati dell’intero territorio provinciale, racchiusi tra i fiumi Po, Adda e Oglio. C’è poi il fiume Serio che attraversa Crema, seconda città per importanza di tutta la provincia dopo Cremona. Qualunque sia l’escursione che si desidera fare, la provincia di Cremona permette di fare ottime soste per degustare i buonissimi piatti della cucina locale.

 

Escursioni in provincia di Cremona: Crema, la dolce

Che Crema sia la città più dolce d’Italia non è solo una battuta scherzosa che gioca sul nome della seconda cittadina per importanza della provincia di Cremona. A Crema infatti la dolcezza è nell’aria, grazie alla tranquillità del suo paesaggio e delle sue eleganti costruzioni. Città muraria come le vicine Soncino e Pizzighettone, e a misura d’uomo, Crema è una delle escursioni in provincia di Cremona a maggiore portata storica. Perché Crema vanta antiche origini e una ricca storia di splendore artistico che ruota attorno all’elegante salotto costituito dal centro città. Piazza Duomo, con la superba cattedrale, il Palazzo Comunale, il Palazzo Pretorio e il Palazzo vescovile, è una tappa irrinunciabile, così come gli eleganti palazzi nobiliari. La dolcezza, infine, si può gustare a tavola con i tortelli, il cui ripieno è fatto con canditi e amaretti, ma che si mangiano come primo piatto, conditi con tanto burro.

 

Escursioni in provincia di Cremona: Pandino, i suoi fontanili e Gradella

Tra le bellezze di Pandino indubbiamente la più preziosa è il Castello visconteo. È l’opera meglio conservata tra tutte le costruzioni viscontee del XIV secolo. Il Castello venne fatto costruire dal signore di Milano Bernabò Visconti e dalla moglie, Regina della Scala, intorno al 1355 come residenza di campagna per la caccia, grande passione del signore. Pandino e il territorio circostante, infatti, è zona di boschi ricchi di selvaggina. Ma se si vuole fare un’escursione in provincia di Cremona, la zona di Pandino è molto interessante anche per la presenza dei fontanili, vera e propria magia naturale della bassa padana dall’acqua limpida e freddissima. A poca distanza da Pandino, poi, troviamo Gradella, inserito tra i borghi più belli d’Italia, per le sue caratteristiche architettoniche dai forti connotati rurali. Le case con le corti comunicanti, infatti, sono dipinte di giallo e sono profilate di mattoni rossi. Per una gita di fine estate, Pandino, i suoi fontanili e Gradella sono perfetti da visitare in bicicletta, grazie alla presenza di una fitta rete di piste ciclabili, fiore all’occhiello della provincia di Cremona.

 

Escursioni in provincia di Cremona: in bicicletta al Parco Sovracomunale della Golena del Po

Il territorio cremonese, come tutti i territori di pianura, è particolarmente indicato a essere percorso in bicicletta. Tra le escursioni in provincia di Cremona che valgono la pena di essere fatte c’è sicuramente quella di una gita fuoriporta nel Parco Sovracomunale della Golena del Po. È uno dei percorsi più significativi per conoscere ed apprezzare l’ambiente fluviale padano ed i suoi caratteri principali. In tutto il percorso è lungo 60 chilometri, e attraversa dieci comuni della provincia cremonese sud-orientale fino ai confini con le province di Mantova e Parma. È un’escursione caratterizzata da cascine, rogge, santelle, oratori, baracche dei pescatori e barche di legno. E poi la bellissima flora e fauna, che contribuiscono a raccontare il passaggio del fiume Po. Per chi vuole immergersi nella natura ma non ha un animo sportivo, il parco della Golena dl Po può essere visitato anche dall’acqua, mediante una delle tante crociere che vengono organizzate dalle società di navigazione.

 

Per maggiori informazioni sulle escursioni in provincia di Cremona www.turismocremona.it

 

Prodotti tipici di Modena

Modena è un tripudio di sapori. Per eccellenza è una delle città del buon cibo e del buon bere. Pertanto i prodotti tipici di Modena sono tutti delizie di eccellenza, ed è impossibile non fare tappa in una delle tante trattorie della città o della provincia, per poterli degustare al meglio, nel corso di una visita a Modena e dintorni.

 

Prodotti tipici di Modena: tortellini e primi piatti

Dici Modena e non puoi non pensare ai tortellini. Ma anche tortelli, tagliatelle e lasagne. Primi piatti che hanno come ingrediente principale la pasta all’uovo. Acqua, uova e farina sapientemente impastate e tirate in una sfoglia sottile che si presta a essere impiegata per la realizzazione di paste ripiene, che avvolge un pesto di carni suine di varia qualità, prosciutto e mortadella mescolate a uovo e formaggio. W ancora in un tripudio di primi piatti conditi con ragu e besciamella, o ancora da gustare in ottime minestre in brodo.

 

Prodotti tipici di Modena: il Lambrusco

Anche a Modena, come in altre città del Circuito delle Città D’Arte della Pianura Padana uno dei prodotti tipici è il Lambrusco, che in base alla zona in cui viene prodotto ha una propria caratteristica. Sulla bassa c’è il Lambrusco di Sorbara, nel nord ovest il Salamino di S.Croce, nella pianura e sulle colline invece il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro. Si tratta di vitigni che hanno ottenuto la denominazione di Origine Controllata. Il Labrusco è un vino da tutto pasto, e nella versione più amabile è indicato anche per accompagnare il dessert.

 

 

Prodotti tipici di Modena: aceto balsamico tradizionale di Modena

Nato come digestivo da assumere a bicchierini a fine pasto, l’aceto balsamico tradizionale di Modena nel roso del tempo ha trovato impiego nei menù dei grandi chef internazionali dagli antipasti ai dolci. Essendo uno dei prodotti tipici più preziosi di Modena l’aceto balsamico tradizionale può essere venduto solo nella bottiglia designata per il Consorzio, con l’unica variante dell’etichetta che varia da acetaia ad acetaia. La sua origine risale addirittura all’undicesimo secolo e la sua caratteristica principale, senza la quale non si può parlare di vero aceto balsamico tradizionale, è il periodo di invecchiamento che non può essere meno di 12 anni e può arrivare anche a 25 anni e oltre.

 

Prodotti tipici di Modena: cotechini e zamponi

Tra i prodotti tipici di Modena non si possono non citare i cotechini e gli zamponi, che qui non si mangiano solo a Natale, ma tutto l’anno. Vengono prodotto in tutta Modena e provincia. Lo zampone, che nacque a Mirandola nel 1500, si produce con carne grassa e magra mista alle parti molli delle guance e della gola del maiale, triturate, salate e insaccate nella pelle delle zampe anteriori. Il cotechino, invece, è fatto da un impasto di carni e cotenne suine, triturate e drogate, e poi insaccato in un budello di maiale ed essiccato. Entrambi si gustano rigorosamente bolliti e serviti a fette. Ottimi se accompagnati da un bel piatto di lenticchie in umido.

 

Prodotti tipici di Modena: la ciliegia

La ciliegia è uno dei prodotti tipici della provincia di Modena. Quella di migliore qualità viene prodotta a Vignola e in tutta la fascia precollinare del modenese. Dolci e succose le varietà di ciliegia che vengono prodotte nel territorio del modenese sono il “durone bigarreau”, “la mora di Vignola”, il durone nero classico “Nero I”, il durone “Anella”, il durone “Nero II” e il “Ciliegione”. Imperdibile a Vignola il periodo della fioritura, quando la città viene attraversata da sfilate di carri fioriti che festeggiano la nuova stagione della ciliegia.

 

Per maggiori informazioni sui prodotti tipici di Modena www.visitmodena.it

 

Sposarsi a Lodi

Lodi offre una grande varietà di possibilità in fatto di location per matrimoni. Del resto i suoi vasti spazi della pianura, dove sono state ricavati suggestivi angoli per festeggiare ogni cerimonia, si addicono ai bei momenti. A Lodi ci sono soluzioni per sposarsi anche in città, o in castello. Ma per quegli innamorati che decidono di sposarsi in cascina, farlo a Lodi è una delle scelte più indicate. Perché sul territorio del lodigiano sono sparse tantissime cascine allestite per festeggiare in maniera indimenticabile il giorno del “Sì!”

 

Sposarsi a Lodi: Castello Bolognini

Al Castello Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano c’è la possibilità, per chi desidera, di sposarsi con rito civile dal valore legale. La cerimonia verrà celebrata nella sala delle Bandiere. Sposarsi al Castello, non lontano da Lodi, è pura emozione, con un pizzico di magia. La sua struttura, tipica delle costruzioni fortificate lombarde, permette di fare un salto nel tempo e di respirare un’atmosfera unica. Perché ai futuri sposi, per il Grande Giorno, viene riservato il Salone dei Cavalieri, uno spazio di 210 metri quadrati che può contenere fino a 200 persone, oppure il il Salone delle Feste Veneziane, dalle dimensioni leggermente più contenute. Per tutti, però, la festa non può che cominciare nel grande e meraviglioso Cortile Maggiore, per concludersi nel Giardinone.

 

Sposarsi a Lodi: Villa Litta Carini

Incantevole residente d’epoca a Orio Litta, Villa Litta Carini è una delle più belle residenze barocche della fine del 1600. Eleganza e raffinatezza si aprono agli ospiti appena si varca il cancello del lungo viale che porta alla villa. Venne fatta costruire dal conte Antonio Cavazzi della Somaglia, il quale decise di affidarsi all’achitetto Giovanni Ruggeri per il progetto e i lavori. L’obiettivo era quello di creare un palazzo che esaltava la ricchezza e l’importanza acquisite dalla famiglia Cavazzi in quel periodo. Il pronipote del conte, ricevuta la villa in eredità decise di ampliarla e renderla ancora più maestosa. Per chi decide di sposarsi a Lodi, Villa Litta Carini è una location di grande fascino e accanto agli splendidi affreschi dei suoi spazi interni, è possibile assaporare il gusto della campagna lodigiana dai giardini terrazzati. Uno spettacolo in ogni stagione.

 

Sposarsi a Lodi: Palazzo Calderari

Palazzo Calderari è una delle location più belle per sposarsi rimanendo a pochi chilometri da Lodi. Per la sua bellezza, che nonostante i secoli non finisce di ammaliare, viene anche chiamato “Palazzo di Delizia” di marchesi Calderari. Sobrietà e armonia sono le parole d’ordine che dominano la residenza. Organizzare il proprio matrimonio a Palazzo Calderari è bellissimo sia in estate sia in invero perché i suoi spazi possono ospitare banchetti nel bellissimo e unico cortile o nel Giardino Nobile. Oppure nelle imponenti sale interne, con pareti e soffitti a cassettoni ricchi di affreschi dal gusto barocco sapientemente restaurati. A Palazzo Calderati è possibile celebrare anche la cerimonia religiosa con il rito cattolico, essendo presente una cappella consacrata.

 

Sposarsi a Lodi: Cascina Lisone

Per un matrimonio dal sapore country ma raffinato ed ugualmente elegante, a Lodi c’è una location che si presta particolarmente: è la Cascina Lisone che sorge a Castiraga Vidardo. Ricavata all’interno di un vecchio granaio sapientemente ristrutturato per volere di due sorelle, Gaia e Camila, che si sono innamorate dei suoi spazi, la Cascina Lisone è il luogo ideale per celebrare il giorno più bello, e il sogno di una vita insieme. In più grande attenzione alla cucina, che anche per il pranzo nuziale prevede prodotti locali, genuini, della tradizione, reinventati con gusto e fantasia, ma sempre di ottima qualità e di stagione. E per rendere ancora più perfetto il grande giorno, Cascina Lisone mette a disposizione per chi lo desidera un servizio di wedding planner.

 

Per maggiori informazioni sulle idee per sposarsi a Lodi www.turismolodi.it

Escursioni in provincia di Parma

Che si scelga la montagna o le terme, la provincia di Parma è un territorio dove si possono fare numerose escursioni, tutte diverse e tutte uniche. In una parola bellissime. Dal Po all’appennino il parmense è una terra ricca di panorami, storia, borghi, vallate, che non si possono non amare.

 

Escursioni in provincia di Parma: in bicicletta lungo il Po

Una passeggiata in bicicletta lungo il Po è una delle escursioni in provincia di Parma adatta a tutti, anche ai meno avvezzi alle due ruote. Un percorso che si snoda lungo l’argine del fiume, laddove il traffico è inesistente e si può attraversare la provincia in lungo e in largo, toccando i comune del Lungo Po. Si tratta di un percorso di una cinquantina di chilometri che parte e arriva a Polesine Parmense, toccando i comuni di Zibello, Roccabianca, Colorno, Mezzani. Nel corso di questa escursione ci si immerge nel paesaggio del Grande Fiume, dove i pioppeti la fanno da padrone. Ma in provincia di Parma non può mancare un accenno alla buona tavola, nemmeno quando si fa sport. E lungo il percorso è possibile sostare in uno dei punti della Strada del Culatello, o visitare il museo del Parmigiano Reggiano di Soragna.

 

Escursioni in provincia di Parma: i Salti del Diavolo

I Salti del Diavolo sono torrioni e pareti grigie che spuntano dal bosco, allineati attraverso la val Baganza a monte dei monti Scaletta e Cassio. Sono formati da poligenici sul fondo oceanico. Rappresentano una delle escursioni in provincia di Parma che fanno fare un salto indietro nel tempo, perché i Salti del Diavolo hanno circa 80 milioni di anni. Si trovano nel comune di Calestano, sul versante appenninico della provincia di Parma. Di sicuro il paesaggio che si apre a chi affronta questa escursione, che ha un dislivello totale di poco più di 200 metri, è affascinante e unico. Bellissimo soprattutto verso la fine dell’estate, quando la vegetazione comincia ad assumere le calde tonalità che precedono l’autunno. Ad aumentare la suggestione che questa escursione può regalare c’è anche una antica leggenda medievale, la quale narra che i Salti del Diavolo siano le orme del diavolo messo in fuga da un eremita che abitava la vallata.

 

Escursioni in provincia di Parma: un weekend di relax alle terme

La ricchezza di acque termali del territorio parmense, ciascuna con le proprie caratteristiche curative, si può dire che obblighi il visitatore a programmare un weekend di relax alle terme. In provincia di Parma, a Monticelli, a Salsomaggiore, a Tabiano e a S. Andrea Bagni, sono molti i centri dove ritrovare la propria forma mentale e fisica, alternando il relax a escursioni sulle dolci colline emiliane e a piacevoli momenti di degustazione di cibo e vino del territorio. quel che ci vuole prima di ricominciare la routine lavorativa del dopo vacanze.

 

Escursioni in provincia di Parma: una gita a cavallo tra le valli del Taro e del Ceno

L’Ippovia è un circuito ad anello che unisce le valli del Taro e del Ceno. Compiere una gita a cavallo alla scoperta di questi territori è una delle escursioni in provincia di Parma che dona alla vista autentiche meraviglie paesaggistiche che si fondono con la natura incontaminata, l’aria limpida e le testimonianze storiche. La chiara e precisa segnaletica permette anche ai meno esperti di avventurarsi in una di queste escursioni, che si estendono su un itinerario di 130 chilometri in totale, che attraversa i comuni di Rubbiano, Castel Corniglio, Bardi, Borgotaro, Berceto. I più abili possono completare il percorso in un paio di giorni, pernottando in una delle tante aziende agrituristiche che offrono accoglienza al turista e al suo cavallo. Lungo il tragitto si incontrano borghi incantati e castelli da fiaba, tra i quali spicca il bellissimo castello di Bardi, che è una delle fortezze più antiche della provincia di Parma.

