Tra regge e castelli


Tra regge e castelli in Pianura Padana, terra di grandi famiglie. Re e regine, duchi e marchesi hanno lasciato attraverso le epoche, dal Medioevo al Barocco passando dal Rinascimento, gioielli disseminati in campagna e sulle colline. Dalla Villa Reale di Monza al Castello Visconteo di Pavia, dalla Reggia di Colorno ai castelli del Ducato di Parma e Piacenza si snoda da nord a sud un itinerario colmo di suggestione.

 

Si può iniziare da Monza, dove si è colpiti dalla armoniosa, neoclassica Villa Reale, voluta dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria e donata al figlio, l’arciduca Ferdinando d’Asburgo, allora governatore generale della Lombardia. Nell’ala sud del primo piano nobile, di grande interesse gli Appartamenti Reali di Umberto I e di Margherita di Savoia, che elessero il palazzo a residenza estiva.L’itinerario scende a Pavia, per il Castello visconteo, fortezza militare e fastosa residenza, eretto in cinque anni, tra il 1360 e il 1365 per volere di Galeazzo il Visconti, diventato signore della città. Un progetto architettonico di Bernardo da Venezia (che lavora anche al Duomo di Milano, alla Certosa e alla chiesa di Santa Maria del Carmine a Pavia), che purtroppo è andato in parte perduto, con la distruzione dell’ala nord. Ma affascina l’ampio cortile interno, circondato dalle arcate di pietra del porticato e del sovrastante loggiato, ornato con monofore, bifore e quadrifore. Oggi, il Castello ospita i Musei Civici.

 

I Castelli del Ducato di un tempo che fu cominciano lungo il nostro itinerario nel Piacentino, soprannominato “la piccola Scozia” per numero di manieri che costellano il territorio. Il Castello Malaspina Dal Verme a Bobbio, posto lungo le tracce della Via di San Colombano, il castello incantato di Rivalta nello splendore della Val Trebbia, il borgo e mastio medioevale di Vigoleno, il castello di Gropparello con il suo parco emotivo, primo in Italia, il seducente borgo di Castell’Arquato, il castello di San Pietro con annesso MIM (Museum in motion) sono solo alcuni e senza dimenticare a Piacenza Palazzo Farnese. Già residenza ducale voluta da Margherita d’Austria, moglie di Ottavio Farnese, il palazzo affidato ala costruzione (1559) dell’architetto Jacopo Barozzi, detto il Vignola, ospita oggi i Musei Civici (da segnalare il Museo delle Carrozze, la Pinacoteca ed il Museo Archeologico).
Si fa un salto di secoli ma si resta nell’incanto andando alla Reggia di Colorno, nei dintorni di Parma, forse la più sontuosa della famiglia Farnese. Fu poi dimora prediletta di Don Filippo di Borbone e della moglie Louise Elisabeth, figlia di Luigi XV di Francia, che ne fa una Versailles italiana, e di Maria Luigia d’Austria. Oggi è stata riaperta come sede di esposizioni di prestigio internazionale. Vale la pena fare una passeggiata nel bel giardino all’italiana disegnato da Le Notre. Da qui si può partire per uno dei più piacevoli tour della Bassa, quello che segue i castelli del Ducato. Come le vicine Rocca dei Rossi, a San Secondo, fatta costruire da Pier Maria II nella prima metà del ‘400, ricostruita nei primi anni del ‘500 in puro gusto rinascimentale, e la Rocca di Soragna, dal XVII secolo la residenza dei principi Meli Lupi, che ancora oggi la abitano. Non distante c’è anche la Rocca Sanvitale a Fontanellato, tuttora circondata da un ampio fossato con acqua.

 

All’interno la galleria di ritratti della dinastia Sanvitale ripercorre la storia della famiglia, con la saletta dipinta dal Parmigianino con il mito di Diana e Atteone. Sul confine con il Reggiano, il borgo di Montechiarugolo rivela un altro spettacolare castello, edificato sui resti di un maniero duecentesco, ma rivisto nel Quattrocento dai Visconti. È un esempio di architettura quattrocentesca pure il Castello di Torrechiara, tra i meglio preservati del Ducato, tanto che spesso è scelto come set cinematografico di film in costume: qui hanno girato Lady Hawk (1985) con Michelle Pfeiffer. Ma ci si può anche spingere fino al suggestivo Castello di Bardi, posto su un’altura naturale di diaspro rosso, di origine medievale, o al Castello di Compiano, in alta Val di Taro, massiccia struttura a pianta pentagonale che rivela oggetti d’arte, arredi e dipinti antichi.

 

I più noti castelli reggiani fanno riferimento alla contea di Matilde di Canossa, la più importante donna del medioevo, la Matelda cantata da Dante nel Paradiso. Da non perdere il Castello di Canossa, noto nel mondo per l’incontro tra l’imperatore Enrico IV e il Papa Gregorio VII che ospita oggi il Museo “Naborre Campanini”; i Castelli di Rossena, Bianello, Carpineti, cornice ideale per Eventi e ricostruzioni storiche; la stupenda Pieve di Toano, in Alto Appennino e l’Abbazia di Marola, risalenti al XII secolo. Ma il patrimonio di castelli della provincia di Reggio Emilia è arricchito anche dalle testimonianze delle signorie della collina e della pianura. Restano forti i segni di quelle piccole ma orgogliose signorie indipendenti che, alla distanza di più o meno un’ora di cavallo, cingevano a corolla la città di Reggio: Scandiano, contea dei Boiardo, stirpe del famoso poeta – di cui resta la Rocca; Gualtieri, feudo dei Bentivoglio, già signori di Bologna col Palazzo e la stupenda piazza; Novellara (Rocca) e Guastalla, rette da due rami secondari, fra loro distinti, dei Gonzaga; Correggio, con l’omonimo Palazzo dei Principi, San Martino in Rio con la Rocca Estense.