 

Per maggiori informazioni sulle escursioni in provincia di Parma www.turismo.comune.parma.it

 

Prodotti tipici di Pavia

Pavia è terra di riso e di vini. Lomellina e Oltrepo sono i due principali distretti dei prodotti tipici di Pavia, che esaltano al meglio il territorio. Ma tra le eccellenze ci sono anche i salami, i tartufi e le cipolle. Ne deriva una cucina semplice e gustosa, fatta di prodotti genuini e gustosi.

 

Prodotti tipici di Pavia: il riso

Famosissimo in tutto il mondo il riso di Pavia è uno dei prodotti tipici che rendono la città la capitale italiana del cereale più consumato al mondo. Grazie a condizioni particolarmente favorevoli alla sua coltivazione, nelle risaie della Lomellina vengono coltivati 80 mila ettari di terra. A Pavia il riso non è solo il principale tra i prodotti tipici, ma viene considerato l’oro bianco, introdotto dagli Sforza nel Quindicesimo secolo.

Prodotti tipici di Pavia, il riso

 

Prodotti tipici di Pavia: I Salami di Varzi e d’Oca di Mortara

Due sono i salami che rappresentano alcuni tra i più ghiotti prodotti tipici di Pavia. Uno è il Salame di Varzi e l’altro il Salame d’oca di Mortara. Entrambi sono anche prodotti di eccellenza del territorio pavese. Il Salame di Varzi ha ottenuto il marchio DOP nel 1996 ed è prodotto nella zona della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese. Si cominciò a produrlo in epoca longobarda, e ancora oggi viene prodotto con tutte le parti del maiale, anche quelle nobili, che altrove diventano prosciutti o coppe. È ottimo mangiato a fette spesse, tagliate con il coltello. Il Salame d’oca di Mortara, invece, ha ottenuto il marchio IGP nel 2004. Si produce esclusivamente con le parti magre delle carni di oche nate, allevate e macellate nell’ambito dei territori della regione Lombardia. E in Lomellina, nello specifico le oche Insieme all’oca si usano anche alcune parti di carne di suino. Il tutto si impasta con sale, pepe e aromi naturali e viene insaccato in budello d’oca. Venduto cotto o crudo, si consuma previa cottura come antipasto e come secondo piatto, accompagnato da purè di patate, spinaci o lenticchie in umido. Una vera delizia per il palato.

 

Prodotti tipici di Pavia: i vini dell’Oltrepo

L’uva è uno dei fiori all’occhiello tra i prodotti tipici di Pavia, che regala gli ottimi vini dell’Oltrepo, apprezzati anche a livello internazionale. Tra i rossi storici troviamo il Barbera, il Bonarda, il Buttafuoco e il Sangue di Giuda; il Riesling, il Pinot, il Cortese e il Moscato rientrano invece tra i bianchi della tradizione.

 

Prodotti tipici di Pavia: il Tartufo e la Cipolla

Il tartufo è uno dei prodotti tipici di Pavia che non ti aspetti. Invece il pavese è una zona ricca di funghi e tartufi, tanto che l’alto Oltrepo è diventato uno dei mercati più importanti a livello nazionale. Perché il tartufo pavese è di ottima qualità e nel tempo è diventato un punto di riferimento nelle tradizioni e nella cultura locale. Ance la Cipolla, in particolare quella dorata di Voghera, è uno dei prodotti tipici di Pavia. La sua coltivazione è presente nelle campagne pavesi già nell’800. Caratteristica è la sua forma, a trottola e leggermente schiacciata, con un diametro di circa 6 cm; il colore è giallo dorato intenso. Si raccoglie in estate e la si conserva per tutto l’inverno, quando viene impiegata nella preparazione di risotti, ripieni e frittate, oltre alla cottura al forno.

 

Prodotti tipici di Pavia: le Offelle di Parona

Per chiudere in dolcezza la carrellata dei principali prodotti tipici di Pavia, non possiamo dimenticare le Offelle di Parona. Sono biscotti ovali di pastafrolla prodotti per la prima volta in Lomellina nell’Ottocento. Fatti con ingredienti semplici e nutrienti, sono ottimi a metà pomeriggio, per una golosa merenda che accompagna una tazza di thè, perfetti per la prima colazione, da tuffare nel latte. E sono deliziosi a fine pasto, con un buon bicchiere di vino dell’Oltrepo. La ricetta originale, quella che rende friabili, dolci e delicati questi biscotti, è tutt’oggi segreta e venne inventata da due sorelle, che non la rivelarono mai. Le Offelle di Parona sono tutelate da un marchio di garanzia rilasciato dalla Pro Loco di Parona ai 3 produttori.

 

Per maggiori informazioni sui prodotti tipici di Pavia www.vivipavia.it

Sposarsi a Brescia

Per sposarsi a Brescia ci sono innumerevoli soluzioni, sia che si scelga il rito civile sia che si scelga il rito religioso. Per il rito cattolico sono tante le chiese che si prestano a cerimonie suggestive, rese ancora più belle dai sapienti allestimenti floreali. Se si opta per il rito civile, invece, due sono le location indicate dal comune: la Sala dei Giudici nel Palazzo della Loggia, prezioso scrigno nel cuore della città, e  la Sala Conferenze-Auditorium del Museo di Santa Giulia, dove in abbinamento al matrimonio si possono effettuare visite esclusive al Museo e allestiti rinfreschi negli spazi museali. Ma dopo la cerimonia? Scopriamo insieme alcune delle location più suggestive a Brescia e provincia dove è possibile sposarsi e proseguire poi i festeggiamenti del banchetto nuziale. Tra ville ottocentesche, edifici storici, castelli o ristoranti c’è solo l’imbarazzo della scelta.

 

Sposarsi a Brescia: Villa Fenaroli

Sposarsi a Villa Fenaroli a Brescia renderà il matrimonio una favola. Eleganza, gusto, esclusività rimarranno impresse nella mente e nel cuore degli sposi e degli invitati. La Villa è una dimora storica, abitata per secoli dalle famiglie nobili Avogadro e Fenaroli. Immersa in una cornice assai suggestiva con alle spalle la collina e il parco di Bacco, Villa Fenaroli è una delle più prestigiose ville del Settecento lombardo nelle immediate vicinanze di Brescia. Bellissima già dalla facciata esterna, la villa è dotata di sale di fine e maestosa eleganza, tra pregiati affreschi del ‘700 e brillanti lampadari in vetro di Murano e cristalli di Boemia. Un’atmosfera senza tempo per coronare con gusto ed eleganza l’inizio di una vita insieme.

 

Sposarsi a Brescia: Villa Calini

Un matrimonio da sogno, costruito su misura, immersi nei vigneti della Franciacorta, a pochi chilometri da Brescia. Villa Calini venne costruita tra il ‘600 e il ‘700, è immersa nel verde ed è dotata di uno stile di grande fascino. Ogni angolo della location racchiude scorci di grande suggestione che alternano una visione romantica all’eleganza e alla funzionalità degli spazi. In tutto ci sono 12 sale, che rappresentano benissimo lo stile seicentesco dei casali nobiliari di campagna, trasmettendo una sensazione di eleganza diffusa, in un ambiente concettuale ed equilibrato. E poi il bellissimo giardino, luogo ideale per un servizio fotografico impeccabile e per il taglio della torta nelle giornate di sole. Per chi decidesse di sposarsi civilmente, inoltre, dal 2011 Villa Calini è stata eletta Casa Comunale ed è quindi possibile celebrare il rito con valore legale.

 

Sposarsi a Brescia: Castello Malvezzi

Castello Malvezzi è una location meravigliosa per sposarsi a Brescia senza muoversi dalla città. Sorge sul colle San Giuseppe, nell’unico punto pianeggiante, immerso nel verde e nella storia, con ampi saloni, spazi tranquilli e una terrazza mozzafiato. Perché da Cadtello Malvezzi si domina l’intera città di Brescia. Le sue austere architetture in pietra rendono Castello Malvezzi più simile a una villa fortificata che a un castello. Antico e moderno, in questa suggestiva location, si sposano in un connubio fantastico che renderà indimenticabile il giorno del matrimonio.

 

Sposarsi a Brescia: Villa Avanzi

Nella splendida cornice del Lago di Garda Villa Avanzi, tra ulivi e vigneti delle colline di Polpenazze, è una location per sposarsi a poca distanza da Brescia che risale al quattordicesimo secolo. In tutto si estende su una superficie di 2000 metri quadrati, con ampi saloni e spazi incantevoli che rendono unico matrimonio. A Villa Avanzi, inoltre, c’è anche una chiesetta consacrata dove è possibile celebrare la cerimonia.

 

Per maggiori informazioni sulle proposte per sposarsi a Brescia www.bresciatourism.it

Escursioni in provincia di Monza

Già visitare per intero il Parco di Monza è una gita che regala bellezza. Ma le escursioni da fare in provincia di Monza sono davvero tante e tutte bellissime, per soddisfare interessi naturalistici, sportivi e culturali. Perché la Brianza è un territorio tutto da scoprire, fatto di scorci suggestivi e paesaggi rilassanti. Meglio ancora se a piedi o in bicicletta.

 

Escursioni in provincia di Monza: trekking nel Parco Rio Vallone

Il trekking nel parco Rio Vallone è una delle escursioni accessibili a tutti in provincia di Monza. Il percorso si estende per poco meno di 12 Km, con partenza da Gessate e arrivo a Camuzzago di Bellusco. In tutto ci si impiega circa tre ore di camminata sulla pista ciclopedonale lungo la roggia Trobbia, con brevi tratti di strada asfaltata. Si cammina immersi nei boschi di robinie, all’ombra di alti platani, pioppi, noccioli. In mezzo canali di irrigazione e corsi d’acqua, che accompagnano la passeggiata con il loro dolce rumore dello scorrere dell’acqua.

 

Escursioni in provincia di Monza: cultura e natura lungo la Ciclovia del Lambro

Si parte da Monza e si arriva a Erba e il percorso, di circa 37 chilometri, si fa in bicicletta o mountain bike costeggiando il fiume Lambro. Tra le escursioni in provincia di Monza, una bella pedalata lungo la Ciclovia del Lambro è una delle più rilassanti, immersa nel verde della Brianza. Si parte dal parco di Monza e si esce a Biassono, ci si avvicina al Lambro e si costeggia la ferrovia Molteno-Lecco. Lungo il percorso di può fare una sosta nella bellissima Abbazia di Agliate, piccolo gioiello dello stile romanico, con il suo battistero adiacente. E poi si sale sulle coline, circondate da torri medievali, per arrivare all’oasi di Baggero, uno dei posti più suggestivi di tutta la Brianza. L’itinerario si conclude a Erba.

 

Escursioni in provincia di Monza: consapevolezza al Bosco delle Querce

Una gita al Bosco delle Querce è una delle escursioni in provincia di Monza più interessanti anche da un punto di vista storico. Perché il bosco è un’area rinaturalizzata sorta nella ex zona A del disastro di Seveso: nei quasi 43 ettari di superficie venne asportata la diossina e venne sostituito il terreno con terra non contaminata proveniente da altre zone, non inquinate. Fu così possibile procedere a una riforestazione che oggi permette di ammirare bellissimi esemplari di farnia, acero campestre, carpino bianco, frassino maggiore, olmo campestre e quercia rossa americana. Il Bosco delle Querce nacque sei anni dopo l’incidente e oggi è una meta importante per scoprire un percorso educativo storico ambientale per acquisire maggiore consapevolezza di quanto accadde sul territorio ormai più di 40 anni fa.

 

Escursioni in provincia di Monza: in bici al Parco delle Groane

In una bella domenica di sole non c’è niente di più rilassante di una gita in bicicletta al Parco delle Groane. È una delle escursioni che si possono fare in provincia di Monza, che arriva a lambire le colline della provincia di Como. C’è solo l’imbarazzo della scelta nell’itinerario da percorrere perché il parco delle Groane ha una rete di circa 35 Km di piste ciclabili che da nord a sud e da est a ovest permette di raggiungere ogni angolo del suo territorio. In tutto sono 3.200 ettari di parco costituito da brughiere, quercete e pini silvestri. Attraversarlo in uno dei suoi tanti itinerari permette di incontrare ville, come la bellissima Villa Arconati, interessanti fornaci come il Forno Hoffmann, l’ex Polveriera di Ceriano, e l’oasi Lipu di Cesano Maderno, nata per promuovere l’educazione ambientale in un territorio fortemente urbanizzato ed industrializzato.

 

Per maggiori informazioni sulle escursioni in provincia di Monza: www.turismo.monza.it

Prodotti tipici di Reggio Emilia

Reggio Emilia è la patria della gastronomia, che rende la città famosa in tutto il mondo. Tutti i prodotti tipici di Reggio Emilia sono delle vere e proprie eccellenze. Uno su tutti il Parmigiano Reggiano, che vanta innumerevoli tentativi di imitazione per nulla riusciti. Poi l’aceto, il vino, e molte altre delizie.

 

Prodotti tipici di Reggio Emilia: Il Parmigiano Reggiano

Il Parmigiano Reggiano, oltre a essere uno dei prodotti tipici di Reggio Emilia, è anche uno dei simboli dell’eccellenza italiana. È il re dei formaggi, dal sapore unico, inconfondibile e inimitabile. Per produrne un chilo servono, oltra a una grande attitudine casearia, ben 16 litri di latte, che devono essere rigorosamente prodotti da mucche la cui alimentazione è costituita prevalentemente da erba e fieno della zona di origine, controllata da uno specifico regolamento che vieta la somministrazione alle vacche di qualsiasi alimento di origine animale. Oltre a essere buonissimo è altamente nutritivo e facilmente digeribile. Per conoscere appieno il Parmigiano Reggiano, noto già all’epoca degli imperatori Flavii, non si può prescindere da una visita a uno dei tanti caseifici del territorio.

Prodotti tipici di Reggio Emilia, il Lambrusco

Prodotti tipici di Reggio Emilia: il Lambrusco

L’Emilia Romagna è terra di Lambrusco, vino che dal 1971 è diventato ufficialmente uno dei prodotti tipici di Reggio Emilia. La caratteristica del Lambrusco è quella di essere un vino frizzante, che nella tradizione andava incontro ad una rifermentazione spontanea in bottiglia nel periodo primaverile. I piatti della cucina della tradizione reggiana, come tagliatelle, bolliti, arrosti, selvaggina, salumi, formaggi e persino i dolci sono l’abbinamento preferito di questo vino di colore rubino intenso e dal profumo gradevole, fine, fruttato e fragrante. Va bevuto fresco, a non più di 16 gradi, stappato al momento e bevuto nella primavera successiva alla vendemmia.

 

Prodotti tipici di Reggio Emilia: l’Aceto balsamico tradizionale

Anche a Reggio Emilia, come a Modena, l’aceto balsamico tradizionale è uno dei prodotti tipici. È un aceto dal sapore unico e inconfondibile, per veri intenditori, da gustare a gocce. Perché bastano davvero poche gocce per dare sprint a carattere a una ricetta. Per essere il vero aceto della tradizione, però, il mosto cotto di uve locali devono invecchiare un minimo di 12 anni, in una batteria di botticelle di legni differenti a grandezza scalare, con travasi annuali e periodici rabbocchi. Una vera delizia, che nasce grazie alle caldi estati, che creano le condizioni ottimali per il processo di ossidazione acetica, per l’evaporazione e quindi la concentrazione del prodotto, accanto ai freddi inverni che favoriscono i momenti di sedimentazione e decantazione che creano la pura limpidezza dell’aceto.

 

Prodotti tipici di Reggio Emilia: l’Erbazzone

Non si tratta di una normale torta salata di verdure, l’Erbazzone, che i reggiani chiamano anche Scarpazzòun per via dell’usanza di usare anche la scarpa, cioè il fusto bianco della bietola, è un’eccellenza tra i prodotti tipici di Reggio Emilia. Essendo le bietole l’ingrediente principale il periodo più indicato per preparare l’Erbazzone va da fine giugno a fine ottobre, ma si può fare e mangiare tutto l’anno. Le sue origini risalgono addirittura al Medioevo e si prepara con ingredienti semplici, un tempo a disposizione di ogni contadino, dove a farla da padrone è la pasta che contiene al suo interno un ripieno di erbe. La sua ricetta originale è rimasta invariata nel tempo.

 

Prodotti tipici di Reggio Emilia: l’Acqua d’Orcio

Tutti i bar del centro storico nell’antichità servivano l’Acqua d’Orcio. Questa bevanda, probabilmente, è la meno conosciuta tra i prodotti tipici di Reggio Emilia. Si prepara con radici di liquirizia, semi di finocchio, buccia d’arancia e, naturalmente, acqua, che devono subire una bollitura che può arrivare alle 24 ore. Dissetante se bevuta fresca, la sua origine è antichissima. Si pensa, infatti, che già nel periodo del Rinascimento venisse servita per rinfrescare le torride giornate estive. Il suo nome deriva dal fatto che l’acqua con le erbe messe in infusione era contenuta in orci, che servivano per la distribuzione.

 

Per maggiori informazioni sui prodotti tipici di Reggio Emilia comune.re.it/turismo

Sposarsi a Pavia

L’Oratorio dei Santi Quirico e Giuditta e la Sala Consiliare di Palazzo Mezzabarba sono le location che il comune mette a disposizione per sposarsi a Pavia con il rito civile. Per il rito religioso cattolico, invece sono molte le chiese, tutte bellissime, dove celebrare la cerimonia. E appena fuori Pavia non va dimenticata la Certosa. Ma le ville e dimore storiche che si prestano a matrimoni da favola, a Pavia sono davvero tantissime.

 

Sposarsi a Pavia: Antico Borgo della Certosa

L’Antico Borgo della Certosa è la location migliore per chi decide di sposarsi a Pavia e per la cerimonia religiosa sceglie la Certosa. Immerso nello splendido paesaggio delle campagne pavesi, l’Antico Borgo della Certosa è un luogo dall’atmosfera di altri tempi. Incantevole e accogliente, per un ricevimento nel loggiato o nel salone delle feste, l’Antico Borgo della Certosa renderà indimenticabile il giorno che corono il sogno d’amore di una coppia, per festeggiati e festeggianti. All’interno della location è possibile celebrare il Rito Civile con Valore Legale nella splendida cornice del giardino, con i portici sullo sfondo.

 

Sposarsi a Pavia: Villa Necchi

Villa Necchi è un luogo di grande eleganze per sposarsi in un ambiente speciale a poca distanza da Pavia, a Gambolò. All’interno del parco del Ticino e circondata da 10 ettari di parco privato, Villa Necchi è un ambiente ricco di storia e charme immerso nel verde. La villa, sviluppata su due piani, ha il sapore di una dimora storica con arredi contemporanei. Fuori, nel grande parco, querce secolari e giardini aromatici e il laghetto abitato dai cigni fanno da cronice al giorno più bello della vita di due persone che si amano. Nel Borgo di Villa Necchi è possibile celebrare il matrimonio con qualsiasi rito. Quello religioso cattolico viene celebrato nella piccola ma suggestiva chiesetta Dedicata a Sant’Ambrogio, consacrata l’8 novembre 1959 da Aloisius Barbero, vescovo di Vigevano. Il rito civile, invece, viene celebrato nel colonnato del parco, un luogo incantevole per una cerimonia all’aperto. Una location ideale, dal gusto country chic che renderà emozionante il giorno del “Sì!”.

 

Sposarsi a Pavia: Prime Alture wine resort

Il Prime Alture wine resort di Casteggio è una location per un matrimonio indimenticabile. Perché sposarsi in questa struttura a pochi chilometri da Pavia significa celebrare un matrimonio in mezzo alle vigne. un modo per far vivere “l’emozionalità del territorio” agli sposi e agli ospiti. Uno scenario da favola nelle colline dell’Oltrepo, che rende il resort una struttura unica nel suo genere, capace di coniugare, in un’unica offerta, l’azienda vitivinicola con la cantina di vinificazione e affinamento dei vini, la ristorazione agrituristica con prodotti dell’azienda e delle aziende agricole della zona e il soggiorno con camere complete di accessori. Per fare in modo di portare le persone, soprattutto gli ospiti, nelle vigne dove si produce una delle eccellenze del territorio pavese: il vino.

 

Sposarsi a Pavia: Castello Malaspina

Sposarsi in un castello è un sogno e al Castello Malaspina diventa realtà. Nel gioiello di Varzi, cuore dell’Oltrepo, in provincia di Pavia, infatti, è possibile pianificare il matrimonio in tutte le sue fasi: le antiche mangiatoie sono oggi adibite a luogo per la cerimonia civile. Il Salone Faustino Odetti, che accoglie fino a 170 ospiti, è il luogo ideale per il pranzo o la cena, mentre l’ariosa limonaia è il luogo migliore per il buffet o l’angolo bar. Per il taglio della torta, soprattutto nella bella stagione niente è più indicato del meraviglioso parco, elegantemente allestito con fiori, statue e un romantico gazebo. Il primo giorno di una vita insieme, al Castello Malaspina, verrà sicuramente ricordato.

 

Per maggiori informazioni sulle possibilità per sposarsi a Pavia: www.vivipavia.it

Escursioni in provincia di Modena

La provincia di Modena è ricchissima di idee per escursioni di ogni tipo. Dagli itinerari naturalistici, a quelli culturali, passando per l’enogastronomia e la storia, il territorio modenese offre spunti per esperienze bellissime. Dalla pianura alle colline si possono esplorare luoghi poco conosciuti e lontani dal traffico, che grazie alle loro eccellenze lasceranno nel cuore la voglia di tornare.

 

Escursioni in provincia di Modena: la via dei Ciliegi

La via dei Ciliegi è una delle più piacevoli vie verdi del modenese. Se è vero che offre il meglio di sé in primavera, quando gli alberi sono in fiore, anche in estate è una delle escursioni da non sottovalutare in provincia di Modena perché mette al riparo dalla calura estiva. Gli alti ciliegi, insieme ai pioppi e alle piante di mele, pere e susine, infatti, regalano ombra e refrigerio anche nelle giornate più torride. Il cuore dell’escursione è Vignola, da cui si pare a piedi o in bicicletta per arrivare a Marano, costeggiando il fiume Panaro. In tutto sono una decina di chilometri, in un percorso prevalentemente pianeggiante. Per i più golosi è d’obbligo una sosta per gustare la torta Barozzi, che insieme alle dolcissime ciliegie è il simbolo di Vignola.

Escursioni in provincia di Modena, Le ciliegie di Vignola

 

Escursioni in provincia di Modena: l’Appennino Modenese

Per chi ama la montagna l’Appennino Modenese è il luogo ideale per una bella escursione in provincia di Modena. Zaino in spalla e scarponi ai piedi si parte per uno dei tanti itinerari. Bellissimo quello alla scoperta dei laghi dell’Appennino, ideale per rinfrescarsi e passeggiare all’ombra dei boschi. Sei laghetti di montagna – lago Santo, lago Baccio, lago della Ninfa, lago Scaffaiolo, lago Torbido e lago Turchino, immersi nei boschi incantati dell’Appennino a a segnare il confine tra Emilia e Toscana. Sono vere oasi di pace e relax, ciascuno con le sue leggende e le sue caratteristiche che li rende unici. Per chi invece è appassionato di trekking ci sono percorsi di più giorni molto belli e suggestivi sul crinale del Parco del Frignano.

Escursioni in provincia di Modena: Riserva naturale delle Salse di Nirano

Tra le escursioni in provincia di Modena, quella alla Riserva naturale delle Salse di Nirano è sicuramente quella più particolare. Le salse vengono chiamate anche vulcani di fango, perché hanno caratteristiche simili ai vulcani. Sono create da crearti dal deposito di idrocarburi gassosi e liquidi, costituiti per il 98% da metano. In tutto sono una ventina di vulcani da cui fuoriescono acque salate miscelate ad argilla e idrocarbiri. L’area, che sorge a Fiorano, è stata istituita come Riserva naturale nel 1982, e nel 2004 la Commissione Europea ha individuato nell’intera area della riserva un Sito di Importanza Comunitaria, grazie alla presenza di 7 habitat naturali e seminaturali, oltre a specie animali ed essenze vegetali da proteggere. Ovviamente è vietato portare via il fango a mo’ di souvenir. Otto sono i percorsi escursionistici previsti, ma l’area non si può visitare nelle due ore successive a un acquazzone.

Escursioni in provincia di Modena, la visita a un’acetaia

Escursioni in provincia di Modena: la visita a un’acetaia

Più che un’escursione è un’esperienza. La visita a un’acetaia in provincia di Modena è una tappa obbligata per chi desideri conoscere il mondo dell’aceto balsamico tradizionale, che nel territorio di Modena è un’eccellenza. Sono molti i comuni che, oltre a Modena città, si sono dotati di un’acetaia comunale per rendere omaggio all’oro di Modena: Campogalliano, Carpi, Castelvetro, Nonantola, Sassuolo e Vignola. A Spilamberto, inoltre, negli anni è stato realizzato il museo del Balsamico Tradizionale: un luogo dove turisti, studenti, appassionati e curiosi possono assaporare l’aroma del prezioso prodotto, conoscerne la storia e scoprire gli aspetti più curiosi di una tradizione che permane e si tramanda di generazione in generazione.

 

Per maggiori informazioni sulle escursioni in provincia di Modena: www.visitmodena.it

Prodotti tipici di Lodi

Prodotti tipici di Lodi

Burro, formaggi, insaccati sono tra gli ingredienti principali alla base della tradizione culinaria lodigiana, una cucina tipica della Bassa Padana. Tra i formaggi spiccano, per gusto e bontà il pannerone e il mascarpone, oltre alla raspadüra. Ma i prodotti tipici di Lodi non sono solo di natura enogastronomica, non va infatti dimenticato il vino San Colombano, ma anche artistica. Lodi è infatti molto famosa per la bellezza delle sue ceramiche e maioliche, il cui uso migliore è quello di accompagnare a tavola le prelibatezze della cucina locale, fatta di gusto e semplicità.

 

Prodotti tipici di Lodi: Il latte

Il latte è il frutto più prezioso della terra lodigiana. Si può considerare uno dei prodotti tipici di Lodi poiché le circa 50 mila vacche frisole che vivono nelle stalle del territorio producono 400 mila tonnellate di latte, una quantità che corrisponde circa al 4% dell’intera produzione italiana. Da questo meraviglioso latte di alta qualità si ottiene il mascarpone, ottenuto dalla lavorazione e dalla coagulazione della panna fresca precedentemente riscaldata a bagnomaria a 90° C con l’aggiunta di acido citrico o acetico.

 

Prodotti tipici di Lodi: La raspadüra

La raspadüra altro non è che l’arte di servire il formaggio in sfoglie. Il termine è dialettale, la sua traduzione è “raschiatura”, e si riferisce al grattare via scaglie di formaggio grana giovane, il Granone lodigiano stagionato tra i 5 e gli 8 mesi, fatte con un apposito coltello piatto, la raspa appunto. La tecnica va eseguita rigorosamente a mano. Ideale da gustare con un bel calice di vino bianco, la raspadüra non è solo uno dei prodotti tipici di Lodi, ma è anche uno dei suoi simboli. La sua origine si perde nella notte dei tempi, e nei secoli ha accompagnato i piatti più vari.

 

Prodotti tipici di Lodi: Il pannerone

Il pannerone è un formaggio a pasta cruda e a breve maturazione. A differenza degli altri formaggi italiani non è sottoposto a salatura. Il suo sapore è dolce e aromatico con una tipica sfumatura amara dovuta alle notevoli dosi di caglio impiegate nella sua produzione. Il nome pannerone lega le sue origini all’espressione dialettale lombarda panera, che vuol dire panna. Ottimo per preparare risotti, questo prodotto tipico di Lodi è buonissimo anche in abbinamento al miele o alle pere cotte, e gustato come dessert.

 

Prodotti tipici di Lodi: I salumi

Il mezzo milione di suini allevati a Lodi e nel suo territorio dà origine a salumi di altissima qualità. Prodotti tipici di eccellenza, come salami, cotechini, prosciutti, hanno un sapore unico, grazie all’abilità dei norcini lodigiani nella lavorazione della carne.

 

Prodotti tipici di Lodi: la Tortionata

La Tortionata è la torta di Lodi. Burro, farina e mandorle la fanno da padrone in quello che è il re dei prodotti tipici dolci di Lodi. Le origini risalgono all’antichità, una ricetta che esisteva già nel tardo Medioevo e che venne codificata nel 1885 dal pasticcere lodigiano Alessandro Tacchinardi. È una torta secca, bassa, priva di lievitazione, che esalta al meglio il sapore e la genuinità dei suoi pochi ingredienti. Si mangia spezzandola con le mani, e riducendola in briciole. Spolverizzata di zucchero a velo. Ottima con un fresco calice di malvasia, o da un buon vino secco o passito.

 

Prodotti tipici di Lodi: Le maioliche

Tutto questo tripudio di guato, sapore e bontà dà il meglio si dè se portato in tavola con raffinatezza. Le maioliche, anch’esse annoverata tra i prodotti tipici di Lodi, sono lo strumento più adatto. Un’arte, quella della ceramiche che risale all’età romana e che negli anni si è sempre più perfezionata, fino a raggiungere notorietà anche fuori dai confini nazionali. Una tradizione viva ancora oggi, anche se il culmine della bellezza e della produzione di maioliche si è avuto nel diciottesimo secolo.

 

Per maggiori informazioni sui prodotti tipici di Lodi: turismolodi.it

Sposarsi a Parma

Sposarsi a Parma regala un sapore ancora più speciale al giorno più bello della vita, quello che corona il sogno d’amore di una coppia. Perché il ricevimento non potrà che essere degno di questo nome, con prelibatezze e stuzzicherie tipiche della cucina parmigiana, i cui prodotti sono patrimonio Unesco. Ma anche le cerimonie saranno suggestive. Che si decida di sposarsi con rito civile o religioso, a Parma si può scegliere tra molte location. Senza dubbio è magica la suggestione che regala la celebrazione di un matrimonio nella sala del Consiglio Comunale, ad esempio. Per il rito religioso cattolico, inoltre, c’è solo l’imbarazzo della scelta in una delle tante e bellissime chiese di Parma.

 

Sposarsi a Parma: Rocca di Soragna

La Rocca di Soragna venne costruite dai marchesi Bonifacio e Antonio Lupi alla fine del 1300. Ancora oggi conserva le sembianze originali e rappresenta un posto unico per sposarsi a Parma e nei suoi dintorni. Le sue fastose sale finemente affrescate si prestano al meglio per fare da cornice al giorno più bello, che sarà anche perfetto e indimenticabile, grazie alla raffinatezza degli ambienti e alla professionalità dello staff. La Rocca di Soragna, grazie alla vicinanza del Santuario situato nella stessa piazza, si adatta bene anche per matrimoni di riti cattolico

 

Sposarsi a Parma: Villa del Ferlaro

La Villa del Ferlaro ha forme di stampo neoclassico. In origine era un casino di caccia, ma nell’Ottocento divenne proprietà della Duchessa Maria Luigia d’Austria, che la ristrutturò nelle forme giunte fino ai nostri giorni. Sorge a Collecchio, poco lontano da Parma, e si trova all’interno dei Boschi di Carrega, al termine di un lungo viale di cedri monumentali che attraversa un parco all’inglese ricco di essenze esotiche e conifere. Sposarsi in questa suggestiva location poco distante da Parma, sarà un’esperienza unica. Soprattutto per gli sposi che, dopo il ricevimento, è possibile soggiornare in una lussuosa suite e godersi una pausa rilassante, il giorno dopo, con l’uso di villa e piscina.

 

Sposarsi a Parma: Castello di Compiano

Sposarsi in un Castello è un’esperienza magica. Al Castello di Compiano, vicino a Parma, sul crinale dell’appennino, lo è ancora di più. Perché il Castello è uno dei più belli e suggestivi del Nord Italia. Il matrimonio sarà principesco, a partire dalla cerimonia che qui è possibile celebrare con rito religioso o civile, fino al taglio finale della torta. Sito al confine tra Emilia, Toscana e Liguria il Castello di Compiano domina da prima dell’anno Mille un piccolo borgo circondato da una cinta muraria con tre porte d’accesso. Già questo basta per far capire come possa diventare suggestivo celebrare e festeggiare il giorno più bello, che corona il sogno d’amore di una coppia.

 

Sposarsi a Parma: Castello di Scipione

Il Castello di Scipione, risalente al 1025 e appartenuto ai nobili Marchesi Pallavicino, riveste una notevole importanza dal punto di vista artistico, paesaggistico e storico. Per questo motivo è stato dichiarato monumento nazionale. Sposarsi in questo Castello, vicino a Parma significa vivere un matrimonio da sogno. Tra i saloni eleganti, con affreschi e decori del Trecento e del Seicento, i suggestivi spazi esterni del grande parco, e la bellissima terrazza dal seicentesco loggiato, il ricevimento assumerà i toni romantici e signorili che lo renderanno indimenticabile.

 

Sposarsi a Parma: Antica Grancia

L’Antica Grancia a Colorno, è immersa in un verde incantevole di un lussureggiante bosco. È dotata di una cappella consacrata, dove è possibile celebrare la cerimonia religiosa del matrimonio. In questo modo sposarsi in questa suggestiva location a Parma, diventa ancora più magico. Una dimora prestigiosa, tipica delle antiche corti parmensi, dove domina l’aia, area pavimentata in cotto circondata dai caseggiati caratterizzati da porticati rustici di origine monacale e un ampio giardino che, durante la bella stagione, fa da cornice a ricchi buffet per l’aperitivo. L’antica stalla è oggi adibita a sala ricevimenti e ospita fino a 300 posti a sedere.

 

Per maggiori informazioni sulle idee per sposarsi a Parma www.turismo.comune.parma.it

Escursioni in provincia di Piacenza

Il territorio piacentino offre la possibilità di numerose gite fuori porta. Le escursioni in provincia di Piacenza che si possono fare da soli o in compagnia, sono varie e soddisfano moltissime esigenze. Ci sono itinerari naturalistici, enogastronomici, culturali e spirituali. Dall’Appennino al Po, a piedi, in bicicletta, a cavallo, in auto o in camper, è bellissimo scoprire un territorio che regala grandi esperienze.

 

Escursioni in provincia di Piacenza: I castelli del Ducato di Parma e Piacenza

I castelli del Ducato di Parma e Piacenza ogni anno sono visitati da 50mila persone. Un motivo più che buono per andare alla loro scoperta. Anche nel mese di agosto, dal momento che sono numerosi gli appuntamenti in calendario per scappare dall’afa della città. Numerose sono le rocche e i castelli in provincia di Piacenza, e tutti meriterebbero un’escursione alla loro scoperta. Alcuni di questi sono di proprietà privata e non visitabili, ma altri hanno aperto le loro porte al pubblico per visite guidate, feste o banchetti e manifestazioni. Sono tutti bellissimi e ricchi di fascino. Molti di loro sono alloggi di charme, che permettono non solo un’escursione in provincia di Piacenza dal sapore retrò, ma anche di soggiornare e trascorrere notti magiche in un’atmosfera fatata. Qui trovate maggiori informazioni sui Castelli del Ducato.

 

 

Escursioni in provincia di Piacenza: La Strada del Po e dei sapori della Bassa Piacentina

La Strada del Po e dei sapori della Bassa Piacentina è un’escursione in provincia di Piacenza che non può mancare se si vogliono assaporare al meglio le eccellenze del territorio. È un vero e proprio trionfo di sapori e saperi artigianali, per riscoprire tutto il gusto della cucina tradizionale. Si tratta di un itinerario che si sviluppa su un percorso dalla lunghezza complessiva di circa 100 chilometri, tra borgate ricche di storia circondate da lineari distese di campi. Da Caorso a Cortemaggiore, passando per Monticelli d’Ongina, Castelvetro Piacentino, Villanova sull’Arda, San Pietro in Cerro, Besenzone, la Strada permette di fare un’escursione in provincia di Piacenza alla scoperta della ricchezza della tradizione enogastronomica locale. Segnaliamo, sempre per piacevoli gite alla ricerca di cibi e vini tipici la Strada dei Colli Piacentini  . Anche in estate, nonostante le alte temperature, è un bel modo per degustare con lentezza sapori che parlano di storia.

 

 

Escursioni in provincia di Piacenza: La via Francigena

La via Francigena non è solo una delle più belle escursioni che si possano fare in provincia di Piacenza. È un percorso unico al mondo, nel cuore spirituale d’Europa. L’antica Via che nel medioevo univa Canterbury a Roma e ai porti della Puglia è stata riscoperta dai moderni viandanti, che si mettono in cammino lungo un percorso splendido e sorprendente. Percorrerla a piedi anche oggi aiuta a ritrovare se stessi. In alternativa si può percorrere in bicicletta, lungo l’argine maestro del Po, in un percorso che si discosta di poco da quello pedonale. Per ulteriori informazioni: www.viefrancigene.org

 

Escursioni in provincia di Piacenza: Le valli piacentine

Dalla Val Tidone alla Val Trebbia, passando per la Val Nure e la Val D’Arda le valli piacentine offrono numerose escursioni in provincia di Piacenza, che possono esaurirsi in uno o più giorni, con percorsi di trekking, enogastronomia, storia. Perché se si è escursionisti appassionati non si potranno perdere i paesaggi mozzafiato che si possono godere dagli speroni rocciosi delle cime della Val Nure. Se si è appassionati di storia sarà bellissimo scoprire le tracce archeologiche che risalgono ala preistoria della Val D’Arda. Ma se si è pigri si godrà del paesaggio rilassante della verdeggiante Val Trebbia. Per i golosi, invece, imperdibile è un’escursione tra le dolci colline della Val Tidone e dei suoi agriturismi. In ciascuna delle valli piacentine si trovano alcuni dei borghi più belli d’Italia. Imperdibili, anche nelle calde giornate estive. Queste e altre escursioni vengono riportate sul sito del Turismo della provincia di Piacenza

 

Per maggiori informazioni sulle escursioni in provincia di Piacenza www.piacerepiacenza.it

 

Festa dell’Opera 2017

16 settembre

 

Una festa per tutti, dall’alba al tramonto, dedicata all’opera: ci saranno musiche e canti in 50 luoghi della città, per tutta la giornata.

Tutti sono invitati a partecipare: adulti e bambini, melomani e semplici curiosi. Le arie più celebri delle tantissime opere italiane riempiranno la città, incontrando anche altri stili come jazz, musica elettronica, swing e rock.

 

Festa Dell'Opera

Gli eventi sono tutti gratuiti, tranne dove esplicitamente indicato, con accesso libero fino ad esaurimento posti.

La Festa dell’Opera è stata pensata e voluta dalla Fondazione del Teatro Grande di Brescia: ogni anno il suo successo e la sua fama crescono, attirando un pubblico sempre più vasto.

 

 

www.festadellopera.it

 

 

 

 

Stradivarifestival 2017

Dal 23 settembre all’8 ottobre

 

 

Auditorium Giovanni Arvedi – Museo del Violino

 

 

Nel suggestivo Auditorium Giovanni Arvedi, all’interno del Museo del Vionino si terrà l’edizione 12017 dello Stadivarifestival.

Uto Ughi, Carla Fracci, Ezio Bosso e Gualtiero Marchesi: ecco alcuni dei nomi delle grandi personalità italiane che prenderanno parte all’evento. Un ricco calendario di celebrazioni, a Cremona, per il celebre liutaio che visse in città e contribui con i suoi capolavori a renderla la capitale della liuteria. Cremona possiede il titolo di patrimonio immateriale dell’Umanita UNESCO dal 2012 proprio per il “Saper fare liutario”. Vi abbiamo già parlato del legame tra Stradivari e Cremona ma una gira in città nei giorni dello Stradivarifestival ve lo farà capire più delle nostre parole!

 

www.stradivarifestival.it

Mutina Boica

Dal 1 al 10 settembre

 

 

Parco Ferrari – Novi Ark

 

 

Un anno davvero speciale, il 2017, la Mutina Boica, la manifestazione che ricorda i tempi dell’antichissima Mutina. Quest’anno infatti ricorrono i 2.200 anni di fondazione dell’antica colonia romana, insieme alla città “gemelle” Parma e Reggio Emilia.

Rievocazione di battaglie, cavalli, parate, laboratori artigianali riprodotti con cura, accampamenti: tutto vi sorprenderà in questa festa della storia.

www.cronoeventi.it

Formula 1 Gran Premio Heineken d’Italia

Dal 31 agosto al 3 settembre

 

 

 

Torna l’appuntamento tanto atteso dagli appassionati di Formula1: il Gran Premio Heineken d’Italia 2017. È dal 1922 che la festa della velocità ha luogo a Monza, nel circuito voluto dall’Automobile Club di Milano. Circondato dal Parco di Monza, l’autodromo offre un’esperienza di gara davvero irripetibile, che coinvolge tutto il territorio. Da venerdì a domenica tutta Monza, non solo l’Autodromo Nazionale, sarà meta dei turisti e dei fan: un ricco calendario di eventi, con mostre e spettacoli, li attende.

 

 

Quest’anno la manifestazione ha come titolo Slow(e)motion e sarà all’insegna del verde, dell’energia e del movimento. Microgiardini, attività e simulatori di Formula 1 vi attendono in piazza Trento e Trieste. In più cene sotto le stelle o cibo di strada, eventi culturali e sfilate in costume. Una festa da non perdere, che andrà avanti fino a notte fonda con musica e discoteca.

 

 

www.turismo.monza.it

 

 

 

 

 

Festival del Prosciutto di Parma

2 – 10 settembre

 

 

Parma e Langhirano

 

 

 

Ventesima edizione di un festival che coinvolge ed entusiasma un numero sempre crescente di gourmet e buongustai. Il Festival del Prosciutto di Parma è un’occasione per conoscere meglio una delle tante eccellenze gastronomiche italiane e per visitare i luoghi in cui viene prodotta.

I prosciuttifici che aderiscono all’iniziativa saranno aperti per visite guidate e degustazioni mentre in città si moltiplicheranno gli eventi. Inaugurazione il 1° settembre con Ernst Knamm, pasticcere di fama internazionale e volto televisivo. Il 2 settembre seguirà il concerto di Francesco Gabbani in piazzale Celso Melli e si proseguirà con il Bistrò del Prosciutto di Parma, per altri eventi e attività.

Festival del Prosciutto di Parma

 

Gli amici di Casa Surace parteciperanno all’evento con dei video sul tema “Anche io sono di Parma”, un modo simpatico e divertente per coinvolgere tutti, non solo parmigiani e parmensi, in un festival che solo l’Italia può permettersi.

 

www.festivaldelprosciuttodiparma.com

LONGOBARDI. Un popolo che cambia la storia

Dal 1° settembre fino al 3 dicembre

 

Una mostra epocale che sarà inaugurata a Pavia il 1° settembre 2017. “LONGOBARDI. Un popolo che cambia la storia” sarà una mostra internazionale, con più sedi espositive: fino al 3 dicembre presso il Castello Visconteo, poi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e da aprile 2018 all’Ermitage di San Pietroburgo. L’impegno profuso per la sua realizzazione è nei suoi numeri: 300 opere provenienti da più di 80 musei e altri enti; 32 siti e centri longobardi rappresentati; 58 corredi funerari esposti integralmente e 17  video originali e installazioni multimediali.

trailer presentazione mostra

I Longobardi come non li abbiamo mai visti prima! Il popolo che unì Europa e Mediterraneo torna a Pavia, per un grande evento internazionale, che parte dall'antica capitale longobarda, passa per Napoli e arriva fino a San Pietroburgo. Ecco il video di presentazione della mostra #mostralongobardi

Pubblicato da Longobardi. Un popolo che cambia la storia su Martedì 30 maggio 2017

 

Si deve a Paolo Diacono, monaco e studioso vissuto nell’ottavo secolo, la “Storia dei Longobardi” dalla quale sono state tratte preziose indicazioni su questo popolo. Nell’opera, scritta in latino, si ripercorrono le vicende del regno fino al 744, anno della morte del re Liutprando. Entrati in Italia dalla Pannonia (corrispondente all’attuale zona tra Slovenia e Ungheria) nel 568, nel 572 conquistavano Pavia e la eleggevano a capitale del loro regno. Da allora in poi le loro vicende si sono intrecciate con quelle della storia d’Italia: arte, diritto e anche folklore ricordano i re e le regine dai nomi altisonanti. Nei libri di scuola viene studiato l’Editto di Rotari del 643, con cui il re longobardo metteva per iscritto le leggi del suo popolo, fino ad allora affidate alla trasmissione orale. Anche il folklore ricorda ancora le trame politiche e familiari di quel lontano passato. Si narra che il re Alboino costrinse la sua seconda moglie Rosmunda a bere nel teschio del padre sconfitto e che questa lo facesse poi uccidere in una congiura. Altre celebre regina longobarda fu Teodolinda, moglie di Autari e Agilulfo, di cui a Monza si celebrano le gesta nella Cappella degli Zavattari. L’eredità lasciata dai Longobardi è presente anche nella lingua parlata tutti i giorni: nomi come Adalgisa, Aldo, Guido e Lamberto, oggetti come panca o zolla, solo per fare degli esempi. Ancora: le numerose località che si chiamano Fara indicano un’antica fondazione longobarda, essendo quel termine usato per indicare un gruppo unito da vincoli familiari.

Oltre alla mostra presso il Castello Visconteo, la città ha previsto un ricco calendario di eventi: visite guidate alle cripte sotterranee, al monastero Santa Maria Teodote e in generale alla Pavia Longobarda si susseguono fino a dicembre mentre una mostra dedicata a re e regine presso la biblioteca dell’Università sarà aperta fino al 28 ottobre. Previsti anche intrattenimenti per bambini e ragazzi.

La capitale del regno longobardo rivive l’antico splendore della corte che qui si insediò e si unisce a Napoli per il ricordo di un popolo che ha lasciato il segno nel paese. Noi ne abbiamo parlato nel nostro itinerario: I Longobardi nella Pianura Padana .

 

Per maggiori informazioni sulla mostra sono disponibili il sito dedicato www.mostralongobardi.it e il sito di informazioni turistiche  www.vivipavia.it

Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini

9 settembre

 

 

All’interno delle Manifestazioni Antoniniane, in piazza Sant’Antonino arriva il factotum della città! Fate largo a Figaro, per una rappresentazione che non macherà do coinvolgere tutti con la celebre cavatina e le altre arie dell’opera di Gioacchino Rossini. Accompagnati dall’Orchestra Ensemble Opera Italian Chamber, sotto la direzione del Maestro Jacopo Rivani, gli attori riporteranno in piazza le vicende del celebre Barbiere, Rosina e Lindoro.

Partecipate numerosi all’evento ma…”uno alla volta, per carità!”

 

www.comune.piacenza.it

 

 

Sagra della Giareda

9 e 10 settembre

 

 

La Sagra della Giareda è la festa che ogni anni si tiene a Reggio Emilia in prossimità dell’8 settembre, giorno della natività della Beata Vergine cui la Basilica della Ghiara è dedicata. La “sagra” nasce infatti cone evento religioso, come festa per la consacrazione di una chiesa.

 

Dal 1980 il Comune di Reggio Emilia ha riproposto questa celebrazione e da allora la Sagra offre intrattenimento e cultura per i due giorni di celebrazioni. La 38esima edizione non mancherà di stupire.

 

Una mostra mercato dell’artigiano accompagna le celebrazioni religiose e non mancano i momenti di spettacolo. Le sedi cittadino sono: corso Garibaldi, piazza Gioberti, piazza Roversi, via Farini.

Scoprite di più sulle Chiese di Reggio Emilia, compresa la Basilica della Ghiara, e poi partecipate alla festa.

Sagra della Giareda

 

turismo.comune.re.it

Le Strade del Vino nelle città d’arte

Percorsi tra vigne e cantine alla scoperta di un’eccellenza italiana: bianchi e rossi conosciuti nelle loro terre d’origine, dal grappolo al calice.

 

 

Quando parliamo dei tesori delle città d’arte non ci riferiamo soltanto ai quadri, alle sculture o alle architetture: nelle città della Pianura Padana esistono capolavori che stanno in un calice. Percorrete con noi una delle tante Strade del Vino, per imparare a conoscerli dalla vigna fino all’enoteca.

Partiamo da una considerazione geografica: nel 2014 due esperti francesi hanno sostenuto “la magia del 45° parallelo”, la zona della Terra in cui la temperatura è particolarmente favorevole alla produzione del vino. Loro si riferivano al Bordeaux ma seguendo quella linea immaginaria noi troviamo proprio le nostre città d’arte.

 

 

Cominciamo da Pavia che con i vini dell’Oltrepò Pavese è riuscita a creare itinerari e iniziative per ogni tipo di turista enologico. Su un’area di 13.000 ettari si produce il 55% dei vini di Lombardia, in un paesaggio che ha mantenuto intatto il fascino dei propri borghi.  È il regno della Bonarda e del Pinot Nero, che si potranno scoprire nelle numerose cantine aperte o nei banchi delle manifestazioni, insieme a un assaggio di salame di Varzi. Percorrendo le strade della Valle Versa, Valle Scuropasso e Valle Coppa si scopriranno non solo degli ottimi vini ma anche borghi come Stradella, Broni e Fortunago; si potranno visitare il museo del Cavatappi o quello della Fisarmonica; si potrà dormire in uno dei tanti agriturismi. http://www.viniesaporidilombardia.it/?page_id=346&lang=it

 

 

Sempre seguendo il parallelo entriamo quindi nel territorio di Piacenza dove Gutturnio, Ortrugo e Malvasia sono i vini più tipici ma non certo gli unici, essendo ben 17 i DOC tra cui scegliere per una degustazione. In Val d’Arda, Val Nure, Val Trebbia e Val Tidone antichi borghi, castelli, ponti romani, piccoli laghi e spiagge sui fiumi aspettano solo di essere scoperti. In auto o in moto, in bici e anche a cavallo, le strade del vino sono punteggiate da agriturismi dove fermarsi per una sosta. L’intrattenimento non sarà solo alimentare: a Bobbio, per fare un esempio, è famoso il Festival del Cinema. http://www.stradadeicollipiacentini.it/

 

 

Spostandosi ancora verso Est si incontra, a Parma, la Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma. La capitale della Food valley si distingue anche per la produzione vinicola, con la Malvasia, il Sauvignon e il Rosso Colli di Parma. Qui le colline comprese tra i torrenti appenninici regalano non solo uve preziose ma anche panorami riposanti. Da non perdere, nelle cantine della Rocca di Sala Baganza, la “Cantina dei Musei del Cibo”. Si tratta appunto di musei che in provincia di Parma, custodiscono e raccontano le meraviglie gastronomiche della città riconosciuta come “Città creativa per la Gastronomia” da UNESCO. È un percorso per tutti i 5 sensi, un’esperienza sensoriale che ricorderete. http://www.viniparma.it/

 

 

Dici Modena e pensi al Lambrusco: è un’associazione spontanea tra una città e il suo vino più tipico, perfetto per la cucina del luogo o per varcare i confini nazionali e raggiungere le mete più lontane, oltreoceano. Nasce da vitigni autoctoni antichissimi, particolarmente adatti alle    caratteristiche geologiche e climatiche del territorio modenese; viene poi accudito e valorizzato sia nella pratica agricola di cura della vite, sia nelle successive importanti fasi in cantina così da diventare, nel panorama enologico italiano, unico. Le sue varianti hanno ognuna una peculiarità: ai cibi grassi si addice il Sorbara , ai primi ed alle carni leggere il Grasparossa mentre per arrosti ed intingoli c’è il Salamino. http://www.tutelalambrusco.it/

 

 

Brescia conta su più percorsi, per esaltare i suoi vini. C’è la Strada dei vini e dei sapori del Garda, che produce Lugana, Garda Classico, San Martino della Battaglia e Valtenèsi. La Strada del vino colli dei Longobardi include delle vigne nel territorio della città di Brescia: la Pusterla, il vigneto urbano produttivo più grande al mondo, a ridosso del Castello. La Strada del Franciacorta, infine, conduce in zone lombarde ricche di storia e di bellezze architettoniche: abbazie e ville si alternano a colline e campi da golf. Il tutto tra cantine e vigneti, una meta ideale per gli enoturisti. Degustazioni, serate a tema, vernissage ed eventi come il Festival in programma il 16 e il 17 settembre: tutto è possibile nelle accoglienti tenute che circondano le cantine di Franciacorta. http://www.franciacorta.net/it/

 

 

Prodotti tipici di Monza

A Monza si mangia bene, molto bene. E i piatti della tradizione sono realizzati con i prodotti tipici di Monza, che sono semplici e si rifanno alla natura contadina che ha caratterizzato le terre della Brianza nei secoli passati. Il re della cucina è il maiale in tutte le sue forme. E per finire un pasto in bellezza non si può mancare la semplice ma buonissima torta paesana, un dolce che non s può mancare di assaggiare se si vuol scoprire proprio tutto di Monza.

 

Prodotti tipici di Monza: la cassoeula

La cassoeula è il re dei piatti della cucina brianzola e monzese. Si gusta al meglio con una bella polenta fumante, accompagnato da un buon vino rosso corposo. La cassoeula è un piatto che è diventato uno dei prodotti tipici non solo di Monza, ma dell’intera Brianza. Il suo nome è praticamente impossibile da scrivere in maniera corretta, e solo un vero lombardo riesce a scandirne la pronuncia. La cassoeula richiede una cottura lunga e lenta, e si prepara con costine e altre parti di scarto del maiale, tra cui piedini, musini e cotiche. Qualche massaia, custode della vera tradizione, vi aggiunge anche i verzitt, i gustosi salamini verzini. Per “sgrassare” il tutto si aggiunge alla cottura un mix di cavolo verza, carote e sedano. Un piatto decisamente poco leggero, anche se gustosissimo, per uno strappo alla dieta che ogni tanto ci si può concedere. A patto che la verza abbia già subito la prima gelata e fuori ci sia la nebbia.

 

Prodotti tipici di Monza: il risotto con la luganega

A Monza il vero risotto è con la luganega, che non a caso si chiama anche risotto alla monzese. Non c’è cittadino di Monza che non dica di conoscere la ricetta originale, che varia da famiglia a famiglia. La luganega è la salsiccia brianzola, non una salsiccia come tutte le altre, ma un vero prodotto tipico di Monza. Il suo colore è chiaro e il gusto delicato e dolce. Viene preparata con carne di suino, Grana Padano, Marsala e aromi naturali. Il risotto con la luganega è il connubio perfetto di sapore e gusto. Anche se qualcuno ci aggiunge lo zafferano, l’unica, vera, variante alla ricetta originale di questo risotto che negli anni è diventato il piatto simbolo della città, oltre che uno dei prodotti tipici di Monza, prevede il vino bianco invece di quello rosso.

 

Prodotti tipici di Monza: la torta paesana

La torta paesana è il coronamento di ogni pasto tradizionale della cucina monzese. Anch’essa è diventata uno dei prodotti tipici di Monza, e ne esistono numerose varianti locali. La ricetta originale, che da sempre viene tramandata di madre in figlia, però, si prepara con pane raffermo, fatto macerare nel latte e quindi insaporito con cacao, pinoli, frutta candita e uvetta. Un piatto povero ma di grande gusto, come si vede dagli ingredienti, che riflette lo spirito contadino dei tempi andati. La torta paesana, detta anche torta del Michelasc, dal nome dialettale del pane raffermo, detto mica, ammollato nel latte, nacque per non buttare via nulla, soprattutto il pane avanzato.

 

Prodotti tipici di Monza: il pane e i biscotti di San Gerardo

San Gerardo dei Tintori è il patrono di Monza. Il pane e i biscotti a lui dedicati sono una riproposizione di antiche ricette diventate prodotti tipici. Entrambi sono dolci e l’origine del pane risale al 1117, quando il santo salvò i monzesi dalla piena del fiume Lambro stendendo il suo mantello sull’acqua. In cambio ricevette questo dolce pane, fatto con zucchero, miele e frutta. I biscotti invece, sono dolci secchi che si conservano a lungo perché senza uova. La tradizione vuole che nel medioevo analoghi biscotti semplici venissero fatti benedire dai pellegrini comaschi in visita alle reliquie del Santo custodite a Monza.

 

Per maggiori informazioni sui prodotti tipici di Monza www.turismo.monza.it

 

Sposarsi a Reggio Emilia

Tra ville, dimore storiche, residenze d’epoca, sposarsi a Reggio Emilia è un’esperienza da favola. Le location dove allestire il banchetto sono molte e tutte bellissime. Per quanto riguarda il la celebrazione del matrimonio, invece, accanto alle bellissime chiese dove celebrare il rito religioso, per chi decide di sposarsi con rito civile a Reggio Emilia c’è la splendida sala del Tricolore. Inoltre, per i promessi sposi che lo desiderano e ne fanno richiesta, è possibile festeggiare le proprie nozze con un banchetto in piazza Casotti e in piazza Fontanesi.

 

Sposarsi a Reggio Emilia: Villa Levi Terrachini

Per fare colpo sugli invitati e per sposarsi nel cuore di Reggio Emilia, Villa Levi Terrachini è la location ideale. Dalla cerimonia fino al banchetto nuziale a Villa Levi Terrachini tutto si può fare per rendere indimenticabile il coronamento del sogno d’amore di una coppia. Recentemente riportata al suo antico splendore grazie a una bella opera di restauro, Villa Levi Terrachini è una delle più belle costruzioni del secondo Ottocento reggiano, e fa parte del patrimonio dei beni storici e storico testimoniali della città. Sposarsi in questa dimora storica a Reggio Emilia rende ancora più speciale un giorno incantato.

 

Sposarsi a Reggio Emilia: Villa Castellazzo

Villa Castellazzo è uno dei luoghi ideali per sposarsi a Reggio Emilia. È un agriturismo inserito in una suggestiva dimora rurale edificata nell’800 immersa in un bellissimo giardino all’italiana, nel centro di un’area agricola votata per eccellenza alla produzione del Lambrusco, la frazione di Castellazzo a Reggio Emilia. L’antico fienile, dove è stato realizzato un salone a tre livelli dall’eccezionale luminosità naturale, e il grande porticato esterno sono i luoghi deputati a ricevere i banchetti nuziali, e si prestano benissimo agli allestimenti più svariati, dal più semplice al più sofisticato. Il portico, grazie alla sua copertura lungo tutti i 250 metri quadrati della superficie è indicato anche per le stagioni di mezzo, o per quando il meteo decide di rendere la sposa particolarmente fortunata.

 

Sposarsi a Reggio Emilia: Il Concilio

Appena fuori dalla città di Reggio Emilia, a San Bartolomeo, il Concilio è un ristorante inserito nello splendido Resort Matilde di Canossa, immerso nei sapori e profumi delle Terre Matildiche. Il Concilio è un luogo incantevole e sposarsi in questo resort a due passi da Reggio Emilia è un’esperienza indimenticabile, che oltre a rendete fatato il giorno più bello della vita di due persone che si amano, soddisferà il palato degli invitati grazie a una cucina che interpreta tradizione, innovazione e internazionalità, esaltando i sapori delle migliori ricette reggiane.

 

Sposarsi a Reggio Emilia: Villa Timolina

Nel cuore della campagna emiliana, a Correggio, Villa Timolina regala emozioni difficili sa scordare per chi decide di sposarsi a Reggio Emilia. Villa Timolina e una dimora storica con incantevoli saloni affrescati, il cui nucleo originario risale all’anno mille e fu edificato ad opera dei monaci benedettini. Oggi il restauro ha permesso di godere appieno dei vari spazi della Villa. Niente di meglio, per il ricevimento nuziale, di un aperitivo nel parco fiorito di essenze e fiori con i sui salottini di vimini situato all’ombra dei frondosi alberi secolari, a cui far seguire il pranzo o la cena nel magnifico gazebo drappeggiato in voile. A Villa Timolina è possibile anche organizzare la cerimonia vera e propria del matrimonio.

 

Sposarsi a Reggio Emilia: Casale Cory

Inserito nel contesto rurale del comune di Rubiera, il Casale Cory è l’ideale per grandi banchetti. Che il matrimonio abbia un numero di invitati ristretto, sia che si decida di sposarsi in grandissimo stile, in questa struttura della campagna di Reggio Emilia è possibile ospitare anche mille invitati nel grande parco, senza rinunciare all’eleganza. Al Casale Cory il matrimonio avrà un sapore agreste, ma in un’atmosfera di raffinata professionalità.

 

Sposarsi a Reggio Emilia: Corte di Villa Spalletti

A Casalgrande si trova Villa Spalletti, immersa nel verde di un parco storico. In questa monumentale residenza sono stati ospiti Re e Regine d’Italia e sposarsi qui aggiungerà un tocco magico alla cerimonia. A disposizione degli sposi i sono più spazi: la Corte, un tempo luogo di giochi e intrattenimenti, può ospitare fino a 600 persone; due sale per il banchetto, arricchite da giochi di luce; infine il parco con il laghetto, per fotografie indimenticabili.

 

Per maggiori informazioni per sposarsi a Reggio Emilia www.municipio.re.it

Festa del Torrone 2017

Una festa per il gusto, una festa per la città: ecco cos’è la Festa del Torrone di Cremona, l’appuntamento di novembre che celebra la dolce gloria locale.

 

 

L’edizione 2017 della Festa che si svolgerà dal 18 al 26 novembreavrà come tema “La gola”. Sono in programma  centinaia di eventi, pensati per soddisfare i desideri di ogni tipo di visitatore: spettacoli, degustazioni, appuntamenti culturali e novità che vanno ad affiancarsi agli appuntamenti tradizionali: le enormi costruzioni in torrone, la rievocazione del matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, con sfilata in costume e sbandieratori e infine il Torrone d’oro, il premio alla personalità cremonese dell’anno.

 

Quest’anno si celebrerà anche un “secondo matrimonio”: lo sposalizio del dolce con il salato. Si tratta di un gemellaggio con Cervia, celebre per le sue piadine. Una proposta insolita per un abbinamento di gusto sorprendente, che unisce due tradizioni artigianali tipicamente italiane.

 

 

La Festa del Torrone 2017 riprende la collaborazione con il Giffoni Film Festival. In i migliori torroni artigianali cremonesi  – preparati a forma di stella  – sono stati regalati a giornalisti e ospiti presenti a Giffoni, in provincia di Salerno; Cremona ospiterà a novembre il Cineforum Giffoni presso il Teatro Filodrammatici e i Mini Lab di cinema presso la Camera di Commercio di Cremona.

 

 

Il Circuito Città d’Arte, partner storico della Festa del Torrone, replica anche quest’anno l’offerta speciale pensata per i propri amici: sconti riservati per assaggi e per visite guidate. In più omaggio per i bambini, perchè possano anche loro godere di tutti i momenti della Festa.

 

 

Per poterne usufuire basterà stampare l’apposito coupon, come vi spieghiamo nella nostra offerta dedicata alla Festa del Torrone.

Appuntamento a Cremona, per la festa più golosa che c’è.

Escursioni in provincia di Brescia

Brescia è una delle province più grandi d’Italia e per questo è bellissimo trascorrere il tempo libero alla scoperta del territorio. Dai laghi alle montagne, tutte le escursioni in provincia di Brescia riservano belle sorprese, tutte contornate da panorami mozzafiato.

 

Escursioni in provincia di Brescia: la Franciacorta

La Franciacorta è terra del vino per eccellenza in provincia di Brescia. Dolci colline rivestite da filari di vite, tutte da scoprire grazie alle belle passeggiate in bicicletta o ai percorsi di trekking da fare a piedi. Di tutte le escursioni che si possono fare in provincia di Brescia, la Franciacorta è un paradiso per gli amanti delle due ruote, per gli appassionati delle passeggiate in mezza pianura e per gli intenditori del buon vino. È sorprendente scoprire la Franciacorta sostando in una delle tante cantine che producono le famosissime bollicine che fanno invidia allo champagne. Imperdibili, poi, una cena o un pranzo in una delle tante trattorie o nei molti ristoranti nei quali gustare il prelibato manzo all’olio, una delle ricette più amate e gustose della zona, ottima in tutte le stagioni.

 

Escursioni in provincia di Brescia: il lago di Garda

Il lago di Garda è così grande che sembra un mare. È il lago più grande d’Italia. Ha un clima temperato, che regala giornate miti e mai troppo calde, l’ideale per escursioni anche brevi, magari in un fine settimana per ritemprarsi dall’afa della città. L’illusione di essere al mare però non ci nega il regalo di una bella tintarella, per arrivare alle vacanze già abbronzati o per mantenere il colorito al ritorno. In più c’è il vantaggio di avere colline e montagne a due passi. Tra le esperienze che si possono fare durante un’escursione in provincia di Brescia si possono incontrare percorsi di benessere, cultura, sport e parchi tematici. Non può mancare infine un “incontro ravvicinato” con l’enogastronomia, all’insegna dei sapori delicati e dei profumi intensi. A proposito di profumi è imperdibile una gita alla settecentesca Limonaia del Castèl, nel centro storico di Limone sul Garda. Panorama mozzafiato e nell’aria un aroma impareggiabile.

 

Brescia

 

Escursioni in provincia di Brescia: la Pianura Bresciana

Un’escursione in quella parte di Pianura della provincia bresciana significa andare alla scoperta di una delle zone agricole più importanti d’Italia, delimitata dai fiumi Oglio, Chiese e Mella. Accanto all’agricoltura in fascino di una gita in pianura ci può soprprendere andando alla scoperta delle dimore patrizie e delle chiese di paese, che costituiscono i veri musei in cui vengono custoditi inattesi capolavori dell’arte e della scultura. Tra questi spiccano il Castello di Padernello e quello di Montichiari. Una bella gita da fare in bicicletta è quella che da Brescia porta a Offlaga, in un rilassante paesaggio lungo quasi 50 chilometri percorribile anche dai meno esperti delle due ruote. Imperdibili, infine, le tele del Tiepolo a Verolanuova.

 

Escursioni in provincia di Brescia: Monte Isola

Monte Isola, o più semplicemente Montisola, oltre a essere uno dei borghi più belli d’Italia è l’isola lacustre più grande d’Europa. Sorge in mezzo al lago d’Iseo e ne è la perla, una delle escursioni più belle in provincia di Brescia. L’isola si raggiunge in battello dai moli di Iseo, Sulzano, Sale Marasino o da quelli della sponda bergamasca del lago, e alcuni miuti si viene catapultati in una magica dimensione, fuori dal tempo, tutta da scoprire. Peschiera, Siviano, Sensole, Carzano sono i borghi più belli dell’isola, sulla cui sommità sorge il Santuario della Madonna della Ceriola, costruito nel XIII sec. Le escursioni si fanno a piedi, oppure con motorini e minivan, delle dimensioni massime di un’apecar. Ogni 5 anni, poi, Monte Isola diventa un paradiso lussureggiante grazie alla festa dei fiori (rigorosamente fatti a mano in carta, di fattura magistrale), che viene organizzata nella frazione di Carzano. Il prossimo appuntamento è per il 2020.

 

Per maggiori informazioni sulle escursioni in provincia di Brescia www.bresciatourism.it

Prodotti tipici di Cremona

A Cremona si mangia bene. Tra i prodotti tipici principali di Cremona si possono trovare sono formaggi e salumi, frutto della passione e della sapienza di allevatori e agricoltori. Ottimi gli insaccati, tra cui il Salame Cremona IGP (Indicazione Geografica Protetta), dall’impasto morbido e delicatamente profumato all’aglio, il Cotechino Vaniglia, così chiamato per il sapore particolarmente dolce, e il Salame da pentola, uno degli ingredienti del Gran Bollito Cremonese. Ma impossibile dimenticare il torrone, famoso in tutto il mondo, e i formaggi, tra cui il Salva cremasco e la mostarda.

 

Prodotti tipici di Cremona: Il Torrone

Il torrone, tra i prodotti tipici di Cremona, è quello più conosciuto, famoso in tutto il mondo. Mandorle, miele e bianco d’uovo modellati insieme per riprodurre la forma del Torrazzo, danno origine a un trionfo di dolcezza. La leggenda narra che nacque a Cremona come dolce nuziale al banchetto di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza avvenuto in città il 25 ottobre 1441. Questo dolce tipico viene festeggiato ogni anno, il terzo e quarto weekend di novembre, con la rinomata Festa del Torrone, che attira visitatori da tutta Italia.

Torrone di Cremona

prodotti tipici di Cremona, torrone

 

Prodotti tipici di Cremona: i Salami

I salami occupano un posto di rilievo tra i prodotti tipici di Cremona. Se ne producono di molti tipi, dalla grana fine e delicata. Il re è il salame Cremona, che ha ottenuto l’indicazione IGP, e viene prodotto fin dall’epoca romana utilizzando solo le parti nobili del maiale, aromatizzate con sale e aglio pestato e insaccate in budelli naturali. La stagionatura va da minimo di cinque settimane a oltre quattro mesi. Poi c’è il Salame Nostrano Cremonese, prodotto con carne e grasso di suini di dimensioni superiori ai 200 kg, con l’aggiunta di sale, vino e aglio e una stagionatura dai tre mesi a un anno. Infine il cotechino vaniglia, il cui nome deriva dalla dolcezza e delicatezza delle sue carni. Ha bisogno di una cottura lunga e a fuoco lento, in modo da poterne assaporare al meglio tutti i suoi sapori. Il cotechino vaniglia è il principe dei bolliti cremonesi. Tutti questi salami sono ottimi se gustati accompagnati da un buon vino rosso, meglio se frizzante e giovane. Oppure da un fresco e leggero spumante.

prodotti tipici di Cremona, salumi e formaggi

 

Prodotti tipici di Cremona: i formaggi

Particolarmente interessante è la storia del provolone, formaggio tipico dell’Italia meridionale prodotto sin dall’Ottocento a Cremona per l’abbondanza e la qualità del latte. Il Provolone valpadana DOP, dolce o piccante, è un formaggio a pasta semidura, ottenuto da latte vaccino intero, ed è ormai entrato a far parte della tradizione casearia cremonese.

Il Salva cremasco è un formaggio DOP, vaccino, che ha una storia millenaria. Buonissimo, con la sua pasta, cruda, bianca e la crosta scura. La sua consistenza è compatta e friabile e una volta in bocca si scioglie in un sapore unico. Merito della salatura a secco o in salamoia, che gli donano il suo sapore caratteristico insieme alle erbe aromatiche impiegate per la stagionatura, che non è mai inferiore ai 75 giorni. Vagamente simile al quartirolo ma dal gusto più complesso e aromatico, il Salva è uno dei vanti tra i prodotti tipici Cremona e del territorio cremonese. Si ha testimonianza di lavorazioni casearie nella zona già dall’anno 1000 a.C., e il suo nome deriva dal verbo “salvare”, perché si tratta di un formaggio realizzato in in primavera con il latte in eccesso, salvato appunto.

Cremona Gran Bollito Con Mostarda

prodotti tipici di Cremona, bollito con mostarda

Prodotti tipici di Cremona: le paste ripiene

Le paste ripiene del Cremonese riflettono le divisioni storiche del territorio che hanno visto Cremona e il suo circondario legati a Milano; Crema e il Cremasco a Venezia; Casalmaggiore e il Casalasco al Mantovano e alle sue tradizioni. Troviamo i marubini di Cremona, ripieni di carne e cotti nei tre brodi ottenuti dalla cottura di carne di maiale, manzo e gallina; i tortelli di Crema, da mangiare asciutti, in cui il dolce e il salato di amaretti, uva sultanina, cedri canditi, biscotti speziati detti mostaccini e marsala si amalgamano con un gusto insolito che può ricordare la cucina speziata veneziana e quella arabo mediterranea da cui deriva.

 

Prodotti tipici di Cremona: la Mostarda

Niente di più indicato per accompagnare il Salva cremasco, e ai grandi bolliti che trionfano sulle tavole cremonesi, se non la Mostarda. Prodotta tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, è composta da frutta candita immersa in sciroppo di glucosio aromatizzato con senape. La frutta è quella della zona: zucca, anguria bianca, fichi, mele, pere ma anche ciliegie e scorza d’arancia.

 

Per maggiori informazioni sui prodotti tipici di Cremona: www.turismocremona.it

Enoteche a Parma

A Parma cibo e vino la fanno da padrone. Le tante enoteche sparse per la città, tra centro e periferia, permettono un viaggio sensoriale e di gusto che non può lasciare indifferenti. Il territorio è ricco di ottimi vini: la Colli di Parma è una DOC istituita nel 1982, che comprende Malvasia e Sauvignon, entrambi bianchi, e un rosso ottenuto da Barbera e Bonarda, chiamato semplicemente Colli di Parma. E poi i vini della Bassa, tra cui eccelle la Fontana del Taro. Superbo il Lambrusco. Accanto ai vini, è bello finire il pasto con uno dei tanti liquori, le cui ricette sono rigorosamente di origine casalinga. Bere bene, quindi non è un lusso a Parma. Meglio ancora se affidati alla competenza dei sommelier delle sue enoteche.

 

 

Enoteche a Parma: Ombre Rosse

Situata in Borgo Tomasini, l’enoteca Ombre Rosse a Parma è un percorso di gusto. A disposizione dei clienti si trovano libri sui vini, sulla storia e gli album storici delle figurine Panini. Accanto ai vini provenienti da tutto il mondo, le etichette sono oltre 2 mila, di cui molte di annate eccellenti, ci sono 200 etichette di distillati e circa 20 etichette di vini da gustare al calice. L’enoteca Ombre Rosse è un ambiente rustico, con varie stanze tutte diverse tra loro, accomunate dall’essere espressione di un locale di altri tempi: nell’ingresso un bel divano e un pianoforte accolgono i clienti, e spesso qui si organizzano serate con musica dal vivo, si prosegue con la sala del bancone e della mescita, con una piccola cantina a vista con 4 tavoli e infine una sala grande per gruppi. L’atmosfera che si respira è piacevole, giovane, conviviale, anche se le bottiglie, i libri e le riviste che spuntano qua e là, amplificano il potere evocativo e suggestivo del vino.

 

 

Enoteche a Parma: Enoteca Fontana

Tra le enoteche a Parma, Fontana è famosissima. Sorge nella centrale strada Farini e si può definire il tempio degli aperitivi tradizionali. Fontana è quasi un monumento del vino. In questa caratteristica enoteca di Parma non è raro vedere figli e genitori allo stesso bancone, perché soddisfa le esigenze di giovani e meno giovani. Dispone di un’ampia cantina di circa 700 etichette nazionali ed estere, che possono accompagnare formaggi e salumi di ottima qualità, serviti al tagliere. Ottimi anche i panini, per una pausa pranzo veloce e di qualità. I prezzi risultano essere competitivi, soprattutto per i calici di lambrusco.

 

 

Enoteche a Parma: Hi-Fi News Musica da tavola

Hi-Fi News Musica da tavola è un locale particolarissimo. Nasce in origine come negozio di musica, a cui nel 1999 si aggiunge la licenza da enoteca. Da allora Hi-Fi News a Parma porta in tavola la musica. È un locale del centro storico, che unisce buon vino e buona musica. Le bottiglie, splendidamente esposte in diverse stanze, fanno bella mostra di etichette selezionate, nazionali ed estere, accompagnate da un sottofondo musicale che avvolge e conquista. Da Hi-Fi News Musica da tavola si possono gustare e acquistare anche grappe, acquaviti e oli.

 

 

Enoteche a Parma: Capagio

L’enoteca Capagio, in via Brenta a Parma, è una tappa obbligata per chi ama lo champagne. Lo staff seleziona i suoi Champagne presso 30 piccoli produttori. Oltre 100 etichette, per gustare tutte le varietà delle bollicine francesi meno conosciute ma di altissima qualità. Capagio a Parma è un’enoteca che propone lo champagne in tutte le sue innumerevoli sfaccettature. Una sosta da Capagio è come fare un viaggio alla scoperta di veri gioielli da degustare, con un buon rapporto qualità/prezzo. Come se ci si trovasse in una piccola Parigi che soddisfa ogni palato.

 

 

Per maggiori informazioni sulle enoteche a Parma www.turismo.comune.parma.it

Gianluigi Toccafondo

Fino al 20 agosto 2017

 

 

Centro storico, Palazzina dei Giardini

 

 

Toccafondo (1965), artista e illustratore insignito di numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero anche per la produzione di cortometraggi, si confronta con gli spazi suggestivi della palazzina collocata all’interno dei Giardini Ducali, che durante l’estate sarà aperta in orario serale.

 

 

www.galleriacivicadimodena.it

Sguardo ConCorde

26 agosto

 

 

Casa Stradivari

 

 

Protagonista sarà Daniele Richiedei, il quale per l’occasione proporrà improvvisazioni per solo violino ispirate alla musica folk del Nord Europa. Un viaggio che, partendo dalla tradizione delle Alpi Italiane, porterà fino alla Scandinavia, passando per la Francia, l’Irlanda e la Galizia.

 

www.comune.cremona.it

Canzoni da Camera – Acqua e Sapone

4 agosto

 

 

Acqua & Sapone è il film di Verdone il cui tema musicale porta la firma di Gaetano Curreri, protagonista del concerto “Canzoni da camera” con l’accompagnamento degli archi del Solis String Quartet. Omaggi che vanno dai Beatles a Lucio Dalla e poi Stadio, Vasco Rossi, Patty Pravo, Irene Grandi e altri ancora.

 

 

Canzoni da camera

Estate a Parma

Fino al 31 agosto

 

 

Per i turisti e per chi rimane in città ecco un ricco programma di appuntamenti: teatro, musica, letteratura e cinema. In più, in un agevole vademecum, anche gli orari, le aperture straordinarie e i periodi di chiusura delle Biblioteche, delle esposizioni e dei musei di Parma e fuori città.

 

 

Estate a Parma

Parchi a Pavia

Grazie alla sua posizione, sorge sul Ticino e poco distante dal Po, Pavia è una città rilassante. Merito anche delle tante aree verdi che sorgono in città e la circondano, che donano calma e sono l’ideale per una pausa rigenerante. I parchi a Pavia testimoniano la presenza dell’antica foresta che un tempo ricopriva la pianura padana, e in nessun’altra città italiana ci sono tante aree verdi come a Pavia. Tutto ruota attorno al Parco del Ticino, che è il più antico parco regionale italiano.

 

Parchi a Pavia: Parco Vul

Il Parco Vul a Pavia costeggia la riva destra del Ticino, tra il Ponte Coperto e il Ponte della Libertà. È il più amato e frequentato parco della città. Qui nel fine settimana i pavesi spesso si ritrovano per godersi un po’ di relax. Nelle giornate più calde i grandi alberi regalano una bella frescura. Facilmente raggiungibile dal centro città, è servito da un comodo parcheggio. Il Parco Vul è spesso frequentato dalle famiglie con i bambini, grazie alla sua area attrezzata con tavoli e panchine dove si possono organizzare pic nic o feste di compleanno. Per i meno pigri dal Parco Vul si possono intraprendere due belle passeggiate lungo i sentieri che costeggiano il fiume Ticino.

 

Parchi a Pavia, Parco del Ticino

 

Parchi a Pavia: Parco della Vernavola

Il Parco della Vernavola è la zona verde più estesa di Pavia. Tra tutti i parchi della città è il principale polmone verde. Si estende su una superficie di 15 ettari a nord della città. Al suo interno ci sono piste ciclabili, aree gioco, stagni, cascine, oasi faunistiche, e un maneggio. Il Parco della Vernavola è attraversato dall’omonima Roggia, che da San Genesio per 15 chilometri arriva fino al Ticino. Nel Parco della Vernavola c’è anche la cascina Colombara, dove venne combattuta nel 1525 la Battaglia di Pavia. Oggi alla Cascina Colombara si possono osservare gli animali della fattoria e un piccolo museo della vita contadina.

 

 

Parchi a Pavia: Parco Sora

Il Parco Sora è un’oasi naturalistica di circa 40 ettari, che sorge nella zona ovest di Pavia ed è facilmente raggiungibile in bicicletta dal centro della città. Qui si trovano la vegetazione e la fauna tipiche del parco del Ticino e in particolare del fiume: robinie, caprifogli, biancospini, ginestre, e poi 246 specie diverse di uccelli. Molti i sentieri presenti: quello del Gufo, del Fagiano, della Quercia, del Picchio, del Biancospino. Interessante il percorso vita che vi si trova all’interno, in zona ombreggiata, ideale per chi pratica sport. E per i più pigri che vogliono godersi il sole e prendere una bella tintarella, dal Parco Sora un sentiero di sassi porta direttamente in riva al fiume.

 

 

Parchi a Pavia: Oasi Lipu Bosco Negri

Anche l’Oasi della Lipu Bosco Negri sorge all’interno del Parco del Ticino. Tra i parchi a Pavia questo è quello più indicato per stare a contatto con la natura insieme ai bambini. L’Oasi era un terreno privato che nel 1968 venne lasciato in eredità al Comune di Pavia da Giuseppe Negri, grande amante della natura. Oggi la Lipu, che gestisce il centro dal 1988, ha creato un’oasi naturalistica attrezzata, con tanto di piccolo museo sulle tracce degli animali e pannelli didattici, oltre all’area pic nic con tavoli e panche in legno. Imperdibili le visite guidate notturne e le animazioni teatrali lungo i sentieri del bosco, circondati da picchi, allocchi e torcicolli.

 

 

Parchi a Pavia: Bosco Grande

Tra i parchi di Pavia appena fuori dal centro, il Bosco Grande è quello più facilmente raggiungibile. Sorge lungo l’argine del Ticino, sulla sponde destra, tra Pavia e Zerbolò. I più piccini amano particolarmente questo parco di Pavia, anche grazie ai tanti laboratori di animazione naturalistica che vengono organizzati durante tutto l’anno per trasmettere l’amore per la natura e imparare ad amarla in ogni stagione. Il Bosco Grande, che si estende per 22 ettari, è anche il luogo ideale per organizzare una bella festa di compleanno, soprattutto in una calda giornata d’estate.

 

Per maggior informazioni sui parchi a Pavia www.vivipavia.it

Scoprire le città d’arte percorrendo la Via Francigena

La Via Francigena è uno storico pellegrinaggio che attraversa la Pianura Padana, oggi riscoperto anche laicamente come itinerario spirituale artistico.

 

 

Questo mese il Circuito città d’arte della Pianura Padana vi porta alla scoperta della Via Francigena, l’antico cammino di fede che oggi si propone anche come itinerario turistico. La Via Francigena nasce secoli fa, durante il regno di Carlo Magno, come strada dei pellegrini che dal nord dell’Europa si muovevano verso Roma per visitare la tomba dell’apostolo Pietro. Il cammino inizia a Canterbury, in Inghilterra, attraversa Francia e Svizzera e si conclude in Italia: qui, dal Gran San Bernardo fino a Roma, si snoda un percorso di 1.200 chilometri, che si può intraprendere a piedi o in bicicletta, per immergersi nella natura e nella storia. Le città d’arte della Pianura Padana accolgono ogni anno i numerosi viandanti che per i più diversi motivi – fede, sport, turismo – decidono di avventurarsi tra pianure, colli e montagne. Sei tappe della Via si trovano tra Pavia, Lodi, Piacenza e Parma: ecco le meraviglie che incontrerete nel vostro cammino.

 

 

Dopo aver valicato le Alpi e superato Vercelli, si entra nel territorio pavese: qui cascine, risaie, argini dei fiumi sono il paesaggio tipico della pianura padana. Si passa per le città di Robbio e Mortara che meritano una sosta per poter visitare la chiesa di san Pietro, a Robbio, come esempio di romanico lombardo e il monastero di Sant’Albino, a Mortara, per le iscrizioni lasciate dai pellegrini medievali.

 

 

La tappa successiva, da Mortara a Pavia, ci apre le porte dell’antico regno Longobardo: si entra infatti in un territorio strategico, a metà strada tra il mare e le montagne. Lomello era talmente importante che nel 590 la regina Teodolinda sposò qui il duca di Torino, Agilulfo, rendendolo così re dei Longobardi. In questo tratto il turista e il fedele troveranno il Santuario della Madonna della Bozzola, a Garlasco, da visitare prima di addentrarsi nel Parco del Ticino ed entrare a Pavia dal celebre Ponte Coperto. Si accede subito al centro storico dove le chiese di San Teodoro, San Michele Maggiore e il Duomo sono le tre mete da non perdere, per il fedele e per il turista. Da mettere in conto anche una pausa per assaggiare le specialità locali: salumi d’oca e una fetta della torta Paradiso.

Via Francigena Pavia

 

Dopo la sosta a Pavia si punta verso Orio Litta: il paesaggio qui è frutto del lavoro di bonifica durato secoli, è una pianura strappata ai fiumi e alle acque stagnanti. Ville e castelli punteggiano il tragitto, segni dei casati che si sono succeduti nei secoli: a Belgioioso il Castello è sede di eventi e manifestazioni durante tutto l’anno mentre a Chignolo Po il Castello Cusani, essendo una dimora privata, organizza per i turisti visite guidate. Infine, a Orio Litta, la maestosa Villa Litta Carini è aperta come museo, oltre a essere sede di eventi privati.

 

 

Nella tappa da Orio Litta a Fiorenzuola d’Arda, i viaggiatori hanno un’alternativa: il traghetto o la strada. Si può seguire il percorso narrato da Sigerico, il vescovo che per primo raccontò la via Francigena tra il 990 e il 994, e utilizzare il Transitum Padi in località Corte Sant’Andrea oppure costeggiare il grande fiume lungo i paesi di Guzzafame e Valloria. Giunti a Piacenza una sosta è d’obbligo, per visitare la città o almeno i suoi luoghi storici più famosi: Palazzo Farnese, che ospita i Musei Civici, il Duomo e una delle molte trattorie che offrono piatti della tradizione: pisarei e fasö, nella stagione fredda e il tris di salumi DOP – pancetta, salame e coppa – per ogni temperatura. Si prosegue verso l’abbazia di Chiaravalle della Colomba. Vuole la leggenda che i confini del monastero fossero indicati da una colomba che, in volo, fece cadere della paglia a delimitare il perimetro della costruzione.

 

 

Si lascia la pianura piacentina per avvicinarsi ai primi rilievi parmensi: a Fidenza il passaggio dei pellegrini lungo la Via Francigena è ricordato con un bassorilievo sul Duomo: Benedetto Antelami, ha rappresentato una fila ordinata di fedeli in marcia Roma, chi a piedi e chi a cavallo, ad indicare la varietà delle classi sociali. A Fornovo di Taro, nella chiesa di Santa Maria Assunta, il passaggio dei pellegrino è ricordato da una statua posizionata in una nicchia della chiesa romanica: un viandante con una cesta sulle spalle, che doveva indicare ai passanti che si trovavano sulla strada giusta per la Città Santa.

 

 

Da Fornovo a Berceto il percorso è impegnativo sia per chi cammina che per chi pedala: ci si trova ormai sull’Appennino tosco-emiliano, sulla strada del Passo della Cisa. Le pause si potranno consumare a Pieve di Bardone, la cui chiesa risale al VII secolo. Da vedere la Deposizione della Croce, analoga a quella del Duomo di Parma. A Berceto Duomo e Museo di San Moderanno offrono testimonianze della liturgia ecclesiastica di vari periodi storici. Le città d’arte della pianura padana si congedano qui dai pellegrini, prima dell’ingresso in Toscana.

Per altri suggerimenti sulla via Francigena potete leggere qui.

 

Immagine di copertina: Luca Casertelli

Mundus

10 e 15 agosto

 

 

Piazza Fontanesi

 

 

Rassegna di musica etnica e folk. 10 agosto: Yellow Squeeds (Italia) – Francesco Diodati chitarre, Enrico Zanisi pianoforte, Francesco Lento tromba, Glauco Bendetti bassotuba, Enrico Morello batteria; 15 agosto: Beatles e Rolling Stones (Italia) – Danilo Rea pianoforte, Ares Tavolazzi contrabbasso, Ellade Bandini batteria.

 

 

www.festivalmundus.it

Non solo clown

Tutti i sabati, dal 22 luglio al 26 agosto

 

 

Piazza Trento e Trieste, Monza

 

 

Giunge alla decima edizione la Rassegna Internazionale di artisti di strada Non solo clown: clown, giocolieri, musicisti e mangiafuoco si alterneranno per garantire intrattenimento e divertimento alle vostre serate estive! Partecipazione libera, appuntamento dalle ore 21.00 fino alla mezzanotte.

 

 

www.turismo.monza.it

Apertura gratuita dei musei civici

Dal 9 al 21 agosto

 

 

Un’occasione imperdibile per vivere liberamente lo straordinario patrimonio culturale della città di Brescia: il Museo di Santa Giulia, Brixia – Parco archeologico di Brescia romana e il Museo delle Armi Luigi Marzoli. Nello stesso periodo sarà attiva la promozione 2X1 per le mostre di Brescia Photo Festival, ovvero acquistando un biglietto intero si avrà automaticamente diritto ad averne uno in omaggio.

 

 

www.bresciamusei.com

 

Enoteche a Modena

Famosa in tutto il mondo anche per le eccellenze della sua tradizione enogastronomica, Modena è una città dive si possono gustare e degustare sapori unici. Le enoteche in giro per la città propongono ottimi vini in abbinamento con i piatti della cucina tradizionale, che sapranno soddisfare tutti i palati. Il re dei vini modenesi, poi, è il lambrusco che si abbia magnificamente a tutti i piatti della cucina emiliana. A patto che venga gustato fresco.

 

Enoteche a Modena: Enogastronomia Giuseppe Giusti

L’Enogastronomia Giuseppe Giusti a Modena, nella centrale via Farini, è molto più di un’enoteca: è il tempo del gusto e della cucina emiliana. È anche un pezzo di storia, perché la sua tradizione comincia oltre 4 secoli fa. Nata in origine come salumeria, divenne poi acetaia. Oggi è anche una bottiglieria ed enoteca che vanta circa 8mila bottiglie. Qui, oltre ai migliori lambruschi della zona di possono trovare i migliori Champagne e Franciacorta nonché i più ricercati vini rossi del mondo dal Brunello al Chianti al Barolo, agli Chateau francesi, passando tra alcuni importanti bianchi italiani ed esteri, finendo con i più conosciuti vini da dessert quali vin santo, recioti, e sauternes. Alla guida del locale dal 1980 c’è la famiglia Morandi, che nel 1989 ha dato vita anche all’Hosteria: solo quattro tavoli dove si può mangiare solo a mezzogiorno, per gustare sapori ormai perduti.

 

Enoteche a Modena, Enogastronomia Giuseppe Giusti

 

Enoteche a Modena: Athenaeum Wine Bar

L’Athenaeum Wine Bar è un’enoteca che nasce a Modena nel 2007. È in via Canalino, in centro città, non lontano dalla facoltà di giurisprudenza. Tra le sue proposte la vendita e la degustazione di vini pregiati anche al calice, grazie a un’innovativa tecnica di conservazione basata sull’azoto alimentare, che rallenta l’ossidazione e si blocca lo sviluppo dei microrganismi responsabili dei processi di degradazione chimica del vino. All’Athenaeum Wine Bar a Modena gli amanti del buon vino potranno così degustare anche al bicchiere quei prodotti ai quali spesso si rinuncia per via dei costi troppo elevati.

 

Enoteche a Modena: La Bottega dei golosi

La Bottega dei golosi, da poco trasferitasi in via Archirola, è un punto di riferimento per Modena. È nata nel 1999 da un’idea di due amici e colleghi, Alberto e Claudio, garzoni di bottega con tanta esperienza e il sogno di un negozio tutto loro. Oggi la Bottega dei golosi è un’enoteca molto fornita, con oltre 700 etichette, fra spumanti vini bianchi vini rossi e passiti. La missione che i proprietari si sono posti è quella di soddisfare i clienti proponendo prodotti di ottima qualità. E di solito ci riescono molto bene. La Bottega dei Golosi offre 50 tipi diversi di Champagne, 100 di Franciacorta, 40 etichette di Metodo Classico di altre regioni oltre al più noto Prosecco di Valdobbiadene. Ma accanto ai vini ci sono anche prelibate confetture e dolciumi, biscotti, paste, spezie, the, caffè e sfiziosità salate.

 

Enoteche a Modena: Compagnia del Taglio

Corredata da una piccola cucina che prepara zuppe e piatti sfiziosi della tradizione salumiera modenese, la Compagnia del Taglio è un’enoteca di Modena con degustazione e mescita provvista di circa 800 etichette tra distillati, vini e liquori. Alla Compagnia del Taglio, che sorge poco lontano dal Palazzo Ducale di Modena, si mangia proprio davanti agli scaffali ricolmi di bottiglie. Qui si può tranquillamente sostare come se si fosse in biblioteca, a guardare le etichette dei vini, e si può scegliere direttamente la bottiglia da acquistare o degustare nel locale. In questo caso, la Compagnia del Taglio offre stuzzicanti crostini con salumi e formaggi scelti. L’ideale per una serata in compagnia di fronte a un buon bicchiere di vino: meglio ancora se fuori fa freddo.

 

Per maggiori informazioni sulle enoteche a Modena www.visitmodena.it

Parchi a Cremona

Essendo adagiata sulla riva sinistra del Po, Cremona è tutta un parco naturale. Che si voglia scoprire a piedi o in bicicletta, il territorio di Cremona è ricco di parchi, soprattutto visto il passaggio del fiume Po. Affascinanti anche le minicrociere con la società di navigazione, per gustare la natura che a tratti qui è selvaggia. Per chi invece volesse immergersi in un’atmosfera d’altri tempi, consigliatissimo il viaggio nel tempo in compagnia dei dinosauri al Parco della Preistoria di Rivolta d’Adda.

 

Parchi a Cremona: Parco al Po

Il Parco al Po a Cremona è un’ampia area verde che si affaccia sul fiume. Offre numerosi sentieri per lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta e aree attrezzate per la sosta e il gioco. All’interno del parco sono collocati anche un percorso vita e una frequentata pista ciclistica.

 

Parchi a Cremona: Parco Sovracomunale della Golena del Po 

Il Parco Sovracomunale della Golena del Po a Cremona è uno dei percorsi più importanti per conoscere e apprezzare l’ambiente fluviale padano ed i suoi caratteri principali. Il paesaggio che si sviluppa lungo una sessantina di chilometri tra Cremona e Casalmaggiore è molto suggestivo e permette di incontrare zone umide, paleoalvei, paludi, stagni, oltre a cascine, strade, rogge, santelle e oratori, baracche dei pescatori e barche di legno. Lunghi filari di pioppi o boschi di pianura regalano un po’ di frescura. Percorribile in bicicletta da tutti, la ciclabile della Golena del Po è un itinerario molto indicato per una gita della domenica.

Fotografia: Roberto Caccialanza

 

Parchi a Cremona: Parco dei Fontanili di Capralba

Il Parco dei Fontanili di Capralba sorge nella parte settentrionale della pianura cremasca ed è caratterizzato dai fontanili risalenti all’undicesimo e dodicesimo secolo. Il parco è bellissimo perché permette di andare alla scoperta di quelle opere artificiali, rogge e fontanili appunto, caratterizzano il territorio della provincia di Cremona. Il loro scopo originario era quello di drenare le acque alfine di bonificare la pianura e renderla così adatta alle coltivazioni. Una gita al Parco dei Fontanili di Capralba è rigenerante per la limpidezza e la freschezza delle acque e per la rigogliosa vegetazione.

 

Parchi a Cremona: Parco Agricolo del Moso

Il Parco Agricolo del Moso si estende in provincia di Cremona, attraverso i comuni di Crema, Bagnolo Cremasco, Vaiano Cremasco, Palazzo Pignano, Cremosano e Trescore Cremasco. Tutti luoghi che hanno una stessa caratteristica morfologica e storica, vocati all’agricoltura. Ma la vera rarità di questo parco, che lo rende unico nella provincia di Cremona, sono le specie animali e vegetali che si incontrano lungo le rogge e i corsi d’acqua, che ricordano l’antica palude. Inoltre, tra i pioppi e i boschi nidificano varie specie di uccelli tra cui l’airone cenerino.

 

Parchi a Cremona: Parco della Preistoria

Il Parco della Preistoria a Rivolta d’Adda, poco distante da Cremona, si trova sulla sponda sinistra del fiume Adda ed è immerso in un’area naturale di oltre 100 ettari di bosco secolare. Grazie all’ombra dei grandi alberi una visita al parco è assai consigliata anche nelle giornate più calde. Lungo l’itinerario, tra acque e laghetti, sono state inserite circa 50 ricostruzioni scientifiche dei principali animali della preistoria, realizzate direttamente dagli scheletri fossili rinvenuti nei vari continenti. Si tratta di animali a grandezza naturale, tra cui ci sono artropodi, pesci, anfibi, rettili arcaici, dinosauri, pterosauri, plesiosauri, mammiferi e uomini primitivi. Accanto a questo anche un percorso botanico, un museo paleontologico, la vista di animali in semilibertà, aree attrezzate per i picnic e adibite a parco giochi, un labirinto e un trenino.

 

Parchi a Cremona: Parco Adda Sud

Il Parco regionale Adda Sud si estende da Rivolta d’Adda, nel Cremasco, fino alla confluenza nel Po, al confine tra i comuni di Castelnuovo Bocca d’Adda (Lo) e Crotta d’Adda (Cr), lungo circa 90 chilometri di fiume. L’area protetta comprende, oltre al fiume e a parecchie aree naturali più o meno prossime all’asta fluviale, una prevalente estensione di superfici agricole. Il territorio del Parco include un gran numero di siti di pregio naturalistico, costituiti da zone umide e da residui boschi, molto spesso tutelati da riserve naturali. Considerate ad un tempo l’estensione della superficie racchiusa nel perimetro del parco, la varietà degli ambienti e la ricchezza dei biotopi di pregio, è facile intuire come anche la fauna si riveli particolarmente ricca: ad esempio possiamo trovare il succiacapre, lo scoiattolo rosso, il capriolo e la cicogna bianca tra i tanti esemplari presenti.

 

Per maggiori informazioni sui parchi a Cremona www.turismocremona.it

Enoteche a Reggio Emilia

A Reggio Emilia la fa da padrone il lambrusco, un vino frizzante da sempre coltivato nelle province di Reggio Emilia e Modena. Può avere sapore asciutto o amabile, non molto di corpo, armonico, fresco e gradevole. Ottimo gustato in una delle tante enoteche a Reggio Emilia, servito fresco, stappato al momento e accompagnato dai piatti della cucina tradizionale a base di lasagne al sugo di carne, lessi, zampone, cotechino e salumi, il lambrusco viene venduto anche sfuso in damigiana presso le cantine della provincia.

 

 

Enoteche a Reggio Emilia: Il Pozzo

Il Pozzo è una delle enoteche storica a Reggio Emilia. È anche un ristorante. Sorge nel centro storico, vicino al Teatro Ariosto. Il Pozzo, che ha quasi 30 anni di vita, è stato realizzato all’interno di un palazzo storico, in sale classiche o negli spazi che un tempo ospitavano l’enoteca, che hanno il soffitto a volte e un’atmosfera più conviviale. Il fatto di essere al piano interrato regala intimità e fascino al locale, rustico ma elegante. È il luogo ideale per una cenetta romantica o per un buon bicchiere di vino nel dopoteatro. La sua cantina vanta 400 etichette e un’ampia scelta di distillati, mentre la cucina spazia dalla tradizione ai classici nazionali. In estate si può stare all’aperto nel bel giardino interno.

 

 

Enoteche a Reggio Emilia: Vino Natural Durante

Vino Natural Durante è una piccola enoteca nel centro di Reggio Emilia, con mescita. La sua caratteristica è quella di servire solo vini di produttori biologici selezionati nazionali ed esteri, con un interessante assortimento di bollicine e di rossi francesi. Accanto all’alta qualità dei vini c’è la professionalità dell’oste, che accoglie i clienti con garbo, gentilezza e tanta, tanta passione. In via del Guazzatoio, 12.

 

 

Enoteche a Reggio Emilia: Vineria della legna

La Vineria della legna è un locale piccolissimo, d’estate riesce ad arrivare a 20 posti, in inverno solo 10. D’obbligo quindi la prenotazione. Un aperitivo qui vale sempre la pena di essere fatto. Vini di alta qualità, italiani ed esteri, prodotti alimentari di gran gusto, insieme a coccole gastronomiche da parte del proprietario. A Reggio Emilia la Vineria della legna non è solo un’enoteca, è una chicca per il palato. In piazza XXIV maggio.

 

 

Enoteche a Reggio Emilia: Prospero Restaurant Wine Bar

Come dice il nome stesso, questa enoteca sorge in piazza San Prospero, la più famosa di Reggio Emilia. Oltre 500 etichette per questo locale di tendenza del centro, punto di ritrovo per un aperitivo stuzzicante, un pranzo di lavoro o una cena fatta di piatti sfiziosi. Il locale è ben curato, dall’ambientazione ricercata e il personale è cortese e preparato. Il Prospero Restaurant e Wine Bar è il luogo ideale per una sosta di qualità durante una gita alla scoperta delle bellezze e dei luoghi storici di Reggio Emilia. È proprio una bella esperienza, soprattutto quando splende il sole, degustare un buon calice di lambrusco circondati dai leoni marmorei di piazza San Prospero.

 

 

Enoteche a Reggio Emilia: Spumanteria all’Opera

La Spumanteria all’Opera sorge in Galleria Cavour a Reggio Emilia. È molto più di un’enoteca, è un progetto. Nell’intento dei proprietari questo locale innovativo e unico, dedicato allo Spumante Metodo Classico Italiano, vuole promuovere lo spumante in tutte le sue declinazioni e dare visibilità sia alle grandi aziende sia ai piccoli produttori di zone semi-sconosciute che rielaborano il prodotto avvalendosi di pratiche anche originalissime. Il menu cambia ogni mese. Gestito da nove amici, colleghi e sommelier che hanno voluto unire la propria passione e mettere al servizio di questo progetto, i numerosi anni d’esperienza acquisita nel settore. Piccola e chic, la Spumanteria all’Opera merita senz’altro una visita.

 

Per maggiori informazioni sulle enoteche a Reggio Emilia: www.vinireggiani.com   comune.re.it

 

Parchi a Piacenza

La natura a Piacenza è un tripudio di bellezza. Parchi e riserve naturalistiche regalano tranquillità e pace, oltre a paesaggi molto suggestivi. Grandi e piccini, durante le tante gite che si possono fare alla scoperta dei parchi a Piacenza, non possono che rimanere affascinati. Anche perché c’è l’imbarazzo della scelta: dai parchi urbani alle passeggiate lungo il Po, fino alle gite sulle colline l’ambiente naturale di Piacenza è semplicemente bellissimo.

 

Parchi a Piacenza: Parco di Montecucco

Il parco di Montecucco, alla periferia sud ovest di Piacenza, occupa un’area di 16 ettari ed è nato nel 1997. È il polmone verde della città e si caratterizza come una piacevole oasi di tranquillità, nel cuore di Piacenza. Si possono organizzare pic nic, si può fare sport, o più semplicemente una bella passeggiata a piedi o in bicicletta.

 

Parchi a Piacenza: Oasi naturalistica dell’Isola de Pinedo

L’Oasi naturalistica dell’Isola de Pinedo si trova a 13 chilometri da Piacenza, vicino a Caorso. La passeggiata che si consiglia si sviluppa su un tragitto di poco più di 6 chilometri, pianeggiante e senza alcun pericolo. Tutti possono facilmente godere di una gita in questo parco che si sviluppa in uno dei tratti più interessanti del fiume Po. Si consiglia di portare con sé un buon binocolo o un cannocchiale, perché il bird watching che qui si può fare lascia senza parole. Per percorrere i 6 chilometri serve un’ora e mezza circa di cammino, ma il tempo si moltiplica per via delle numerose soste d’obbligo per assaporare la bellezza del paesaggio. Tra le varie specie animale si possono ammirare l’airone rosso, il falco di palude e la rana di Latense. L’oasi e l’isola sono rimaste immuni dagli interventi dell’uomo e per questo qui sono conservate parecchie zone umide, dove sono vietate la caccia e la pesca, rendendo di conseguenza possibile un così vasto e ricco popolamento di volatili. Sull’isola de Pinedo è presente l’unica colonia di garzette e nitticore del territorio provinciale.

 

Parchi a Piacenza: Parco Avventura Valtrebbia

Il Parco Avventura Valtrebbia sorge a Coli, in provincia di Piacenza. Totalmente immerso in un’area naturale con un grande prato e tanti meravigliosi pini, come solo la Valtrebbia sa regalare, il parco è un’oasi di tranquillità che regala grandi emozioni. È il luogo ideale per stare sospesi tra gli alberi a spasso tra ponti tibetani e teleferiche. Il tutto in totale sicurezza e sotto l’attenta e costante sorveglianza di personale esperto. Perché il mondo visto da una passerella a 9 metri di altezza offre una prospettiva diversa. Per chi volesse avventurarsi sulle colline piacentine, inoltre, il Parco Avventura Valtrebbia è il punto di partenza per affascinanti escursioni. E per i più pigri è un luogo di totale relax dove sonnecchiare su un’amaca all’ombra degli alti pini.

 

Parchi a Piacenza: Castello di Gropparello

Il Castello di Gropparello è un parco emotivo, dove si può vivere una magica esperienza fuori dal tempo. Una giornata in questo parco a pochi chilometri da Piacenza è un tuffo in una dimensione fatta di fate, folletti, elfi, druidi, streghe, maghi. Il tutto in una splendida cornice naturale di rocce e alberi. I bambini rimarranno estasiati e i grandi torneranno per un giorno bambini al Castello di Gropparello. Perché questo parco è un’oasi dedicata allo stupore e alla meraviglia. Un bosco dove perdersi alla scoperta di mille avventura fatate, per trasformarsi in cavalieri come nei sogni. E tra le esperienze più emozionanti che si possano fare al Castello di Gropparello c’è quella di dormire nella Torre sospesa tra il ponte levatoio e il cortile centrale! E, perché no, anche organizzare un fiabesco pranzo di nozze.

 

 

Per maggiori informazioni sui parchi a Piacenza www.visit-piacenza.it